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sabato 5 febbraio 2011

Massimo Guasconi (II): lo smemorato della Cna...

 Torniamo volentieri ad occuparci di Massimo Guasconi, il grand commis senese che scrisse di Galaxy vincente, sei mesi prima della gara d'appalto (vedasi post precedente).
Tutto dietro ai vestiti da scegliere ed alle cotonature più ricercate, dall'inchiesta su Galaxy (di cui è un personaggio minore, ma ben presente in momenti importanti, sui quali, magari, un giorno dovrà riferire in Tribunale come teste) esce il quadro di un Guasconi un pochino leggero, quanto a memoria.Niente di drammatico, ma indubbiamente uno che passa da una presidenza all'altra, deve avere l'ippocampo funzionante al meglio, no?
Doveva ricordarsi di non scrivere niente sull'accordo già raggiunto con Galaxy, ed invece - come visto - ha messo tutto nero su bianco, e dato alle stampe; c'è poi una interessante intercettazione che ce lo palesa come lo "smemorato della Cna" (allora ne era Presidente, prima di diventare il numero uno della Camera di commercio, carica che ricopre dal giugno 2009). La Cna - per chi non lo sapesse - con i suoi circa 4500 iscritti, è la vera cinghia di trasmissione tra la Casta di Siena e la piccola e media impresa del Senese: sempre all'ombra di Babbo Monte, ovviamente.
La futura indagata Francesca Andreini, titolare dell'agenzia immobiliare Case e ville di Monteriggioni, il 4 dicembre 2009, alle 8 e 50 di mattina, lo chiama, e gli ricorda l'appuntamento per il lunedì successivo in Provincia, per parlare con il Presidente Simone Bezzini: lui, il Guasconi, se n'era dimenticato...

venerdì 17 dicembre 2010

I miei regali di Natale alla Casta di Siena...

   Il clima natalizio è ormai imperante, e la neve di oggi lo aiuta ulteriormente (chi si è trovato in macchina, magari si è lasciato andare meno al candore festivo...).
 Siamo quindi al momento degli auguri e, soprattutto, dei regali ai componenti della Casta di Siena, o almeno ad alcuni di loro (mi dispiace per i non menzionati, davvero).
Mussari Giuseppe: un bel prodottino per sbiancare i capelli (invidiabilissimi quanto a numero, peraltro); visto che pensieri e problemi in questo anno ne ha avuti parecchi - perquisizioni, intercettazioni, sequestro documenti, financo avviso di garanzia -, forse è il caso di intervenire. A meno che non si giochi la carta Richard Gere... 
Franco Ceccuzzi: quale regalo migliore, in vista della defatigante campagna elettorale, di una carta toponomastica di Siena, la città di cui si prepara a diventare Sindaco, a furor di popolo? Dove si trova il Vicolo del Vannello? Via dei Fusari? E Via Don Giovanni Minzoni (ma soprattutto: chi era costui?).
Maurizio Cenni: per l'ultimo Natale da Sindaco, potrebbe darsi alla lettura (almeno, lui è laureato, a differenza del prossimo Sindaco). Consiglierei una interessante monografia (o di Marco Falorni, o quella di Giuliano Catoni) su Fabio Bargagli Petrucci, Podestà di Siena sotto il fascismo. Sarebbe stato meglio se l'avesse letta prima, ma insomma...
Simone Bezzini, Presidente della Provincia (va specificato, perchè altrimenti non lo conosce nessuno): un registratorino, anche di vecchia generazione. Provi ad ascoltarsi per una mezz'oretta, e conti quanti sono gli "insomma" ed i "diciamo" che la sua monocorde parlantina da travet della politica propina agli astanti: non siamo riusciti a tagliare le Province, tagliamo almeno le parole in eccesso dei Presidenti...
Antonio Buoncristiani: visto che polemizza con l'ignoranza delle guide (ci torneremo a breve, Eccellenza), consigliamo l'acquisto di un personal trainer culturale (quello "fisico", avrebbe partita persa in partenza, visti i pranzi, le cene ed i rinfreschi natalizi...) per insegnarLe qualcosa sulla storia di Siena. Almeno sui Santi, almeno su Caterina: dagli sfondoni detti pubblicamente perfino su di lei, pare ce ne sia un grande bisogno...
Gabriello Mancini: a lui, auguriamo - come cadeau natalizio - di incontrare l'anima gemella.Meglio tardi che mai, no?
Giuseppe Acampa: difficile a dirsi, visto che è come quei bambini che hanno già tutto, a cui non manca niente. Al limite al limite, un'agendina (meglio se ignifuga) con tutti i numeri telefonici di pronto intervento: quello dei Vigili del fuoco, scritto a carattere cubitali ed anche in braille, visti i noti precedenti...

giovedì 9 dicembre 2010

Il Pd senese? In riga davanti a Silvione...

  Si fa un gran parlare del Renzi che è andato ad Arcore dal Silvione nazionale: giustamente, direi. Il gesto è piuttosto in linea con l'antiberlusconismo moderato e non giustizialista del personaggio, ed ha una (a mio parere parziale) giustificazione nel ruolo istituzionale da lui interpretato. Bersani (e giù per li rami) ha polemizzato, dato che ora è momento di antiberlusconismo di facciata (si veda Wikileaks, per sapere quanta paura abbia Silvione del Mago Galbusera della politica italiana...).
  Siena ed il Pd senese, ancora una volta, sono stati comunque i più servili di tutti, nel lusingare Berlusconi: Renzi può dire di avere fatto una visita istituzionale per sbloccare fondi per la città che amministra, di essere andato da amministratore a parlare al Premier in veste di Capo dell'esecutivo (e per questo ha fatto malissimo ad andare ad Arcore); il Pd senese - nello scorso aprile - ha fatto molto di peggio.

L'8 aprile 2010, si dà il caso che Berlusconi (con la figlia Marina ed il fido avvocato Niccolò Ghedini) sia planato sul territorio senese, per andare a trattare l'acquisto di una tenuta (la Selva, circa 1200 ettari!); era evidente anche ad un cerebroleso che si trattava di una visita del tutto personale e privata, non nei panni del Premier (non a caso, con tanto di figlia al seguito). Ebbene, il Sindaco di Monteroni d'Arbia Armini, quello di Sovicille Masi e, soprattutto, quello della Provincia Simone Bezzini, erano davanti all'elicottero, pronti al reverente e servile omaggio al Berlusca. Con tanto di fascia tricolore!! "Cortesia istituzionale", ebbero la sfacciataggine di dire. I rapporti fra il Pd locale ed il Pdl sono cosa ormai ben consolidata (vedasi il ruolo di Verdini ed il caso Ampugnano); certo che il servilismo fa sempre specie, specie se ci si mette il tricolore. Forse non avevano capito che Silvione era venuto per ragioni del tutto private, e nessuno glielo aveva suggerito (quelli un pochino più svegli - tipo Mussari Giuseppe - gli potevano telefonare, no?).
"Siete del Pd, però siete simpatici...", ebbe a dire Berlusconi ai compagni Armini, Masi e Bezzini. Forse gli facevano sincera tenerezza, per non dire altro. Con un'opposizione così, lui può stare tranquillo.
E se Silvio, invece di portarsi dietro Marina, fosse sceso dall'elicottero con un tris di mignottone, di cui una magari minorenne e nipote di Mubarak? I tre compagni - come si fa a Miss Italia - le fasce tricolori se le sarebbero tolte, e le avrebbero fatte indossare alle signorine?
Raffaele Ascheri