Abbiamo tutti visto e rivisto, in televisione e su Internet, le drammatiche immagini di ieri a Roma. L'eretico avrebbe da scrivere molto, ma moltissimo è già stato autorevolmente detto e scritto, e le immagini - qualche volta - parlano da sole. Purtroppo.
Chiediamoci piuttosto questo: è possibile un parallelismo tra la situazione nazionale (ed internazionale), e quella locale?
Vediamo: la opportuna polemica degli indignados è contro il debito pubblico, lasciato dai loro nonni e genitori (e di cui, inevitabilmente, ora pagano le conseguenze i giovani, dopo avere comunque goduto loro stessi del welfare gonfiato e dell'assistenzialismo parademocristiano imperante per decenni: magari solo da bambini, però...); questa giusta polemica (come riconosciuto esplicitamente dallo stesso Mario Draghi e da Corrado Passera, non proprio gli ultimi arrivati) degli indignados, quindi, aggredisce un problema che ha una dilatazione diacronica (almeno una trentina d'anni, con piccole correzioni di rotta, poi sputtanate in seguito), e soprattutto NON può essere personalizzato: non c'è certo simpatia per Berlusconi (e poca per Bersani), ma gli indignados hanno altrettanto chiaro che non è solo colpa del Berlusca (e con uno come Tremonti? Bravo a limitare i danni, ma pessimo nello scegliere dove tagliare?). Che fare, scendere in piazza a manifestare contro i morti, contro gente con il pannolone, o con l'highlander Andreotti Giulio? Come si fa?
Veniamo alla città del Palio.
Qui il tracollo (della Banca, dell'Università, dell'Ospedale...) è avvenuto in tempi più rapidi, e ha nomi e cognomi ben individuabili (MOLTO BEN INDIVIDUABILI...): nessuno è morto, nessuno è cateterizzato (almeno che si sappia), nessuno è Highlander (a parte quella di Bagnaia, ma lei se ne sta rintanata fra cavalli e buche da golf...).
Rabbia, in giro, ce n'è tanta: all'Università, all'Ospedale, in Banca. Amarezza, insicurezza per il futuro, appunto rabbia ed incazzatura per chi ha rovinato, in pochi anni, tutto questo ben di Dio.
Giustamente, l'altro giorno, su Fratello illuminato ci si poneva il problema: si fanno gli indignados sul sesso degli angeli, a Siena?
Che si fa, allora? Niente violenza, certo (quella, solo se la Brambilla si spinge a meno di 12 km. dalle mura); qualcosina, però, si potrebbe fare, e da subito: iniziare ad evitare il servilismo untuoso che tanti concittadini hanno ogniqualvolta si trovano in un consesso qualsiasi con i devastatori della città. Non basta, dopo avere leccato, andare in giro a ridicolizzare i devastatori, dicendone di cotte e di crude: bisognerebbe cercare di non leccare per niente... Non c'è bisogno di eccedere, nel servilismo: siate servili, ma almeno con moderazione, ecco. E quando c'è qualche incontro di quelli ad alta densità castista, se qualche volta uno gli fa un bercio, non succede mica niente: un bercio, oppure un leggero appunto verbale, ovvero, magari, una risatina di scherno nel muso, tanto per farli sentire i ridicoli che sono. Arroganti, quanto incapaci.
Una risatina nel muso, non un estintore addosso: tanto per fargli capire che qualcuno si sarebbe anche, appunto, indignato!
Come diceva un celebre sovrano francese (chi è?), "tutto è perduto, tranne l'onore". Almeno quello, nel marasma generale, salviamolo. Almeno quello...
DA GIOVEDI' 25 LUGLIO 2013 IL BLOG SI TRASFERISCE AL SEGUENTE INDIRIZZO: WWW.ERETICODISIENA.IT
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domenica 16 ottobre 2011
sabato 15 ottobre 2011
Sanità senese: ok, il bilancio è giusto?
L'eretico aveva promesso il suo rinsillino sulla Sanità per domenica, ma domani sarà fuori per motivi personali, quindi meglio anticipare, che posticipare (non si sa mai...).
In primis, torniamo a scrivere due parole sulla dottoressa Laura Benedetto: in fin dei conti, fino al 23 settembre scorso era lei, la Direttrice generale dell'Asl 7. Lo facciamo per felicitarci con lei, visto che siamo stati i primi a scrivere della sua relazione con il Presidente Rossi, peraltro nota a tutti, nell'ambiente: le nozze sono ormai a portata di mano!
"Di sicuro ora mi sposa per davvero. Anche se avesse cambiato idea, ormai mi ha compromesso a tal punto che questo almeno me lo deve", dice a tale Olga Mugnaini della Nazione Firenze (pagina 22, 7 ottobre). Simpatica e spiritosa, dunque. Se invitato, l'eretico parteciperà volentieri.
Si sposeranno "entro la fine dell'anno", sostiene la Benedetto (ne ha parlato con il Rossi?). Buon per loro.
Nel frattempo, l'Enrico regionale - più pimpante che mai - distribuisce battute (sui radicali in Parlamento), sorrisi inusitati (a Bersani fiorentino, ieri sera), ma ha le sue brutte gatte da pelare, con l'affaire Delvino (Asl di Massa): ma i piddini non dicono sempre che le sentenze della Magistratura vanno rispettate?
Rossi ha l'asso nella manica: tra lui e Delvino, è venuto meno il rapporto fiduciario.
"Finchè sarò Presidente della Regione un direttore che fa un deficit così non può essere un dirigente". Per la Magistratura, il megabuco da quasi trecento milioni di euro non è proprio tutto colpa del povero Delvino, ma Rossi non fa una piega: quando c'è qualcosa - o parecchio - che non va in un Bilancio Asl, con lui si chiude. Punto e basta!
Il reintegrato (dal magistrato) e licenziato (!) da Rossi, Antonio Delvino, prepara le sue contromosse, ed intanto ad Alessio Gaggioli del Corrsera Firenze rilascia un'intervista (12 ottobre), che termina con questa frase che forse gelerà il sangue di qualcuno:
"In questo lavoro fidarsi è una necessità (lo dice anche il Rossi, no?, Ndr). Avrei dovuto pensare di più a proteggere me stesso. E penso che GLI STESSI CONTROLLI FATTI A MASSA ANDREBBERO FATTI IN TUTTE LE ALTRE ASL. LA MIA ESPERIENZA DOVREBBE SPINGERE TUTTI A FARLO".
Ci penserà chi di dovere, ad accertare altri, eventuali, clamorosi buchi sanitari.
L'eretico, per intanto, qualcosina di anomalo l'ha già notato. Anomalo non significa di rilevanza penale: significa anomalo, nè più, nè meno.
Nell'aprile scorso, infatti, si doveva tenere una importantissima Gara d'appalto per decidere quale sarebbe stata la Società abilitata a certificare il Bilancio della Asl senese: ma tutto fu bloccato, congelato, infine revocato. Alla fine, si andò a riconfermare la Società KPMG, che già c'era in precedenza; la Gara d'appalto - gestita dall'Estav - fu dunque stoppata, e si preferì la continuità senza alcuna procedura d'evidenza. Anomalo, no?
L'eretico - appena iniziato ad interessarsi alla questione - è venuto a sapere una seconda cosa, che gli pare incredibile (ma siamo a Siena, no?): vale a dire che un importante Dirigente addetto al Bilancio dell'Asl 7, verrebbe proprio dalle fila della società KPMG. Questo signore, poi, avrebbe avuto una importante promozione nel luglio scorso (promozione benedettina, dunque)...
Urgono ulteriori ricerche, perchè questa sarebbe troppo grossa, anche per lo smaliziatissimo eretico!
La domanda di Fantasanità, a questo punto, è questa: non succederà mai e poi mai, ma se anche nella irreprensibile Asl senese emergessero delle irregolarità, il Rossi (così implacabile con Delvino a Massa) tuonerebbe contro l'interruzione del rapporto fiduciario anche con la Benedetto, fino a meno d'un mese fa a capo della Asl senese?
In primis, torniamo a scrivere due parole sulla dottoressa Laura Benedetto: in fin dei conti, fino al 23 settembre scorso era lei, la Direttrice generale dell'Asl 7. Lo facciamo per felicitarci con lei, visto che siamo stati i primi a scrivere della sua relazione con il Presidente Rossi, peraltro nota a tutti, nell'ambiente: le nozze sono ormai a portata di mano!
"Di sicuro ora mi sposa per davvero. Anche se avesse cambiato idea, ormai mi ha compromesso a tal punto che questo almeno me lo deve", dice a tale Olga Mugnaini della Nazione Firenze (pagina 22, 7 ottobre). Simpatica e spiritosa, dunque. Se invitato, l'eretico parteciperà volentieri.
Si sposeranno "entro la fine dell'anno", sostiene la Benedetto (ne ha parlato con il Rossi?). Buon per loro.
Nel frattempo, l'Enrico regionale - più pimpante che mai - distribuisce battute (sui radicali in Parlamento), sorrisi inusitati (a Bersani fiorentino, ieri sera), ma ha le sue brutte gatte da pelare, con l'affaire Delvino (Asl di Massa): ma i piddini non dicono sempre che le sentenze della Magistratura vanno rispettate?
Rossi ha l'asso nella manica: tra lui e Delvino, è venuto meno il rapporto fiduciario.
"Finchè sarò Presidente della Regione un direttore che fa un deficit così non può essere un dirigente". Per la Magistratura, il megabuco da quasi trecento milioni di euro non è proprio tutto colpa del povero Delvino, ma Rossi non fa una piega: quando c'è qualcosa - o parecchio - che non va in un Bilancio Asl, con lui si chiude. Punto e basta!
Il reintegrato (dal magistrato) e licenziato (!) da Rossi, Antonio Delvino, prepara le sue contromosse, ed intanto ad Alessio Gaggioli del Corrsera Firenze rilascia un'intervista (12 ottobre), che termina con questa frase che forse gelerà il sangue di qualcuno:
"In questo lavoro fidarsi è una necessità (lo dice anche il Rossi, no?, Ndr). Avrei dovuto pensare di più a proteggere me stesso. E penso che GLI STESSI CONTROLLI FATTI A MASSA ANDREBBERO FATTI IN TUTTE LE ALTRE ASL. LA MIA ESPERIENZA DOVREBBE SPINGERE TUTTI A FARLO".
Ci penserà chi di dovere, ad accertare altri, eventuali, clamorosi buchi sanitari.
L'eretico, per intanto, qualcosina di anomalo l'ha già notato. Anomalo non significa di rilevanza penale: significa anomalo, nè più, nè meno.
Nell'aprile scorso, infatti, si doveva tenere una importantissima Gara d'appalto per decidere quale sarebbe stata la Società abilitata a certificare il Bilancio della Asl senese: ma tutto fu bloccato, congelato, infine revocato. Alla fine, si andò a riconfermare la Società KPMG, che già c'era in precedenza; la Gara d'appalto - gestita dall'Estav - fu dunque stoppata, e si preferì la continuità senza alcuna procedura d'evidenza. Anomalo, no?
L'eretico - appena iniziato ad interessarsi alla questione - è venuto a sapere una seconda cosa, che gli pare incredibile (ma siamo a Siena, no?): vale a dire che un importante Dirigente addetto al Bilancio dell'Asl 7, verrebbe proprio dalle fila della società KPMG. Questo signore, poi, avrebbe avuto una importante promozione nel luglio scorso (promozione benedettina, dunque)...
Urgono ulteriori ricerche, perchè questa sarebbe troppo grossa, anche per lo smaliziatissimo eretico!
La domanda di Fantasanità, a questo punto, è questa: non succederà mai e poi mai, ma se anche nella irreprensibile Asl senese emergessero delle irregolarità, il Rossi (così implacabile con Delvino a Massa) tuonerebbe contro l'interruzione del rapporto fiduciario anche con la Benedetto, fino a meno d'un mese fa a capo della Asl senese?
Il giornalismo a singhiozzo della Nazione: Schiantopoli sì, Mps no...
Ennesima dimostrazione di grande giornalismo della Nazione Siena: oggi sbatte le intercettazioni su Schiantopoli in prima pagina (ma senza fare un nome, neanche della ditta sotto inchiesta!), mentre su Galaxopoly, Processo Acampa e tantissimo altro, silenzio parassoluto. Come già scritto e riscritto, c'è una montagna di materiale (anche intercettazioni, ovviamente) sul ruolo di Banca e Fondazione Mps nell'affaire Ampugnano: La Nazione non ha mai pubblicato alcunchè. E le intercettazioni del Processo Acampa? Senza i libri ereticali e la Repubblica, chi le conoscerebbe?
Caro caporedattore, sarebbe facile fare sorridere sul tuo cognome, ma te lo meriti: questo giornale, non è forse un pochino strambo?
Capisco bene che la linea editoriale venga FORSE (E DICASI FORSE) leggermente ed impercettibilmente influenzata da quella di Bagnaia, e capisco anche che quella di Bagnaia non sia interessata da problemi quali la Morte (la Monti Riffeser - come si sa - è nel ristrettissimo club degli italiani immortali, con la sua amica Fanfani, Giulio Andreotti e pochissimi altri), e si comprende benissimo che sia meglio tenersi buoni i rapporti con il Monte o la Provincia, che con la ditta Nannoni: questa asimmetria, però, è davvero stridente. Non c'è bisogno di essere grandi esperti di giornalismo...
Se viene arrestato un albanese, La Nazione pubblica spesso financo la foto, del reprobo; se viene indagato il Presidente di Mps, la notizia - chiaramente priva di alcuna rilevanza sociale - la si relega nell'Economia, così il lettore medio neanche la legge.
Farò un altro esempio, molto personale: quando lo scrivente, nel marzo scorso, fu condannato dal mitico Giudice Cavoto per diffamazione nei confronti di quei due galantuomini che rispondono al nome di Acampa Giuseppe e del cittadino Antonio Buoncristiani, La Nazione ci fece una paginata intera, con nome e cognome del condannato, e con tanto di foto (tra l'altro, di pessima qualità...) del reo non confesso. Del libro da cui scaturiva il tutto, però, MAI NESSUNA PAROLA, nonostante l'incredibile successo.
Come si spiega, questa curiosa contraddizione? Non osando sperare che quella di Bagnaia perda il suo preziosissimo tempo per un blogger, è evidentemente farina del sacco del caporedattore Strambi.
Quello, il cui top giornalistico arriva - puntuale appunto come le tasse e la morte - nell'editoriale (sic) settimanale: quando augura "buona domenica" ai lettori...
Caro caporedattore, sarebbe facile fare sorridere sul tuo cognome, ma te lo meriti: questo giornale, non è forse un pochino strambo?
Capisco bene che la linea editoriale venga FORSE (E DICASI FORSE) leggermente ed impercettibilmente influenzata da quella di Bagnaia, e capisco anche che quella di Bagnaia non sia interessata da problemi quali la Morte (la Monti Riffeser - come si sa - è nel ristrettissimo club degli italiani immortali, con la sua amica Fanfani, Giulio Andreotti e pochissimi altri), e si comprende benissimo che sia meglio tenersi buoni i rapporti con il Monte o la Provincia, che con la ditta Nannoni: questa asimmetria, però, è davvero stridente. Non c'è bisogno di essere grandi esperti di giornalismo...
Se viene arrestato un albanese, La Nazione pubblica spesso financo la foto, del reprobo; se viene indagato il Presidente di Mps, la notizia - chiaramente priva di alcuna rilevanza sociale - la si relega nell'Economia, così il lettore medio neanche la legge.
Farò un altro esempio, molto personale: quando lo scrivente, nel marzo scorso, fu condannato dal mitico Giudice Cavoto per diffamazione nei confronti di quei due galantuomini che rispondono al nome di Acampa Giuseppe e del cittadino Antonio Buoncristiani, La Nazione ci fece una paginata intera, con nome e cognome del condannato, e con tanto di foto (tra l'altro, di pessima qualità...) del reo non confesso. Del libro da cui scaturiva il tutto, però, MAI NESSUNA PAROLA, nonostante l'incredibile successo.
Come si spiega, questa curiosa contraddizione? Non osando sperare che quella di Bagnaia perda il suo preziosissimo tempo per un blogger, è evidentemente farina del sacco del caporedattore Strambi.
Quello, il cui top giornalistico arriva - puntuale appunto come le tasse e la morte - nell'editoriale (sic) settimanale: quando augura "buona domenica" ai lettori...
venerdì 14 ottobre 2011
Sanità: il caso del dottor Marcello Bozzi...
Come promesso ai lettori, il venerdì Sanità (visto il momento intenso assai, domenica ci sarà un rinsillino festivo...): una volta si diceva "giovedì gnocchi" (oggi, variante berlusconiana...), l'eretico aggiunge "il venerdì, Sanità"...
Il caso del dottor Marcello Bozzi, dunque. Per chi non lavori alle Scotte, il Bozzi è il Direttore dell'Unità professionale assistenza infermieristica dell'ospedale senese. Il capo assoluto del settore infermieristico, fuori dalle sigle, sempre ridondanti, della burocrazia ospedaliera. Un incarico di assoluta importanza e rilievo. Arrivato a Siena dall'ospedale di Ancona il 1 febbraio del 2009 - incaricato quindi dal dottor Morello, attuale plenipotenziario delle Scotte, a maggior ragione dopo l'abbandono della dottoressa Benedetto del 23 settembre scorso -, il dottor Bozzi riveste quindi un ruolo di enorme rilevanza: per i tantissimi che lavorano nel suo settore di competenza (gli infermieri, appunto), e per tutti quanti i pazienti delle Scotte, che con quegli stessi pazienti si trovano a relazionarsi per ovvi motivi.
Diciamolo subito: il dottor Bozzi non riscuote unanimi consensi, fra il personale infermieristico delle Scotte; anzi, diciamola tutta: molti infermieri non hanno apprezzato e non apprezzano il suo modus operandi.
Da ambienti a lui vicini, si dice che questo avvenga perchè naturalmente, quando e se si fanno delle scelte impopolari che vanno ad intaccare delle nicchie di potere precostituito, si incontrano resistenze e polemiche.E poi bisogna tenere presente il solito discorso dei tagli (su questo, l'eretico tornerà, in futuro).
Una cosa, però, va detta a chiare lettere: in questa contrapposizione fra il Bozzi e buona parte del settore infermieristico (che poi sono quelli che stanno personalmente a contatto con i pazienti, va sempre ricordato), non giova certo il fatto che - facendo un semplice giretto internettiano - si trovino articoli (fonte Il resto del carlino di Bologna, gruppo Monti Riffeser, cioè quella di Bagnaia che tanto spesso l'eretico richiama) concernenti un pasticciaccio accaduto durante un concorso interno per caposala, (ottobre 2009, in quel di Ancona): ci fu un ricorso, ed il tutto fu bloccato dall'Azienda stessa; poche settimane dopo, il Bozzi arrivò a Siena, alle Scotte. Va da sè, che molti storcano il naso, di fronte a questo precedente marchigiano; da fonti bozziane, sembra che il Direttore non abbia ricevuto alcun avviso di garanzia, e che abbia querelato il giornalista de Il resto del carlino.
Resta un fatto, comunque: dal momento che il concorso per caposala finì comunque male (su questo, nessun dubbio!); dal momento che la vicinanza cronologica tra lo sciagurato concorso e l'arrivo bozziano a Siena è davvero ravvicinatissima; dal momento che, alle Scotte, si assiste da tempo ad una penosa pantomima di foglietti con i suddetti articoli attaccati vicino alle timbratrici, poi "rimossi" a tempo di record da lealisti bozziani, con efficienza degna di miglior causa, l'eretico ritiene che la cosa indubbiamente migliore sarebbe che il dottor Marcello Bozzi chiarisse, una volta per tutte, come sia andato questo benedetto concorso per caposala, in modo tale che non ci fossero dubbi sul suo operato passato.
Anche perchè il silenzio, i fogli strappati (non certo da lui, ma neanche ad opera dello Spirito Santo...), non giovano alla serenità di nessuno: nè del Bozzi, nè del personale infermieristico.
E perchè fanno nascere vere e proprie leggende metropolitane (ospedaliere?), tipo quella della cuginanza di Bozzi stesso con Bersani (non il bravo Samuele, bensì il mediocre Segretario del Pd).
Pare, sembra si tratti di bufala pazzesca: ma anche su questa bufala, l'eretico attende una risposta chiarificatrice dal dottor Bozzi...
Raffaele Ascheri
Il caso del dottor Marcello Bozzi, dunque. Per chi non lavori alle Scotte, il Bozzi è il Direttore dell'Unità professionale assistenza infermieristica dell'ospedale senese. Il capo assoluto del settore infermieristico, fuori dalle sigle, sempre ridondanti, della burocrazia ospedaliera. Un incarico di assoluta importanza e rilievo. Arrivato a Siena dall'ospedale di Ancona il 1 febbraio del 2009 - incaricato quindi dal dottor Morello, attuale plenipotenziario delle Scotte, a maggior ragione dopo l'abbandono della dottoressa Benedetto del 23 settembre scorso -, il dottor Bozzi riveste quindi un ruolo di enorme rilevanza: per i tantissimi che lavorano nel suo settore di competenza (gli infermieri, appunto), e per tutti quanti i pazienti delle Scotte, che con quegli stessi pazienti si trovano a relazionarsi per ovvi motivi.
Diciamolo subito: il dottor Bozzi non riscuote unanimi consensi, fra il personale infermieristico delle Scotte; anzi, diciamola tutta: molti infermieri non hanno apprezzato e non apprezzano il suo modus operandi.
Da ambienti a lui vicini, si dice che questo avvenga perchè naturalmente, quando e se si fanno delle scelte impopolari che vanno ad intaccare delle nicchie di potere precostituito, si incontrano resistenze e polemiche.E poi bisogna tenere presente il solito discorso dei tagli (su questo, l'eretico tornerà, in futuro).
Una cosa, però, va detta a chiare lettere: in questa contrapposizione fra il Bozzi e buona parte del settore infermieristico (che poi sono quelli che stanno personalmente a contatto con i pazienti, va sempre ricordato), non giova certo il fatto che - facendo un semplice giretto internettiano - si trovino articoli (fonte Il resto del carlino di Bologna, gruppo Monti Riffeser, cioè quella di Bagnaia che tanto spesso l'eretico richiama) concernenti un pasticciaccio accaduto durante un concorso interno per caposala, (ottobre 2009, in quel di Ancona): ci fu un ricorso, ed il tutto fu bloccato dall'Azienda stessa; poche settimane dopo, il Bozzi arrivò a Siena, alle Scotte. Va da sè, che molti storcano il naso, di fronte a questo precedente marchigiano; da fonti bozziane, sembra che il Direttore non abbia ricevuto alcun avviso di garanzia, e che abbia querelato il giornalista de Il resto del carlino.
Resta un fatto, comunque: dal momento che il concorso per caposala finì comunque male (su questo, nessun dubbio!); dal momento che la vicinanza cronologica tra lo sciagurato concorso e l'arrivo bozziano a Siena è davvero ravvicinatissima; dal momento che, alle Scotte, si assiste da tempo ad una penosa pantomima di foglietti con i suddetti articoli attaccati vicino alle timbratrici, poi "rimossi" a tempo di record da lealisti bozziani, con efficienza degna di miglior causa, l'eretico ritiene che la cosa indubbiamente migliore sarebbe che il dottor Marcello Bozzi chiarisse, una volta per tutte, come sia andato questo benedetto concorso per caposala, in modo tale che non ci fossero dubbi sul suo operato passato.
Anche perchè il silenzio, i fogli strappati (non certo da lui, ma neanche ad opera dello Spirito Santo...), non giovano alla serenità di nessuno: nè del Bozzi, nè del personale infermieristico.
E perchè fanno nascere vere e proprie leggende metropolitane (ospedaliere?), tipo quella della cuginanza di Bozzi stesso con Bersani (non il bravo Samuele, bensì il mediocre Segretario del Pd).
Pare, sembra si tratti di bufala pazzesca: ma anche su questa bufala, l'eretico attende una risposta chiarificatrice dal dottor Bozzi...
Raffaele Ascheri
giovedì 13 ottobre 2011
Un'alunna che commuove l'eretico...
Giusto un mese fa (il 14 settembre), l'eretico ha scritto un suo pezzo di commiato da questo anno scolastico, che non lo vedeva ai nastri di partenza: l'articolo ha avuto positivi apprezzamenti, e la critica ad orologeria del prete di Santa Petronilla (l'unico prete onesto che continua a difendere perinde ac cadaver il Vescovo, come Ugo Intini che difendeva Craxi senza neanche rubare...) non ha turbato più di tanto...
A distanza di un mesetto da quel pezzo, l'eretico torna sull'argomento, ma solo per un motivo: l'affetto dimostratogli dai suoi alunni.
Ho appena pubblicato (nel precedente articolo del 14 settembre) un commento di una ex alunna che mi ha davvero commosso: lei ha preferito restare anonima, e la cosa la posso anche comprendere. Quando leggerà questo articolo, sappia che io davvero non ho idea di chi sia, nonostante i riferimenti alla sua età. E sappia anche che la sua "letterina" ha un pochino commosso anche lo scafato scrivente...
Che dire? Più passa il tempo, più vedo quanto marcio c'è in questa Italia, in questa Siena, più mi convinco - senza retorica - che non si può puntare altro che su voi giovani, prima che sia troppo tardi. E non è certo per facile ottimismo giovanilistico, anzi: e chi mi conosce, benissimo lo sa.
Con una certezza, però, a questo punto: anche il peggiore degli alunni quanto a risultati, può diventare un buon cittadino, e trovare un degnissimo lavoro. Non è gratificante da dire, come docenti: ma è così!
Uno fra quelli che mi faceva più incazzare per il suo comportamento quotidiano, in quel di Monteroni d'Arbia, è oggi un valente tecnico delle Ferrovie italiane: con gente come lui, tragedie come quella di Viareggio non sarebbero successe, ne sono arcisicuro. Eppure non so quante volte l'ho mandato fuori dalla classe, non so quante volte ho rimpianto che le pene corporali fossero fuorilegge, trovandomelo davanti alla cattedra, a non più di mezzo metro di distanza, ormai quasi dieci anni or sono...
Si semina, si semina, si semina: poi - magari a casaccio, dove meno te l'aspetti, dove eri certo che non si potesse andare oltre la gramigna - arrivano buoni frutti, qualche volta ottimi...
E bisogna sempre ricordare un'aurea massima latina, con cui lascio i lettori: magister dum docet discit (il maestro, mentre insegna, impara).
Chiunque voglia cercare di insegnare, lo tenga sempre bene a mente...
A distanza di un mesetto da quel pezzo, l'eretico torna sull'argomento, ma solo per un motivo: l'affetto dimostratogli dai suoi alunni.
Ho appena pubblicato (nel precedente articolo del 14 settembre) un commento di una ex alunna che mi ha davvero commosso: lei ha preferito restare anonima, e la cosa la posso anche comprendere. Quando leggerà questo articolo, sappia che io davvero non ho idea di chi sia, nonostante i riferimenti alla sua età. E sappia anche che la sua "letterina" ha un pochino commosso anche lo scafato scrivente...
Che dire? Più passa il tempo, più vedo quanto marcio c'è in questa Italia, in questa Siena, più mi convinco - senza retorica - che non si può puntare altro che su voi giovani, prima che sia troppo tardi. E non è certo per facile ottimismo giovanilistico, anzi: e chi mi conosce, benissimo lo sa.
Con una certezza, però, a questo punto: anche il peggiore degli alunni quanto a risultati, può diventare un buon cittadino, e trovare un degnissimo lavoro. Non è gratificante da dire, come docenti: ma è così!
Uno fra quelli che mi faceva più incazzare per il suo comportamento quotidiano, in quel di Monteroni d'Arbia, è oggi un valente tecnico delle Ferrovie italiane: con gente come lui, tragedie come quella di Viareggio non sarebbero successe, ne sono arcisicuro. Eppure non so quante volte l'ho mandato fuori dalla classe, non so quante volte ho rimpianto che le pene corporali fossero fuorilegge, trovandomelo davanti alla cattedra, a non più di mezzo metro di distanza, ormai quasi dieci anni or sono...
Si semina, si semina, si semina: poi - magari a casaccio, dove meno te l'aspetti, dove eri certo che non si potesse andare oltre la gramigna - arrivano buoni frutti, qualche volta ottimi...
E bisogna sempre ricordare un'aurea massima latina, con cui lascio i lettori: magister dum docet discit (il maestro, mentre insegna, impara).
Chiunque voglia cercare di insegnare, lo tenga sempre bene a mente...
Provincia sugli scudi: i compensi del Direttore generale Stufano
Tommaso Stufano è colui che comanda davvero in Provincia, da un certo punto di vista ben più di quello che, parlando, non sta mai fermo: Stufano è Segretario generale e Direttore generale, al contempo. A Siena dal 2009 (da quando si è insediato quello che non sta mai fermo quando parla), nato a Giovinazzo (Bari) il 26 agosto del 1952, è stato protagonista di un inquietante episodio di cronaca (una potenziale strage!), di cui l'eretico - nello splendido isolamento della stampa cittadina - si era occupato, in un articolo dello scorso 23 febbraio che invito ad andare a consultare. Come scritto allora, non è tanto l'incidente in sè ad indignare, quanto la gestione dell'incidente stesso (il primo ad accorrere e a portare via lo Stufano verosimilmente ubriaco - per evitargli l'alcol test - fu Ceccanti Marco, Capo della polizia provinciale, beneficiato a questo giro da vari bonus, come dimostrato l'altro giorno nell'articolo a lui dedicato).
Lo Stufano, appunto; per l'anno 2010, il Nostro ha deciso di autoassegnarsi - per il suo insostituibile lavoro - qualche leggero incentivino, in linea con lo spirito di rigore che chiunque può cogliere in giro.
Dal sito della Provincia, infatti, risulta che, a fronte di un "Massimo attribuibile per la retribuzione di risultato" di 10.822 euro, l'ottimo Stufano si è attribuito proprio 10.822 euro, pari a decurtazione zero (per la carica di Segretario generale); per quanto concerne la carica di Direttore generale, invece, a fronte di un "massimo attribuibile" pari a 18.000 euro di denaro pubblico, lo Stufano - pare per par condicio - ne ha incassati 18.000. Oltre allo stipendione, che si aggira intorno ai 180mila euro annui.
Ah, l'eretico dimenticava di aggiungere che lo Stufano ha anche i suoi grattacapi di natura penale: ma di questi - per carità di Patria, anzi di Provincia - è meglio parlare alla prossima...
Come cittadini, comunque, noi siamo lieti dei premi stufaniani
Lo Stufano, appunto; per l'anno 2010, il Nostro ha deciso di autoassegnarsi - per il suo insostituibile lavoro - qualche leggero incentivino, in linea con lo spirito di rigore che chiunque può cogliere in giro.
Dal sito della Provincia, infatti, risulta che, a fronte di un "Massimo attribuibile per la retribuzione di risultato" di 10.822 euro, l'ottimo Stufano si è attribuito proprio 10.822 euro, pari a decurtazione zero (per la carica di Segretario generale); per quanto concerne la carica di Direttore generale, invece, a fronte di un "massimo attribuibile" pari a 18.000 euro di denaro pubblico, lo Stufano - pare per par condicio - ne ha incassati 18.000. Oltre allo stipendione, che si aggira intorno ai 180mila euro annui.
Ah, l'eretico dimenticava di aggiungere che lo Stufano ha anche i suoi grattacapi di natura penale: ma di questi - per carità di Patria, anzi di Provincia - è meglio parlare alla prossima...
Come cittadini, comunque, noi siamo lieti dei premi stufaniani
mercoledì 12 ottobre 2011
Schiantopoli, l'ennesimo scandalo senese...
Premessa d'obbligo: la notizia di stasera non è una primizia assoluta, avendola data, stamattina, La Nazione, con Cecilia Marzotti (non con la Valdesi, ovviamente...); l'eretico, da par suo, pensa di potere fornire qualche particolare in più, visto che al solito il giornale di quella di Bagnaia, quando parte, lo fa con il freno a mano tirato...
Questo ennesimo scandalo di una delle città più corrotte d'Italia, lo chiameremo Schiantopoli: quando in una collettività si specula per anni sui morti, vuol dire che siamo alla frutta (forse anche all'ammazzacaffè...).
Ma quale sarebbe questa ditta che raccattava la stragrande maggioranza dei funerali senesi, grazie alla complicità dei necrofori dell'obitorio?
La ditta Nannoni Srl, una volta presente in Via del Porrione, da qualche anno in Viale Sardegna. Di fatto, questa ditta aveva monopolizzato il mercato del caro estinto senese: per la Procura (nelle vesti del Pm Natalini, nuovo Chiavegatti senese?), in modo del tutto illecito ed illegale. Tale Marcello Nocchi, l'amministratore della ditta, è ovviamente sotto indagine; ma la cosa forse più scandalosa, è che l'ospedale di Siena ha 4 necrofori (stipendiati dall'Asl, nonchè persone incaricate di pubblico servizio), e non ce n'è uno - secondo la Procura - che non stesse al giochino nannoniano.
Uno dei quattro, per non farsi mancare niente, aveva messo il figlio a lavorare dal Nannonmi stesso: più chiaro di così, il giochino...
Il tutto andava verosimilmente avanti da anni, ma nessuno - prima dell'esposto di una ditta concorrente, giustamente incazzatasi alquanto per l'andazzo - si era accorto di niente. Neanche il cappellano dell'obitorio, che all'eretico risulta amicissimo di monsignor Acampa Giuseppe: fra galantuomini...
Questa è un'inchiesta fatta bene, in cui - più ancora delle intercettazioni, certo utili - sono stati di grande aiuto i tabulati telefonici. Anche un ex dipendente della ditta Nannoni (in qualità di persona informata sui fatti) ha contribuito non poco a fare luce su questo puttanaio.
La civiltà di una collettività- sin dai tempi degli antichi Greci, agli albori della civiltà occidentale - si commisura con il rispetto che si porta ai morti. Si legga l'Iliade, per esempio.
Che coraggio ci vuole, a candidare la Siena di oggi a Capitale europea della Cultura per il 2019: accontentiamoci di partecipare ad un Festival del Sannio, che forse è meglio (e non è detto che si vinca...).
Questo ennesimo scandalo di una delle città più corrotte d'Italia, lo chiameremo Schiantopoli: quando in una collettività si specula per anni sui morti, vuol dire che siamo alla frutta (forse anche all'ammazzacaffè...).
Ma quale sarebbe questa ditta che raccattava la stragrande maggioranza dei funerali senesi, grazie alla complicità dei necrofori dell'obitorio?
La ditta Nannoni Srl, una volta presente in Via del Porrione, da qualche anno in Viale Sardegna. Di fatto, questa ditta aveva monopolizzato il mercato del caro estinto senese: per la Procura (nelle vesti del Pm Natalini, nuovo Chiavegatti senese?), in modo del tutto illecito ed illegale. Tale Marcello Nocchi, l'amministratore della ditta, è ovviamente sotto indagine; ma la cosa forse più scandalosa, è che l'ospedale di Siena ha 4 necrofori (stipendiati dall'Asl, nonchè persone incaricate di pubblico servizio), e non ce n'è uno - secondo la Procura - che non stesse al giochino nannoniano.
Uno dei quattro, per non farsi mancare niente, aveva messo il figlio a lavorare dal Nannonmi stesso: più chiaro di così, il giochino...
Il tutto andava verosimilmente avanti da anni, ma nessuno - prima dell'esposto di una ditta concorrente, giustamente incazzatasi alquanto per l'andazzo - si era accorto di niente. Neanche il cappellano dell'obitorio, che all'eretico risulta amicissimo di monsignor Acampa Giuseppe: fra galantuomini...
Questa è un'inchiesta fatta bene, in cui - più ancora delle intercettazioni, certo utili - sono stati di grande aiuto i tabulati telefonici. Anche un ex dipendente della ditta Nannoni (in qualità di persona informata sui fatti) ha contribuito non poco a fare luce su questo puttanaio.
La civiltà di una collettività- sin dai tempi degli antichi Greci, agli albori della civiltà occidentale - si commisura con il rispetto che si porta ai morti. Si legga l'Iliade, per esempio.
Che coraggio ci vuole, a candidare la Siena di oggi a Capitale europea della Cultura per il 2019: accontentiamoci di partecipare ad un Festival del Sannio, che forse è meglio (e non è detto che si vinca...).
martedì 11 ottobre 2011
Sei sotto inchiesta? La Provincia ti dà il Superpremio!!
La Provincia targata Simone Bezzini continua a sorprendere per la sua creatività, in fatto di prebende ai suoi dipendenti migliori (e più onesti...). A questo punto, viene davvero da rimpiangere - anche sul piano delle spese allegre - l'ottimo Fabio Ceccherini.
Ogni anno la Provincia elargisce i "premi di produzione": e fin qui, niente di nuovo. Da quest'anno, però, vista la crisi, c'è una grande novità: il cosiddetto Superpremio. Girando sul sito della Provincia, alla voce "Trasparenzo e merito", troviamo al posto numero uno Paolo Bucelli (Sviluppo rurale): 5.823.000 euro di Superpremio, in aggiunta agli 11mila di "premio produzione" (questo deve essere un fenomeno); secondo posto, Paolo Casprini, vecchia conoscenza dell'amministrazione locale, con 4.367 euro, in aggiunta ai 13.500 già maturati; ma è la medaglia di bronzo, quella che lascia il segno, indelebile: se la aggiudica Ceccanti Marco, comandante del Corpo di polizia provinciale. 2.911 euro, in aggiunta ai 12.000 già maturati (ed oltre lo stipendio, si capisce). Peccato che il suddetto Ceccanti Marco (Siena, 2 gennaio 1963) sia plurinquisito per Cinghialopoli, e che, per questa stessa ragione, sia stato, nel febbraio scorso,
addirittura sospeso dal servizio (poi reintegrato) dal Gip di Siena, dottor Francesco Bagnai. Se vai sotto inchiesta, la Provincia bezziniana ti paga l'avvocato, e ti dà il Superpremio: è o non è la Provincia del Bengodi?
La vicenda del Ceccanti, alla luce di questo Superpremio, merita quindi di essere ripercorsa più nel dettaglio, in tutte le sue sfaccettature (anche perchè molti lettori oggi assidui, non leggevano l'eretico, lo scorso inverno): alla prossima, dunque.
Per ora, accontentatevi di incazzarvi un pochino: non troppo, però. Altrimenti il Bezzini se ne accorge...
Ps Il suddetto Bezzini è considerato il Presidente di Provincia più amato dai toscani, secondo un recentissimo sondaggio debitamente enfatizzato dal Corrsiena: ma gli altri Presidenti, che c... fanno, a casa loro?
Ogni anno la Provincia elargisce i "premi di produzione": e fin qui, niente di nuovo. Da quest'anno, però, vista la crisi, c'è una grande novità: il cosiddetto Superpremio. Girando sul sito della Provincia, alla voce "Trasparenzo e merito", troviamo al posto numero uno Paolo Bucelli (Sviluppo rurale): 5.823.000 euro di Superpremio, in aggiunta agli 11mila di "premio produzione" (questo deve essere un fenomeno); secondo posto, Paolo Casprini, vecchia conoscenza dell'amministrazione locale, con 4.367 euro, in aggiunta ai 13.500 già maturati; ma è la medaglia di bronzo, quella che lascia il segno, indelebile: se la aggiudica Ceccanti Marco, comandante del Corpo di polizia provinciale. 2.911 euro, in aggiunta ai 12.000 già maturati (ed oltre lo stipendio, si capisce). Peccato che il suddetto Ceccanti Marco (Siena, 2 gennaio 1963) sia plurinquisito per Cinghialopoli, e che, per questa stessa ragione, sia stato, nel febbraio scorso,
addirittura sospeso dal servizio (poi reintegrato) dal Gip di Siena, dottor Francesco Bagnai. Se vai sotto inchiesta, la Provincia bezziniana ti paga l'avvocato, e ti dà il Superpremio: è o non è la Provincia del Bengodi?
La vicenda del Ceccanti, alla luce di questo Superpremio, merita quindi di essere ripercorsa più nel dettaglio, in tutte le sue sfaccettature (anche perchè molti lettori oggi assidui, non leggevano l'eretico, lo scorso inverno): alla prossima, dunque.
Per ora, accontentatevi di incazzarvi un pochino: non troppo, però. Altrimenti il Bezzini se ne accorge...
Ps Il suddetto Bezzini è considerato il Presidente di Provincia più amato dai toscani, secondo un recentissimo sondaggio debitamente enfatizzato dal Corrsiena: ma gli altri Presidenti, che c... fanno, a casa loro?
Un consiglio ai lettori distratti (Sanità, Buonconvento): contare fino a dieci, prima di scrivere...
L'eretico è ben contento che i suoi lettori, ogni tanto, scrivano la loro, anche in modo critico: tutto - fuorchè le offese - verrà pubblicato, come è sempre stato fatto.
Certo è che tra ieri ed oggi (forse complice la legge dei grandi numeri: ieri record assoluto di lettori...), qualcuno l'ha un pochino fatta di fuori...
Tre commenti sull'ultimo articolo della Sanità di venerdì scorso, sono davvero curiosi, e tutti battono sul fatto che questo blog sarebbe anonimo (sic). Sentite qua, per esempio:
"Il minimo sarebbe firmare i propri post. Altrimenti è troppo facile fare la parte dell'inquisitore (ma non sono l'eretico?, Ndr). La prima responsabilità di ognuno è sottoscrivere le proprie opinioni...".
Che lezione di giornalismo, direi di vita (da un anonimo, ovviamente!). Peccato che questo blog tutto sia, fuorchè anonimo: dopo avere firmato decine e decine di articoli, ho pensato di smettere. Bastava leggere qualcosina indietro, o farsi un giretto su Google...
Un altro l'ho pubblicato, perchè è offensivo nei miei confronti, e non verso altri.
"Bocca incompetente e disinformata...starnazzare a vanvera...", più critica durissima sulle fonti informative. Senza, però, che l'altro anonimo dica dove l'eretico avrebbe scritto il falso (nè un fatto, nè una cifra): così, davvero criticare è troppo facile...
L'altro sulla sanità mi critica perchè scrivo di sanità senza essere un medico o un infermiere: lo informo sommessamente che in passato ho scritto di Hitler, senza essere nazista, di Mussolini senza essere fascista, di Stalin senza essere bolscevico, di Madonne senza essere credente, e così via... Di cronaca giudiziaria, quindi, per questo fosforino, dovrebbero scrivere solo i delinquenti patentati?
La più spassosa, però, è quella proveniente da Buonconvento (Finmeccanica City, del 22 settembre 2011).
Nell'incipit, c'è un attacco razzista antisenese: e qui chiedo l'aiuto e la solidarietà pubblica del Sindaco Ceccuzzi, paladino e baluardo della senesità. Non solo la Brambilla, ce l'ha con Siena.
Sentiamo il buonconventino, riferito all'eretico:
"Non si preoccupi di Buonconvento o del Borgogni (l'alto dirigente di Finmeccanica al centro delle recenti polemiche, Ndr), pensi a ciò che accade a Siena, credo sia meglio...si goda i ricciarelli e il panforte".
A parte il fatto che i ricciarelli mi garbano poco ed il panforte lo trovo stucchevole (preferendo le copate, vista la vena blasfema), torno a chiedere l'intervento del Sindaco Ceccuzzi: non certo per l'eretico, ma per l'attacco ai dolci che più e meglio rappresentano la senesità. Se l'avesse detta la Brambilla, una cosa del genere...
"Non abbiamo bisogno di nessuno che infanghi il nome del nostro paese...non abbiamo bisogno di uno come lei che discredita ed appanna l'immagine...Buonconvento non è un paese di babbei, adulatori devoti e non è Finmeccanica City".
Dal contenuto e dal tono dell'intervento, però, non è neanche troppo lontana dall'esserlo...
FIRMATO RAFFAELE ASCHERI
Certo è che tra ieri ed oggi (forse complice la legge dei grandi numeri: ieri record assoluto di lettori...), qualcuno l'ha un pochino fatta di fuori...
Tre commenti sull'ultimo articolo della Sanità di venerdì scorso, sono davvero curiosi, e tutti battono sul fatto che questo blog sarebbe anonimo (sic). Sentite qua, per esempio:
"Il minimo sarebbe firmare i propri post. Altrimenti è troppo facile fare la parte dell'inquisitore (ma non sono l'eretico?, Ndr). La prima responsabilità di ognuno è sottoscrivere le proprie opinioni...".
Che lezione di giornalismo, direi di vita (da un anonimo, ovviamente!). Peccato che questo blog tutto sia, fuorchè anonimo: dopo avere firmato decine e decine di articoli, ho pensato di smettere. Bastava leggere qualcosina indietro, o farsi un giretto su Google...
Un altro l'ho pubblicato, perchè è offensivo nei miei confronti, e non verso altri.
"Bocca incompetente e disinformata...starnazzare a vanvera...", più critica durissima sulle fonti informative. Senza, però, che l'altro anonimo dica dove l'eretico avrebbe scritto il falso (nè un fatto, nè una cifra): così, davvero criticare è troppo facile...
L'altro sulla sanità mi critica perchè scrivo di sanità senza essere un medico o un infermiere: lo informo sommessamente che in passato ho scritto di Hitler, senza essere nazista, di Mussolini senza essere fascista, di Stalin senza essere bolscevico, di Madonne senza essere credente, e così via... Di cronaca giudiziaria, quindi, per questo fosforino, dovrebbero scrivere solo i delinquenti patentati?
La più spassosa, però, è quella proveniente da Buonconvento (Finmeccanica City, del 22 settembre 2011).
Nell'incipit, c'è un attacco razzista antisenese: e qui chiedo l'aiuto e la solidarietà pubblica del Sindaco Ceccuzzi, paladino e baluardo della senesità. Non solo la Brambilla, ce l'ha con Siena.
Sentiamo il buonconventino, riferito all'eretico:
"Non si preoccupi di Buonconvento o del Borgogni (l'alto dirigente di Finmeccanica al centro delle recenti polemiche, Ndr), pensi a ciò che accade a Siena, credo sia meglio...si goda i ricciarelli e il panforte".
A parte il fatto che i ricciarelli mi garbano poco ed il panforte lo trovo stucchevole (preferendo le copate, vista la vena blasfema), torno a chiedere l'intervento del Sindaco Ceccuzzi: non certo per l'eretico, ma per l'attacco ai dolci che più e meglio rappresentano la senesità. Se l'avesse detta la Brambilla, una cosa del genere...
"Non abbiamo bisogno di nessuno che infanghi il nome del nostro paese...non abbiamo bisogno di uno come lei che discredita ed appanna l'immagine...Buonconvento non è un paese di babbei, adulatori devoti e non è Finmeccanica City".
Dal contenuto e dal tono dell'intervento, però, non è neanche troppo lontana dall'esserlo...
FIRMATO RAFFAELE ASCHERI
L'insolito caso del piddino Giulio Carli...
Il 16 giugno 2011, per la sinistra senese, è una data di valenza storica: Giulio Carli, infatti, è stato eletto Segretario comunale del Pd. Nel soviet del circolo Arci di Sant'Andrea (giusto sopra il campino di calcio a sette, e a fianco del bancone bar), una valanga umana di ben 151 votanti lo ha designato tale, con il 93% dei consensi: sconfitto, di brutto, lo sfidante. Che, infatti, NON ESISTEVA (nel Pd senese - come si sa - le primarie non esistono, e si va avanti a forza di candidati unici...).
Ceccuzziano di strettissima appartenenza, degno continuatore dell'affabulazione del suo mèntore (per capirsi, quando parlano loro, sanno riscaldare i cuori come accade solo ad un corso di amministratori di condominio), frequentante la Lupa (sarà un pisilliano fervente, si immagina...), il Carli ha avuto un giugno davvero intenso assai; proprio nei giorni in cui veniva eletto trionfalmente al soviet di Sant'Andrea, ecco che si licenziava (!) dalla Provincia, ove lavorava in qualità di tecnico dell'ufficio agricoltura (settore idrogeologico): lavoro sicuro, discreto stipendio. Avendo due figli a carico, roba da tenersi ben stretta, a maggior ragione con i tempacci che corrono. Anche perchè il Segretario comunale del Pd, non dovrebbe percepire reddito in quanto tale (o c'è stato qualche cambiamento?).
Dal momento che molti hanno parlato e scritto di lui come di un nominabile in ambito Mps, non sarà mica che il clamoroso autolicenziamento di giugno sia dovuto a questo?
Dal "Regolamento recante norme sugli incarichi ai dipendenti provinciali approvato con delibera Giunta provinciale numero 188 del 25 luglio 2001, articolo 3, comma 4", si legge, con nettezza, quanto segue:
"è invece ASSOLUTAMENTE INCOMPATIBILE L'ASSUNZIONE DI CARICHE GESTIONALI nelle stesse (società) a prescindere da ogni valutazione sull'entità dell'impegno".
Il Carli, dunque, non sarebbe potuto diventare nominabile, se dipendente della Provincia. Ma ora che si è licenziato...
O forse - visto appunto il periodo di crisi - da buon uomo di sinistra (sic!) ha voluto dare l'esempio, ha preferito immolarsi. Avrà pensato (non senza sforzo):
"Se mi licenzio, un altro prenderà il mio posto, e manterrà una famiglia!".
Non sarà un Cicerone, questo Carli, però ha davvero cuore da vendere...
Ceccuzziano di strettissima appartenenza, degno continuatore dell'affabulazione del suo mèntore (per capirsi, quando parlano loro, sanno riscaldare i cuori come accade solo ad un corso di amministratori di condominio), frequentante la Lupa (sarà un pisilliano fervente, si immagina...), il Carli ha avuto un giugno davvero intenso assai; proprio nei giorni in cui veniva eletto trionfalmente al soviet di Sant'Andrea, ecco che si licenziava (!) dalla Provincia, ove lavorava in qualità di tecnico dell'ufficio agricoltura (settore idrogeologico): lavoro sicuro, discreto stipendio. Avendo due figli a carico, roba da tenersi ben stretta, a maggior ragione con i tempacci che corrono. Anche perchè il Segretario comunale del Pd, non dovrebbe percepire reddito in quanto tale (o c'è stato qualche cambiamento?).
Dal momento che molti hanno parlato e scritto di lui come di un nominabile in ambito Mps, non sarà mica che il clamoroso autolicenziamento di giugno sia dovuto a questo?
Dal "Regolamento recante norme sugli incarichi ai dipendenti provinciali approvato con delibera Giunta provinciale numero 188 del 25 luglio 2001, articolo 3, comma 4", si legge, con nettezza, quanto segue:
"è invece ASSOLUTAMENTE INCOMPATIBILE L'ASSUNZIONE DI CARICHE GESTIONALI nelle stesse (società) a prescindere da ogni valutazione sull'entità dell'impegno".
Il Carli, dunque, non sarebbe potuto diventare nominabile, se dipendente della Provincia. Ma ora che si è licenziato...
O forse - visto appunto il periodo di crisi - da buon uomo di sinistra (sic!) ha voluto dare l'esempio, ha preferito immolarsi. Avrà pensato (non senza sforzo):
"Se mi licenzio, un altro prenderà il mio posto, e manterrà una famiglia!".
Non sarà un Cicerone, questo Carli, però ha davvero cuore da vendere...
lunedì 10 ottobre 2011
Fine della stagione paliesca per Ceccuzzi: ora tocca fare il Sindaco...
Sebbene avaro assai di pioggia e quindi di funghi, ormai l'autunno è arrivato: noi cittadini ce ne accorgiamo dal freddo notturno, dal primo foliage, dalle castagne ai nostri piedi...Franchino il Ceccuzzi, invece, no: per lui - nel suo peculiare orologio biologico - l'autunno coincide con la fine delle attività paliesche.
Sabato pomeriggio si è tenuto il Minimasgalano, lodevole appuntamento annuale organizzato dalla Contrada della Torre. Adesso, per Ceccuzzi, finite le libagioni contradaiole, si pone un problema, in sè drammatico: amministrare, governare la città. Palii, non ce ne sono proprio più (se ne potrebbe fare uno speciale se riconfermano Mussari all'Abi, ma se ne parla più avanti parecchio); le sagre ove recarsi a distribuire sorrisini gengivali in cambio di braciole, sono finite, purtroppo. Masgalano e minimasgalano, appunto, appena terminati. Che tristezza, per il contradaiolo pugnace della Torre prestato alla politica. Eh sì, ora tocca rimboccarsi le maniche, come dice il meno famoso dei Bersani: non fare qualcosa di sinistra (nessuno ci potrebbe neanche sperare), ma FARE QUALCOSA DA SINDACO. Per ora, siamo al palo: al canape, anzi...
I campi sono svariati, tanto svariati che non si sa davvero donde iniziare. L'Università, la Sanità, la banca più fashion dell'Europa occidentale, l'urbanistica che mostra crepe (in ogni senso: consiglio ai lettori di consultare il sito di Italia Nostra, per iniziare a farsi un'idea): chi più ne ha, ne metta.
Per andare sul sicuro, l'eretico si butta sulla questione morale: piatto ricco, mi ci ficco, no?
Come avviene spesso, cercando una cosa, se ne trova invece un'altra (e non quella cercata!); è così accaduto che lo scrivente si sia abbattuto, cercando materiale altro in una vecchia agenda, in una straordinaria dichiarazione dell'allora onorevole Ceccuzzi, nel glorioso periodo salernitano dello stesso (2007, Paolo Del Mese e Mastella CLemente imperanti).
"Su quei voli viaggeranno non solo la finanza, ma anche l'industria farmaceutica, la cultura e i flussi turistici". Questa, per far capire financo ai beoti che sostenevano il contrario, era la Ceccuzzi-posizione sull'ingrandimento di Ampugnano (chiaramente rimangiata sfacciatamente sotto elezioni). Attenzione alla data della dichiarazione ceccuzziana: 29 agosto 2007. Tredici giorni prima della farsesca gara d'appalto oggi sotto inchiesta (con avviso di garanzia anche a Mussari Giuseppe). A pochi giorni, a poche ore dalla gara d'appalto fuorilegge, dunque, il deputatino senese legittimava politicamente l'operazione mussariana.
Come ho avuto già modo di chiedergli davanti a più di cento persone, cosa sapeva delle modalità di ingresso di Galaxy Fund nella questione Ampugnano? Glielo chiesi il 9 maggio del 2011: aspetto ancora mezza risposta. Non una, mezza. Questo blog - piaccia o meno - lo legge un sacco di gente: per rispetto loro, forse sarebbe il caso di rispondere. Meglio tardi, che mai (anche perchè fra un po', l'eretico la domanda la riverga).
Ora che anche il Minimasgalano è terminato, forse sarebbe il caso di chiarire la cosa...
Sabato pomeriggio si è tenuto il Minimasgalano, lodevole appuntamento annuale organizzato dalla Contrada della Torre. Adesso, per Ceccuzzi, finite le libagioni contradaiole, si pone un problema, in sè drammatico: amministrare, governare la città. Palii, non ce ne sono proprio più (se ne potrebbe fare uno speciale se riconfermano Mussari all'Abi, ma se ne parla più avanti parecchio); le sagre ove recarsi a distribuire sorrisini gengivali in cambio di braciole, sono finite, purtroppo. Masgalano e minimasgalano, appunto, appena terminati. Che tristezza, per il contradaiolo pugnace della Torre prestato alla politica. Eh sì, ora tocca rimboccarsi le maniche, come dice il meno famoso dei Bersani: non fare qualcosa di sinistra (nessuno ci potrebbe neanche sperare), ma FARE QUALCOSA DA SINDACO. Per ora, siamo al palo: al canape, anzi...
I campi sono svariati, tanto svariati che non si sa davvero donde iniziare. L'Università, la Sanità, la banca più fashion dell'Europa occidentale, l'urbanistica che mostra crepe (in ogni senso: consiglio ai lettori di consultare il sito di Italia Nostra, per iniziare a farsi un'idea): chi più ne ha, ne metta.
Per andare sul sicuro, l'eretico si butta sulla questione morale: piatto ricco, mi ci ficco, no?
Come avviene spesso, cercando una cosa, se ne trova invece un'altra (e non quella cercata!); è così accaduto che lo scrivente si sia abbattuto, cercando materiale altro in una vecchia agenda, in una straordinaria dichiarazione dell'allora onorevole Ceccuzzi, nel glorioso periodo salernitano dello stesso (2007, Paolo Del Mese e Mastella CLemente imperanti).
"Su quei voli viaggeranno non solo la finanza, ma anche l'industria farmaceutica, la cultura e i flussi turistici". Questa, per far capire financo ai beoti che sostenevano il contrario, era la Ceccuzzi-posizione sull'ingrandimento di Ampugnano (chiaramente rimangiata sfacciatamente sotto elezioni). Attenzione alla data della dichiarazione ceccuzziana: 29 agosto 2007. Tredici giorni prima della farsesca gara d'appalto oggi sotto inchiesta (con avviso di garanzia anche a Mussari Giuseppe). A pochi giorni, a poche ore dalla gara d'appalto fuorilegge, dunque, il deputatino senese legittimava politicamente l'operazione mussariana.
Come ho avuto già modo di chiedergli davanti a più di cento persone, cosa sapeva delle modalità di ingresso di Galaxy Fund nella questione Ampugnano? Glielo chiesi il 9 maggio del 2011: aspetto ancora mezza risposta. Non una, mezza. Questo blog - piaccia o meno - lo legge un sacco di gente: per rispetto loro, forse sarebbe il caso di rispondere. Meglio tardi, che mai (anche perchè fra un po', l'eretico la domanda la riverga).
Ora che anche il Minimasgalano è terminato, forse sarebbe il caso di chiarire la cosa...
Poggibonsi meriterebbe il commissariamento...
L'eretico, si sa, deve fare l'eretico; in questo caso, però, chi scrive dice una cosa di lapalissiano buon senso (quello così drammaticamente perduto, nell'Italia di oggi): il Comune di Poggibonsi - senza tanti giri di parole - andrebbe COMMISSARIATO. L'appello lo rivolgiamo al Prefetto, dottoressa Pantalone. E perchè mai il Comune del secondo centro della Provincia andrebbe sciolto?
Non solo per l'ennesimo caso di abusivismo edilizio (l'ormai tristemente famoso Palagetto, che viene dopo Cimamori, e, magari, prima di qualche cosa d'altro in zona, magari verso Staggia...), ma anche - e soprattutto! - per la gestione dell'abuso stesso: in nessun caso che sia a conoscenza dell'eretico, quantomeno da Roma in su, si ha un Comune che destina quattrini pubblici del suo bilancio a favore di indagati facenti parte della macchina comunale. Si accettano volentieri correzioni: dove accade qualcosa di simile, a livello prettamente comunale?
Venerdì pomeriggio c'è stato l'atteso Consiglio comunale, in cui il Sindaco Coccheri si è fatta forte di un parere legale concernente il vincolo paesaggistico del Palagetto: nessun forma di autocritica, nessuna sanzione per nessun indagato. Giova ripetere una cosa: non è solo la Magistratura inquirente (l'accusa) ad inchiodare il Sistema Poggibonsi, è un Gip (dottor Bellini), che è cosa altra, differente dall'accusa: questo concetto andrebbe tenuto bene in mente, e nella dovuta considerazione...
L'eretico è andato a rileggersi il Capitolo poggibonsese de Le mani sulla città (aprile 2009):
"c'è l'architetto Adriano Bartoli, dirigente dell'ufficio tecnico (settore qualità urbana), che è sotto inchiesta, con ben tre avvisi di garanzia; ci sono stati altri interventi della magistratura prima di quello di Cimamori, il più clamoroso". Si era nel momento terminale dell'amministrazione Rugi, già in piena campagna elettorale per il passaggio delle consegne tra il Rugi stesso e la Coccheri, tanto per capirsi. Bartoli per il Palagetto ha raccattato un altro avviso di garanzia (ne abbiamo già scritto a lungo), ma è restato, placido e beato, al suo posto: neanche il capro espiatorio, è capace di immolare, la Coccheri! Anche questa, è un'anomalia tutta poggibonsese. Per moltissimo di meno, qualunque amministrazione avrebbe cacciato a pedate l'architetto Bartoli: a Poggibonsi, no. Non è strana, questa difesa perinde ac cadaver del plurinquisito? Quale sarà mai la effettiva ragione? Non è che si vuole salvaguardare il silenzio del plurinquisito?
Oltre al Palagetto, negli ultimi giorni a Poggibonsi c'è stato un clamoroso sequestro di una discarica del tutto abusiva, pare presente da anni nel territorio comunale: c'era di tutto, in quel posto. Rifiuti pericolosissimi per la salute pubblica. Perchè la Coccheri non è mai intervenuta, prima che fossero altri a farlo? Poggibonsi come il territorio dei casalesi, o come ennesima riproposizione del tanto decantato Sistema Siena?
Cosa deve accadere, ancora, prima che chi di dovere intervenga? Anche il Pigio, è saltato, a questo giro; deve chiudere bottega perfino il mitico Alcide, prima che si faccia qualcosa (noi ci auguriamo di no, ovviamente)?
Ognuno ragioni con la sua testa: è consentito anche in riva all'Elsa, il pensare così? O, in riva all'Elsa, si possono solo costruire case abusive?
Ps Quando crollò ( 17 marzo 2009) la piscina comunale di Poggibonsi (poteva essere una strage, è sempre bene ricordarlo), il Comune si difese dicendo di avere assegnato un appalto (ditta Cogestra di Marcianise, Caserta) in una logica chiaramente ribassista.
Il Sistema Poggibonsi, evidentemente, risparmia denaro sulla sicurezza dei propri bambini, per poi pagare le spese legali ai suoi indagati...
Non solo per l'ennesimo caso di abusivismo edilizio (l'ormai tristemente famoso Palagetto, che viene dopo Cimamori, e, magari, prima di qualche cosa d'altro in zona, magari verso Staggia...), ma anche - e soprattutto! - per la gestione dell'abuso stesso: in nessun caso che sia a conoscenza dell'eretico, quantomeno da Roma in su, si ha un Comune che destina quattrini pubblici del suo bilancio a favore di indagati facenti parte della macchina comunale. Si accettano volentieri correzioni: dove accade qualcosa di simile, a livello prettamente comunale?
Venerdì pomeriggio c'è stato l'atteso Consiglio comunale, in cui il Sindaco Coccheri si è fatta forte di un parere legale concernente il vincolo paesaggistico del Palagetto: nessun forma di autocritica, nessuna sanzione per nessun indagato. Giova ripetere una cosa: non è solo la Magistratura inquirente (l'accusa) ad inchiodare il Sistema Poggibonsi, è un Gip (dottor Bellini), che è cosa altra, differente dall'accusa: questo concetto andrebbe tenuto bene in mente, e nella dovuta considerazione...
L'eretico è andato a rileggersi il Capitolo poggibonsese de Le mani sulla città (aprile 2009):
"c'è l'architetto Adriano Bartoli, dirigente dell'ufficio tecnico (settore qualità urbana), che è sotto inchiesta, con ben tre avvisi di garanzia; ci sono stati altri interventi della magistratura prima di quello di Cimamori, il più clamoroso". Si era nel momento terminale dell'amministrazione Rugi, già in piena campagna elettorale per il passaggio delle consegne tra il Rugi stesso e la Coccheri, tanto per capirsi. Bartoli per il Palagetto ha raccattato un altro avviso di garanzia (ne abbiamo già scritto a lungo), ma è restato, placido e beato, al suo posto: neanche il capro espiatorio, è capace di immolare, la Coccheri! Anche questa, è un'anomalia tutta poggibonsese. Per moltissimo di meno, qualunque amministrazione avrebbe cacciato a pedate l'architetto Bartoli: a Poggibonsi, no. Non è strana, questa difesa perinde ac cadaver del plurinquisito? Quale sarà mai la effettiva ragione? Non è che si vuole salvaguardare il silenzio del plurinquisito?
Oltre al Palagetto, negli ultimi giorni a Poggibonsi c'è stato un clamoroso sequestro di una discarica del tutto abusiva, pare presente da anni nel territorio comunale: c'era di tutto, in quel posto. Rifiuti pericolosissimi per la salute pubblica. Perchè la Coccheri non è mai intervenuta, prima che fossero altri a farlo? Poggibonsi come il territorio dei casalesi, o come ennesima riproposizione del tanto decantato Sistema Siena?
Cosa deve accadere, ancora, prima che chi di dovere intervenga? Anche il Pigio, è saltato, a questo giro; deve chiudere bottega perfino il mitico Alcide, prima che si faccia qualcosa (noi ci auguriamo di no, ovviamente)?
Ognuno ragioni con la sua testa: è consentito anche in riva all'Elsa, il pensare così? O, in riva all'Elsa, si possono solo costruire case abusive?
Ps Quando crollò ( 17 marzo 2009) la piscina comunale di Poggibonsi (poteva essere una strage, è sempre bene ricordarlo), il Comune si difese dicendo di avere assegnato un appalto (ditta Cogestra di Marcianise, Caserta) in una logica chiaramente ribassista.
Il Sistema Poggibonsi, evidentemente, risparmia denaro sulla sicurezza dei propri bambini, per poi pagare le spese legali ai suoi indagati...
venerdì 7 ottobre 2011
Scoperta dell'eretico: i comunisti non mangiano (più) i bambini...
Domenica scorsa, l'eretico ha avuto modo di andare ad una cena organizzata da Rifondazione comunista in quel di Rosia, nei locali (multiuso) del locale Circolo Arci.C'erano tanti amici di ormai non recente data: Angela Bindi, trafelata, in veste di cuciniera, il collega Alfredo Camozzi, che dalla Comune di Bagnaia (non quella della Monti Riffeser, che proprio una Comune non è...) aveva portato il suo vino biologico, ed altri ancora.
Non sempre sono d'accordo con tutto ciò che questi rifondaroli dicono, ci mancherebbe altro; nello stesso tempo, però, riflettevo sul fatto che in quella sala non c'era uno (salvo smentite, ovviamente) che avesse raccattato un posto ai piani alti di qualche partecipata del Monte, non c'era nessuno che si fosse arricchito davvero con la politica, forse addirittura non c'erano evasori fiscali (o comunque, la percentuale sarebbe stata irrisoria). Con questa gente, anche quando non sei completamente d'accordo, non puoi non trovarti bene; un bello striscione da stadio contro l'ampliamento di Ampugnano, tra l'altro, faceva bella mostra di sè in zona palco (poi si sarebbe esibito un gruppo di giovani rockers, ma in questo caso l'eretico ha anteposto la salute dei timpani...).
Si vedeva che c'era il piacere di stare insieme, unito a quello della politica fatta con passione, per il piacere di farla. Qualcosa di questo sopravvive alle Feste dell'Unità, ma sciaguratamente abbinato a caterve di arrampicatori che le frequentano solo perchè quello è - in contesto senese - il posto giusto per rinsaldare i rapporti giusti, quelli che permettono di entrare nel giro della Siena vincente: non farò nomi - per non turbare la leggerezza del pezzo -, ma purtroppo così è.
Mentre passavo in rassegna le portate del self service, ho potuto fare una scoperta di indicibile valore, anche storiografico: non c'erano coscetti di bambino o piedini di femminucce da mangiare. Solo fagioli all'uccelletta, arista, sformati et similia. Decisamente, non ci sono più i comunisti di una volta...
Ps L'eretico saluta i suoi (sempre più numerosi) lettori, e dà appuntamento a lunedì mattina, per un'altra settimana di controinformazione da sballo (salvo oscuramenti...).
Come scrive - con ispirazione alata da giornalista di razza - il caporedattore della Nazione alla fine dei suoi memorabili editoriali settimanali: buona domenica!
Non sempre sono d'accordo con tutto ciò che questi rifondaroli dicono, ci mancherebbe altro; nello stesso tempo, però, riflettevo sul fatto che in quella sala non c'era uno (salvo smentite, ovviamente) che avesse raccattato un posto ai piani alti di qualche partecipata del Monte, non c'era nessuno che si fosse arricchito davvero con la politica, forse addirittura non c'erano evasori fiscali (o comunque, la percentuale sarebbe stata irrisoria). Con questa gente, anche quando non sei completamente d'accordo, non puoi non trovarti bene; un bello striscione da stadio contro l'ampliamento di Ampugnano, tra l'altro, faceva bella mostra di sè in zona palco (poi si sarebbe esibito un gruppo di giovani rockers, ma in questo caso l'eretico ha anteposto la salute dei timpani...).
Si vedeva che c'era il piacere di stare insieme, unito a quello della politica fatta con passione, per il piacere di farla. Qualcosa di questo sopravvive alle Feste dell'Unità, ma sciaguratamente abbinato a caterve di arrampicatori che le frequentano solo perchè quello è - in contesto senese - il posto giusto per rinsaldare i rapporti giusti, quelli che permettono di entrare nel giro della Siena vincente: non farò nomi - per non turbare la leggerezza del pezzo -, ma purtroppo così è.
Mentre passavo in rassegna le portate del self service, ho potuto fare una scoperta di indicibile valore, anche storiografico: non c'erano coscetti di bambino o piedini di femminucce da mangiare. Solo fagioli all'uccelletta, arista, sformati et similia. Decisamente, non ci sono più i comunisti di una volta...
Ps L'eretico saluta i suoi (sempre più numerosi) lettori, e dà appuntamento a lunedì mattina, per un'altra settimana di controinformazione da sballo (salvo oscuramenti...).
Come scrive - con ispirazione alata da giornalista di razza - il caporedattore della Nazione alla fine dei suoi memorabili editoriali settimanali: buona domenica!
Un'altra carriera al neutrino nella Sanità senese: il dottor Giovanni Becattini
"Tante sono le parole che potremmo spendere per una direttrice che lascerà un segno profondo nell'organizzazione dell'AUSL 7 di Siena ed ancora di più nelle persone che ha incontrato, ma ci piace sintetizzare segnalando e sottolineando la sua straordinaria attenzione al mondo delle professioni sanitarie, per questo e non solo, le rivolgiamo un pubblico ringraziamento ed il più grosso in bocca al lupo per il suo futuro". Chi è l'autore di questo doppiamente imbarazzante peana? E soprattutto, chi sarà mai questa direttrice?
L'autore è tale dottor Giovanni Becattini, che nei giorni scorsi ha visto bene di vergare queste pregnanti righe a commiato della dipartita (lavorativa, si intende) della dottoressa Benedetto, sempre più prossima a divenire Benedetto -Rossi. Doppiamente imbarazzante, appunto, il peana: in primo luogo, per la sintassi (invito i lettori - anche quelli meno attenti e pignoli - a rileggerlo: è proposto in modo integrale); in secondo, perchè la Benedetto viene descritta come una sorta di punto d'incontro virtuoso fra madre Teresa di Calcutta ed una manager illuminata. Una sorta di benefattrice dell'umanità. All'eretico - si sa - la dottoressa sta simpatica, visto che inizialmente si è degnata di scrivergli (poi ha visto bene di smettere): però non esageriamo, via...
L'eretico si permette di aggiungere una cosa, che ovviamente è del tutto slegata dall'epinicio di cui sopra. L'articolo 14 del Contratto nazionale del lavoro, recita testualmente che "i neoassunti nella qualifica di dirigenti sono soggetti al periodo di prova...che dura sei mesi": carta canta, dunque. Canterebbe, meglio. Assunto come Dirigente, l'ottimo dottor Giovanni Becattini non attende i canonici sei mesi sei di prova: con la ormai mitica Delibera 841 del 31 dicembre 2010 (la "Delibera del cotechino", comunemente detta, con tanto di intestazione vergata a mano, come ai vecchi tempi pre-informatici), si decide che il Becattini è talmente bravo, che può bypassare il periodo di prova cui sono invece tenuti gli altri (i mediocri, forse pessimi), diventando dirigente responsabile di struttura organizzativa complessa (Area di assistenza infermieristica ospedaliera, per i pignoli). Firmato: dottoressa Laura Benedetto, 31 dicembre 2010.
Un maligno insider della Sanità senese, mi dice che sarebbe come "se due medici di reparto, assunti da meno di due mesi, fossero promossi, senza nemmeno ultimare il periodo di prova, a primari". Carriera al neutrino, ancora una volta. Quando uno è bravo, può fare meno dei sei mesi: snellire, snellire, cambiamola questa Italia, stolidamente ingessata dalla tempistica burocratica ottusa.
Ma non è finita qui: all'eretico capita fra le mani un'altra delibera (questa volta senza scrittura a mano, tutta bellina, stampata bene), in cui sempre la Benedetto - in data 10 maggio 2011, delibera 244 - affida al suddetto dr. Becattini Giovanni l'incarico di Direttore del Dipartimento infermieristico-Ostetrico: si delibera "di nominare il Dr. Giovanni Becattini Direttore del Dipartimento Infermieristico-Ostetrico, a decorrere dal 16 maggio 2011 e per la durata di tre anni", con condimento di integrazione salariale di 16.500 euro su base annua. E siccome il Becattini è persona di straordinarie capacità lavorative (come si era già capito, peraltro), potrà mantenere anche "l'attuale responsabilità dell'Area Assistenza infermieristica ospedaliera". Così, per non farsi mancare alcunchè.
Altre promozioni, da maggio ad ora, non sono pervenute: certo è che in lui, la Benedetto "ha lasciato un segno profondo". Giovanni Becattini dixit...
Ps Venerdì prossimo continueremo ad indicare, con metodica puntigliosità, altri soggetti che non possono certo parlare male della Benedetto, come fa invece quel birbone dell'eretico; per restare in campo infermieristico, poi, ci occuperemo anche di un altro caso, non ascrivibile alla supermanager Laura Benedetto, quello del Responsabile dell'Unità professionale assistenza infermieristica delle Scotte: il dottor Marcello Bozzi. Storia interessante, la sua...
L'autore è tale dottor Giovanni Becattini, che nei giorni scorsi ha visto bene di vergare queste pregnanti righe a commiato della dipartita (lavorativa, si intende) della dottoressa Benedetto, sempre più prossima a divenire Benedetto -Rossi. Doppiamente imbarazzante, appunto, il peana: in primo luogo, per la sintassi (invito i lettori - anche quelli meno attenti e pignoli - a rileggerlo: è proposto in modo integrale); in secondo, perchè la Benedetto viene descritta come una sorta di punto d'incontro virtuoso fra madre Teresa di Calcutta ed una manager illuminata. Una sorta di benefattrice dell'umanità. All'eretico - si sa - la dottoressa sta simpatica, visto che inizialmente si è degnata di scrivergli (poi ha visto bene di smettere): però non esageriamo, via...
L'eretico si permette di aggiungere una cosa, che ovviamente è del tutto slegata dall'epinicio di cui sopra. L'articolo 14 del Contratto nazionale del lavoro, recita testualmente che "i neoassunti nella qualifica di dirigenti sono soggetti al periodo di prova...che dura sei mesi": carta canta, dunque. Canterebbe, meglio. Assunto come Dirigente, l'ottimo dottor Giovanni Becattini non attende i canonici sei mesi sei di prova: con la ormai mitica Delibera 841 del 31 dicembre 2010 (la "Delibera del cotechino", comunemente detta, con tanto di intestazione vergata a mano, come ai vecchi tempi pre-informatici), si decide che il Becattini è talmente bravo, che può bypassare il periodo di prova cui sono invece tenuti gli altri (i mediocri, forse pessimi), diventando dirigente responsabile di struttura organizzativa complessa (Area di assistenza infermieristica ospedaliera, per i pignoli). Firmato: dottoressa Laura Benedetto, 31 dicembre 2010.
Un maligno insider della Sanità senese, mi dice che sarebbe come "se due medici di reparto, assunti da meno di due mesi, fossero promossi, senza nemmeno ultimare il periodo di prova, a primari". Carriera al neutrino, ancora una volta. Quando uno è bravo, può fare meno dei sei mesi: snellire, snellire, cambiamola questa Italia, stolidamente ingessata dalla tempistica burocratica ottusa.
Ma non è finita qui: all'eretico capita fra le mani un'altra delibera (questa volta senza scrittura a mano, tutta bellina, stampata bene), in cui sempre la Benedetto - in data 10 maggio 2011, delibera 244 - affida al suddetto dr. Becattini Giovanni l'incarico di Direttore del Dipartimento infermieristico-Ostetrico: si delibera "di nominare il Dr. Giovanni Becattini Direttore del Dipartimento Infermieristico-Ostetrico, a decorrere dal 16 maggio 2011 e per la durata di tre anni", con condimento di integrazione salariale di 16.500 euro su base annua. E siccome il Becattini è persona di straordinarie capacità lavorative (come si era già capito, peraltro), potrà mantenere anche "l'attuale responsabilità dell'Area Assistenza infermieristica ospedaliera". Così, per non farsi mancare alcunchè.
Altre promozioni, da maggio ad ora, non sono pervenute: certo è che in lui, la Benedetto "ha lasciato un segno profondo". Giovanni Becattini dixit...
Ps Venerdì prossimo continueremo ad indicare, con metodica puntigliosità, altri soggetti che non possono certo parlare male della Benedetto, come fa invece quel birbone dell'eretico; per restare in campo infermieristico, poi, ci occuperemo anche di un altro caso, non ascrivibile alla supermanager Laura Benedetto, quello del Responsabile dell'Unità professionale assistenza infermieristica delle Scotte: il dottor Marcello Bozzi. Storia interessante, la sua...
giovedì 6 ottobre 2011
Processo Acampa: il teste Marco Tortone (II)...
L'eretico lo scorso 21 settembre aveva già scritto un articolo sul teste del tandem difensivo di Acampa(Mussari - De Martino), Marco Tortone, il quale incidentalmente, di mestiere, fa l'autista del Vescovo di Siena. L'eretico aveva stigmatizzato soprattutto il fatto che questo signore (nato a Siena il 16 maggio 1971), nella sua testimonianza, si ricordasse pochino di tutto, se non del momento esatto in cui era arrivato davanti all'ingresso della Curia: come già detto, la sua testimonianza era fondamentale per cercare di smontare quella di don Furiesi, il prete che inchioda Acampa alla sua colpevolezza, avendolo visto entrare in Curia, in un'ora in cui il monsignore ha sempre negato di essere entrato negli uffici curiali.
Forse qualche lettore più attento ricorderà che c'eravamo lasciati con la promessa di svelare l'arcano di ciò che il buon Tortone aveva fatto (a suo dire) dalle 9 e 10 (finita di pulire la macchina vescovile) alle 10 e trenta, momento della partenza per Poggibonsi, dove il cittadino Buoncristiani doveva dirigersi per la visita pastorale, quella maledetta domenica di inizio primavera.
Niente di meglio che ascoltare il teste stesso, nella fondamentale deposizione del 19 dicembre del 2009 (sotto giuramento):
" Quella mattina (il 2 aprile 2006, Ndr) riesco a fare un po' prima, perchè non c'era molto bisogno di pulizia, intorno alle 9 e 10 grosso modo...pulisco tutto e dico: "Beh, ho un bel po' d'aspettare, quindi mi prendo il giornale - già l'avevo preso prima - e mi metto a leggere il giornale". Premetto che ero arrivato dove c'è il pozzo, dove c'è il pozzo, quindi la porta della Curia, con il motorino".
Si spera che Tortone guidi meglio di come parla, ma il concetto è ben chiaro: lui è stato seduto (sul motorino!!) un'ora e venti (dalle 9 e 10 alle 10 e 30), a leggere il giornale. Che popò di giornale sia, il Tortone non lo dice, non lo chiarisce: sarebbe stata una bella pubblicità. Un quotidiano che tiene inchiodati al sellino del proprio scooter per quasi un'ora e mezzo, al giorno d'oggi, non è cosa da poco: potrebbe prendere il Tortone come testimonial, no?
L'eretico, però, vorrebbe fare notare ai lettori un altro particolare, inizialmente sfuggito anche allo scrivente: vale a dire il passaggio in cui Tortone dice "già l'avevo preso prima", riferito al fantomatico giornale capace di non farlo alzare per un'ora e venti dal sellino del motorino.
"Già l'avevo preso prima", dunque. Cosa dimostra questo inciso, apparentemente non così importante? Anche a non volere essere maliziosi, dimostra la volontà tortoniana di chiarire Urbi et orbi che lui NON si è mosso un singolo attimo, dal pozzo antistante l'ingresso della Curia: NEANCHE PER ANDARE A COMPRARE IL FANTOMATICO GIORNALE! Che, infatti, era stato preventivamente acquistato (sarebbe interessante vedere dove, visto che il Tortone non si ricorda, in Aula, neanche donde sia passato quella mattina per arrivare in Piazza del Duomo).
Aggiungo un solo particolare: dalle foto scattate dai Vigili del Fuoco di Siena dopo l'incendio, quel motorino, in quel luogo, NON RISULTA ESSERCI...
Ps Oggi è il 6 ottobre 2011: periodo verosimilmente di indefesso lavoro per la Giudice Gaggelli.
Fra 13 giorni, infatti, scadono i tre mesi di tempo che il magistrato poggibonsese ha a disposizione per depositare le motivazioni della sentenza assolutoria nei confronti di Acampa Giuseppe...
Forse qualche lettore più attento ricorderà che c'eravamo lasciati con la promessa di svelare l'arcano di ciò che il buon Tortone aveva fatto (a suo dire) dalle 9 e 10 (finita di pulire la macchina vescovile) alle 10 e trenta, momento della partenza per Poggibonsi, dove il cittadino Buoncristiani doveva dirigersi per la visita pastorale, quella maledetta domenica di inizio primavera.
Niente di meglio che ascoltare il teste stesso, nella fondamentale deposizione del 19 dicembre del 2009 (sotto giuramento):
" Quella mattina (il 2 aprile 2006, Ndr) riesco a fare un po' prima, perchè non c'era molto bisogno di pulizia, intorno alle 9 e 10 grosso modo...pulisco tutto e dico: "Beh, ho un bel po' d'aspettare, quindi mi prendo il giornale - già l'avevo preso prima - e mi metto a leggere il giornale". Premetto che ero arrivato dove c'è il pozzo, dove c'è il pozzo, quindi la porta della Curia, con il motorino".
Si spera che Tortone guidi meglio di come parla, ma il concetto è ben chiaro: lui è stato seduto (sul motorino!!) un'ora e venti (dalle 9 e 10 alle 10 e 30), a leggere il giornale. Che popò di giornale sia, il Tortone non lo dice, non lo chiarisce: sarebbe stata una bella pubblicità. Un quotidiano che tiene inchiodati al sellino del proprio scooter per quasi un'ora e mezzo, al giorno d'oggi, non è cosa da poco: potrebbe prendere il Tortone come testimonial, no?
L'eretico, però, vorrebbe fare notare ai lettori un altro particolare, inizialmente sfuggito anche allo scrivente: vale a dire il passaggio in cui Tortone dice "già l'avevo preso prima", riferito al fantomatico giornale capace di non farlo alzare per un'ora e venti dal sellino del motorino.
"Già l'avevo preso prima", dunque. Cosa dimostra questo inciso, apparentemente non così importante? Anche a non volere essere maliziosi, dimostra la volontà tortoniana di chiarire Urbi et orbi che lui NON si è mosso un singolo attimo, dal pozzo antistante l'ingresso della Curia: NEANCHE PER ANDARE A COMPRARE IL FANTOMATICO GIORNALE! Che, infatti, era stato preventivamente acquistato (sarebbe interessante vedere dove, visto che il Tortone non si ricorda, in Aula, neanche donde sia passato quella mattina per arrivare in Piazza del Duomo).
Aggiungo un solo particolare: dalle foto scattate dai Vigili del Fuoco di Siena dopo l'incendio, quel motorino, in quel luogo, NON RISULTA ESSERCI...
Ps Oggi è il 6 ottobre 2011: periodo verosimilmente di indefesso lavoro per la Giudice Gaggelli.
Fra 13 giorni, infatti, scadono i tre mesi di tempo che il magistrato poggibonsese ha a disposizione per depositare le motivazioni della sentenza assolutoria nei confronti di Acampa Giuseppe...
Blog salvi (per ora): e le intercettazioni?
Almeno per ora, pericolo scampato: con un'intesa bipartisan Pdl-Pd (e grazie alla clamorosa decisione di auto-oscuramento di Wikipedia, cui tutti dobbiamo un plauso incondizionato), la politica affrancherebbe i blog "amatoriali" (spesso molto più pericolosi di quelli istituzionali, perchè senza finanziamenti e padroni di riferimento) dall'obbligo di rettifica (addirittura entro 48 ore: ma i festivi, come sarebbero stati computati?).
In attesa di capire cosa accadrà sul versante intercettazioni (altro filone che interessa moltissimo l'eretico, e sul quale invece tira una pessima aria...), i blogger tirano un bel sospiro di sollievo, nonostante l'oltranzismo dell'avvocato pidiellino Paniz:
"I blog sono diventati un fenomeno di vita sociale rilevante e VANNO SANZIONATI. Non si può permettere che un sito diffami. Non può esistere franchigia, nè per avvocati, nè per giornalisti, nè per operatori di un blog".
L'eretico, ovviamente, giudica del tutto sbagliata una legge che imponga un obbligo di rettifica, per il semplice motivo che il potenziale diffamato, avrebbe avuto una riparazione dal blog, senza che nessun terzo gli avesse mai dato ragione sul fatto di essere stato diffamato: un obbrobrio logico-giuridico in piena regola, c'è poco da aggiungere.
Ma l'eretico, in questa occasione, non può che ripetere quello che ha già scritto altre volte, su questo blog: chi si sentisse diffamato per il contenuto di qualche articolo, scriva pure al blog. Nessuna precisazione (purchè espressa con continenza verbale) sarà censurata: magari ce ne fossero (e ce ne fossero state), di rettifiche, in questi undici mesi di attività...
Il problema è che il Potere tende naturaliter a chiudersi in se stesso, e sa che la rettifica è un'arma a doppio taglio, perchè poi la gente comunque la legge, e pensa con la propria testolina a quello che ha letto; meglio la querela (con le spese legali a carico del contribuente, magari), quella sì che va bene.
Su questo blog, l'unica che abbia risposto, è stata la dottoressa Laura Benedetto (compagna del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi), plenipotenziaria della Asl 7 fino al 23 settembre scorso. Due volte ha scritto per puntualizzare, due volte è stata integralmente pubblicata (poi l'eretico le ha rivolto le famose 10 domande, e lei, da grafomane incallita, ha repentinamente perso il piacere della scrittura...).
Cari signori della Casta ed affini: precisate, puntualizzate, rettificate! Sarà (sarebbe) uno spasso...
Cari lettori, state tranquilli: rettifiche ad ingolfare il blog, ne arriveranno ben poche, purtroppo.
Come ebbe a dire il punto di riferimento - politico e morale - della Casta di Siena (Denis Verdini), "a noi, meno ci conoscono meglio è". Il buon vecchio Denis sì, che è un esperto di mondo...
In attesa di capire cosa accadrà sul versante intercettazioni (altro filone che interessa moltissimo l'eretico, e sul quale invece tira una pessima aria...), i blogger tirano un bel sospiro di sollievo, nonostante l'oltranzismo dell'avvocato pidiellino Paniz:
"I blog sono diventati un fenomeno di vita sociale rilevante e VANNO SANZIONATI. Non si può permettere che un sito diffami. Non può esistere franchigia, nè per avvocati, nè per giornalisti, nè per operatori di un blog".
L'eretico, ovviamente, giudica del tutto sbagliata una legge che imponga un obbligo di rettifica, per il semplice motivo che il potenziale diffamato, avrebbe avuto una riparazione dal blog, senza che nessun terzo gli avesse mai dato ragione sul fatto di essere stato diffamato: un obbrobrio logico-giuridico in piena regola, c'è poco da aggiungere.
Ma l'eretico, in questa occasione, non può che ripetere quello che ha già scritto altre volte, su questo blog: chi si sentisse diffamato per il contenuto di qualche articolo, scriva pure al blog. Nessuna precisazione (purchè espressa con continenza verbale) sarà censurata: magari ce ne fossero (e ce ne fossero state), di rettifiche, in questi undici mesi di attività...
Il problema è che il Potere tende naturaliter a chiudersi in se stesso, e sa che la rettifica è un'arma a doppio taglio, perchè poi la gente comunque la legge, e pensa con la propria testolina a quello che ha letto; meglio la querela (con le spese legali a carico del contribuente, magari), quella sì che va bene.
Su questo blog, l'unica che abbia risposto, è stata la dottoressa Laura Benedetto (compagna del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi), plenipotenziaria della Asl 7 fino al 23 settembre scorso. Due volte ha scritto per puntualizzare, due volte è stata integralmente pubblicata (poi l'eretico le ha rivolto le famose 10 domande, e lei, da grafomane incallita, ha repentinamente perso il piacere della scrittura...).
Cari signori della Casta ed affini: precisate, puntualizzate, rettificate! Sarà (sarebbe) uno spasso...
Cari lettori, state tranquilli: rettifiche ad ingolfare il blog, ne arriveranno ben poche, purtroppo.
Come ebbe a dire il punto di riferimento - politico e morale - della Casta di Siena (Denis Verdini), "a noi, meno ci conoscono meglio è". Il buon vecchio Denis sì, che è un esperto di mondo...
mercoledì 5 ottobre 2011
Alex Nannini salva Amanda Knox!
Tiene sempre banco il caso di Amanda Knox, dopo la clamorosa assoluzione in Appello di ieri l'altro: l'americanina è tornata nella sua Seattle accolta come una star, con modalità simili alquanto a quelle dei marines tornanti da luoghi di guerra, finalmente sani e salvi. Ha scritto con acume la Audisio su Repubblica di ieri: gli americani pensano che il sistema giudiziario italiano sia come quello turco del film Fuga di mezzanotte. Pare che (quasi) nessuno sia in loco sfiorato o lambito dal dubbio che quella possa essere una spietata assassina (oltre che mentitrice acclarata in un'Aula di Giustizia, da cui la condanna a tre anni, che resta tale e quale).
Ci sono tante facce degli States, lo ripeto: quella dell'innocentismo classista alla OJ Simpson, non ci piace proprio. Preferiamo quella faccia che funziona al contrario, ed in cui magari un colored ingiustamente accusato viene liberato senza bisogno di un milione di dollari di avvocati e periti, ma per la forza dei fatti e - perchè no? - perchè un cantante, poeta, attivista dei diritti civili come Bob Dylan si mobilita per lui (do you remember Hurricane?).
Amanda, dunque, se n'è volata via, con scalo tecnico a Londra (Heathrow), nella più Vip delle sale: quella della Queen Elizabeth, per capirsi.
Prima di darsela a gambe dall'Italia, però, non ha potuto non ringraziare la mitica Fondazione Italia-Usa, creata e presieduta dal parlamentare eugubino del Pdl Rocco Girlanda, ospite fisso di Siena al Premio Frajese, in quanto uomo delle Cementerie Barbetti di Gubbio che sono i proprietari (non unici) dell'house organ del Monte dei Paschi, il Corriere di Siena.
Insieme a Denis Verdini, Girlanda è colui che accompagnò Alex Nannini, la scorsa primavera, a Palazzo Grazioli, per presentarne la candidatura a Silvione (perchè non candidare la bella Elisa Toti, che Silvione lo conosceva molto meglio, e da lui andava da sola?).
E proprio Alex Nannini (il più votato dai senesi dopo Franchino il Ceccuzzi, giova ricordarlo) fa attivamente parte della fondamentale Fondazione Italia-Usa: pare come "Consigliere per le relazioni economiche" fra Italia ed Usa. Non c'è multinazionale o corporation che non lo consulti (anche più di una volta), prima di arrischiare un affare al di là dell'Atlantico. Quando Amanda ha scritto per ringraziare la Fondazione, quindi, un pensiero di riconoscenza l'avrà avuto anche per lui: mica tutto per Rocco (che ha anche scritto un libro del tutto innocentista sulla Giovanna d'Arco della West Coast), un po' di spazio anche per Alex, no?
Ecco perchè nessuno si accorgeva della attività politica del pasticcere nella sua Siena. Tutti a pensare male e a dire peggio: Nannini di qua, Nannini di là, "accidenti a quando l'ho votato!", e via dicendo. Come sempre, cattiverie in libertà. Alex era al lavoro: basso profilo (anzi, low profile), attività in prevalenza sottotraccia, sagacia diplomatica, contatti coperti. Non sapeva abbinare Gheddafi alla Libia, a marzo, ma gli Stati Uniti li conosce, eh, perdinci. Fa parte della Fondazione Italia-Usa di Rocchino il Girlanda...
"Solo un senese vero che ama la sua città può riportarla allo splendore che merita", sottotitolava il suo programma elettorale (su cui gioverebbe ritornare).
A Siena, a diventare Sindaco non ce l'ha fatta; lo chiameranno a Seattle?
Ps Dal precedente articolo ereticale su Amanda, si poteva equivocare su chi difendesse Amanda, e chi Sollecito (così rispondo anche ad un attento lettore che mi ha posto la questione, e che ringrazio per questo): la finiana Bongiorno formalmente difendeva solo Raffaele Sollecito (segnalo un'intervista all'avvocato sul Fatto di oggi). Ma è del tutto chiaro ed evidente che, per difendere Sollecito, la Bongiorno doveva difendere anche la Knox. Simul stabunt, simul cadent.
Ci sono tante facce degli States, lo ripeto: quella dell'innocentismo classista alla OJ Simpson, non ci piace proprio. Preferiamo quella faccia che funziona al contrario, ed in cui magari un colored ingiustamente accusato viene liberato senza bisogno di un milione di dollari di avvocati e periti, ma per la forza dei fatti e - perchè no? - perchè un cantante, poeta, attivista dei diritti civili come Bob Dylan si mobilita per lui (do you remember Hurricane?).
Amanda, dunque, se n'è volata via, con scalo tecnico a Londra (Heathrow), nella più Vip delle sale: quella della Queen Elizabeth, per capirsi.
Prima di darsela a gambe dall'Italia, però, non ha potuto non ringraziare la mitica Fondazione Italia-Usa, creata e presieduta dal parlamentare eugubino del Pdl Rocco Girlanda, ospite fisso di Siena al Premio Frajese, in quanto uomo delle Cementerie Barbetti di Gubbio che sono i proprietari (non unici) dell'house organ del Monte dei Paschi, il Corriere di Siena.
Insieme a Denis Verdini, Girlanda è colui che accompagnò Alex Nannini, la scorsa primavera, a Palazzo Grazioli, per presentarne la candidatura a Silvione (perchè non candidare la bella Elisa Toti, che Silvione lo conosceva molto meglio, e da lui andava da sola?).
E proprio Alex Nannini (il più votato dai senesi dopo Franchino il Ceccuzzi, giova ricordarlo) fa attivamente parte della fondamentale Fondazione Italia-Usa: pare come "Consigliere per le relazioni economiche" fra Italia ed Usa. Non c'è multinazionale o corporation che non lo consulti (anche più di una volta), prima di arrischiare un affare al di là dell'Atlantico. Quando Amanda ha scritto per ringraziare la Fondazione, quindi, un pensiero di riconoscenza l'avrà avuto anche per lui: mica tutto per Rocco (che ha anche scritto un libro del tutto innocentista sulla Giovanna d'Arco della West Coast), un po' di spazio anche per Alex, no?
Ecco perchè nessuno si accorgeva della attività politica del pasticcere nella sua Siena. Tutti a pensare male e a dire peggio: Nannini di qua, Nannini di là, "accidenti a quando l'ho votato!", e via dicendo. Come sempre, cattiverie in libertà. Alex era al lavoro: basso profilo (anzi, low profile), attività in prevalenza sottotraccia, sagacia diplomatica, contatti coperti. Non sapeva abbinare Gheddafi alla Libia, a marzo, ma gli Stati Uniti li conosce, eh, perdinci. Fa parte della Fondazione Italia-Usa di Rocchino il Girlanda...
"Solo un senese vero che ama la sua città può riportarla allo splendore che merita", sottotitolava il suo programma elettorale (su cui gioverebbe ritornare).
A Siena, a diventare Sindaco non ce l'ha fatta; lo chiameranno a Seattle?
Ps Dal precedente articolo ereticale su Amanda, si poteva equivocare su chi difendesse Amanda, e chi Sollecito (così rispondo anche ad un attento lettore che mi ha posto la questione, e che ringrazio per questo): la finiana Bongiorno formalmente difendeva solo Raffaele Sollecito (segnalo un'intervista all'avvocato sul Fatto di oggi). Ma è del tutto chiaro ed evidente che, per difendere Sollecito, la Bongiorno doveva difendere anche la Knox. Simul stabunt, simul cadent.
Poggibonsi:il Gip Bellini inchioda la Coccheri!
L'eretico non può non tornare a scrivere di Poggibonsi e della spinosa questione Palagetto, anche in previsione del Consiglio comunale che si svolgerà dopodomani nella capitale della Val d'Elsa. In primis, premetto agli amici poggibonsesi che NON POSSO PUBBLICARE tutto ciò che mi mandate: già sono stato querelato (per molto meno...) dalla vostra simpatica ed affabile Sindaco, non vorrei aggravare la mia situazione per dare spazio ad anonimi (visto che nel contempo è la sua, di posizione, ad aggravarsi!). Quelle cosine che avete (in modo più che legittimo) da farle presenti, andate a dirgliele in faccia: meglio per tutti ( per voi che vi sfogate, ed anche per la Coccheri stessa)!
Ciò detto, credo che sia giusto rimarcare lo scandalo nello scandalo: nessun indagato (neanche il plurindagato Adriano Bartoli) si è dimesso, nessuno ha fatto mezzo passo indietro, e la Coccheri continua a garantire pienissima copertura politica (oltre che legale, come visto) agli inquisiti. Chapeau. Esistono, in Provincia, i garanti del Pd? Se ci sono, battano un colpetto: l'eretico continuerà a battere, vediamo se prima o poi qualcuno risponderà. Che bello sarà rileggere questi pezzi poggibonsesi (ma non solo) fra qualche mese, quando magari i piddini non potranno nascondersi come fanno adesso. Prima che i giornali nazionali inizino a definire il potere poggibonsese come il "Sistema Poggibonsi", non sarebbe il caso di intervenire?
Anche perchè all'eretico una vocina tanto maliziosa quanto benissimo informata, ha detto di recente che a fine luglio 2011, la Coccheri ricevette gli investitori casertani del Palagetto, i quali erano incazzati nerissimi che il tutto potesse essere bloccato (come poi è accaduto a settembre). Guarda caso, all'inizio di agosto fu convocato in fretta e furia un bel Consiglio comunale per approvare una variantella potenzialmente filoPalagetto.
Lo scrive molto chiaramente il Gip Ugo Bellini, a commento della solida inchiesta del Pm Natalini:
"Sebbene la intervenuta variazione del regolamento urbanistico NON SIA IDONEA a produrre effetti sulle condotte di cui alle proto imputazioni, nondimeno COSTITUISCE CONSISTENTE ELEMENTO A SOSTEGNO DEL FATTO CHE LA STESSA AMMINISTRAZIONE COMUNALE SI SIA RESA CONTO DEL CONTRASTO DI CERTE PREVISIONI URBANISTICHE CONTENUTE NEL REGOLAMENTO URBANISTICO (del Comune di Poggibonsi, Ndr) CON LA NORMATIVA GENERALE e con l'ordinato assetto territoriale in fatto di standard urbanistici e di carico antropico. Infatti - come dichiarato dal nuovo Dirigente comunale - nella specie era INDISPENSABILE l'adozione di un Piano particolareggiato o di lottizzazione (o comunque un piano attuativo)".
Niente di tutto ciò è stato minimamente fatto.
Delle due, l'una: o il pugnace Pm Natalini, il Gip Bellini, il Tribunale del Riesame (e, in forte subordine, l'eretico) sono degli emeriti imbecilli, o la Coccheri è la diretta responsabile politica della gestione dell'affaire Palagetto. Quel Consiglio comunale canicolare, lo dimostra: a parere del Gip Bellini.
Forse è meglio fare finta di niente: come sempre; non si è commissariato Casole d'Elsa, come si fa a commissariare Poggibonsi? Come si fa, altrimenti, ad ospitare Veltroni che parla del Buon governo senese (con Rosaria Bindi accanto)?
Ps Nemesi poggibonsese: ieri, proprio ieri, c'è stato un furto ai magazzini comunali di Poggibonsi, in Via Leopardi. La stampa locale di QUESTO TIPO di furti scrive. Bottino? Non stratosferico, ma discreto: "oltre 50mila euro".
Giusto giusto la cifra messa in bilancio dalla Coccheri per pagare gli avvocati agli indagati per gli scempi poggibonsesi. Meditate, gente, meditate...
Ciò detto, credo che sia giusto rimarcare lo scandalo nello scandalo: nessun indagato (neanche il plurindagato Adriano Bartoli) si è dimesso, nessuno ha fatto mezzo passo indietro, e la Coccheri continua a garantire pienissima copertura politica (oltre che legale, come visto) agli inquisiti. Chapeau. Esistono, in Provincia, i garanti del Pd? Se ci sono, battano un colpetto: l'eretico continuerà a battere, vediamo se prima o poi qualcuno risponderà. Che bello sarà rileggere questi pezzi poggibonsesi (ma non solo) fra qualche mese, quando magari i piddini non potranno nascondersi come fanno adesso. Prima che i giornali nazionali inizino a definire il potere poggibonsese come il "Sistema Poggibonsi", non sarebbe il caso di intervenire?
Anche perchè all'eretico una vocina tanto maliziosa quanto benissimo informata, ha detto di recente che a fine luglio 2011, la Coccheri ricevette gli investitori casertani del Palagetto, i quali erano incazzati nerissimi che il tutto potesse essere bloccato (come poi è accaduto a settembre). Guarda caso, all'inizio di agosto fu convocato in fretta e furia un bel Consiglio comunale per approvare una variantella potenzialmente filoPalagetto.
Lo scrive molto chiaramente il Gip Ugo Bellini, a commento della solida inchiesta del Pm Natalini:
"Sebbene la intervenuta variazione del regolamento urbanistico NON SIA IDONEA a produrre effetti sulle condotte di cui alle proto imputazioni, nondimeno COSTITUISCE CONSISTENTE ELEMENTO A SOSTEGNO DEL FATTO CHE LA STESSA AMMINISTRAZIONE COMUNALE SI SIA RESA CONTO DEL CONTRASTO DI CERTE PREVISIONI URBANISTICHE CONTENUTE NEL REGOLAMENTO URBANISTICO (del Comune di Poggibonsi, Ndr) CON LA NORMATIVA GENERALE e con l'ordinato assetto territoriale in fatto di standard urbanistici e di carico antropico. Infatti - come dichiarato dal nuovo Dirigente comunale - nella specie era INDISPENSABILE l'adozione di un Piano particolareggiato o di lottizzazione (o comunque un piano attuativo)".
Niente di tutto ciò è stato minimamente fatto.
Delle due, l'una: o il pugnace Pm Natalini, il Gip Bellini, il Tribunale del Riesame (e, in forte subordine, l'eretico) sono degli emeriti imbecilli, o la Coccheri è la diretta responsabile politica della gestione dell'affaire Palagetto. Quel Consiglio comunale canicolare, lo dimostra: a parere del Gip Bellini.
Forse è meglio fare finta di niente: come sempre; non si è commissariato Casole d'Elsa, come si fa a commissariare Poggibonsi? Come si fa, altrimenti, ad ospitare Veltroni che parla del Buon governo senese (con Rosaria Bindi accanto)?
Ps Nemesi poggibonsese: ieri, proprio ieri, c'è stato un furto ai magazzini comunali di Poggibonsi, in Via Leopardi. La stampa locale di QUESTO TIPO di furti scrive. Bottino? Non stratosferico, ma discreto: "oltre 50mila euro".
Giusto giusto la cifra messa in bilancio dalla Coccheri per pagare gli avvocati agli indagati per gli scempi poggibonsesi. Meditate, gente, meditate...
martedì 4 ottobre 2011
Acampa come Amanda: Processi a confronto...
"Se i due erano negretti come quell'altro, ingabbiavano anche loro", sbuffa all'eretico uno dei suoi compagni di cappuccino (Pacciani aveva i compagni di merende, l'eretico quelli di cappuccino: ad ognuno i suoi...), stamattina al bar-ufficio ereticale. Il linguaggio è discutibile, ma il messaggio è chiaro assai: per lui, Giustizia non è stata fatta. Come per i tanti perugini scesi in strada a manifestare il loro dissenso.
Trangugiando la brioche ridondante cioccolata (che però pago, a differenza di chi va in giro a mangiare a sbafo...), allo scrivente viene da pensare che questo Processo abbia qualche punto in comune con quello di Acampa Giuseppe, conclusosi lo scorso 19 luglio. Al terzo o quarto sorso di cappuccino, la cosa mi appare sempre più chiara: anche questo di Amanda Knox, come l'altro, è un Processo puramente CLASSISTA. Chi ha i quattrini da spendere, sarà un caso, vince. Si parte alla pari, ma solo in teoria.
Premesso che una cosa è un incendio, ed un'altra un barbaro omicidio; ulteriormente premesso che gli atti perugini li conosco solo come il comune cittadino informato, c'è da dire questo: Amanda Knox (lasciamo da parte il pugliese Raffaele Sollecito, per il quale peraltro non si nutre alcuna simpatia) proviene da famiglia ricca, anzi ricchissima. Per parte paterna, soprattutto: il padre è il vicepresidente di Macy's, vale a dire forse il più grande centro commerciale di New York. Non a caso, si è potuta permettere un eccellente pool di avvocati, con Giulia Bongiorno (consulente giuridico di Gianfranco Fini) che è arrivata a cogliere - dopo l'assistenza a Giulio Andreotti - il suo più grande successo in carriera. Di Acampa, ben sappiamo: come avvocati, De Martino - il principe dei grandi inquisiti - e Mussari Giuseppe, che non ha bisogno di presentazioni.
Pressione dei media? Enormi, sfacciate da parte statunitense: ed è triste che la patria del giornalismo d'inchiesta si sia in generale fatta piegare dalla lobby filo-Amanda (con la lodevolissima eccezione della giornalista di Newsweek Barbie Latza Nadeau: "nessuno negli Stati Uniti ha seguito il processo, non sanno niente di indizi e perizie", ha detto a Repubblica oggi). Nel caso senese, più che pressioni, silenzio imbarazzante (soprattutto della Nazione: la Valdesi, in questo caso, non ha scoopato...).
In attesa di conoscere le motivazioni delle due sentenze di assoluzione (Acampa "scade" fra 15 giorni, Giudice Gaggelli: siamo tutti in ansia, ormai c'è pochino...), c'è un altro filo comune che lega i due Processi: la perizia disposta dal Giudice, in entrambi i casi ha messo in crisi consolidate certezze (soprattutto nel caso di Amanda, ma, certo, anche in quello di Acampa).
Ed ancora: in entrambi i procedimenti, si è potuto notare come ormai si tenda a trascurare (a mio parere, in modo sciocco assai) il comportamento, il modus operandi degli imputati nella fase istruttoria. Mi spiego meglio: Amanda è stata giudicata innocente. Benissimo, ma perchè, allora, ha calunniato un innocente (cosa per la quale è stata condannata a 3 anni)? Chi è il cerebroleso che calunnia un altro, se non ha qualcosa da nascondere, o un motivo per depistare? Quanto ad Acampa, si ricordi che era accusato anche di calunnia (ed è stato assolto), e si ricordi ancora che un suo teste - il tecnico informatico della Curia Gianpaolo Gallù - è sotto processo per falsa testimonianza (l'eretico ne riscriverà). Per non parlare del comportamento da insabbiatore evidenziato dalle intercettazioni!
Quante somiglianze, dunque, pur nella totale diversità dei due Processi.
Negli Stati Uniti, si dice che più che di "pena capitale" (ove essa sia prevista), sarebbe più opportuno parlare della "pena dei senza capitale".
Come al solito, gli italiani tendono a prendere dagli States non il (tantissimo) buono che c'è, quanto, immancabilmente, il peggio...
Ps Una basilare differenza, però, c'è, nei due Processi: la povera Meredith Kercher probabilmente non ha avuto piena giustizia, ma qualcuno che sia in galera a pagare il conto per la sua morte, c'è (l'ivoriano Rudy Guede, condannato con rito abbreviato per "concorso in omicidio": in concorso con chi, a questo punto?); l'incendio in Curia del 2 aprile 2006, invece, non ha colpevole alcuno...
Trangugiando la brioche ridondante cioccolata (che però pago, a differenza di chi va in giro a mangiare a sbafo...), allo scrivente viene da pensare che questo Processo abbia qualche punto in comune con quello di Acampa Giuseppe, conclusosi lo scorso 19 luglio. Al terzo o quarto sorso di cappuccino, la cosa mi appare sempre più chiara: anche questo di Amanda Knox, come l'altro, è un Processo puramente CLASSISTA. Chi ha i quattrini da spendere, sarà un caso, vince. Si parte alla pari, ma solo in teoria.
Premesso che una cosa è un incendio, ed un'altra un barbaro omicidio; ulteriormente premesso che gli atti perugini li conosco solo come il comune cittadino informato, c'è da dire questo: Amanda Knox (lasciamo da parte il pugliese Raffaele Sollecito, per il quale peraltro non si nutre alcuna simpatia) proviene da famiglia ricca, anzi ricchissima. Per parte paterna, soprattutto: il padre è il vicepresidente di Macy's, vale a dire forse il più grande centro commerciale di New York. Non a caso, si è potuta permettere un eccellente pool di avvocati, con Giulia Bongiorno (consulente giuridico di Gianfranco Fini) che è arrivata a cogliere - dopo l'assistenza a Giulio Andreotti - il suo più grande successo in carriera. Di Acampa, ben sappiamo: come avvocati, De Martino - il principe dei grandi inquisiti - e Mussari Giuseppe, che non ha bisogno di presentazioni.
Pressione dei media? Enormi, sfacciate da parte statunitense: ed è triste che la patria del giornalismo d'inchiesta si sia in generale fatta piegare dalla lobby filo-Amanda (con la lodevolissima eccezione della giornalista di Newsweek Barbie Latza Nadeau: "nessuno negli Stati Uniti ha seguito il processo, non sanno niente di indizi e perizie", ha detto a Repubblica oggi). Nel caso senese, più che pressioni, silenzio imbarazzante (soprattutto della Nazione: la Valdesi, in questo caso, non ha scoopato...).
In attesa di conoscere le motivazioni delle due sentenze di assoluzione (Acampa "scade" fra 15 giorni, Giudice Gaggelli: siamo tutti in ansia, ormai c'è pochino...), c'è un altro filo comune che lega i due Processi: la perizia disposta dal Giudice, in entrambi i casi ha messo in crisi consolidate certezze (soprattutto nel caso di Amanda, ma, certo, anche in quello di Acampa).
Ed ancora: in entrambi i procedimenti, si è potuto notare come ormai si tenda a trascurare (a mio parere, in modo sciocco assai) il comportamento, il modus operandi degli imputati nella fase istruttoria. Mi spiego meglio: Amanda è stata giudicata innocente. Benissimo, ma perchè, allora, ha calunniato un innocente (cosa per la quale è stata condannata a 3 anni)? Chi è il cerebroleso che calunnia un altro, se non ha qualcosa da nascondere, o un motivo per depistare? Quanto ad Acampa, si ricordi che era accusato anche di calunnia (ed è stato assolto), e si ricordi ancora che un suo teste - il tecnico informatico della Curia Gianpaolo Gallù - è sotto processo per falsa testimonianza (l'eretico ne riscriverà). Per non parlare del comportamento da insabbiatore evidenziato dalle intercettazioni!
Quante somiglianze, dunque, pur nella totale diversità dei due Processi.
Negli Stati Uniti, si dice che più che di "pena capitale" (ove essa sia prevista), sarebbe più opportuno parlare della "pena dei senza capitale".
Come al solito, gli italiani tendono a prendere dagli States non il (tantissimo) buono che c'è, quanto, immancabilmente, il peggio...
Ps Una basilare differenza, però, c'è, nei due Processi: la povera Meredith Kercher probabilmente non ha avuto piena giustizia, ma qualcuno che sia in galera a pagare il conto per la sua morte, c'è (l'ivoriano Rudy Guede, condannato con rito abbreviato per "concorso in omicidio": in concorso con chi, a questo punto?); l'incendio in Curia del 2 aprile 2006, invece, non ha colpevole alcuno...
Poggibonsi: i cittadini pagano l'avvocato agli inquisiti!
Ormai sembra essere diventato un vezzo della "sinistra" senese: se qualcuno viene indagato, chi di dovere si premura di finanziargli le spese legali. La settimana scorsa, l'eretico lo ha documentato per quanto riguarda la Provincia, con la scandalosa Delibera balneare di Giunta del 17 agosto (Cinghialopoli, per capirsi). Dai contatti che ha avuto il pezzo in questione, sembra che l'argomento solletichi quel che resta della (blandissima) capacità di indignazione dei senesi: almeno leggere, leggono; per il resto, si vedrà...
Una volta, negli anni Settanta, esisteva il "Soccorso rosso", per i militanti della sinistra: il Sistema Siena se ne può considerare un aggiornamento? Prima gli avvocati aiutavano chi si batteva per certe idee (giuste o sbagliate che fossero), oggi questi avvocati si battono per fare scagionare chi costruisce in modo non conforme alla Legge: una bella mutazione genetica, direi. Segno dei tempi...
Non ci eravamo dunque ancora ripresi dallo sconforto per la Provincia, che ci arriva notizia che la Coccheri, Sindaco di Poggibonsi, ha deciso, nell'ultimo Consiglio comunale, di elargire un "bonus" di 50mila euro agli inquisiti di casa sua (qualcuno, plurinquisito, tipo Adriano Bartoli). Capito come vanno le cose, a Poggibonsi? Nel resto delle democrazie dalemianamente normali, per le stesse accuse, la gente deve abbandonare la poltrona, per dedicarsi a ristabilire la propria onorabilità (a spese proprie); nella capitale della Val d'Elsa, invece, non solo si resta sulla poltroncina, ma si risparmia sull'avvocvato: a spese dei cittadini, tra l'altro.
Ed è bene ricordare che queste persone non sono sotto inchiesta per reati attinenti - che so - alla libertà di pensiero o di espressione: no, questi signori sono sotto inchiesta per altro, per ben altro. Il Gip del Tribunale di Siena, dottor Ugo Bellini, per esempio, a proposito dell'affaire Palagetto scrive di "opere edili in palese e macroscopica violazione di legge".
In sintesi, il Comune di Poggibonsi cementifica in modo non consentito dalla legge per svariati motivi (norme antisismiche, vicinanza al fiume Elsa, mancanza dei permessi necessari et alia), i suoi funzionari vanno sotto inchiesta, e poi la Coccheri mette in bilancio le spese legali per gli inquisiti (sottraendo quel denaro ad altri servizi, forse più utili alla collettività). Così è, se vi pare: in altre parti del mondo, succederebbe un finimondo. A Poggibonsi, risulta che si sia incazzato di brutto solo Alessio Berni, il consigliere della lista civica Liberamente: si vede che agli altri va bene così.
Ps Oggi il Corrsiena dedica uno Speciale a Poggibonsi (che tempismo: proprio mentre il Comune è nella bufera...). Pura, imbarazzante agiografia filococcheriana. C'è anche un'intervistina alla Coccheri: in cui si parla di varie cose (anche del bilancio comunale), ma non del Palagetto. Tantomeno dei quattrini pubblici usati per difendere privati. Curiosa questa omissione, no?
Una volta, negli anni Settanta, esisteva il "Soccorso rosso", per i militanti della sinistra: il Sistema Siena se ne può considerare un aggiornamento? Prima gli avvocati aiutavano chi si batteva per certe idee (giuste o sbagliate che fossero), oggi questi avvocati si battono per fare scagionare chi costruisce in modo non conforme alla Legge: una bella mutazione genetica, direi. Segno dei tempi...
Non ci eravamo dunque ancora ripresi dallo sconforto per la Provincia, che ci arriva notizia che la Coccheri, Sindaco di Poggibonsi, ha deciso, nell'ultimo Consiglio comunale, di elargire un "bonus" di 50mila euro agli inquisiti di casa sua (qualcuno, plurinquisito, tipo Adriano Bartoli). Capito come vanno le cose, a Poggibonsi? Nel resto delle democrazie dalemianamente normali, per le stesse accuse, la gente deve abbandonare la poltrona, per dedicarsi a ristabilire la propria onorabilità (a spese proprie); nella capitale della Val d'Elsa, invece, non solo si resta sulla poltroncina, ma si risparmia sull'avvocvato: a spese dei cittadini, tra l'altro.
Ed è bene ricordare che queste persone non sono sotto inchiesta per reati attinenti - che so - alla libertà di pensiero o di espressione: no, questi signori sono sotto inchiesta per altro, per ben altro. Il Gip del Tribunale di Siena, dottor Ugo Bellini, per esempio, a proposito dell'affaire Palagetto scrive di "opere edili in palese e macroscopica violazione di legge".
In sintesi, il Comune di Poggibonsi cementifica in modo non consentito dalla legge per svariati motivi (norme antisismiche, vicinanza al fiume Elsa, mancanza dei permessi necessari et alia), i suoi funzionari vanno sotto inchiesta, e poi la Coccheri mette in bilancio le spese legali per gli inquisiti (sottraendo quel denaro ad altri servizi, forse più utili alla collettività). Così è, se vi pare: in altre parti del mondo, succederebbe un finimondo. A Poggibonsi, risulta che si sia incazzato di brutto solo Alessio Berni, il consigliere della lista civica Liberamente: si vede che agli altri va bene così.
Ps Oggi il Corrsiena dedica uno Speciale a Poggibonsi (che tempismo: proprio mentre il Comune è nella bufera...). Pura, imbarazzante agiografia filococcheriana. C'è anche un'intervistina alla Coccheri: in cui si parla di varie cose (anche del bilancio comunale), ma non del Palagetto. Tantomeno dei quattrini pubblici usati per difendere privati. Curiosa questa omissione, no?
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lunedì 3 ottobre 2011
Un film straordinario: The eagle
Questo film, è un'opera sul senso dell'onore e della parola data: per recuperare il simbolo della IX Legione (guidata dal padre), il giovane Marcus è disposto a oltrepassare il Vallum Adriani in Britannia (lungo 80 miglia, tra il Golfo di Solway e la foce del Tyne), e rischiare la propria vita in un'improbabile ricerca del simbolo (l'aquila, appunto) che, sola, potrebbe ridare onore al defunto padre, avventuratosi in quelle terre inesplorate (dai Romani) un ventennio prima, nel 120 d.C. Partito il padre (e non ritornato) sotto l'Imperatore Adriano, partito (ritornante?) il figlio sotto quell'Antonino che venne appellato Pius (primo Imperatore a proibire le persecuzioni contro i Cristiani, per esempio, nonchè predecessore di Marco Aurelio).
Magnifiche le scene di battaglia, strepitosi i paesaggi (Scozia e Ungheria, i luoghi in cui è girato il capolavoro): Kevin Macdonald, il regista, nasce come documentarista, e si vede, dalla prima all'ultima inquadratura. Da antologia il movimento di macchina attraverso il quale il regista mostra il protagonista ed il suo fedele servo Esca che, lasciandosi alle spalle il Vallo adrianeo, si avventurano verso le lande inesplorate, abitate dalle popolazioni autoctone, i Caledoni, ovviamente a loro volta divisi in realtà tribali.
Momento cult del film: durante la precipitosa fuga dei due - inseguiti dalla turba di una di queste tribù -, si pone il problema del cibo. Qualcosa bisogna pur mettere sotto i denti: ecco che Esca (di origine proprio caledone) afferra un ratto di grandi dimensioni e - appena spellato - lo mangia. Crudo! Quando si dice fare di necessità virtù...
Frase cult: i due arrivano nel villaggio caledone che custodisce il prestigioso simbolo, divenuto l'emblema della vittoria auitoctona contro la IX Legione vent'anni prima. Marcus è così accolto dal capo-tribù, dall'aspetto poco raccomandabile:
"Già molti romani sono arrivati sino a questo villaggio, ma tu sei il primo a farlo con la testa attaccata al corpo!".
C'è in questa location, un che da villaggio del colonnello Kurtz in Apocalypse now, in effetti: anche lì, tra l'altro, si arriva dopo lunga peregrinazione in un territorio ostile.
"Ubi desertum faciunt, pacem appellant", quando radono al suolo (i Romani), poi chiamano quella pace, si diceva quando gli esponenti dell'esercito più potente del mondo arrivarono nella parte meridionale della futura Gran Bretagna.
Lo dicevano, a gran voce, anche i giovani americani manifestanti contro la guerra in Vietnam, oggetto di Apocalypse now: corsi e ricorsi della Storia, e del (grande) Cinema...
Magnifiche le scene di battaglia, strepitosi i paesaggi (Scozia e Ungheria, i luoghi in cui è girato il capolavoro): Kevin Macdonald, il regista, nasce come documentarista, e si vede, dalla prima all'ultima inquadratura. Da antologia il movimento di macchina attraverso il quale il regista mostra il protagonista ed il suo fedele servo Esca che, lasciandosi alle spalle il Vallo adrianeo, si avventurano verso le lande inesplorate, abitate dalle popolazioni autoctone, i Caledoni, ovviamente a loro volta divisi in realtà tribali.
Momento cult del film: durante la precipitosa fuga dei due - inseguiti dalla turba di una di queste tribù -, si pone il problema del cibo. Qualcosa bisogna pur mettere sotto i denti: ecco che Esca (di origine proprio caledone) afferra un ratto di grandi dimensioni e - appena spellato - lo mangia. Crudo! Quando si dice fare di necessità virtù...
Frase cult: i due arrivano nel villaggio caledone che custodisce il prestigioso simbolo, divenuto l'emblema della vittoria auitoctona contro la IX Legione vent'anni prima. Marcus è così accolto dal capo-tribù, dall'aspetto poco raccomandabile:
"Già molti romani sono arrivati sino a questo villaggio, ma tu sei il primo a farlo con la testa attaccata al corpo!".
C'è in questa location, un che da villaggio del colonnello Kurtz in Apocalypse now, in effetti: anche lì, tra l'altro, si arriva dopo lunga peregrinazione in un territorio ostile.
"Ubi desertum faciunt, pacem appellant", quando radono al suolo (i Romani), poi chiamano quella pace, si diceva quando gli esponenti dell'esercito più potente del mondo arrivarono nella parte meridionale della futura Gran Bretagna.
Lo dicevano, a gran voce, anche i giovani americani manifestanti contro la guerra in Vietnam, oggetto di Apocalypse now: corsi e ricorsi della Storia, e del (grande) Cinema...
Questione morale Mps: facciamo qualche (altro) nome...
L'eretico venerdì scorso ha seguito con grande interesse la serata sul De profundiis montepaschino organizzata da Laura Vigni e dal suo gruppo: serata tanto più stimolante, in quanto del tutto unica nel panorama politico (il Nannini avrebbe un'autostrada politica, con la crisi Mps, ma non la sfrutta minimamente: chissà perchè...). Solo Laura Vigni, Pietraserena e qualche altro cane sciolto parlano di questo problemino del Mps: gli altri, zitti e mosca, con tutti i rinfreschi e le cene che ci sono in questo periodo di inizio autunno...
Sul versante finanziario, ormai anche gli idrocefali hanno capito che la situazione è drammatica: l'eretico, però, non si stancherà mai di sottolineare che la crisi del Mps è in primo luogo etica, e da questo deriva tutto il resto, vale a dire il tracollo del valore delle azioni, la Fondazione alla canna del gas e via dicendo.
Tanto per riscaldare la serata, allora, all'eretico è venuta voglia di fare conoscere ai presenti (sala piena, non gremita) i nomi degli alti papaveri montepaschini (Banca e Fondazione) che presenziavano a riunioni riservate con Galaxy quattro mesi ( dicasi quattro mesi!) prima della buffonesca gara d'appalto del 10 settembre 2007, come ricostruito dagli inquirenti. Stavano organizzando una gara d'appalto, e già chiacchieravano amabilmente con il vincitore designato: questa è la sostanza, per chi non avesse compreso, o facesse finta di.
Ecco i nomi (ovviamente mai pubblicati da nessun organo di stampa: qualche dubbio al proposito?): la Banca Mps schierava Raffaele Rizzi, Emmanuele Mazzotta, Riccardo Ancilli, Roberto Boccucci, Gabriele Gori, Luca Bronchi, Massimo Beneforti.
La Fondazione, da par suo, Marco Parlangeli, Enzo Viani, Lorenzo Biscardi e Valentino Fanti.
Alcuni di questi signori sono stati raggiunti da avviso di garanzia (l'elenco l'ha pubblicato l'eretico nel novembre scorso), altri no; coloro i quali non risultano personalmente indagati, al Processo non potranno avvalersi della facoltà di non rispondere (vedasi Silvione per il famoso interrogatorio napoletano, al quale infatti ha visto benissimo di non presentarsi...).
Augurando alla Procura buon (e, se possibile, celere) lavoro, l'eretico ritiene che si avrà un 2012 molto caldo, in città: ma la stampa cittadina - statene tranquilli - sarà avara assai di informazioni (oppure l'ottima Laura Valdesi ci smentirà, deliziandoci con qualche scoop dei suoi?).
Visto l'andazzo di qualche processo senese e la credibilità di qualche teste, l'eretico si permette un suggerimento ai nomi prima citati: lorsignori montepaschini alle riunioni effettivamente c'erano, ma quando si parlava di Galaxy, dormivano...
Sul versante finanziario, ormai anche gli idrocefali hanno capito che la situazione è drammatica: l'eretico, però, non si stancherà mai di sottolineare che la crisi del Mps è in primo luogo etica, e da questo deriva tutto il resto, vale a dire il tracollo del valore delle azioni, la Fondazione alla canna del gas e via dicendo.
Tanto per riscaldare la serata, allora, all'eretico è venuta voglia di fare conoscere ai presenti (sala piena, non gremita) i nomi degli alti papaveri montepaschini (Banca e Fondazione) che presenziavano a riunioni riservate con Galaxy quattro mesi ( dicasi quattro mesi!) prima della buffonesca gara d'appalto del 10 settembre 2007, come ricostruito dagli inquirenti. Stavano organizzando una gara d'appalto, e già chiacchieravano amabilmente con il vincitore designato: questa è la sostanza, per chi non avesse compreso, o facesse finta di.
Ecco i nomi (ovviamente mai pubblicati da nessun organo di stampa: qualche dubbio al proposito?): la Banca Mps schierava Raffaele Rizzi, Emmanuele Mazzotta, Riccardo Ancilli, Roberto Boccucci, Gabriele Gori, Luca Bronchi, Massimo Beneforti.
La Fondazione, da par suo, Marco Parlangeli, Enzo Viani, Lorenzo Biscardi e Valentino Fanti.
Alcuni di questi signori sono stati raggiunti da avviso di garanzia (l'elenco l'ha pubblicato l'eretico nel novembre scorso), altri no; coloro i quali non risultano personalmente indagati, al Processo non potranno avvalersi della facoltà di non rispondere (vedasi Silvione per il famoso interrogatorio napoletano, al quale infatti ha visto benissimo di non presentarsi...).
Augurando alla Procura buon (e, se possibile, celere) lavoro, l'eretico ritiene che si avrà un 2012 molto caldo, in città: ma la stampa cittadina - statene tranquilli - sarà avara assai di informazioni (oppure l'ottima Laura Valdesi ci smentirà, deliziandoci con qualche scoop dei suoi?).
Visto l'andazzo di qualche processo senese e la credibilità di qualche teste, l'eretico si permette un suggerimento ai nomi prima citati: lorsignori montepaschini alle riunioni effettivamente c'erano, ma quando si parlava di Galaxy, dormivano...
domenica 2 ottobre 2011
Una torraiola scagiona Berlusconi Silvio: Santa Elisa da Siena
"Macchè bunga bunga: cene di classe e canzoni - Nessuno mi ha sfiorata", titolava Il Giornale (di proprietà di Berlusconi Paolo) venerdì scorso, a pagina 2 (intervista di Gabriele Villa). Chi è che raccontava - e con dovizia di particolari autoptici - le serate berlusconiane, che da domani verranno rievocate al Processo milanese, seguito da giornalisti di tutto il mondo? La senesissima Elisa Toti, la quale, dopo qualche mese di silenzio ed un nuovo lavoro in casa Mediaset (pare legga i programmi della sera da qualche parte, se l'eretico ha capito bene), è ritornata a dire la sua sull' amicizia con Silvione.
Diciamocela tutta: la Santa di Fontebranda, Caterina, è diventata un pochino obsoleta, un po' troppo lontana dall'immagine di giovane donna oggi imperante; e proprio - par condicio della Storia - da Salicotto (la Toti è torraiola), arriva un nuovo prototipo di Santa del ventunesimo secolo: Santa Elisa da Siena.
"A me non è saltato addosso nessuno in quelle feste...Nè ho ricevuto avances o complimenti pesanti. Se avessi visto qualcosa di strano, per come sono fatta io, non ci avrei messo un minuto a voltare i tacchi e andarmene". Come dubitarne?
Nelle intercettazioni, è finita una busta con 6mila euro che Silvione le ha dato ("un regalo"), facendo credere cose che solo i soliti malpensanti ( e le invidiose, quasi tutte racchie) potevano pensare: che lei fosse una escort, una prostituta, una mignotta. Poi è venuto fuori che il Presidente del Consiglio (con conto Mps...) le pagava casa all'Olgettina ("e pensare che quando Nicole (Minetti, Ndr) mi ha detto di avere trovato casa mi sono presentata con i soldi per darle la caparra. Non potevo neanche immaginare che non ci fosse affitto da pagare"). A cosa può arrivare la maldicenza della gente, a Siena come ad altre latitudini.
La testimonianza della Santa Elisa da Siena, tra l'altro, ha anche un altro merito, oltre a cercare di aiutare il "troppo buono" Silvione ( "ha classe, è intelligente, è galante. Ed è buono. Troppo buono, forse") nell'imminente processo: quello di restituire alla Storia la realtà sul bunga bunga. Vero, sano, opportuno revisionismo storico.
Sentite qua:
"Sono sempre stati ricevimenti di gran classe con parecchi invitati ed invitate. Arrivavano i camerieri con gli aperitivi. Si parlava amabilmente e si aspettava che lui arrivasse. Tra un impegno e l'altro non riusciva mai ad essere con noi prima delle dieci. Si cenava tra storielle, canzoni, racconti ed aneddoti. Poi si scendeva per vedere qualche film o documentario".
E adesso - udite udite - Santa Elisa ha una novità assoluta (salvo smentite), mai raccontata da nessuna olgettina o come si devono chiamare:
"Silvio ha un documentario per ogni Regione e gli piace commentarlo e vederlo con i suoi ospiti".
Che si vedrà mai in quello sulla Toscana? Grandi immagini di Denis Verdini che saluta le folle forzaitaliote, Matteoli con la faccia meditabonda, Mussari Giuseppe con uno dei suoi sorrisi a tutta gota? Ma soprattutto, si starà chiedendo l'altro torraiolo Vip prestato alla politica, Franchino il Ceccuzzi: si vedrà qualche immagine del Palio? E sarà stata magari deturpata dalla Brambilla, per puro spregio della Festa (quella è disposta a tutto, si sa)?
I pali della lap-dance? Macchè danza erotica, sono pregiate colonne di stile neoberlusconiano, hanno quindi valore artistico e religioso; quanto alla musica, nelle serate "di gran classe" si passava da Bach a Vivaldi (Mozart no: considerato a rischio licenziosità); il famoso crocifisso tra le tette della Minetti, di cui tanto si è sparlato? Eh, ci sarà cascato durante gli esercizi spirituali cui partecipavano tutte le fanciulle, una per una: Santa Elisa da Siena in primis.
Anche i Vescovi ci sono cascati, pensando a chissà che cosa, e raccattando un'ennesima, squallida figuraccia. Perchè non hanno chiesto lumi a Santa Elisa da Siena, prima di aprire bocca?
Ps L'eretico deve dare atto che la prima intervista alla Toti fu del Corrsiena, nel gennaio scorso (scoopone, quindi): Santa Elisa da Siena fu presentata come l'anti-Ruby dall'house organ del Monte dei Paschi. Visto che il quotidiano è in primissima fila nel pintare per Siena Capitale della Cultura, l'eretico si permette di sottolineare che una personalità come la Toti, non può - e non deve - essere trascurata: usiamola come testimonial!
Diciamocela tutta: la Santa di Fontebranda, Caterina, è diventata un pochino obsoleta, un po' troppo lontana dall'immagine di giovane donna oggi imperante; e proprio - par condicio della Storia - da Salicotto (la Toti è torraiola), arriva un nuovo prototipo di Santa del ventunesimo secolo: Santa Elisa da Siena.
"A me non è saltato addosso nessuno in quelle feste...Nè ho ricevuto avances o complimenti pesanti. Se avessi visto qualcosa di strano, per come sono fatta io, non ci avrei messo un minuto a voltare i tacchi e andarmene". Come dubitarne?
Nelle intercettazioni, è finita una busta con 6mila euro che Silvione le ha dato ("un regalo"), facendo credere cose che solo i soliti malpensanti ( e le invidiose, quasi tutte racchie) potevano pensare: che lei fosse una escort, una prostituta, una mignotta. Poi è venuto fuori che il Presidente del Consiglio (con conto Mps...) le pagava casa all'Olgettina ("e pensare che quando Nicole (Minetti, Ndr) mi ha detto di avere trovato casa mi sono presentata con i soldi per darle la caparra. Non potevo neanche immaginare che non ci fosse affitto da pagare"). A cosa può arrivare la maldicenza della gente, a Siena come ad altre latitudini.
La testimonianza della Santa Elisa da Siena, tra l'altro, ha anche un altro merito, oltre a cercare di aiutare il "troppo buono" Silvione ( "ha classe, è intelligente, è galante. Ed è buono. Troppo buono, forse") nell'imminente processo: quello di restituire alla Storia la realtà sul bunga bunga. Vero, sano, opportuno revisionismo storico.
Sentite qua:
"Sono sempre stati ricevimenti di gran classe con parecchi invitati ed invitate. Arrivavano i camerieri con gli aperitivi. Si parlava amabilmente e si aspettava che lui arrivasse. Tra un impegno e l'altro non riusciva mai ad essere con noi prima delle dieci. Si cenava tra storielle, canzoni, racconti ed aneddoti. Poi si scendeva per vedere qualche film o documentario".
E adesso - udite udite - Santa Elisa ha una novità assoluta (salvo smentite), mai raccontata da nessuna olgettina o come si devono chiamare:
"Silvio ha un documentario per ogni Regione e gli piace commentarlo e vederlo con i suoi ospiti".
Che si vedrà mai in quello sulla Toscana? Grandi immagini di Denis Verdini che saluta le folle forzaitaliote, Matteoli con la faccia meditabonda, Mussari Giuseppe con uno dei suoi sorrisi a tutta gota? Ma soprattutto, si starà chiedendo l'altro torraiolo Vip prestato alla politica, Franchino il Ceccuzzi: si vedrà qualche immagine del Palio? E sarà stata magari deturpata dalla Brambilla, per puro spregio della Festa (quella è disposta a tutto, si sa)?
I pali della lap-dance? Macchè danza erotica, sono pregiate colonne di stile neoberlusconiano, hanno quindi valore artistico e religioso; quanto alla musica, nelle serate "di gran classe" si passava da Bach a Vivaldi (Mozart no: considerato a rischio licenziosità); il famoso crocifisso tra le tette della Minetti, di cui tanto si è sparlato? Eh, ci sarà cascato durante gli esercizi spirituali cui partecipavano tutte le fanciulle, una per una: Santa Elisa da Siena in primis.
Anche i Vescovi ci sono cascati, pensando a chissà che cosa, e raccattando un'ennesima, squallida figuraccia. Perchè non hanno chiesto lumi a Santa Elisa da Siena, prima di aprire bocca?
Ps L'eretico deve dare atto che la prima intervista alla Toti fu del Corrsiena, nel gennaio scorso (scoopone, quindi): Santa Elisa da Siena fu presentata come l'anti-Ruby dall'house organ del Monte dei Paschi. Visto che il quotidiano è in primissima fila nel pintare per Siena Capitale della Cultura, l'eretico si permette di sottolineare che una personalità come la Toti, non può - e non deve - essere trascurata: usiamola come testimonial!
sabato 1 ottobre 2011
La Sanità toscana: sempre un modello? Le carriere al neutrino (I)
La Sanità toscana è sovente presa ad esempio di Buon governo della cosa pubblica. L'eretico ben ricorda, per esempio, quando il senatore Ignazio Marino (uno dei pochissimi piddini con cui si trova sempre d'accordo) venne a Siena e - fra le varie cose - esaltò il modello sanitario toscano: il suo giudizio positivo è molto importante e pesante, anche perchè Marino è un medico.
Da quando però l'eretico ha iniziato a scavare un pochino nella Sanità locale, bisogna dire che qualche magagnetta si presenta davanti ai suoi pur scafatissimi occhi.
D'altro canto, in Puglia lo scandalo della Sanità è targato Tedesco, dalemiano di ferro (chiusura inchiesta l'altro giorno): e giova ricordare Tarantini aveva iniziato a farsi le ossa (leggasi mignotte e cocaina) con il Pd pugliese, settore Sanità (Frisullo et alii), prima di arrivare al Silvio nazionale. Financo nella rossissima Umbria, esiste una Sanitopoli non da poco, anche se sui media nazionali poco se ne parla.
In Toscana, è venuto fuori il clamoroso disavanzo della Asl di Massa (288mila euro di buco!), a causa del quale volano parole grosse fra il senatore Pdl Barani e il Presidentissimo Enrico Rossi (che ha visto bene di querelare il senatore, suo implacabile accusatore). Chissà se i bilanci senesi sono tutti immacolati, verrebbe da pensare...
Quello che è indubitabile, però, è altro, per ora: le "carriere al neutrino" di alcuni elementi, meglio se legati all'ex Direttrice dottoressa Laura Benedetto (compagna di Enrico Rossi, la quale ancora non ha risposto - in pieno stile berlusconiano - alle dieci domande che l'eretico le ha posto...).
Facciamo un altro esempino, oltre a quelli già accennati nel recente passato: la dottoressa Daniela Cardelli.
Ex Sindaco del bel borgo di Lucignano Val di Chiana (indovinate il Partito...), rappresentante sindacale RSU, attraverso una selezione non concorsuale, il 1 giugno 2011 diventa Dirigente di un'Unità operativa semplice, raccattando una indennità aggiuntiva di 10.718 euro; dopo 3 mesi - non uno di più -, la Cardelli viene promossa sul campo: il Dipartimento tecnico-sanitario (struttura complessa) ha proprio lei come Dirigente. In pratica, dirige tutti quanti i tecnici del settore prevenzione, riabilitazione e della diagnostica: più di cento persone. Il Direttore di questo Dipartimento, in realtà, sarebbe coordinato tra i tre dirigenti di aree: l'unico problema è che, per ora, l'unica nominata è proprio la Cardelli. Quando convoca una riunione fra Dirigenti di aree, di fatto la Cardelli telefona a se stessa: troverà occupato?
Non è finita qua.
Il 21 settembre 2011 - ultimo giorno disponibile per potere nominare qualcuno prima di salutare Siena! - la Benedetto nomina la Cardelli Direttore del Dipartimento in oggetto (struttura complessa), dopo neanche 4 mesi trascorsi dalla sua prima nomina dirigenziale. Indennità aggiuntiva, 16.500 euro.
Carriera al neutrino, dunque...
Da quando però l'eretico ha iniziato a scavare un pochino nella Sanità locale, bisogna dire che qualche magagnetta si presenta davanti ai suoi pur scafatissimi occhi.
D'altro canto, in Puglia lo scandalo della Sanità è targato Tedesco, dalemiano di ferro (chiusura inchiesta l'altro giorno): e giova ricordare Tarantini aveva iniziato a farsi le ossa (leggasi mignotte e cocaina) con il Pd pugliese, settore Sanità (Frisullo et alii), prima di arrivare al Silvio nazionale. Financo nella rossissima Umbria, esiste una Sanitopoli non da poco, anche se sui media nazionali poco se ne parla.
In Toscana, è venuto fuori il clamoroso disavanzo della Asl di Massa (288mila euro di buco!), a causa del quale volano parole grosse fra il senatore Pdl Barani e il Presidentissimo Enrico Rossi (che ha visto bene di querelare il senatore, suo implacabile accusatore). Chissà se i bilanci senesi sono tutti immacolati, verrebbe da pensare...
Quello che è indubitabile, però, è altro, per ora: le "carriere al neutrino" di alcuni elementi, meglio se legati all'ex Direttrice dottoressa Laura Benedetto (compagna di Enrico Rossi, la quale ancora non ha risposto - in pieno stile berlusconiano - alle dieci domande che l'eretico le ha posto...).
Facciamo un altro esempino, oltre a quelli già accennati nel recente passato: la dottoressa Daniela Cardelli.
Ex Sindaco del bel borgo di Lucignano Val di Chiana (indovinate il Partito...), rappresentante sindacale RSU, attraverso una selezione non concorsuale, il 1 giugno 2011 diventa Dirigente di un'Unità operativa semplice, raccattando una indennità aggiuntiva di 10.718 euro; dopo 3 mesi - non uno di più -, la Cardelli viene promossa sul campo: il Dipartimento tecnico-sanitario (struttura complessa) ha proprio lei come Dirigente. In pratica, dirige tutti quanti i tecnici del settore prevenzione, riabilitazione e della diagnostica: più di cento persone. Il Direttore di questo Dipartimento, in realtà, sarebbe coordinato tra i tre dirigenti di aree: l'unico problema è che, per ora, l'unica nominata è proprio la Cardelli. Quando convoca una riunione fra Dirigenti di aree, di fatto la Cardelli telefona a se stessa: troverà occupato?
Non è finita qua.
Il 21 settembre 2011 - ultimo giorno disponibile per potere nominare qualcuno prima di salutare Siena! - la Benedetto nomina la Cardelli Direttore del Dipartimento in oggetto (struttura complessa), dopo neanche 4 mesi trascorsi dalla sua prima nomina dirigenziale. Indennità aggiuntiva, 16.500 euro.
Carriera al neutrino, dunque...
venerdì 30 settembre 2011
Clamoroso scoop della Nazione (si fa per dire...)
Bacchettata dall'eretico, la corazzata del pio Strambi si redime, e porta alla luce lo scandalo dei libri onorifici (chiamiamoli così) che Maurizio Boldrini aveva scelleratamente fatto stampare nel 2006 in onore di Luigi Berlinguer. A pagina III di oggi, il giornale di quella di Bagnaia, dunque, vira improvvisamente sul giornalismo d'inchiesta: meglio tardi che mai, potremmo dire.
E chi poteva apporre la sua prestigiosa firma su cotanto scoop? Nientedimeno che Laura Valdesi: prontissima quindi a recuperare sulla clamorosa gaffe che tanto ha fatto discutere (i due pezzi su di lei - cosa di cui si stupisce l'eretico per primo - sono fra i più cliccati della settimana: non primi, ma nella top five). Onore al merito.
A fare come sempre i pignolini, però, si potrebbe obiettare che la notizia dei libri proBerlinguer non messi a bilancio, è cosa nota, notissima da tempo; e soprattutto c'è da aggiungere una cosa: l'informatissimo - soprattutto sull'università - blog Fratello illuminato, ne ha dato conto una dozzina di volte, con dovizia di particolari, e con sacrosanta vis polemica. Non parliamo di Giovanni Grasso con il suo Senso della misura, che io non ho mai trovato citato nel giornale di quella di Bagnaia, nonostante avesse previsto - e denunciato - lo sfacelo dell'ateneo prima di tutti.
Non lo sapeva, la Valdesi, degli altri blogger?
Oppure lo sapeva, e ha fatto - peggio ancora - finta di niente?
Delle due, l'una (qui ci stava bene una frase ad effetto in latino, ma non infierisco...).
Con sacrosanto spirito corporativo, se un blogger dà una notizia, tutti devono (dovrebbero) riprenderla: ma citando il blog di riferimento, ed in modo chiaro. Almeno un pochina di soddisfazione, oltre alle querele!
Siamo proprio all'Abc: ma evidentemente bisogna ripartire dai fondamentali...
Ps Vuoi vedere che, nei prossimi giorni, la Valdesi tirerà fuori lo scandalo degli scopini più cari del mondo, per i cessi univeritari?
E chi poteva apporre la sua prestigiosa firma su cotanto scoop? Nientedimeno che Laura Valdesi: prontissima quindi a recuperare sulla clamorosa gaffe che tanto ha fatto discutere (i due pezzi su di lei - cosa di cui si stupisce l'eretico per primo - sono fra i più cliccati della settimana: non primi, ma nella top five). Onore al merito.
A fare come sempre i pignolini, però, si potrebbe obiettare che la notizia dei libri proBerlinguer non messi a bilancio, è cosa nota, notissima da tempo; e soprattutto c'è da aggiungere una cosa: l'informatissimo - soprattutto sull'università - blog Fratello illuminato, ne ha dato conto una dozzina di volte, con dovizia di particolari, e con sacrosanta vis polemica. Non parliamo di Giovanni Grasso con il suo Senso della misura, che io non ho mai trovato citato nel giornale di quella di Bagnaia, nonostante avesse previsto - e denunciato - lo sfacelo dell'ateneo prima di tutti.
Non lo sapeva, la Valdesi, degli altri blogger?
Oppure lo sapeva, e ha fatto - peggio ancora - finta di niente?
Delle due, l'una (qui ci stava bene una frase ad effetto in latino, ma non infierisco...).
Con sacrosanto spirito corporativo, se un blogger dà una notizia, tutti devono (dovrebbero) riprenderla: ma citando il blog di riferimento, ed in modo chiaro. Almeno un pochina di soddisfazione, oltre alle querele!
Siamo proprio all'Abc: ma evidentemente bisogna ripartire dai fondamentali...
Ps Vuoi vedere che, nei prossimi giorni, la Valdesi tirerà fuori lo scandalo degli scopini più cari del mondo, per i cessi univeritari?
Stasera tutti all'incontro sul Monte dei Paschi!!
Stasera alle ore 21,00, a Palazzo Patrizi, imperdibile appuntamento - organizzato dal gruppo della consigliera Laura Vigni - sulla situazione del Monte dei Paschi (Banca e Fondazione). Imperdibile per vari motivi: tra gli altri, perchè rappresenta un unicum, in questo difficilissimo momento.
Il Sindaco - l'eretico lo vuole rimarcare - è del tutto assente: non perde cenino in Contrada, presentazione sportiva (ieri era alla Mens sana), partita di calcio e basket. Sul Monte, sulla Fondazione, sull'ospedale, sull'Università? Che c'entra, quelli sono i temi da campagna elettorale: ora ci sollazziamo con ben altro. Semmai, si pensa in grande, a Siena Capitale della Cultura nel 2019...
Coloro che dovevano essere di pungolo alla maggioranza (Sel ed Idv), brillano anch'essi, ma per la loro assenza: e non vanno neanche alle Sagre di Contrada!
Stasera, dunque, si parlerà di Banca e di Fondazione; se gli daranno tempo e modo, l'eretico qualche cosina la potrebbe anche dire, magari svelando qualche chicchina di quell'inchiesta devastante per il Sistema Monte (Galaxopoly), così accuratamente censurata dalla stampa montepaschina (a proposito, curioso di vedere il Corrsiena e la Nazione chi mandano, ad ascoltare la serata: l'eretico - quanto alla Nazione - vorrebbe la Valdesi, sempre in vena di scoop).
Comunque andrà, sarà un successo: sperando che a parlare della Banca etica per antonomasia, non saremo i soliti carbonari di sempre. Quando qualcuno organizza una finestra sui problemi della città, meglio non mancare. Molto meglio.
Magari, poi, si potrebbe organizzare, anche a stretto giro di posta, qualcosa di più ampio e mobilitante, proprio su Banca e Fondazione: l'hanno fatta i dipendenti di Eutelia, una bella manifestazione in Piazza Salimbeni, ricordate?
L'eretico non vorrebbe proporla (per non essere il solito incendiario), quindi spera che ci sia qualcun altro che si fa avanti...
Il Sindaco - l'eretico lo vuole rimarcare - è del tutto assente: non perde cenino in Contrada, presentazione sportiva (ieri era alla Mens sana), partita di calcio e basket. Sul Monte, sulla Fondazione, sull'ospedale, sull'Università? Che c'entra, quelli sono i temi da campagna elettorale: ora ci sollazziamo con ben altro. Semmai, si pensa in grande, a Siena Capitale della Cultura nel 2019...
Coloro che dovevano essere di pungolo alla maggioranza (Sel ed Idv), brillano anch'essi, ma per la loro assenza: e non vanno neanche alle Sagre di Contrada!
Stasera, dunque, si parlerà di Banca e di Fondazione; se gli daranno tempo e modo, l'eretico qualche cosina la potrebbe anche dire, magari svelando qualche chicchina di quell'inchiesta devastante per il Sistema Monte (Galaxopoly), così accuratamente censurata dalla stampa montepaschina (a proposito, curioso di vedere il Corrsiena e la Nazione chi mandano, ad ascoltare la serata: l'eretico - quanto alla Nazione - vorrebbe la Valdesi, sempre in vena di scoop).
Comunque andrà, sarà un successo: sperando che a parlare della Banca etica per antonomasia, non saremo i soliti carbonari di sempre. Quando qualcuno organizza una finestra sui problemi della città, meglio non mancare. Molto meglio.
Magari, poi, si potrebbe organizzare, anche a stretto giro di posta, qualcosa di più ampio e mobilitante, proprio su Banca e Fondazione: l'hanno fatta i dipendenti di Eutelia, una bella manifestazione in Piazza Salimbeni, ricordate?
L'eretico non vorrebbe proporla (per non essere il solito incendiario), quindi spera che ci sia qualcun altro che si fa avanti...
giovedì 29 settembre 2011
Sienambiente dovrebbe restituire i soldi ai contribuenti: come si fa?
I genietti di Sienambiente hanno inserito nel loro sito (spacciandola come a loro favorevole!) una fondamentale sentenza della Corte Costituzionale (la 238 del 24 luglio 2009); senza però accorgersi ( o accorgendosi sin troppo bene...) che quella sentenza non è così favorevole a loro: anzi, pare proprio il contrario...
Il rompicoglioni della Val d'Elsa, l'ormai celebre geometra delle cause vinte Massimo Grisanti, infatti, proprio da quella sentenza aveva preso le mosse per il suo ricorso alla Commissione tributaria provinciale, che gli ha dato pienamente ragione, condannando Sienambiente alle spese di giudizio.
L'eretico, ieri, con il suo legale Luigi De Mossi, ci ha perso un pochino del suo preziosissimo tempo, ma ne valeva la pena. La sentenza è lunga e pallosa, diciamolo subito, come tutte le sentenze: il cittadino medio non ha certo voglia di perderci tempo, avendo altro da fare (per questo la si inserisce nel sito?).
Il passaggio illuminante è questo:
"Tale norma, ragionevolmente interpretata, ha il solo effetto di ribadire la NON assoggettabilità ad Iva"; la Tarsu-Tia, in buona sostanza, NON SI RIVELA ESSERE UN SERVIZIO, QUANTO UNA TASSA: per questo motivo, non assoggettabile ad imposta sul valore aggiunto (Iva). Si tenga presente che l'Iva rappresenta il 10% della bolletta sulla monnezza, non bruscolini.
Così ha sentenziato la Corte Costiotuzionale, così ha ribadito la Commissione tributaria provinciale.
Diciamo che ne riparleremo. A breve. I lettori vadano a ricercare le bollette, per intanto...
Il rompicoglioni della Val d'Elsa, l'ormai celebre geometra delle cause vinte Massimo Grisanti, infatti, proprio da quella sentenza aveva preso le mosse per il suo ricorso alla Commissione tributaria provinciale, che gli ha dato pienamente ragione, condannando Sienambiente alle spese di giudizio.
L'eretico, ieri, con il suo legale Luigi De Mossi, ci ha perso un pochino del suo preziosissimo tempo, ma ne valeva la pena. La sentenza è lunga e pallosa, diciamolo subito, come tutte le sentenze: il cittadino medio non ha certo voglia di perderci tempo, avendo altro da fare (per questo la si inserisce nel sito?).
Il passaggio illuminante è questo:
"Tale norma, ragionevolmente interpretata, ha il solo effetto di ribadire la NON assoggettabilità ad Iva"; la Tarsu-Tia, in buona sostanza, NON SI RIVELA ESSERE UN SERVIZIO, QUANTO UNA TASSA: per questo motivo, non assoggettabile ad imposta sul valore aggiunto (Iva). Si tenga presente che l'Iva rappresenta il 10% della bolletta sulla monnezza, non bruscolini.
Così ha sentenziato la Corte Costiotuzionale, così ha ribadito la Commissione tributaria provinciale.
Diciamo che ne riparleremo. A breve. I lettori vadano a ricercare le bollette, per intanto...
Premio Frajese: perchè non a Valter Lavitola?
Prima di entrare in medias res, all'eretico preme sottolineare che oggi molti blogger manifestano a Roma contro la Legge limita-intercettazioni: ovviamente, massima solidarietà! Da blogger a blogger. Con l'ottimismo della volontà, ed il pessimismo della ragione: i berluscones saranno compatti, e non credo proprio che - al di là della facciata - uno come Bersani (o uno come D'Alema) voglia fare le barricate a favore delle intercettazioni: ricordiamoci di quello che è emerso, e di ciò che sta emergendo, a carico del Pd, all over Italy (ma" tre casi non fanno assolutamente una questione morale", ha sentenziato ieri la volpe del Tavoliere, alias Massimo D'Alema).
Ciò detto, il Premio Frajese: l'ho già definito - ne Le mani sulla città - il Premio della Casta di Siena, in barba alla memoria del povero Paolo Frajese. A noi piace ricordarlo per altro, piuttosto che per il Premio in sua memoria (fra i premiati, Veltroni, Letta Gianni, Bruno Vespa: il fior fiore del giornalismo indipendente ed autonomo dalla politica...). Quest'anno, i premiati saranno validi giornalisti, fra cui Giovanni Minoli (meglio come divulgatore che come giornalista), il direttore della Stampa Mario Calabresi (solita captatio benevolentiae verso il prestigiosissimo quotidiano torinese, non a caso abbinato da qualche settimana all'house organ del Monte dei Paschi...), il senese Carlo Marroni e l'inviata del Corriere della sera Elisabetta Rosaspina. Con le varie differenze, tutte scelte degne.
Quest'anno, però, poteva essere l'anno del colpo grosso: perchè non dare l'ambito Premio a Valterino Lavitola? Fino alla recente radiazione dall'albo (che prima non aveva sospettato alcunchè), giornalista a tutti gli effetti e con tutti i crismi, nonchè direttore del quotidiano "socialista" L'Avanti!; cresciuto all'ombra del socialismo craxiano, massone dichiarato (in sonno, ma sempre pronto a svegliarsi, no?): i requisiti per piacere al factotum del Premio Stefano Bisi, ricorrevano tutti. E la vicinanza con Silvione, non poteva certo imbarazzare chi aveva incredibilmente premiato come giornalista (!!) Letta Gianni, eminenza grigia del berlusconismo. In più, il nome è quasi identitico a quello di Veltroni: un segno del Destino.
Ci avrà pensato, Stefanino, prima che gli eventi facessero precipitare inopinatamente il tutto, prima che il direttore de L'Avanti! finisse latitante a Panama?
Beh, se torna e chiarisce tutto, noi l'aspettiamo per l'anno prossimo...
Ps A proposito del Bisi, l'eretico si aspetta una battaglia alla morte sulla Legge contro le intercettazioni (che non sarebbero più pubblicabili, se non dopo l'appello: quando a nessuno importerebbe più niente...). I maligni dicono che non ne farà di niente visti i guai giudiziari del suo amico Mussari Giuseppe (e di altri): noi, invece, gli vogliamo dare un'apertura. Stefanino, non deluderci!
Ciò detto, il Premio Frajese: l'ho già definito - ne Le mani sulla città - il Premio della Casta di Siena, in barba alla memoria del povero Paolo Frajese. A noi piace ricordarlo per altro, piuttosto che per il Premio in sua memoria (fra i premiati, Veltroni, Letta Gianni, Bruno Vespa: il fior fiore del giornalismo indipendente ed autonomo dalla politica...). Quest'anno, i premiati saranno validi giornalisti, fra cui Giovanni Minoli (meglio come divulgatore che come giornalista), il direttore della Stampa Mario Calabresi (solita captatio benevolentiae verso il prestigiosissimo quotidiano torinese, non a caso abbinato da qualche settimana all'house organ del Monte dei Paschi...), il senese Carlo Marroni e l'inviata del Corriere della sera Elisabetta Rosaspina. Con le varie differenze, tutte scelte degne.
Quest'anno, però, poteva essere l'anno del colpo grosso: perchè non dare l'ambito Premio a Valterino Lavitola? Fino alla recente radiazione dall'albo (che prima non aveva sospettato alcunchè), giornalista a tutti gli effetti e con tutti i crismi, nonchè direttore del quotidiano "socialista" L'Avanti!; cresciuto all'ombra del socialismo craxiano, massone dichiarato (in sonno, ma sempre pronto a svegliarsi, no?): i requisiti per piacere al factotum del Premio Stefano Bisi, ricorrevano tutti. E la vicinanza con Silvione, non poteva certo imbarazzare chi aveva incredibilmente premiato come giornalista (!!) Letta Gianni, eminenza grigia del berlusconismo. In più, il nome è quasi identitico a quello di Veltroni: un segno del Destino.
Ci avrà pensato, Stefanino, prima che gli eventi facessero precipitare inopinatamente il tutto, prima che il direttore de L'Avanti! finisse latitante a Panama?
Beh, se torna e chiarisce tutto, noi l'aspettiamo per l'anno prossimo...
Ps A proposito del Bisi, l'eretico si aspetta una battaglia alla morte sulla Legge contro le intercettazioni (che non sarebbero più pubblicabili, se non dopo l'appello: quando a nessuno importerebbe più niente...). I maligni dicono che non ne farà di niente visti i guai giudiziari del suo amico Mussari Giuseppe (e di altri): noi, invece, gli vogliamo dare un'apertura. Stefanino, non deluderci!
mercoledì 28 settembre 2011
Sienambiente: la tassa è giusta? Per la Commissione tributaria della Provincia, no!
Questo fine settembre non porta pioggia, ma tanti scoop ereticali: oggi due in un singolo giorno (non abituatevi troppo bene: questo ritmo non si può mantenere...)!
A questo giro, parliamo di Sienambiente, la gloriosa società che tutti conoscono (a capitale pubblico e privato, partecipata dai Comuni della Provincia, dalla Provincia stessa, dalla Sta Spa nonchè - poteva mancare? - da Mps Investiments): quelli che vengono a raccattare la spazzatura, tanto per capirci. E che giustamente si fanno pagare.
Da tempo, è in corso una querelle sul fatto se si debba pagare, in bolletta, anche l'Iva.
Sul sito della Società, si fanno forza di una serie di pronunciamenti - a loro dire - favorevoli al pagamento dell'Iva sulla bolletta della raccolta della monnezza. Siccome l'eretico è pignolo, le cita tutte: sentenza della Corte Costituzionale numero 238 del 24 luglio 2009 (che però è citata anche da chi ha fatto ricorso, il quale la interpreta in senso diametralmente opposto, come se l'Iva NON fosse assolutamente dovuta), più una circolare del Dipartimento delle Finanze del novembre 2010, più una Commissione tributaria regionale. Tutti concorderebbero sulla legittimità del pagamento dell'Iva. Allora, di che si sta parlando?
Beh, del fatto che un cittadino più pignolo perfino dell'eretico (il geometra Massimo Grisanti, poggibonsese verace ed incazzoso), un giorno di febbraio (il 23 dell'anno in corso), ha preso - fumino com'è - la bolletta, e ha presentato un ricorso alla Commissione Tributaria provinciale di Siena. La quale, in data 17 maggio, si è riunita (alle ore 16, tanto appunto per pignoleria).
Clamorosamente, dando piena ragione al geometra rompicoglioni: l'Iva NON va assolutamente pagata sulla bolletta Tarsu (ora Tia). Sienambiente, tanto per capire la portata della sentenza, deve pagare anche 100 euro di "spese di giudizio" (ce la farà?): la spesa è quasi risibile, ma ciò che la Commissione provinciale ha messo nero su bianco, potrebbe aprire scenari devastanti, per la partecipata senese.
Presidente della Commissione, Biagio Lo Monaco, Giudici Roberto Bini e Roberta Batelli. L'avvocato di Sienambiente era Emanuela Comodo. Il 20 settembre il tutto è stato depositato, e ieri recapitato al rompicoglioni poggibonsese, che si è subito messo in contatto con l'eretico, non fidandosi punto di andare dai giornali (chissà perchè...).
Adesso che succede? La matassa è ingarbugliata parecchio, non c'è dubbio. Altro lavoro per gli avvocati, si presume.
L'unica cosa certa, è questa: Sienambiente deve dire qualcosa, al proposito. Non può non prendere posizione. Avrà ragione lei: però Lo Monaco, Batelli e Bini hanno sentenziato "In nome del popolo italiano". Il quale popolo, quantomeno, ha il diritto-dovere di essere informato...
Ps L'eretico si scusa con i tanti che lo contattano proponendo articoli: come vedete, non tutti possono essere accontentati (anche perchè non tutti sono documentati come il Grisanti). Ad alcuni raccomando solo sana pazienza; ad altri, purtroppo, dico che non tutto ciò che in buona fede viene proposto, si può pubblicare, per svariati motivi. Cercate di capire...
A questo giro, parliamo di Sienambiente, la gloriosa società che tutti conoscono (a capitale pubblico e privato, partecipata dai Comuni della Provincia, dalla Provincia stessa, dalla Sta Spa nonchè - poteva mancare? - da Mps Investiments): quelli che vengono a raccattare la spazzatura, tanto per capirci. E che giustamente si fanno pagare.
Da tempo, è in corso una querelle sul fatto se si debba pagare, in bolletta, anche l'Iva.
Sul sito della Società, si fanno forza di una serie di pronunciamenti - a loro dire - favorevoli al pagamento dell'Iva sulla bolletta della raccolta della monnezza. Siccome l'eretico è pignolo, le cita tutte: sentenza della Corte Costituzionale numero 238 del 24 luglio 2009 (che però è citata anche da chi ha fatto ricorso, il quale la interpreta in senso diametralmente opposto, come se l'Iva NON fosse assolutamente dovuta), più una circolare del Dipartimento delle Finanze del novembre 2010, più una Commissione tributaria regionale. Tutti concorderebbero sulla legittimità del pagamento dell'Iva. Allora, di che si sta parlando?
Beh, del fatto che un cittadino più pignolo perfino dell'eretico (il geometra Massimo Grisanti, poggibonsese verace ed incazzoso), un giorno di febbraio (il 23 dell'anno in corso), ha preso - fumino com'è - la bolletta, e ha presentato un ricorso alla Commissione Tributaria provinciale di Siena. La quale, in data 17 maggio, si è riunita (alle ore 16, tanto appunto per pignoleria).
Clamorosamente, dando piena ragione al geometra rompicoglioni: l'Iva NON va assolutamente pagata sulla bolletta Tarsu (ora Tia). Sienambiente, tanto per capire la portata della sentenza, deve pagare anche 100 euro di "spese di giudizio" (ce la farà?): la spesa è quasi risibile, ma ciò che la Commissione provinciale ha messo nero su bianco, potrebbe aprire scenari devastanti, per la partecipata senese.
Presidente della Commissione, Biagio Lo Monaco, Giudici Roberto Bini e Roberta Batelli. L'avvocato di Sienambiente era Emanuela Comodo. Il 20 settembre il tutto è stato depositato, e ieri recapitato al rompicoglioni poggibonsese, che si è subito messo in contatto con l'eretico, non fidandosi punto di andare dai giornali (chissà perchè...).
Adesso che succede? La matassa è ingarbugliata parecchio, non c'è dubbio. Altro lavoro per gli avvocati, si presume.
L'unica cosa certa, è questa: Sienambiente deve dire qualcosa, al proposito. Non può non prendere posizione. Avrà ragione lei: però Lo Monaco, Batelli e Bini hanno sentenziato "In nome del popolo italiano". Il quale popolo, quantomeno, ha il diritto-dovere di essere informato...
Ps L'eretico si scusa con i tanti che lo contattano proponendo articoli: come vedete, non tutti possono essere accontentati (anche perchè non tutti sono documentati come il Grisanti). Ad alcuni raccomando solo sana pazienza; ad altri, purtroppo, dico che non tutto ciò che in buona fede viene proposto, si può pubblicare, per svariati motivi. Cercate di capire...
I cittadini pagano l'avvocato agli inquisiti della Provincia!!
Alla arroganza e sfacciataggine della Casta di Siena non c'è davvero limite!
L'eretico oggi vuole informare i cittadini della comunità senese che un nuovo balzello si sta prefigurando (questo non è colpa nè di Silvione, nè del commercialista di Sondrio): la tassa su Cinghialopoli. Questo blog ha parlato a lungo, nei mesi scorsi, della sconcertante vicenda delle battute al cinghiale (e non solo), secondo la Procura di Siena del tutto fuori legge: cosa gravissima, fra i partecipanti c'era personale della Provincia, segnatamente della Polizia provinciale. I vertici della Polizia provinciale.
La assoluta novità è non solo che la Provincia NON si costituisce Parte civile, ma che paga le parcellone avvocatesche degli inquisiti: come detto nel titolo, i cittadini pagano la difesa dei cacciatori fuorilegge (secondo l'accusa) della Provincia. E zitti!!
Verbale di deliberazione della Giunta provinciale numero 237, datato 17 agosto 2011 (riunione balneare?); presenti il Presidente Bezzini e gli assessori Berni, Dionori, Pellegrini, Saletti e Scarpelli. Partecipa alla seduta il vice segretario generale Dott. Simona Migliorini.
Per pararsi il sederino, i 7 benefattori (con i soldi pubblici) dei cinghialai provinciali, al punto 2 della delibera stabiliscono "di accogliere le richieste come sopra avanzate (vale a dire, la Provincia paga la difesa, Ndr) riservandosi comunque, a fronte di una eventuale futura qualificazione dell'Ente come parte offesa, di effettuare una verifica definitiva in ordine alla concessione del patrocinio legale". Per chi non sia addentro al burocratichese, il Bezzini dice: la Provincia paga( e tanto), poi se un giorno si dichiarerà parte civile (e ci scapperebbe da ridere, a questo punto), se ne ridiscute.
Ma è chiaro che la scelta di campo è stata fatta: la Provincia, verosimilmente, non si costituirà mai parte civile, e i cittadini pagheranno le spese legali delle braccate di coloro che avrebbero dovuto vigilare (sic) sugli altri cacciatori.
Punto 4 della delibera del 17 agosto:
"di dichiarare, stante l'urgenza, la presente deliberazione IMMEDIATAMENTE ESEGUIBILE, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 134, comma IV, Decreto legislativo 267/2000".
Il Presidente della Provincia cosa intende con l'espressione "stante l'urgenza"?
E se le Province dovessero essere abolite a processo in corso? Addio braccate? E soprattutto: vogliamo comunicare all'incirca quanto costerà questo patrocinio alla collettività?
Raffaele Ascheri
L'eretico oggi vuole informare i cittadini della comunità senese che un nuovo balzello si sta prefigurando (questo non è colpa nè di Silvione, nè del commercialista di Sondrio): la tassa su Cinghialopoli. Questo blog ha parlato a lungo, nei mesi scorsi, della sconcertante vicenda delle battute al cinghiale (e non solo), secondo la Procura di Siena del tutto fuori legge: cosa gravissima, fra i partecipanti c'era personale della Provincia, segnatamente della Polizia provinciale. I vertici della Polizia provinciale.
La assoluta novità è non solo che la Provincia NON si costituisce Parte civile, ma che paga le parcellone avvocatesche degli inquisiti: come detto nel titolo, i cittadini pagano la difesa dei cacciatori fuorilegge (secondo l'accusa) della Provincia. E zitti!!
Verbale di deliberazione della Giunta provinciale numero 237, datato 17 agosto 2011 (riunione balneare?); presenti il Presidente Bezzini e gli assessori Berni, Dionori, Pellegrini, Saletti e Scarpelli. Partecipa alla seduta il vice segretario generale Dott. Simona Migliorini.
Per pararsi il sederino, i 7 benefattori (con i soldi pubblici) dei cinghialai provinciali, al punto 2 della delibera stabiliscono "di accogliere le richieste come sopra avanzate (vale a dire, la Provincia paga la difesa, Ndr) riservandosi comunque, a fronte di una eventuale futura qualificazione dell'Ente come parte offesa, di effettuare una verifica definitiva in ordine alla concessione del patrocinio legale". Per chi non sia addentro al burocratichese, il Bezzini dice: la Provincia paga( e tanto), poi se un giorno si dichiarerà parte civile (e ci scapperebbe da ridere, a questo punto), se ne ridiscute.
Ma è chiaro che la scelta di campo è stata fatta: la Provincia, verosimilmente, non si costituirà mai parte civile, e i cittadini pagheranno le spese legali delle braccate di coloro che avrebbero dovuto vigilare (sic) sugli altri cacciatori.
Punto 4 della delibera del 17 agosto:
"di dichiarare, stante l'urgenza, la presente deliberazione IMMEDIATAMENTE ESEGUIBILE, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 134, comma IV, Decreto legislativo 267/2000".
Il Presidente della Provincia cosa intende con l'espressione "stante l'urgenza"?
E se le Province dovessero essere abolite a processo in corso? Addio braccate? E soprattutto: vogliamo comunicare all'incirca quanto costerà questo patrocinio alla collettività?
Raffaele Ascheri
martedì 27 settembre 2011
La "Cosa" di Piazza del Duomo...
Solo un suggerimento, prima della buonanotte: se passate da Piazza del Duomo (per Franchino il Ceccuzzi: dove si porta il cencio, quello d'agosto!), fermatevi per un attimo davanti all'ingresso della Santissima Annunziata. Ne vale la pena, credetemi: c'è un coso (uno scatolone? Una casetta senza fondamenta?) che fa bella mostra di sè, stagliandosi tra la Cattedrale ed il Santa Maria della Scala.
Voglio sperare che sia un qualcosa in fieri, che sia quindi da completare, che sia solo l'inizio di un qualcosa d'altro: se così non fosse, sarebbe davvero grave.
Che tristezza: la Chiesa dei Servi infestata dalle erbe (campanile compreso, così si vede meglio, anche dal Casato), il camminamento fuori Porta San Marco - attracco per centinaia di turisti ogni giorno, biglietto da visita della città da ovest - a tratti impraticabile per le piante non tagliate (l'eretico lo sa bene, passandoci più volte al giorno), e non si continua solo per carità di patria e per non annoiare troppo.
Erano queste le carezze, era questa la rivoluzione morbida promessa dal contradaiolone di Salicotto prestato alla politica? Che pena, che tristezza: non so se sono più incazzato con lui (qualche volta fa quasi tenerezza), o con chi l'ha votato (poche le alternative? C'è la scheda bianca, c'è l'annullamento della scheda, c'è il non voto...).
Quanto alla "Cosa" di Piazza del Duomo (ognuno la chiami come vuole), in effetti un metodo ci sarebbe.
I lettori più avveduti - vista la location -avranno già capito: fuochino, fuochino...
Voglio sperare che sia un qualcosa in fieri, che sia quindi da completare, che sia solo l'inizio di un qualcosa d'altro: se così non fosse, sarebbe davvero grave.
Che tristezza: la Chiesa dei Servi infestata dalle erbe (campanile compreso, così si vede meglio, anche dal Casato), il camminamento fuori Porta San Marco - attracco per centinaia di turisti ogni giorno, biglietto da visita della città da ovest - a tratti impraticabile per le piante non tagliate (l'eretico lo sa bene, passandoci più volte al giorno), e non si continua solo per carità di patria e per non annoiare troppo.
Erano queste le carezze, era questa la rivoluzione morbida promessa dal contradaiolone di Salicotto prestato alla politica? Che pena, che tristezza: non so se sono più incazzato con lui (qualche volta fa quasi tenerezza), o con chi l'ha votato (poche le alternative? C'è la scheda bianca, c'è l'annullamento della scheda, c'è il non voto...).
Quanto alla "Cosa" di Piazza del Duomo (ognuno la chiami come vuole), in effetti un metodo ci sarebbe.
I lettori più avveduti - vista la location -avranno già capito: fuochino, fuochino...
Fabio Pisillo Capitano della Lupa: Beppino sponsor?
L'eretico è sempre ben attento a non mettere il becco nelle faccende interne delle Contrade, quando però lo fa - ed in modo sfacciato - un altro organo di informazione, ritiene di potere comunque dire la sua: specie se il prescelto è persona vicinissima al cuore del potere senese.
Sul Corrsiena di oggi (pagina 5, a firma di tale Benedetto Calloni, probabile nom de plume), improvvisamente si apre un panegirico a tratti imbarazzante a favore dell'avvocato Fabio Pisillo. Stasera ci sarà l'assemblea da cui scaturirà la Commissione, ma per Benedetto Calloni (sic) la strada è già indirizzata: "uno su tutti, forse il nome più prestigioso di tutti, è quello di Fabio Pisillo, noto avvocato in città...quello di Pisillo sembra davvero avere preso corpo in contrada, soprattutto per il prestigio che questo nome porta". Papale papale. Senza se, e senza ma. Gli altri potenziali candidati, evidentemente, sono dei pezzenti: ammesso e non concesso che qualcuno osi presentare la sua mediocre persona, da opporre al principe del foro senese.
Che si occupi di bestie a quattro zampe, nessun dubbio: il Pisillo infatti è aduso cavalcare con i Vip della Siena vincente (Mussari Giuseppe in primo luogo: chi c'è più vincente di Lui?).
A proposito di Beppino, Pisillo - oltre ad esserne uno degli avvocati - è stato il suo testimone di nozze (insieme a Franchino il Ceccuzzi: come sempre, tutto si tiene...). Nel prestigioso studio pisilliano (o pisillesco?) situato nel cuore del Casato, transitano carte che scottano, in primis sulla Banca Mps.
Per dirne una di personale, il prossimo 21 ottobre l'avvocato dell'eretico Luigi De Mossi incrocierà i guantoni proprio contro il futuro Capitano della Lupa, che difende Ceccuzzi e Mussari (incazzati neri per quello che l'eretico ha scritto ne Le mani sulla città). Loro hanno fatto causa insieme, per risparmiare denaro, vista l'esiguità delle rispettive entrate. Così, tanto per dare una mezza idea delle relazioni del personaggio.
L'ho detto, ridetto e scritto tante volte, ma non ho certo intenzione di smettere adesso: non è la Brambilla la nemica che il Palio deve temere di più (tra l'altro il suo futuro politico mi pare assai declinante), quanto la commistione fra la Festa e la politica (non a caso, con la "p" minuscola).
Per evitare che il Palio - sacro per tutti, a parole -, per qualcuno lo sia anche di più...
Sul Corrsiena di oggi (pagina 5, a firma di tale Benedetto Calloni, probabile nom de plume), improvvisamente si apre un panegirico a tratti imbarazzante a favore dell'avvocato Fabio Pisillo. Stasera ci sarà l'assemblea da cui scaturirà la Commissione, ma per Benedetto Calloni (sic) la strada è già indirizzata: "uno su tutti, forse il nome più prestigioso di tutti, è quello di Fabio Pisillo, noto avvocato in città...quello di Pisillo sembra davvero avere preso corpo in contrada, soprattutto per il prestigio che questo nome porta". Papale papale. Senza se, e senza ma. Gli altri potenziali candidati, evidentemente, sono dei pezzenti: ammesso e non concesso che qualcuno osi presentare la sua mediocre persona, da opporre al principe del foro senese.
Che si occupi di bestie a quattro zampe, nessun dubbio: il Pisillo infatti è aduso cavalcare con i Vip della Siena vincente (Mussari Giuseppe in primo luogo: chi c'è più vincente di Lui?).
A proposito di Beppino, Pisillo - oltre ad esserne uno degli avvocati - è stato il suo testimone di nozze (insieme a Franchino il Ceccuzzi: come sempre, tutto si tiene...). Nel prestigioso studio pisilliano (o pisillesco?) situato nel cuore del Casato, transitano carte che scottano, in primis sulla Banca Mps.
Per dirne una di personale, il prossimo 21 ottobre l'avvocato dell'eretico Luigi De Mossi incrocierà i guantoni proprio contro il futuro Capitano della Lupa, che difende Ceccuzzi e Mussari (incazzati neri per quello che l'eretico ha scritto ne Le mani sulla città). Loro hanno fatto causa insieme, per risparmiare denaro, vista l'esiguità delle rispettive entrate. Così, tanto per dare una mezza idea delle relazioni del personaggio.
L'ho detto, ridetto e scritto tante volte, ma non ho certo intenzione di smettere adesso: non è la Brambilla la nemica che il Palio deve temere di più (tra l'altro il suo futuro politico mi pare assai declinante), quanto la commistione fra la Festa e la politica (non a caso, con la "p" minuscola).
Per evitare che il Palio - sacro per tutti, a parole -, per qualcuno lo sia anche di più...
lunedì 26 settembre 2011
Un viaggio nell'Italia del 2011: l'Aquila (II)
Appena uscito dall'albergo, quella mattina, dopo la colazione fatta insieme a questi anziani ormai eradicati dalle loro case, mi sono diretto verso la macchina, a circa centocinquanta metri di discesa dall'albergo. Era parcheggiata in un posto che conduceva dritto dritto verso la Basilica di Santa Maria di Collemaggio (quella della famosa festa della Perdonanza, nonchè della tomba di Celestino V, il Pontefice del "gran rifiuto" di dantesca memoria); la sera prima, l'avevo lasciata poco lontana, e avevo chiesto ad un passante se lì fosse in divieto di sosta:
"A l'Aquila, ormai si può parcheggiare dove si vuole, specie se uno è un turista", mi aveva detto, sconsolato. In effetti, prendere una multa a l'Aquila - luogo simbolo dello scempio di legalità che è diventata l'Italia - sarebbe davvero beffardo...
Quella mattina piena di sole, dunque: vicino alle macchine, c'erano delle palazzine, transennate. Case ad un tiro di schioppo dal pieno centro storico, devastate dal terremoto. Passando da un pertugio,mi sono spinto giusto fino all'ingresso, non osando oltre: le scale non erano neanche state pulite, tutto era come quel maledetto 6 aprile di due anni prima. Su un terrazzino, ancora un arrugginito tendipanni, in mezzo a detriti e polvere. Dal fondo di una strada adiacente, ecco arrivare un signore: sulla sessantacinquina, robusto, in tuta, madido di sudore. Iniziamo a parlare:
"Vivevo proprio laggiù - mi indica con la mano destra -, a pochi metri da qui. Ero in camera da letto, con mia moglie. Ci crollò il tetto addosso. Mia figlia morì, nell'altra stanza. L'altra, con i bambini, fortunatamente non era venuta, anche se aveva detto che sarebbe venuta. Io rimasi immobilizzato, senza la possibilità di muovermi; accanto a me, mia moglie: per me, era morta, invece era senza sensi, ma viva. Ci hanno soccorso dopo 7 ore!".
Quest'uomo è un ex calciatore professionista: Paolo Rossi, si chiama. Non il bomber del Mundial del 1982, bensì un onesto centravanti d'antan, poi riciclatosi, per motivi d'età, a giocare in difesa, a fare il libero vecchia maniera. Serie B e C, per lui, su e giù per l'Italia: poi l'approdo aquilano, dal suo Veneto, per motivi sentimentali. La sua partita, oggi, è il camminare sempre di più, e sempre meglio:
"Vedi che cosce! Sto riacquistando il tono che avevo prima: continuavo a giocare, io, prima di questo terremoto!".
Capisco che ha tanta voglia di parlare, ma anche di ripartire, vista l'interruzione. Difficile dire quale delle due prevalga. Forse è meglio lasciarlo andare.
"Qui mi conoscono tutti: sono Paolo Rossi il calciatore!", dice congedandosi, e riprendendo la sua sgropponata. Verso il centro, in salita, quindi: in tutti i sensi, è davvero il caso di dire.
Nella città che non rinascerà mai (sono gli aquilani i primi a saperlo), il 20 settembre è iniziato il Processo ai sette componenti della Commissioni Grandi Rischi (organismo di consultazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri). Le accuse sono tremende: omicidio colposo, lesioni personali colpose e cooperazione nel delitto colposo per avere rassicurato la popolazione. Il 31 marzo - una settimana prima del sisma - i "magnifici" sette rassicurarono la popolazione in comprensibile apprensione per lo sciame sismico che durava da dicembre (!). Bernardo De Bernardis, vicecapo del settore tecnico del Dipartimento di Protezione civile (oggi sotto processo), ebbe a dire:
"Tornate nelle vostre case tranquilli, vi consiglio una buona bottiglia di Brunello!".
In Aula, erano presenti anche molti giornalisti giapponesi. Nessuno dei sette imputati (tantomeno quelli dell'inchiesta della Protezione civile, fra cui Bertolaso) in questi due anni e mezzo dall'evento, si è ammazzato; in Giappone, probabilmente non sarebbe successo...
"A l'Aquila, ormai si può parcheggiare dove si vuole, specie se uno è un turista", mi aveva detto, sconsolato. In effetti, prendere una multa a l'Aquila - luogo simbolo dello scempio di legalità che è diventata l'Italia - sarebbe davvero beffardo...
Quella mattina piena di sole, dunque: vicino alle macchine, c'erano delle palazzine, transennate. Case ad un tiro di schioppo dal pieno centro storico, devastate dal terremoto. Passando da un pertugio,mi sono spinto giusto fino all'ingresso, non osando oltre: le scale non erano neanche state pulite, tutto era come quel maledetto 6 aprile di due anni prima. Su un terrazzino, ancora un arrugginito tendipanni, in mezzo a detriti e polvere. Dal fondo di una strada adiacente, ecco arrivare un signore: sulla sessantacinquina, robusto, in tuta, madido di sudore. Iniziamo a parlare:
"Vivevo proprio laggiù - mi indica con la mano destra -, a pochi metri da qui. Ero in camera da letto, con mia moglie. Ci crollò il tetto addosso. Mia figlia morì, nell'altra stanza. L'altra, con i bambini, fortunatamente non era venuta, anche se aveva detto che sarebbe venuta. Io rimasi immobilizzato, senza la possibilità di muovermi; accanto a me, mia moglie: per me, era morta, invece era senza sensi, ma viva. Ci hanno soccorso dopo 7 ore!".
Quest'uomo è un ex calciatore professionista: Paolo Rossi, si chiama. Non il bomber del Mundial del 1982, bensì un onesto centravanti d'antan, poi riciclatosi, per motivi d'età, a giocare in difesa, a fare il libero vecchia maniera. Serie B e C, per lui, su e giù per l'Italia: poi l'approdo aquilano, dal suo Veneto, per motivi sentimentali. La sua partita, oggi, è il camminare sempre di più, e sempre meglio:
"Vedi che cosce! Sto riacquistando il tono che avevo prima: continuavo a giocare, io, prima di questo terremoto!".
Capisco che ha tanta voglia di parlare, ma anche di ripartire, vista l'interruzione. Difficile dire quale delle due prevalga. Forse è meglio lasciarlo andare.
"Qui mi conoscono tutti: sono Paolo Rossi il calciatore!", dice congedandosi, e riprendendo la sua sgropponata. Verso il centro, in salita, quindi: in tutti i sensi, è davvero il caso di dire.
Nella città che non rinascerà mai (sono gli aquilani i primi a saperlo), il 20 settembre è iniziato il Processo ai sette componenti della Commissioni Grandi Rischi (organismo di consultazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri). Le accuse sono tremende: omicidio colposo, lesioni personali colpose e cooperazione nel delitto colposo per avere rassicurato la popolazione. Il 31 marzo - una settimana prima del sisma - i "magnifici" sette rassicurarono la popolazione in comprensibile apprensione per lo sciame sismico che durava da dicembre (!). Bernardo De Bernardis, vicecapo del settore tecnico del Dipartimento di Protezione civile (oggi sotto processo), ebbe a dire:
"Tornate nelle vostre case tranquilli, vi consiglio una buona bottiglia di Brunello!".
In Aula, erano presenti anche molti giornalisti giapponesi. Nessuno dei sette imputati (tantomeno quelli dell'inchiesta della Protezione civile, fra cui Bertolaso) in questi due anni e mezzo dall'evento, si è ammazzato; in Giappone, probabilmente non sarebbe successo...
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