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domenica 12 dicembre 2010

Premio Frajese:Ferruccio De Bortoli attacca la stampa senese (!?)

 Era già scontato, lo ammetto: questa settimana, il Premio Lecca lecca concerne il Premio Frajese, il cadeau che la Casta di Siena perpetua per stringere (o rinsaldare) amicizia con i pezzi grossi dell'informazione nazionale, e, soprattutto, per tenerseli buoni in previsione di prossime tempeste (oltre a quelle che già ci sono, ben presenti...).
In particolare, il Lecca lecca della settimana se lo aggiudica nettamente il giovane Gennaro Groppa, il quale - a pagina 3 del Corriere di Siena di oggi - commenta l'intervento ed intervista Ferruccio De Bortoli, premiato in qualità di Direttore del Corriere della sera nonchè ex del Sole 24 ore (preda ghiottissima, dunque, per i marpioni della Casta, Mussari Giuseppe in primis).
Nel suo intervento - misurato, pacato, ma incisivo, come nel suo stile -, De Bortoli ha parlato di tante cose attinenti al giornalismo; fra le altre, ha salutato con favore il ritorno al giornalismo d'inchiesta; ha rimarcato la necessità di garantire, davvero, nei fatti, la libertà dei giornalisti; ha fatto capire che le notizie bisogna darle, tutte, senza guardare in faccia nessuno (neanche il Monte? Ora, non esageriamo...); ha infine ripreso il famoso aforisma su come non deve essere il giornalista: uno che passa metà del suo tempo a scrivere di cose che non sa, e l'altra metà a non scrivere le cose di cui è a conoscenza.Ovviamente, intendendo che così non va proprio bene, anzi. In pratica, un J'accuse implacabile nei confronti della stampa senese (verosimilmente, senza neanche averne piena consapevolezza, non essendo il Corrsiena la sua lettura preferita, si immagina...).
Di tutte queste considerazioni debortoliane, non c'è traccia alcuna nell'articolo-intervista del giovane Groppa. Facciamo gli ingenui, e domandiamogli: perchè mai? Perchè selezionare così sfacciatamente gli argomenti trattati dal Direttore? Al giovane (ma certo non coraggioso) Groppa, guarda caso, sono sfuggite selettivamente proprio tutte le cosine imbarazzanti per la Casta, quelle che un Mussari non ama sentire dire a casa sua. Quando si dice il Caso, il Destino cinico e baro...

Ps Come d'abitudine, al Premio Frajese ha preso la parola anche l'onorevole del Pdl Rocco Girlanda da Gubbio, in quanto rappresentante della ditta Barbetti, editrice del Corriere di Siena. Nè il povero Groppa, nè altri, hanno ricordato un paio di elementi importanti: la sua appartenenza politica, appunto al fronte berlusconiano (ma non siamo in terra del Pd, ma non si fanno le manifestazioni contro Silvione, tipo ieri a Roma?); tantomeno, le imbarazzantissime intercettazioni - proprio legate alla sua attività in Barbetti, tra l'altro - con il suo grande amico e sodale politico Denis Verdini. Anche in questo caso, quando si dice il Caso...
Raffaele Ascheri

giovedì 9 dicembre 2010

Il Pd senese? In riga davanti a Silvione...

  Si fa un gran parlare del Renzi che è andato ad Arcore dal Silvione nazionale: giustamente, direi. Il gesto è piuttosto in linea con l'antiberlusconismo moderato e non giustizialista del personaggio, ed ha una (a mio parere parziale) giustificazione nel ruolo istituzionale da lui interpretato. Bersani (e giù per li rami) ha polemizzato, dato che ora è momento di antiberlusconismo di facciata (si veda Wikileaks, per sapere quanta paura abbia Silvione del Mago Galbusera della politica italiana...).
  Siena ed il Pd senese, ancora una volta, sono stati comunque i più servili di tutti, nel lusingare Berlusconi: Renzi può dire di avere fatto una visita istituzionale per sbloccare fondi per la città che amministra, di essere andato da amministratore a parlare al Premier in veste di Capo dell'esecutivo (e per questo ha fatto malissimo ad andare ad Arcore); il Pd senese - nello scorso aprile - ha fatto molto di peggio.

L'8 aprile 2010, si dà il caso che Berlusconi (con la figlia Marina ed il fido avvocato Niccolò Ghedini) sia planato sul territorio senese, per andare a trattare l'acquisto di una tenuta (la Selva, circa 1200 ettari!); era evidente anche ad un cerebroleso che si trattava di una visita del tutto personale e privata, non nei panni del Premier (non a caso, con tanto di figlia al seguito). Ebbene, il Sindaco di Monteroni d'Arbia Armini, quello di Sovicille Masi e, soprattutto, quello della Provincia Simone Bezzini, erano davanti all'elicottero, pronti al reverente e servile omaggio al Berlusca. Con tanto di fascia tricolore!! "Cortesia istituzionale", ebbero la sfacciataggine di dire. I rapporti fra il Pd locale ed il Pdl sono cosa ormai ben consolidata (vedasi il ruolo di Verdini ed il caso Ampugnano); certo che il servilismo fa sempre specie, specie se ci si mette il tricolore. Forse non avevano capito che Silvione era venuto per ragioni del tutto private, e nessuno glielo aveva suggerito (quelli un pochino più svegli - tipo Mussari Giuseppe - gli potevano telefonare, no?).
"Siete del Pd, però siete simpatici...", ebbe a dire Berlusconi ai compagni Armini, Masi e Bezzini. Forse gli facevano sincera tenerezza, per non dire altro. Con un'opposizione così, lui può stare tranquillo.
E se Silvio, invece di portarsi dietro Marina, fosse sceso dall'elicottero con un tris di mignottone, di cui una magari minorenne e nipote di Mubarak? I tre compagni - come si fa a Miss Italia - le fasce tricolori se le sarebbero tolte, e le avrebbero fatte indossare alle signorine?
Raffaele Ascheri