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lunedì 24 gennaio 2011

Intervista a Loretana Battistini (II): la questione morale a Siena...

    Riprendiamo la nostra chiacchierata senese con la candidata (fino a prova contraria) della Lega Nord Loretana Battistini, potenziale prima donna Sindaco di Siena: un'intervista senza filtri, senza domande imposte dall'intervistato o suggerite prima all'intervistato. Una intervista con domande che nella stampa locale non si possono fare, pena una telefonata iperincazzata di qualche servo montepaschino che - su mandato chissà di chi - interviene per redarguire...

Domanda: "Pensa che una candidatura come quella di Pierluigi Piccini, in questa tornata elettorale, avrebbe un senso di discontinuità, rispetto al contesto senese del 2011?".
Risposta: "Piccini come candidato di discontinuità proprio non lo vedo, come d'altra parte Ceccuzzi. La carta da giocare, Piccini l'ha avuta nel 2006, ora proprio no; sulle sue capacità personali, sulla competenza, nessun dubbio e niente da dire: nessuno è al suo livello. Ma oggi è una figura che disturba, e che non può presentarsi come il nuovo".
Dopo la bocciatura del Piccini versione 2011, si prosegue.
Domanda: "Per quanto concerne Ceccuzzi, immagino un prevedibile, scontato giudizio negativo: ma come lo sostanzierebbe, questo giudizio negativo?"
Risposta: "Si tratta di un candidato debole, sotto svariati punti di vista: quanto al conflitto di interesse, siamo a livelli berlusconiani...in più ha il difetto dell'arroganza: in questo caso, prima di tutto con i suoi (potenziali) alleati. Si fa incoronare prima di essersi accordato con loro..."

Domanda: "Ecco un'altra domandina pepata al punto giusto. Torniamo per un momento a Denis Verdini, di cui si è già parlato nella prima parte. Da ciò che mi risulta, il Presidente di Banca Mps era (ed è) molto, molto interessato alle sue - di Verdini - personali vicende giudiziarie. Non lo trova un pochino strano, tutto questo? E poi: lei ha la stessa curiosità che ha Lui, nei confronti del Denis berlusconiano?"
Risposta (di getto): "La stessa curiosità che ha Lui, io non ce l'ho di certo! Se il Monte ha dato 60 milioni di euro alla Baldassini Tognozzi Pontello (ditta fiorentina di costruzioni, che aveva al vertice una persona legatissima a Verdini, Ndr), cioè al migliore amico di Denis Verdini, i rapporti ci devono essere. E ben affinati e collaudati. Evidentemente, c'è qualcuno che ha garantito per la Baldassini...".
 
La biondona ci va giù pesante! Battiamo il ferro finchè è caldo, allora. Vecchia regola, da seguire anche in questa intervista, in questo passaggio in particolare.
Domanda: "Cosa le insegna il caso Galaxy, con la conseguente raffica di avvisi di garanzia, in primis per Mussari Giuseppe?"
Risposta: "Che basta che arrivi qualcuno con i soldi, che c'è qualcuno, a Siena, che è disposto a tutto pur di fargli strada...Galaxy non avrebbe portata niente di positivo, per la città ed il territorio. Tutti sanno che la Banca è a rischio di default, solo Mussari e Vigni non lo dicono!"

Domanda: "Questa città, ha ancora bisogno di cementificare? Se fosse Sindaco, andrebbe avanti a costruire in ogni pertugio possibile?"
Risposta: "Basta mangiare terreno a questa città, basta! Bloccherei lo sviluppo del cemento, in ogni modo".

   Battuto bene il ferro? Beh, in questa parte dell'intervista c'è materiale scottante, sul quale nè il Partito democratico, nè il centrodestra berlusconiano (declinazione Marignani-Verdini, per capirsi) può dire la sua. Si dovrebbero scomodare troppe persone, in special modo una...
Prima del rush finale (c'è ancora robetta interessante assai, più qualche domandina personale sulla Battistini come candidata, tanto per conoscerla un pochino di più ), facciamoci una pausa, un break.
Di sicuro, a leggere questa intervista (a differenza delle ciambelle ceccuzziane, che possono fungere ottimamente da sonniferi), non si addormenta nessuno...

Raffaele Ascheri

domenica 23 gennaio 2011

L'eretico a Siena Tv: a parlare di calcio, tranquilli...

  Domani - lunedì 24 gennaio 2011 - è una data storica, con un pochina di sana enfatizzazione da claquer montepaschino: l'eretico torna su una televisione locale (Siena Tv, ore 21,00). Non mi ricordo neanche da quanto tempo ne mancavo, ma tant'è: da quando è uscita La Casta di Siena (1 dicembre 2007), non era mai capitato! Da Raidue a parlare di Madonne, a Siena Tv a parlare di calciatori: siamo o non siamo duttili? Stiano tranquilli, gli "amici" della Casta: non parlerò di loro, non sono abituato ad andare fuori tema. Niente Galaxopoly, niente banda della Curiana, niente sul Cenni che va o sul Ceccuzzi che viene. Tranquilli, tranquilli: tutto sotto controllo.
Tra l'altro, per andare in Tv, mi tocca perdere un evento che avrei fatto certo mio: Franco Ceccuzzi, in contemporanea, si esibisce al Circolo Arci delle Taverne, in Via Principale, la main street di Taverne d'Arbia. Centinaia di autoctoni e di neotavernini sono già mobilitati all'uopo: chi per ascoltarlo, chi per vederlo, chi addirittura per toccarlo con mano, anche solo per un fugace attimo. Sarà freddo, il ghiaccio incomberà, ma l'occasione è troppo ghiotta...
Torniamo al programma cui presenzierò. Mi ha invitato Luciano Sardone, il conduttore; il programma poco lo conosco, perchè il lunedì sera, di solito, mi dedico al calcio giocato, piuttosto che a quello parlato. Domani farò una gradita eccezione, negli studi in Via Fiorentina alle 21 (fino alle 22 e trenta, mi hanno riferito). Con me, Paolo Gallerini e Roberto Rosa, tra l'altro due amici, in tempi diversi della mia vita. Si parlerà - presumo - di calcio, del Siena e di argomenti correlati.
Chi non ha di meglio da fare, ci guardi. Secondo me, si divertirà.
Solo l'infuocato, attesissimo discorso programmatico di Franco Ceccuzzi nella main street delle Taverne merita di più...

sabato 22 gennaio 2011

Intervista a Loretana Battistini (I): la questione morale a Siena...

   L'appuntamento è per le 11 e 40 di un sabato mattina di gennaio, freddo e grigio.
Come succede spesso alle belle donne, il ritardo è assicurato...l'intervista, però, vale il ritardo, credetemi. Anche chi è lontano un paio di galassie dalle tematiche della Lega "padana" (vedasi lo scrivente), non potrà non rendersi conto di una cosa: nessun altro candidato a Sindaco per la tornata elettorale della prossima primavera - forse nemmeno quello dell'Italia dei valori, mai ci dovesse essere -, potrebbe parlare con la stessa incisività di certe tematiche, e, soprattutto, di certe persone.Provate voi, a fare una domanda su Denis Verdini a Franco Ceccuzzi...
Classe 1963, sposata, due figli, laureata in Economia e banca con una tesi sull'apertura dei nuovi sportelli e sulle liberalizzazioni nel mondo bancario, la "sparigliatrice" Battistini non delude chi - come me - l'aspettava al varco sulla questione morale a Siena.
L'eretico spera che i giochi di potere (fiorentini e romani) le permettano di restare in corsa, anche se i rischi di una sua eliminazione, in favore di uno pseudocandidato pro-Casta da parte di Lega e Pdl insieme (Marignani?), ci sono, eccome. Questa intervista - di cui qui pubblichiamo la prima parte - credo farà guadagnare alla Battistini molte simpatie fra i lettori, nonchè molti potenziali voti: sincronicamente, però, scaverà un definitivo fossato fra lei ed il Pdl...
Domanda: "Questo blog si è fatto promotore di un'iniziativa anti-raccomandazioni: lei sottoscrive che non si farebbe promotrice di nessuna forma di raccomandazione, anche una volta divenuta Sindaco? Anche se per il candidato della Lega è certo più facile, fare certe promesse..."
Risposta: "Sono per la meritocrazia in tutti i campi, quindi sono pronta a giurare sulla testa dei miei figli, in questo senso. L'ha fatto anche Berlusconi, in passato: ma i giuramenti di una mamma, valgono molto di più di quelli di un padre...se dovessi diventare Sindaco, non raccomanderei nessuno, insomma!".

Domanda: "Vista l'attualità incalzante, lei è da considerare la candidata definitiva della Lega, o no? I dubbi ci sono, certi comunicati Pdl-Lega farebbero pensare il contrario...".
Risposta: "Sono coerente con le richieste della Lega: e sono il candidato della Lega. Spero semmai che il Pdl converga sul mio nome" (come detto, dopo l'intervista la vedo bigia parecchio, Ndr).
Domanda: "L'accuseranno di essere una trasformista: da forzaitaliota della prima ora, a leghista, in un contesto diverso da quello nazionale (ammesso che la Lega resti alleata di Berlusconi...). In effetti, il passaggio da una parte all'altra c'è stato, inutile negarlo. Cosa risponderebbe, a chi l'accusasse di essere una cambiacasacca in corsa?".
Risposta: "Sin dal 2006 sono scontenta della gestione del Partito su Siena e provincia; nel 2009 ho esaurito il mio mandato in Consiglio provinciale, poi mi sono iscritta al Pdl, ma senza troppa fiducia: avevo ragione, visto come sono andate le cose."
 Arriva la telefonata del figlio maschio (il quindicenne Francesco), da scuola; l'intervista si interrompe bruscamente, i doveri materni incombono. Versione senese delle hockey mums statunitensi, la Battistini organizza un'uscita precoce da scuola per la partita del figlio (di calcio, non di hockey). L'altro candidato - Franco Ceccuzzi - parte avvantaggiato anche per questo: niente figli, nessuno che lo disturbi durante le interviste (se è per quello, può stare certo che non lo disturberanno neanche i "giornalisti", genuflessi ai suoi piedi). Finita la telefonata, si torna all'intervista.
Domanda: "Le disavventure giudiziarie e private di Silvio Berlusconi, non le pesano? Nel caso, come mai si accorge solo adesso - e non anni fa - di certe caratteristiche del Premier?".
Risposta: "In effetti, la sua questione morale inizia davvero a pesarmi (meglio tardi che mai, Ndr); in particolare, la vicenda della prostituzione, davvero brutta. Berlusconi era riuscito a convincere tanti, poi delusi: pensi, per esempio, ad uno come Paolo Guzzanti, di cui sto leggendo l'ultimo libro. Nel 1994, ci aveva salvato dall'avvento al potere dei post comunisti!". 
Arriva una domanda di quelle robuste, che nessun giornale senese potrebbe farle: ma noi siamo un blog, per giunta libero...
Domanda: "Alla luce del variegato quadro giudiziario che si è delineato nei confronti del dominus del Pdl toscano Denis Verdini, lei cosa pensa del banchiere-politico di Campi Bisenzio, e dei suoi rapporti con banca Monte dei Paschi?".
Risposta: "La guerra a Verdini la faccio dal 2002, dai tempi di Tortoli: lui, in Forza Italia, mi ci ha trovato! Tra il 2005 ed il 2006, lui gli accordi su Siena li ha fatti con il Pd(!!, Ndr): basti vedere come è andata a finire con Il Cittadino. Ha sempre usato le persone, per fini suoi, personali. Portare Pollina (ora folgorato sulla via di Fini, Ndr) a Siena, aveva il significato di spaccare la Mongolfiera, di dividere i picciniani.
Sconvolgente, poi, la vicenda giudiziaria di Verdini: è sconvolgente la leggerezza con la quale - secondo i magistrati - avrebbe fatto certe cose, quelle che gli vengono attribuite.E che il Monte dei Paschi sia stato il principale finanziatore della Baldassini Tognozzi Pontello (cioè della ditta dell'amico di Verdini ,Fusi), è altrettanto sconvolgente! I legami fra Monte e Verdini sono tutti da chiarire".

Accanto a me, alla mia destra, ho un cocktail leggermente alcolico: fermo un attimo la candidata, e me ne gusto un paio di sorsi, lentamente. Mi chiedo: ma possibile che, in questa città, ci voglia una donna della Lega Nord (alle ultime comunali, lo 0,6% dei consensi!), per dire certe cose?. Possibile che un discorsetto sul Denis nazionale, lo possa fare solo lei, a Siena (tra l'altro, conoscendolo personalmente), invece che il Pd, come dovrebbe essere? Possibile, purtroppo.
Siamo solo all'antipasto, a proposito di cocktail: i giudizi sui senesi (Cenni, Ceccuzzi, Piccini, Mussari...), ce li teniamo per la prossima puntata...

Raffaele Ascheri

giovedì 20 gennaio 2011

Galaxopoly: si avvicina l'ora della verità...

   Siamo alle battute finali dell'inchiesta dei Carabinieri e della Guardia di Finanza sull'affaire Ampugnano: entro una settimana circa, gli investigatori consegneranno il materiale aggiuntivo (e definitivo, da parte loro) nelle mani del Pm Nastasi, che ha preso il posto di Formisano (ora a Perugia). A quel punto, inizierà la seconda parte della partita. Gli inquirenti sono certi di avere trovato prove assolutamente schiaccianti sulla colpevolezza degli indagati, da Mussari Giuseppe, giù per li rami. Questa nuova informativa si aggira sulle trecento pagine (che vanno ad inquadrare le settecento precedenti), ed offre un quadro probatorio ancora più completo ed esaustivo sul coinvolgimento montepaschino nella falsa gara pro-Galaxy: più che trovare riscontri di quel tipo - fanno filtrare gli investigatori - è praticamente impossibile fare.
Certo che in un paese in cui il Premier può dire di non avere mai pagato una donna in vita sua (forse erano loro a pagare lui: perchè non batte questa ipotesi difensiva?), nonostante la mole di riscontri trovata dalla Procura milanese, probabilmente Mussari and company qualcosa tireranno fuori...certo che ci vuole davvero una bella faccia. Ma sappiamo come vanno queste cose.
Infatti il Presidente della Banca senese (ops: romana), incurante dell'inchiesta e delle critiche che piovono su Mps da ogni parte, sarà il prossimo 27 gennaio a Colle Val d'Elsa dal suo amicone Giuseppe Acampa (da Lui assistito in Tribunale), per sdottorare di Etica e di Finanza. Sarebbe come se monsignor Acampa somministrasse l'eucarestia...
Il cartellone "del disonore" in Pescaia, intanto, è stato tolto; gli zelanti mussariani saranno contenti. Hanno portato avanti la loro battaglia ipergarantista pro-imputati eccellenti. Diamogliene atto, va bene. Solo che, forse, il tutto sarebbe più credibile se il loro garantismo peloso si accompagnasse anche alla ricerca della verità su Galaxopoly, no? Si può essere garantisti, e non approfondire l'argomento?
Nel prossimo pezzo - oscuramento permettendo - mi metterò a scrivere di tanti "volenterosi montepaschini" - della Fondazione, in questo caso - che hanno portato la loro preziosa acqua al mulino di Galaxopoly. Chi non ha avuto avvisi di garanzia, se dovesse essere chiamato come teste, non potrà esimersi dal rispondere, in Tribunale.
Vediamo quanti quotidiani pubblicheranno la notizia, i fatti, i nomi? Non resta che attendere...

mercoledì 19 gennaio 2011

L'eretico in televisione! Canale Tre?No, Raidue...

  Cari lettori (in costante aumento, ma non lo diciamo troppo: non vorrei fare la fine di altri bloggers "oscurati" dalla Casta di Siena, in un modo o nell'altro), vi comunico che domani, giovedì 20 gennaio, sarò in televisione. Non su Canale Tre, a parlare di Siena e della corruzione a cielo aperto della sua classe dirigente; bensì - oltre la linea dell'Arbia -  su Raidue, a parlare della ...Madonna. Sembra un paradosso, ed in effetti lo è: possibile che uno scrittore che - piaccia o non piaccia -, qualcosa da dire (e di ben documentato) ce l'ha, debba arrivare sulle reti nazionali (era già successo con Canale 5, con Raitre per due volte...), ma non abbia accesso al canalino locale, pur occupandosi in prevalenza (anhe se non solo, appunto) di cosette locali? Possibile: la Casta dei permalosoni, infatti, non potrebbe sopportare che al popolino bue di Siena venisse raccontato qualche lato scomodo, quindi vai con la censura! Così, si va sul sicuro...
Ormai, tanto, ci sono abituato, rischio quasi di considerarla una cosa normale, scontata: spero di non arrivare all'assuefazione completa, però!
Per chi fosse interessato, dunque, giovedì alle 23 e 30 su Raidue (dopo Santoro, per capirsi, e dopo il Bisi su Canale Tre, sic...), sarà trasmesso un programma di approfondimento sulle false apparizioni mariane di Medjugorje (in replica il venerdì alle ore 8 di mattina, questa volta su Raitre). Per pura cronaca, l'intervista che mi è stata fatta (lo scorso 30 aprile) dalla giornalista Elisabetta Castana a Roma, durava una trentina di minuti: giovedì ne andrà in onda solo una sintesi di qualche minuto, in cui avevo cercato di sintetizzare il mio punto di vista (vedasi il mio "L'imbroglio di Medjugorje", Kaos edizioni Milano, gennaio 2007). Speriamo che il montaggio non sia troppo penalizzante.
Canale Tre (Casta channel) vuole farsi mandare il registrato da Raidue?

domenica 16 gennaio 2011

La Banda della Curiana colpisce ancora: l'organo desaparecido...

 Come preannunciato, torniamo ad ocuparci della Banda della Curiana, cioè del gruppo di potere che da una decina d'anni si è insediato all'interno del Palazzo arcivescovile di Siena. Ringraziando il cittadino Buoncristiani, il cittadino Giuseppe Acampa e giù per li rami, i quali mi hanno onorato della loro attenzione legale (cause, querele: peccato per le scomuniche, quelle è un casino darle...), onorandomi della loro attenzione, ritorniamo a di loro parlare.
Ci occuperemo soprattutto di sodomia, in questo viaggio all'interno della Curia; per stasera, però, iniziamo a parlare di un evento curioso accaduto in quel di Colle Val d'Elsa, dove ormai spadroneggia l'ottimo monsignor Acampa (ed infatti il 27 gennaio alle 21 e 15 arriva, in pompa magna, Mussari Giuseppe a sdottorare di etica e finanza: appuntamento da non mancare, mi raccomando!).
Nella Cattedrale di Colle, nel cuore di Colle alta, è sorto un problemino: da circa un anno, è letteralmente sparito l'organo - di pregevole fattura e di grandissimo valore, dicono i soliti esperti - che faceva bella mostra di sè all'interno della Chiesa. Ufficialmente, si parla di restauri. Ufficialmente.
Nessuno, però, ne sa di più: salvo monsignor Acampa, ovviamente. Sulla cui probità, nessuno potrebbe avere ragione di dubitare, nonostante sia sotto processo: ma mica per furto d'organo, che diamine! Monsignor Acampa è troppo impegnato per leggere queste righe, immaginiamo: ci piacerebbe però che qualcuno, in qualunque modo, facesse avere notizie sull'organo. Ai parrocchiani, farebbe piacere, no? Lo dica a loro, monsignor Acampa, quando potranno riascoltare musica sacra dal suddetto organo. Ci penseranno poi loro ad informarmi.
L'organo, sarà di certo al restauro, pronto a tornare più bello e sfarzoso che pria, accordato al meglio: quando finalmente ritornerà, tutte le voci malevole saranno messe a tacere, una volta per tutte.
Intanto, però, vediamo di farlo tornare...

Mps? Meglio la censura: almeno a Siena...

   Premio Lecca lecca della settimana - alla grandissima -, all'house organ del Monte dei Paschi di Siena, il Corriere di Siena. Perchè non chiamarlo Il Corriere del Monte? Non sarebbe più dignitoso, per tutti?
L'altro giorno, una paginata per magnificare la presentazione della nuova linea di abbigliamento (sic!) del Monte, con Mussari in passerella a Milano martedì prossimo(peccato non poterci essere). Poi, sabato, l'illustre economista di Repubblica Alessandro Penati spara alzo zero su Mps: sulla sua gestione, sulla sua situazione patrimoniale e via dicendo (domenica il gruppo replica, e Penati non retrocede di una virgola).
Cito solo un passaggio, quello iniziale(pagina 28): "Dal 2007, Mps ha perso quasi l'80% del proprio valore: quasi il doppio del settore in Europa". In seguito, Penati parla - fra le altre cose - di "peso di acquisizioni a prezzi inflazionati e proprio alla vigilia della crisi"(Antonveneta), nonchè di "una patrimonializzazione fra le più basse in Europa".
Tutte cose risapute, si dirà; vederle scritte in un editoriale di Repubblica, però, un certo effetto lo fa, no? Paolo Barrai, esperto di Borsa, è venuto a Siena più volte, per spiegarlo. Altri lo hanno detto e ripetuto (fra questi, il sottoscritto). Ora c'è l'importante ed autorevole parere di Penati. Tanta gente, e tutta di estrazione e formazione diversa.Un complotto contro il Monte?

Dell'approdo modaiolo di Mussari Giuseppe e della Banca, il Corrsiena aveva dato entusiasticamente conto(ora Mps che fa? Assume le camiciaie?); di questo articolo di fondo sul principale quotidiano italiano, invece, neanche l'ombra, il giorno dopo.
Niente di nuovo sotto il sole. Mentre il cielo deve essere sempre più blu, la Banca va sempre più giù: gli italiani informati, lo sanno. A Siena, però, non si può scrivere.
Viva Mussari Giuseppe (con l'avvisetto di garanzia...).
Raffaele Ascheri

sabato 15 gennaio 2011

Ceccuzzeide again: Central Park ed il Parco urbano...

  Fonti dell'entourage ceccuzziano, in merito al mio pezzo sul caso Marchionne, fanno sapere che lui non aggiorna il blog (suo), non prende posizione sulla Fiat, non fa praticamente niente, per un semplice motivo: dopo il suo augusto intervento al Forum sulla buona politica dei giorni scorsi (lunedì), è ritornato negli States, a NYC. Ha chiesto il permesso a Mussari Giuseppe, che - ora tutto preso dal nuovo gingillino degli abiti firmati Mps - glielo ha concesso, e senza nemmeno farglielo pesare, come altre volte. Il gemellaggio con New York, fa bene a tutti: basta con quei papisti di Avignone, che portano anche male!! Bloomberg - primo cittadino della Grande mela - incontrerà domani mattina Ceccuzzi, per un summit monografico sui parchi urbani. Tema delicato, che sarà uno dei punti di battaglia della prossima campagna elettorale (qualcosa si dovrà fare, si dovrà imbastire, anche se l'elezione è già stravinta...). Quando ero a New York anche io - i lettori ricorderanno -, avevo avuto un colloquio con il prossimo Sindaco di Siena: lui era euforico, trovare un concittadino dall'altra parte dell'Atlantico, tutti i dissapori messi da parte...avevamo parlato dei parchi, e lui si era infervorato: "su quello, sono inattaccabile, non ho neanche da sbugiardare il paonazzo del Nicchio. Noi del Pd, ci si presenta con il Parco urbano in Pescaia: da decenni se ne parlava (mi hanno detto così, almeno), il paonazzo l'ha fatto! Siamo il Partito del fare...ah, no, no. Questo non si può dire, è uno slogan di Silvio, ed io devo fingere di essergli contro. Insomma, noi comunque il Parco s'è fatto, e quegli altri, no, chiaro?". Io gli avevo fatto notare che, nella Grande Mela, nei Parchi i cittadini arrivano a piedi: escono da casa (magari dal grattacielo, nel caso di Central park) in tuta, con le scarpette, arrivano al parco, corrono. Senza entrare in macchina. Senza creare nuovo traffico. Per il Parco urbano, come si fa? Quanti sono quelli che possono arrivarci a piedi? "Porca miseria, hai ragione, è giusto. Non ci avevo mai pensato!". Il giorno dopo, a sorpresa, mi ritelefonò, esordendo con un insospettabile "Eureka!". In effetti, aveva trovato una soluzione, geniale: mobilitando la massa d'urto dei 300 valorosi pretoriani che saranno impiegati in lavori socialmente utili dal prossimo maggio, lui Sindaco, sarà possibile chiamare da più punti della città, ed essere portati dritti dritti - in tuta o in pantaloncini - al Parco urbano in Pescaia. A costo zero. Con macchine elettriche.
Il paonazzo del Nicchio, in effetti, non ci aveva mai pensato.  E pensare che lui, il Cenni, ogni tanto riprende anche ad andare a correre, in Fortezza, per smaltire la buzzetta: è un jogger, a differenza del prossimo Sindaco. Che però - grazie ai suddetti 300 - ha un altro passo...

venerdì 14 gennaio 2011

Ceccuzzi, con Marchionne come sei messo?

    Tempo di votazioni a Mirafiori: comunque la si pensi, più democratica la Fiat del Pd senese, che sta facendo di tutto per non fare le Primarie (per non sciupare Ceccuzzi, per non farlo arrivare stanco al traguardo finale), o per farle - se proprio non si possono evitare - in modo ancora più farsesco del solito.
Il Pd nazionale, as usual, è dilaniato: Veltroni e Renzi stanno con Marchionne; D'Alema - ormai doroteo al 100% - nè con Marchionne, nè con la Fiom (con chi, allora? Ma con i lavoratori, no? Come sempre!); Bersani fa l'antiberlusconiano di maniera, in modo piuttosto pittoresco. Molto pittoresco, anzi. Un Partito che non entra nel merito di una questione come Mirafiori, che non prende posizione su questo, non ha più ragione di chiamarsi tale. Ma lasciamo perdere, e veniamo ai polli di casina nostra.

Nessuno pretende che si esibisca con analisi geopolitiche della crisi d'Algeria o di Tunisia (bisognerebbe studiare un monte di roba: geografia, storia, economia, storia delle religioni...), nessuno ha in mente che ci parli della democratura putiniana, però, almeno su questo, la sua Ceccuzzi potrebbe, dovrebbe dirla.
Prima di diventare Sindaco di Siena, è ancora un Deputato della Repubblica italiana (sic!). Lo paghiamo anche per sapere come la pensa. Dal 22 dicembre, il suo blog è morto; fra poco, sarà un mese. Ma che c'ha da fare? Il Parlamento non ammazza certo di lavoro; altri lavori, non ne fa (mai lavorato davvero, in vita sua); figlioli (lo rivendica lui stesso, orgoglioso), non ce l'ha; la campagna elettorale per il Sindaco, non ha bisogno di farla. A cavallo come Mussari, non risulta vada. Dobbiamo trovargli qualcosa da fare, in tutti i modi: lettori, aiutateci. Salvate il neoSindaco Ceccuzzi: dobbiamo trovargli almeno un hobby!
Torniamo alla Fiat. 
La sua posizione, poi, non sarebbe fine a se stessa: darebbe un'idea del suo pensiero su altre ondate, nostrane, di licenziamenti in arrivo (Mps ed altri). Ma intanto, almeno che ci dicesse la sua su Marchionne, no?
Quella su Mussari Giuseppe, invece, la sappiamo già...

mercoledì 12 gennaio 2011

Ceccuzzi, il puma e Mussari Giuseppe...

   In città non si parla d'altro (e di che si dovrebbe parlare? Della campagna elettorale? Le Primarie verosimilmente non ci saranno, la lotta per il Sindaco si accenderà...però nel 2016): il puma tiene banco, non c'è verso.
Si tratta di un nemico presente (pare certo, le testimonianze sono plurime, una decina, e attendibili), ma di fatto invisibile, capace di attaccare (non l'essere umano, per ora) e di smaterializzarsi.
Roberto Barzanti, con il consueto acume, si è divertito a farne un pezzo, scrivendo di "forsepuma", neologismo azzeccato, indubbiamente. Strano che gli sia sfuggita la vicinanza con il letterario deserto dei Tartari buzzatiano: come si fa a combattere con un nemico che non ti si materializza innanzi? Si tratta di un tipico esempio di guerra asimmetrica: un "esercito" regolare da una parte, un attaccante mordi e fuggi (e zompa!) dall'altra.

Le preoccupazioni - inutile negarlo - ci sono. Con una mossa da campagna elettorale d'altre latitudini (ma anche il puma è d'altre latitudini, no?), Franco Ceccuzzi ha deciso di esagerare: i suoi 300 scudieri, i 300 pretoriani che sfidarono le intemperie per andarono a votarlo ai circoli Arci, sono pronti, lancia in resta. Dopo un corso accelerato di caccia al predatore, da venerdì i volontari ceccuzziani saranno in giro, nella zona tra Porta Tufi e Porta San Marco, per catturare il grande felino dall'istinto predatore, capace di abbinare grandi salti ad eccellenti velocità (gli diamo in quattro e quattro otto la cittadinanza italiana, lo ammaestriamo e lo rendiamo mascotte ufficiale della Montepaschi basket?).
Quando finalmente verrà preso, il puma sarà esibito pubblicamente - incatenato all'uopo - in Piazza del Campo, per spregio al povero Cenni, roso e paonazzo dall'invidia: ultima disgrazia (speriamo) della sua carriera di Sindaco, primo successo del neosindaco.
Per ringraziare colui che avrà catturato la bestia, poi, un premio speciale: una settimana a New York City, futuro gemellaggio di prestigio ideato da Ceccuzzi.
A spese del Monte, main sponsor dell'impresa.
Mussari Giuseppe - dopo l'amore viscerale per i cavalli, scoperto in terra di Siena -, ora avrà una nuova bestia con cui gingillarsi: un puma, con cui andrà in giro a spaventare i dipendenti (tanti) da licenziare. Novello Marchionne, girerà per gli uffici con la bestia al guinzaglio, tenuta a rigida dieta:
"O vi fate licenziare docilmente, o vi licenzio lo stesso, ma senza buonauscita e con il puma addosso. Poi porto il Monte dei Paschi via da Siena, a Roma!".
Non c'era bisogno del forsepuma, allora...

Raffaele Ascheri   

Personaggi senesi: il Santo fa outing...

     Una volta tanto, mi tocca scrivere bene di qualcuno: esercizio difficile, per me. Oltretutto, sono anche deficiente di allenamento, quindi la situazione si presenta oltremodo ardua, insidiosa, perigliosa (sono sinonimi, caro futuro Sindaco, inabile alla laurea...).
Una delle poche persone dalle quali, nella Siena avida ed omertosa di oggi, comprerei una macchina usata, è proprio il Santo, uno dei pochissimi blogger senesi degno di meritare questo nome.
Non solo e non tanto perchè sia bravo (efficacissimo nel fare vedere le incoerenze dei potenti, le promesse sfacciatamente rimangiate; esilarante nello scovare in Rete immagini irresistibili: fra le tante, l'accostamento, irriverente, tra il cuoio capelluto di Franco Ceccuzzi e quello di Diabolik! Irriverente per Diabolik, si capisce...). Non solo e non tanto per questo, che sarebbe già molto, anzi moltissimo. Ma anche per una motivazione altra, fondamentale per l'eretico: il Santo fa quello che fa, non per soldi, e nemmeno per cercare di ottenere favori, gratificazioni, prebende di genere alcuno. Una rarità, nella Siena di oggi. Un Unicum antropologico, verrebbe da aggiungere.
Ma chi è, insomma, questo Santo di cui si sta scrivendo? Facciamolo, una volta per tutte, questo outing: si tratta di Federico Muzzi. Conosciuto senza essere famoso, è un quarantenne che, semplicemente, non ci sta a farle passare tutte lisce alla Casta di Siena: come non potevano esserci affinità elettive, fra l'eretico ed il Santo in questione?
Curiosa la sua attività lavorativa (per un eretico, ovviamente): vendere oggetti sacri in San Domenico, la Chiesa di Santa Caterina e di Pierluigi Piccini. Quella davanti all'ingresso (non VIP) dello stadio, per farci capire da Franco Ceccuzzi. Quella tutta mattoncini, grande grande.In una città in cui si fa quotidiano mercimonio della Fede per diventare potenti e salire sul carro del Monte, lui fa semplicemente, ed onestamente, il "mercante nel tempio": almeno, Federico, i prezzi dei suoi prodotti li esplicita, e rilascia regolare scontrino fiscale.Incendi a bottega, mi pare non ne abbia mai avuti: nel caso, il numero dei Vigili del fuoco se lo ricorderebbe, e non avrebbe neanche segretarie da chiamare...
 Entrato in Circoscrizione con le Liste Civiche piccianiane nel 2006, nei giorni scorsi ne è uscito: quando mi chiamò per dirmelo - raccontandomi qualche retroscena gustosissimo -, non potei fare altro che dargli ragione. Le sue motivazioni erano, sono più che legittime e condivisibili. Credo che ora non farà più politica (nella Siena attuale, si perde poco: ci guadagna solo in salute); spero davvero che continui a portare avanti la sua quotidiana, indefessa azione di controinformazione e di dibattito, dal suo blog personale. Se finalmente nel 2016 a Siena le cose cambieranno e arriverà la libertà di pensiero senza censure, un bel premio lo meriterebbe, come tutti quelli che hanno lavorato nelle catacombe dell'informazione senese in questi anni.
Ad Majora, Federico!!

Ps A quanto detto, si aggiunga che il nostro Santo pare spari benino (non cazzate, pallottole vere): svelto di blog, rapido di colt... 

martedì 11 gennaio 2011

La Curia di Siena: enclave dell'amore libero, con la connivenza del Vaticano

 Il Corriere di Siena di oggi dà notizia di un fatto increscioso: un uomo sarebbe stato arrestato per avere baciato una suora che lo assisteva in quanto indigente. La suora - si fa per capirsi - non era evidentemente consenziente...
Strana città, ormai, Siena: si dà la caccia al puma (giustamente: pare cosa seria davvero), ma non ci si interessa delle iene che hanno depredato il territorio, a pro loro, e contro gli  interessi della maggioranza (che, però, non sapendo quasi niente, continuerà a votarli!). Si mette in galera per un bacio ad una suora (giustamente, se il tutto è stato fatto con forza e violenza), ma il Vescovo non dice niente delle amicizie particolari fra alcuni sacerdoti (fatti notori, testimoniati da sacerdoti stessi davanti ad organi di polizia!). Il rapporto prete-prete, quindi, è considerato fisiologico, a differenza di quello che dice la Chiesa cattolica. Ma la Curia di Siena, ormai, è una sorta di enclave: siccome è legata alla Banca Montepaschi (Mussari difende monsignor Acampa, come è risaputo), siccome la Fondazione Mps è guidata da quel sant'uomo di Gabriello Mancini, tutto è lecito, tutto è permesso. Il Vaticano fa finta di non vedere: come faceva finta in Irlanda, nelle diocesi ad altissimo tasso di pedofilia degli States, a Malta, e via dicendo. Quando sarà venuto fuori tutto (piano piano), il Vaticano allontanerà il Vescovo Buoncristiani, ma in modo pacato, soft. Poi arriverà un nuovo Arcivescovo, il quale si cospargerà il capo di cenere, reitererà il mea culpa per purificare la Chiesa senese, e si cercherà di dimenticare il sordido passato.
Noi, da par nostro, il nostro viaggio nell'enclave cattolica in cui il libero amore è permesso (intra moenia, per capirsi), lo iniziamo in questo gennaio 2011.
Sicuri che nessun giornale locale potrà seguirci, che nessuna forza politica oserà intervenire per chiedere lumi a chi di dovere. Sicuri, però, che i lettori apprezzeranno questo lavoro di indagine sulla Curia di Siena: la Fiume del cattolicesimo italiano...

lunedì 10 gennaio 2011

Mussari Giuseppe ed il poster birichino...

   Giusto giusto il tempo di tornare dagli States, ed ecco la bella, bellissima, rinfrancante sorpresa del manifesto, in Pescaia, da parte del Comitato di Ampugnano, sul nuovo anno per gli indagati per Galaxopoly. L'ho già scritto ieri: per me - tanto per personalizzare ancora meglio - io ci avrei messo il faccione di tutti gli indagati, dal primo all'ultimo. Visto che, alcuni, nessuno o quasi li conosce, magari mi sarei limitato ai più noti: Mussari Giuseppe (direi ben conosciuto: è quello che una decina di anni fa faceva il praticante avvocato, un po' di clienti se li stava facendo); il Marco Parlangeli della Fondazione (quello con il sigaro biascicato in bocca, per fare vedere che è riuscito a diventare importante: almeno lui ha studiato, per fare quello che fa); l'ottimo Raffaele Rizzi, massimo esponente degli avvocati montepaschini; e con loro, l'avvocato Luisa Torchia, la conterranea, fidatissima avvocato del Mussari stesso: una che, ogni volta che il Mps ha problemi legali - cioè spessissimo, negli ultimi tempi - è subito contenta: parcelle da capogiro, e Brunello di Montalcino per Natale (da parte di Gabriello Mancini, ormai vivandiere ufficiale della Casta: incapace addirittura di farsi dare un avviso di garanzia, stante il suo essere innocuo...).
Almeno questi, li si poteva ritrarre, no? Al limite, una bella foto di Mussari Giuseppe - assoluto dominus di Galaxopoly - ci sarebbe stata proprio bene. Date retta ad uno che un pochino le carte dell'inchiesta le ha lette: ci stava bene, ci stava bene: anzi, benissimo...
  Stefano Bisi ha scritto sul suo Corriere di Siena - leggo in ritardo - che si tratta di barbarie, o giù di lì, a proposito del manifesto in questione. Lui è sempre stato socialista, e si ricorda di Tangentopoli: tutto sommato, il suo è un garantismo molto amicale, ma anche del tutto coerente, simmetrico a quello che lui ha sempre dimostrato verso i potenti inquisiti. Che fossero Craxi Bettino, o Mussari Giuseppe. Non solo il Bisi è libero, ovviamente, di scrivere quello che vuole, ma è anche - in qualche modo - legittimato a farlo. Il principale destinatario, però, del manifesto, ritengo appunto sia Mussari Giuseppe: che non parla, avendo chi lo fa in vece sua.
   Nel 1992 e 1993, quando si cimentava con bagatelle avvocatesche facendo come tutti la gavetta, Lui che posizione aveva su Tangentopoli? Dichiarazioni ufficiali, non ce ne sono agli atti, a quanto risulta: contava come me all'Accademia dei Lincei, quindi nessuno lo prendeva in considerazione, delle sue idee non fregava niente a nessuno...se fosse stato coerente con la linea del Pds di allora - e di certo lo era, perchè quello gli conveniva in quel momento - avrà goduto degli avvisi di garanzia ai socialisti, esattamente come facevano tutti i pidiessini di allora, sotto i baffi (se ce li avevano). Vi ricordate, tanto per fare un esempio, l'allora ipergiustizialista Luciano Violante, prima di subire la recente mutazione genetica? Di fronte a chi gli obiettava che, insomma, il garantismo doveva valere per tutti, anche per i potenti, lui era netto, tranciante, implacabile, peggio di Di Pietro oggi: "Io personalmente vedo solo un Partito: quello dei Grandi inquisiti!". Metteva in un solo calderone Craxi Bettino, Andreotti Giulio, Pomicino Cirino e altri ancora. Mussari, 18 anni fa, con chi stava? Con Violante, o con Bisi, anche allora garantista? Ve lo dico io, fino a smentita (però parecchio, parecchio documentata): con Violante, e contro Craxi Bettino. Che posizione aveva, Lui, allora amico di Pietro Folena, eterna promessa del centrosinistra italiano? Lo ripeto: quella di Violante, tranquilli.
Non sarà andato a tirare le monetine al Raphael a Craxi Bettino, forse, ma insomma: ora non si lamenti di un poster! In galera, tanto, non ci va, stia pure tranquillo tranquillo: si può almeno lasciare sperare i cittadini senesi che la Giustizia, una volta tanto, in questa città faccia il suo corso?
E poi: le carte - da avvocato quale è - le avrà lette anche Lui. Non c'è proprio niente di niente, tra mail, intercettazioni telefoniche et alia? A me (e soprattutto agli inquirenti...) non pare proprio: in altri paesi (Inghilterra e stati Uniti, per esempio), la galera la rischierebbe davvero, e non per un paio di mesi. Qui vogliamo almeno lasciare manifestare il proprio pensiero a questi estremisti, giustizialisti, vendicativi del Comitato? Io - da giustizialista arcicontento di quando la Giustizia non guarda in faccia a nessuno - sono contento.
In fin dei conti, la Rivoluzione francese - questo fastidioso accidente della Storia - si è fatta anche per questo...

Raffaele Ascheri

domenica 9 gennaio 2011

L'eretico ritorna, gli accenti anche...

      Dopo un lungo - ma non periglioso - viaggio, l'eretico è tornato nella città che sta per consegnarsi, anima e corpo, a Franco Ceccuzzi. Come i più attenti avranno notato, con l'eretico sono tornati anche gli accenti, inesistenti nei computer statunitensi da cui ho scritto i post d'oltre Oceano (Atlantico, per gli scarsi in geografia...).
Il materiale acccumulato nel taccuino USA, però, è ben lungi dall'essere smaltito: oltre alle ultime cose che mancano per una quarta puntata della Ceccuzzeide, dai prossimi giorni inizierò una pubblicazione di appunti statunitensi che ritengo possano interessare i lettori: niente a che vedere con la Casta ed il Sistema Siena, assolutamente. Roba di spessore culturale: dalla quale, quindi, la Casta è ipso facto esentata... roba dedicata a colleghi docenti, studenti seri, persone interessate ad ampliare un pochino il proprio orizzonte, anche a qualche chilometro dai Due Ponti o dall'Antiporto, da Follonica o da Castiglioni.
 All'aeroporto di Londra, poi, mi è venuta una bella ideina su una nuova rubrica settimanale, che andrà ad affiancare quella - che riprenderò domenica prossima - del Lecca lecca mediatico: ne parleremo alla prima puntata, fra non molto. Anche questa ideina, comunque, non riguarderà la Casta: risparmino il loro tempo per cose più importanti...

  Va da sè che la politica (non a caso con la minuscola...) continuerà ad essere presente: oltre all'imminente quarta puntata della Ceccuzzeide, a giorni questo blog pubblicherà un'intervista alla Candidata a Sindaco Loretana Battistini: da Forza Italia alla Lega con furore. Le domande, saranno quelle che nessun "giornalista" senese potrebbe farle: proprio come nello spirito di questo blog.
Poi, si riprenderà Galaxopoly, più che mai di attualità, dopo il bel manifesto  del Comitato (io l'avrei, come d'abitudine, personalizzato anche di più, mettendoci il sorriso ghignato del vero Dominus dell'operazione Antonveneta...)
Dulcis in fundo (altrimenti, che eretico sarei?), un pochino di materiale inandescente sulla immacolata Curia senese(dal Vaticano perfettamente conosciuto, ma coperto vergognosamente): quello che volevo vergare da New York City, da Brooklyn in particolare. Una valigia momentaneamente perduta, però, ha rallentato il tutto. Ora, però, la valigia è stata ritrovata...

Buon anno, Raffaele Ascheri

lunedì 3 gennaio 2011

Lezione di giornalismo. Da New York City...

     Saremo monocordi, ma ripetiamo ancora una volta che, con un giornalismo differente, il Sistema Siena non avrebbe vita cosi facile, come aveva fino a poco tempo fa (ora ce l'ha meno facile, ma solo per il fatto che pare si sia svegliata la Magistratura, e sono iniziate le sane, irriverenti intercettazioni ai potenti della Casta...).
L'altra mattina, facendo colazione in uno dei tanti posti alla moda che mi piacerebbe frequentare maggiormente - ma che costano un occhio della testa, e ti spennano solo per la colazione -, avevo sotto il musino una copia del New York Times. Non mi ricordavo il suo motto: "All the news that's fit to print". Quella copia - letta sorseggiando un cappuccino finalmente buono! - mi ha davvero rinfrancato. Questi pubblicano tutte le notizie, in pratica: di questo trattasi. "All the news that's fit to print", andrebbe stampato sulla copertina di ogni giornale degno di questo nome. Uno lo legge, e respira aria di prestigio, di grande giornalismo. Poi, sia ben chiaro, nessuno e perfetto: ma mettere un motto di questo tipo in prima pagina risulta molto impegnativo...
 Mettiamo che uno vada al NYT e gli porti un pochino di materiale di indiscutibile interesse giornalistico: dopo averlo, immagino, attentamente valutato, questi pubblicano. E se a Siena uno portasse un bel pacco di documentazione su roba scottante? Nessuno lo pubblicherebbe!!
Questo blog ha pubblicato, giusto per fare un esempio, i nomi degli inquisiti per Galaxopoly: chi li aveva pubblicati, per esteso, prima, a Siena? Quando si pubblicheranno altre cosette interessanti, chi le riprendera? Nessuno.
Possibile che non capiscano di abdicare al piu elementare dovere di un giornalista, a causa del loro servilismo sistematico, che non ha neanche bisogno di prendere ordini, tanto ormai si e incistato nel loro lavoro quotidiano?
Lo stipendio risulta fondamentale, per tutti; la dignita, evidentemente va considerata un lusso per pochi... 

domenica 2 gennaio 2011

Ceccuzzeide (III): ormai il gemellaggio risulta essere in fase d'arrivo...

     L'aria di New York City l'ha cambiato, non c'e verso. Con lo stesso sentimento che si prova quando, lontani dalla Patria natia, si trovi qualcuno che parli la stessa favella, il futuro Sindaco continua addirittura a telefonarmi, e sembra ignorare le dure critiche che gli ho mosso da tempo, oralmente e per scritto. Cosa puo fare, la solidarieta fra compatrioti all'estero...
"Ho avuto un'idea fantastica, meravigliosa, stupenda. Parlando con il mio collega Michael (Bloomberg, Sindaco di New York CIty, Ndr), gli ho anche proposto, oltre al gemellaggio di cui abbiamo gia parlato, una partita fra i New York Knicks e la Montepaschi. Andata, al Madison square garden: ritorno, al Palaestra di Viale Achille Sclavo. A spese della Banca del mio amicone Beppe, si fanno venire due o tremila di New York, si strariempie l'impianto: il giorno dopo, Ferdinando dice ai suoi "giornalisti" di scrivere che ormai per questa squadra ci vuole un impianto nuovo, piu capiente. L'hanno detto anche quelli di New York: tutti sistemati al Garden hotel, cosi faccio felice anche Beppino Mussari e sua moglie. Li facciamo arrivare sopra Ampugnano, poi diciamo che trattavasi di atterraggio a rischio, e non li facciamo atterrare: cosi magari, nel casino, perdono a tavolino, e noi facciamo dire che ci vuole l-aeroporto Che idea, wow! Poi Michael mi ha suggerito una ricetta infallibile, nei momenti difficili come quelli che sta attraversando lui a causa della neve: per fare colpo sulle vecchine, andare sempre - nei momentacci piu di crisi - in luoghi caritatevoli. Una parte della gente puzza, e fa un pochino schifo: ma quelli sono consensi sicuri. Piu i figli, i nipoti, le nuore...questo Michael mi sta sempre piu simpatico. Se va in porto questo gemellaggio, non solo rivinco a mani basse nel 2016, ma passo anche alla Storia, altro che il paonazzo del Nicchio, che ora se Dio vuole si leva dai coglioni. Mi ha solo suggerito, Michael, di non sorridere troppo, quando vado nei posti caritatevoli, ma non mi ha specificato il motivo...tu lo sai?". Temo proprio di si: per il caratteristico sorrisetto a tutta gengiva, non troppo gradevole alla vista. Ma come faccio a dirglielo, al signor Franco? Va bene l'aria dell'Hudson river, ma lui un pochino permaloso sara anche qua...
"E poi, un'ultima cosa che neanche i miei collaboratori mi hanno saputo spiegare (senti che fenomeni, Ndr): ma perche qui nella Grande Mela, ci sono tutti questi negozi con scritto "Sale"? Sale di qua, sale di la!! Va benissimo che c'e stata e c'e tanta neve, ma ormai il sale non serve a molto, perche va messo prima. Perche questa insistenza nel pubblicizzarlo? Io non lo capisco proprio!".
Anche io - nel mio piccolo - non capisco tante cose, della politica italiana...

Basta con le raccomandazioni: una semplice proposta di inizio anno...

    In attesa della terza puntata della Ceccuzzeide, l'eretico propone - da un baluardo della democrazia quale New York City - un Codice etico in occasione della gia (mi riscuso per gli accenti mancanti!) iniziata campagna elettorale. Anno nuovo, vita nuova: politica nuova, no?
 Per farla davvero breve, questo "Accordo fra gentiluomini" prevede che ciascun candidato - compreso chi faccia parte del suo staff a qualunque titolo ed in qualunque forma, ovviamente - si impegni a NON offrire o promettere posti di lavoro (nel pubblico, come nel settore privato), avanzamenti carrieristici, avvicinamenti alla citta di origine et similia, a nessun potenziale elettore. Da oggi e fino al 15 gennaio, chi vuole firmare il Patto fra gentiluomini, lo faccia, scrivendo al blog proponente: altrimenti, qualunque cattivo o maligno pensiero potrebbe essere permesso, a maggior ragione dopo la non accettazione.
Non facciano i furbi, i candidati di qualunque schieramento: chi fa finta di non sapere della proposta, problemi suoi. Si assume la responsabilita della propria ignoranza, ovviamente. Non ne esce molto bene, direi. Vuol dire che quantomeno il suo staff, non sa monitorare neanche un blog che viene seguito quotidianamente da tante, tante persone, a Siena e altrove. Che li si paga a fare, questi signori della squadra, allora?
E se uno firma, fa la sua bella figura, e poi si comporta come prima: se avremo prova certa dell'implicito mercimonio, interverremo, su questo stesso blog che lancia l'idea. Certe brutte pratiche, non accadono solo in Parlamento per salvare Silvio Berlusconi (o per mandare al governo D'Alema, auspice Cossiga buonanima).
Avete tempo fino a meta mese, cari candidati di ora, e che verranno (chi verra dopo, si aggreghera, mi auguro): dopo il 15 - come si suol dire - si potra scrivere che il Codice antiraccomandazioni non viene accettato dal candidato x ovvero y. Si portera davanti al pubblico del blog - con la preghiera di massima pubblicizzazione del tutto su Internet e non solo -, colui o coloro i quali hanno fatto finta di niente. Si potra battere, liberamente e duramente, su questo tema. Con un silente avallo da parte dei non firmatari.
In sostanza, chi non firma opta per il silenzio-dissenso rispetto alla proposta, con buona pace del Buon governo senese...

sabato 1 gennaio 2011

La Ceccuzzeide (II): un futuro Sindaco a New York City...

    Ve l'avevo detto, che l'aria dell'Hudson river gli faceva bene, lo ingelintiva, lo galvanizzava. Dopo l'incontro con il Sindacone Michael Bloomberg, poi, era come trasformato: non ce la faceva piu, e addirittura ha telefonato all'eretico, per comunicargli l'esito dell'incontro di alto livello. " Da Sindaco a Sindaco, ci siamo guardati in faccia e ci siamo capiti subito. Non importano le differenze politiche, quando si amministra una grande citta. Lo so, ancora nella nostra Siena non ci sono state le elezioni, ma tanto...abbiamo parlato dell'emergenza neve, in primo luogo. Da parte mia, io gli ho detto che a causa della precipitazione del 17 dicembre, avevo dovuto addirittura sospendere la mia presentazione, preparata nei minimi dettagli!". Ho cercato di bloccare il signor Franco: cosi euforico, da diventare anche brillante nell'eloquio. Gli ho chiesto se aveva visto qualche giornale popolare, di quelli che martellano implacabilmente Bloomberg, anche oggi, per la questione neve (tra l'altro, a New York ora abbiamo un problema spazzatura: la neve non solo e diventata sporca se non lurida, ma ormai siamo di fronte a neve con rubbish sopra, dato che non passano a ritirarla!). "Ho letto, ho letto: il Daily news parla di "White lie", di bugia bianca. Il New york post, ci va giu ancora piu pesante, lo attacca personalmente. Ah, tutte cose che a Siena non sarebbero mai successe, cose che non devono succedere: si deve dare spazio un pochino alla rabbia popolare, ma senza attacchi personali. Al massimo, se proprio si deve personalizzare, ci si puo dedicare ad una sobria critica dell'operato governativo, taglia-fondi: come ho fatto io nel mio blog, no?". Certo, certo, gli ho risposto. Non volevo contraddirlo, era cosi in forma. "Appena arrivato, con la mia delegazione, al suo cospetto, l'ho salutato, da Sindaco a Sindaco, appunto. "Voi, vi hanno scoperto nel 1492: noi, a quell'epoca, avevamo gia la banca Monte dei Paschi da venti anni!", ho esordito, alla grande. "E oggi abbiamo tutti e due una grande squadra di basket, di cui io sono tifosissimo, sfegatato. I piccioni ci sono anche qui, la metropolitana - di superficie, a Siena -, si sta per fare; voi avete tanti quartieri, noi le nostre stupende Contrade: non ci sono tutti gli ingredienti per fare un bel gemellaggio transcontinentale?", gli ho buttato la proposta. Lui ha preso tempo, ha detto che ci pensa su, e poi mi dice. Io il mio l'ho fatto. Se va in porto questo, rivinco a man bassa anche nel 2016: il Sindaco l ha fatto due volte quel paonazzo del Cenni, non posso essere da meno io, no?". Anche stavolta, sentitolo cosi pimpante, non me la sono sentita di articolare un discorso politico complesso: l'ho lasciato parlare, dire. "Ah, dimenticavo: poi gli ho detto che c'erano precise ragioni artistiche, giustificanti il gemellaggio: a New York ci sono tutte queste chiese di stile - come si dice? - zotico, topico, no ecco gotico, gotico. Anche noi ne siamo pieni, da tutte le parti ci spuntano fuori. Gotico con gotico, quindi. Mi sembra un argomento forte da aggiungere agli altri!". Gli avrei dovuto suggerire che quelle locali sono neo-gotiche, ma sarebbe cambiato forse qualcosa? Ormai, la frittata era fatta...
"L'incontro, poi, si e concluso, in un clima di grandissima cordialita, con scambio di doni, come si fa tra Sindaci: io gli ho regalato - come feci con il mio faro politico, l'onorevole mastelliano Del Mese da Pontecagnano Faiano - una bandiera della mia Contrada, la Torre, in modo tale che lui la possa mettere nel suo studio. Bella idea, no?". Non posso dargli torto, in effetti. Magari poteva risparmiarsi la battutaccia finale: ma non si puo avere tutto, dalla vita.
"Mi pare si sia solo un pochino rabbuiato, insieme a quelli del suo staff, quando gli ho detto che loro avevano due Torri, ma ora non piu: noi, invece, ce le abbiamo sempre tutte e due, la Contrada e quella del Mangia! Fatta una gaffe?".
Ai posteri l'ardua sentenza...
Raffaele Ascheri   

giovedì 30 dicembre 2010

La Ceccuzzeide: il signor Franco a New York city...

      Visto che giustamente si sente gia (accento non presente nel computer, mi scuso!!) Sindaco, Franco Ceccuzzi si sta muovendo a grandi passi, proiettato nel futuro: la sua, non e forse la citta 2.0 (ma le donnine della Coop - suo straordinario bacino elettorale -, lo sanno che vuol dire questo 2.0?)?
Ecco quindi spiegato il senso della sua missione speciale in terra di New York City: Belushi era in missione per conto di Dio, lui, piu modestamente, per conto del Pd...Sapendo che anche l'eretico e di stanza a New York City, mi ha voluto recapitare una missiva che, in parte, riprendo e commento, lusingato che il futuro Sindaco di Siena trovi il tempo per scrivermi, pur avendo cosi tante cose da fare (a parte la campagna elettorale, che potra fare in carrozza). La missiva essendo piuttosto lunga, mi limito alla prima parte, in attesa di ritornare sull'argomento in un prossimo futuro.
 L'incipit e un pochino velenoso, ma capisco che si volesse togliere qualche sassolino anche lui, povero Franco: "sempre a dire che sono un sempliciotto di paese, uno che non e riuscito neanche a laurearsi, un uomo d'apparato e niente di piu, invece vi smentisco: sono qui a New York - dopo avere fatto un corso lampo di inglese - per vedere di persona come si amministra una megalopoli di milioni di abitanti. Il mio staff, con la consueta efficienza, ha preso appuntamento con il Sindaco Bloomberg per la mattina di domani (31 dicembre). Fra gli argomenti in agenda, l'idea di un gemellaggio Siena-New York City: quello con Avignone ha fatto ormai il suo tempo (e c'e scappato pure il morto, Ndr), la mia Siena, per diventare Capitale europea della Cultura, deve sapere guardare oltre l'Europa stessa. Poi a New York hanno una grande squadra di basket, proprio come noi, grazie a Ferdinando Minucci e a Giuseppe Mussari. Qui, inoltre, c'e la sede della Borsa, c'e Wall Street: noi abbiamo Piazza Salimbeni e la terza banca d'Italia, ed un banchiere di razza che ci viene invidiato anche oltre Atlantico, a quello che mi risulta".
Il signor Franco, quindi, pare di capire che venga a Manhattan in visita ufficiale, per incontrare il Sindaco Michael Bloomberg: il quale, a dirla proprio tutta, non appartiene ai Democratici, ma ai Repubblicani, pur giocando spesso da battitore libero, dall'alto dei suoi dollari sonanti. Ma questi rapporti con il centrodestra non sono un problema neanche in patria - specie dalle parti di Campi Bisenzio e zone limitrofe -, quindi figuriamoci se il signor Franco si fa problemi ad incontrare Bloomberg...
Ceccuzzi pare irrefrenabile, poi, sulla questione della neve: "Tutti a criticare l'inefficienza dell'amministrazione, per il venerdi 17 dicembre: e qui, invece? Neve alta ai lati e, soprattutto, poltiglia agli angoli, scarpe sempre fradicie dopo 5 minuti di cammino, gente arrabbiata: allora non succede solo da noi, no? E qui ci sono anche piu abituati!".
A parte il fatto che a New York di neve ne e caduta davvero tanta (sesta tempesta dal 1870 ad oggi, un qualcosa di storico), per il resto non si puo fare a meno di dare ragione al futuro Sindaco di Siena: la Grande Mela e piena di una schifosa poltiglia che rende arduo il camminare. Si cammina bene o benone lungo il marciapiede, poi si arriva ad attraversare la strada, e bisogna posare i piedini sulla maledetta poltiglia. Piu che per il melting pot, New York sembra contraddistinguersi per... la melting poltiglia! Grande dimostrazione di efficienza, non l'ha data. Lo stesso Bloomberg - sul New York Times di ieri - lo ammetteva a chiare lettere, facendo una comunque apprezzabile conferenza stampa di autocritica (inesistente da parte della Giunta Cenni, o no?).
Ma il signor Franco non si ferma qui (ve l'avevo detto che l'aria dell'Hudson lo galvanizza!), e va oltre, ben oltre: "Io faro meglio di Cenni (ci vuole ben poco, Ndr), ed anche di Bloomberg, che ha dovuto chiedere scusa ai cittadini. Per la prima emergenza neve del mio mandato di Primo cittadino, infatti, ho gia mobilitato i valorosi trecento che, nei circoli del Pd, mi hanno votato facendomi diventare il Supercandidato del Superpartito: la Coop gli passa il materiale (compreso il giubbetto sponsorizzato dal Monte), e loro sono pronti a spalare la neve dai punti critici, coadiuvando la Protezione civile e gli altri. Ci saranno, inevitabilmente, delle gerarchie di intervento: Piazza Salimbeni e le filiali del Monte, i supermercati Coop, i circoli del Pd, il portone del Corriere di Siena e de La Nazione, la sede di Canale Tre, le terme l'Antica Querciolaia, verranno considerate le zone di primissimo intervento. Dopo, pero, si pensera anche agli altri. Con questa idea, sono pronto ad affrontare anche mezzo metro di neve come qui a New York!"
Tanto di cappello, davanti all'ideona ceccuzziana: in effetti, uno che esce di casa - magari con il freddo e con tutti i problemi che si ritrova -, per entrare in un circolo del Pd e votare Franco Ceccuzzi nel segreto dell'urna, vuol proprio dire che si tratta di uno pronto a tutto.
Sfruttiamola, questa gente, sfruttiamola! E non solo per la neve...


Raffaele Ascheri

mercoledì 29 dicembre 2010

L'eretico americano riprende i post...

 Un caro saluto da New York, come diceva, alzando la manina, Ruggero Orlando, nelle televisioni ancora in bianco e nero.
 In primo luogo, un'avvertenza tecnica: scrivendo da un computer americano, non ho a disposizione gli accenti: quindi voglio sottolineare che non sono improvvisamente diventato disgrafico appena varcato l'Atlantico (a qualcuno magari piacerebbe...).
In secondo luogo, ho smarrito - nel periglioso viaggio tra Roma, Montreal (meno 13 gradi in pieno giorno!) e il JFK di New York - il bagaglio pesante, in cui avevo un pochino di materiale ancora piu (eccoci!!) pesante. Non si freghino le mani, gli interessati: di tutto c'e (ridagli...) triplice copia, e poi spero che la valigia mi venga restituita, almeno al momento del ritorno. Diciamo che il casino nei cieli puo donare loro qualche giornata o settimana di sonno tranquillo in piu, pur loro non meritandolo affatto (se avesse una coscienza almeno decente, qualcuno si sarebbe attaccato una corda al collo da tempo...).  
Scritto questo, dalla sempre ben innevata ed impoltigliata Nuova York e il momento di iniziare a scrivere, per davvero!
Anche perche ho da poco ricevuto una letterina non da un Babbo Natale fuori tempo massimo, ma dal prossimo Sindaco di Siena Franco Ceccuzzi. Secondo me si tratta di uno scherzo, di una burla, di una celia (sono sinonimi, lo dico per lui), pero mi fa l'idea che la pubblichero tra un paio d'ore, perche chiunque l'abbia scritta, quantomeno dimostra di conoscerlo davvero bene...

mercoledì 22 dicembre 2010

Buone feste a (quasi) tutti...

 Nell'augurare buone feste ai tanti lettori del mio blog ad un mese esatto dalla sua nascita (ancora gli hackers della Casta non l'hanno oscurato!), informo che - per quanto nelle mie modeste possibilità - cercherò di rendere meno lieto il santissimo Natale di alcuni dei potenti senesi.
Visto il clima natalizio, non potrò esimermi dal fare venire un pochino di mal di stomaco al cittadino Antonio Buoncristiani, non si sa come (o meglio: lo si sa  sin troppo bene...) divenuto Arcivescovo di Siena. Ormai si sono perse financo le speranze che il Vaticano si degni di rimuoverlo, ma si proverà comunque a delineare un quadro d'insieme della moralità della Curia senese, senza tralasciare ovviamente monsignor Acampa, ma allargando lo sguardo su altri esponenti di grande moralità della Curia attuale (magari arrivati sotto Bonicelli).
 Vista poi la campagna elettorale, non si potrà non scrivere qualcosina sul prossimo Sindaco di Siena, il signor Franco: così impara a non farmi fare l'Assessore...dulcis in fundo, come potere trascurare Galaxopoly: non pare davvero il caso, visto che l'indagine si sta chiudendo di gran carriera, ed i potenti senesi tremano, anche se non lo danno a vedere.
Insomma, la melassa natalizia non ci è mai piaciuta: i programmi televisivi di informazione - con i loro conduttori iperpagati - vanno in ferie; noi - che questo lavoro lo facciamo gratis - invece si lavora anche in vacanza. Tempo di arrivare nella Grande Mela, e si riparte...
Raffaele Ascheri

martedì 21 dicembre 2010

Il Circo Barnum dei ceccuzziani si mostra in tutta la sua geometrica potenza...

 Non se ne poteva più, l'attesa era troppo febbrile: finalmente, dopo la nevicata del venerdì 17, l'incontro di Franco Ceccuzzi con il popolo senese c'è stato, lunedì 20. Franco era sobriamente elegante, bella giacca e bella cravatta. Io ero nelle retrovie, perchè c'era davvero tanta gente: purtroppo, l'ho potuto osservare solo dal maxischermo in fondo alla ampia sala dedicata alla memoria di Italo Calvino, a Palazzo Squarcialupi. Quello di Ceccuzzi è stato un discorso di alto livello, di spessore indiscutibile: voce chiara, decisa, forte. Come forti sono state le idee chiave: Cultura, sostenibilità, un grande passato da coniugare con un ancora più grande futuro. Un discorso trascinante, che non lasciava respiro: tutto cervello e cuore, passione e lucidità, a tratti obamiano............nooo, basta, scendo!!! Non ce la faccio proprio più: mi gioco la potenziale carica di Assessore alla Cultura, ma non ce la faccio, non posso, non mi riesce a magnificare il signor Franco e la sua bolsa autocelebrazione di una Siena, tra il perfetto e perfettibile, che solo lui vede.
Lui e quelli che c'erano, al Palasquarcialupi: il Circo Barnum dei ceccuzziani (in linea di massima, gli stessi che erano per Cenni, per Ceccherini...); in tempo di 15 minuti, mi sono passati accanto: Gabriello Mancini, il ragioniere più omaggiato d'Italia, facentesi largo tra due ali di folla: è un Vescovo mancato, sempre detto; Mauro Rosati, rimasto poi nelle retrovie, chiacchierando e messaggiando (tanto lui nel progetto culturalissimo di Ceccuzzi - e di Mussari GIuseppe - ci rientra di certo, tranquilli); poi davanti a me si è conficcato l'ormai ex Segretario della Cgil senese Claudio Vigni, che, quando va a difendere gli operai (sic), si mette vestito come in un corteo anni settanta con una sorta di eskimo residuale, quando invece va ad omaggiare i potenti - che gli riesce parecchio meglio - si mette il vestito bòno, ma che purtroppo gli evidenzia un collo simil gottoso che poco e male si addice alla giacca ed alla cravatta; alla mia sinistra, ecco Senio Sensi, il paladino della senesità dura e pura: quello che nel 2001 era Candidato per il centrodestra, ma poi è diventato lo Scilipoti di Siena (almeno il siciliano pare sappia fare l'agopuntura, questo che sa fare?), folgorato dal Cenni nel 2006, ed ovviamente dal Ceccuzzi nel 2011; sgattaiola, alla mia destra, Ferdinando Minucci (poteva mancare?), che è in grande, grandissima forma: sembra ringiovanito di vent'anni buoni, si è irrobustito in palestra, si vede che sta attraversando un momento pieno di letizia e di cose nuove; arriva anche il Presidente della Provincia Bezzini: vedendo - per quel che può - tutta quella gente davanti a lui, non se la sente di entrare in mezzo al buglione, e resta fra le retrovie: nessuno se ne accorgerà...non riesco a vedere se ci sia monsignor Acampa, grande sponsor ceccuzziano: o è nelle prime file, o non c'è, chissà: di certo, è presente con il cuore, e pregherà per il signor Franco;  a giro, infine, si vedono Sindaci ed amministratori del contado, venuti per sostenere il futuro Sindaco di Siena: si girano un poco spauriti, come in imbarazzo di fronte a cotanta bellezza di posto, forse incerti su chi fosse Italo Calvino o su che cosa ci possa essere in questo Palazzone così bello: mi verrebbe da rassicurarli, che anche il 90% dei senesoni presenti ne ha solo una vaghissima idea, altro che Siena 2.0! Praticamente, la grande maggioranza dei presenti sono - in senso etimologico - dei clientes del futuro Sindaco, tramite Mps, Fondazione, Provincia, sport et alia. Così è, se vi pare...

Ps Sto per volare - tempo permettendo - verso New York city: anche dalla Grande mela, conto di scrivere su Siena(mi porterò dietro un po' di materialino non natalizio...), ed anche sulla città che non dorme mai, ovviamente. Magari, facendo post misti Siena-New York, perchè no?
Male che vada, di certo non sarà peggio di quello che scrisse Franco Ceccuzzi dagli States un paio di anni fa, quando era andato a seguire la campagna di Obama ( io il viaggio lo pago di tasca, lui?); quel che c'è davvero di bello, è che rispetto a lui, chiunque si può sentire Manzoni...

Raffaele Ascheri

domenica 19 dicembre 2010

Per Siena, per le guide, per l'Arcivescovo e per l'efebo...

    Il 21 dicembre ci sarà una importante assemblea delle guide turistiche di Siena: quelle inefficienti ed inutili creature - anche un pochino ignorantelle, a dirla tutta - che vanno affiancate al più presto da baldi giovanotti formati all'uopo dalla Curia senese. Le guide sono molto...arrabbiate, ma altri dicono che tutto rimarrà come prima. Vedremo.
Frattanto, mi è capitato fra le mani un foglietto della associazione "culturale, apolitica ed apartitica" Per Siena, che invitava le guide a presenziare ad un incontro presso la sede dell'Associazione (Banchi di sopra, numero 72), fissato per il 2 dicembre scorso, alle 17. Nell'incontro, si poteva parlare dei vari problemi delle guide, in primis quello concernente l'abusivismo. Tutti dicono che dietro questa Associazione Per Siena, ci sia un noto banchiere per caso, e che questa Associazione si dichiari "apolitica ed apartitica", ma pinti - e parecchio - per il Candidato del Pd - e futuro Sindaco - Franco Ceccuzzi. Visto che le problematiche delle guida stanno così a cuore a quelli di Per Siena (sic), dopo le ultime vicissitudini, credo che le guide farebbero bene a sollecitare esplicitamente Per Siena a prendere posizione per le guide. O ora, o mai più!!
"Siena oggi è solamente una città di provincia...anche le guide turistiche cosa raccontano quando entrano in Duomo? Dicono: quell'opera è di quell'artista, quell'altra opera è di quell'altro artista, senza però spiegare il significato vero e profondo che c'è dietro al Duomo stesso...io credo ci sia un problema di cultura generale" (Vescovo Antonio Buoncristiani, 25 ottobre 2010: il corso era già partito, ma il Vescovo faceva finta di niente, l'ingenuo...).
  Per risolvere questo problema di ignoranza, di grave deficit culturale delle guide, si affida l'organizzazione di un corso alternativo (lautamente finanziato dalla Fondazione, con soldi della collettività, quindi ad altro sottratti) ad una persona che, di arte, pare sappia ben poco, a meno che non abbia fatto un'ingozzata negli ultimi mesetti: l'efebico don Andrea Bechi, grande amico di monsignor Acampa, fedelissimo del sopracitato Vescovo. Siamo così nella curiosa situazione per cui la Fondazione Mps finanzia la formazione di dieci guide "talebane", che inevitabilmente andranno a sottrarre lavoro a quelle preesistenti: curioso, no? Nel bando, poi, non c'è nessun riferimento concernente la conoscenza di lingue straniere: e se arriva un gruppo di  devotissimi pellegrini portoghesi, la guida talebanizzata che fa, li porta in Duomo e gli mima il senso autenticamente religioso delle opere, come bisognerebbe fare secondo i precetti di Buoncristiani? Come si fa a mimare lo Spirito Santo? Dulcis in fundo: visto che il Vescovo avoca a sè il tutto - tramite l'efebo di cui sopra -, allora devono valere le ferree regole del reclutamento dei docenti di Religione a scuola, assurdamente aventi l'obbligo del beneplacito vescovile, unica Nazione in Europa, per potere insegnare. Se uno è separato o divorziato, convive more uxorio (quello è permesso solo a certi preti della Curia), ha figli fuori dal matrimonio, nisba. Fuori dal corso! Punto e basta: bisogna essere talebani fino in fondo...
  Ps Colgo l'occasione per scusarmi con il cittadino Buoncristiani: nel precedente post, l'ho definito originario di Spello, invece che di Sellano (sempre in Umbria sono, peraltro). Mi sono confuso con il mio ultimo libro, Gli scheletri nell'armadio, in cui c'è un personaggio, laico, che abita proprio a Spello: di lì l'errore. Ma con un titolo così, era chiaro a tutti che il riferimento a Buoncristiani era del tutto fuori luogo, neanche proponibile...
Raffaele Ascheri

sabato 18 dicembre 2010

Piove? Governo ladro!! Nevica?

   La nevicata di ieri venerdì 17 dicembre ha fatto incazzare tutti coloro che non ce l'hanno fatta a rintanarsi in casa prima dell'evento, e a godersi lo spettacolo dei fiocchi cadenti dal calducccio della propria magione. Oggi in città, ovviamente, non si parlava d'altro: commenti inferociti, gente insultante gli amministratori, amenità varie.Tutto prevedibile.
Addirittura uno dei massimi corifei del Sistema Siena - il caporedattore de La Nazione Siena Tommaso Strambi - si è lasciato andare ad un mezzo editoriale velenosetto, inserendo maliziosamente, nel finale, addirittura Franco Ceccuzzi (oooh!): premio "Lecca lecca" della settimana, quindi, allo Strambi. Capace di indignarsi (giustamente) solo in questi casi sacrosanti, ma di solito con il freno a mano ben tirato, quando si parla delle magagne senesi. Attendiamo un editoriale (sic) altrettanto duro sulla questione morale a Siena, in cui si parli, per esempio, dell'avviso di garanzia a Mussari Giuseppe, sempre presente alle serate glamour-istituzionali dell'editrice della Nazione Marisa Monti Riffeser. Specie quando si svolgono nella tenuta di Bagnaia. Troppo facile darci sotto solo quando nevica...
Questa nevicata, in definitiva, è stata la degna conclusione dell'era cenniana: grandi progetti (peraltro falliti, tutti), massima incuria dell'esistente, a partire dalle piccole cose. Una città che progetta in grande, ma non taglia l'erba vicino alle sue Porte, se non quando sembra di essere nella giungla indocinese, per esempio. Con assenza di prevenzione: che si tratti dei cornicioni o dei terrazzi dei palazzi del centro, che si tratti del sale da fare spargere preventivamente, o di molto altro ancora. Tutto era iperannunciato, quindi non ci sono scusanti: così come per tante altre cose, peraltro.
"Peccato sia venuta il 17 dicembre, se veniva dopo, la gente se ne ricordava meglio, in cabina elettorale", mi dice una signora, evidentemente molto critica con la Giunta. Istintivamente, mi viene da darle ragione: poi ci ragiono meglio, e mi convinco che non è detto.
Prendiamo Poggibonsi: franò il tetto della Piscina comunale il 17 marzo (Comune egemonizzata dal Pd, ovviamente), e il Sindaco Lucia Coccheri (Partito democratico) dopo tre mesi circa fu eletta trionfalmente (e senza avere fatto neanche le primarie!). A Poggibonsi, si sfiorò letteralmente la strage, altro che neve: ed il tutto era stato inaugurato in pompa magna pochi mesi prima (il Comune ebbe buon gioco nello scaricare tutta la responsabilità verso la ditta appaltatrice).
Insomma, l'incazzatura del trauma neve, dura poco. Poco più della neve stessa, in terra di Siena...
Raffaele Ascheri

venerdì 17 dicembre 2010

I miei regali di Natale alla Casta di Siena...

   Il clima natalizio è ormai imperante, e la neve di oggi lo aiuta ulteriormente (chi si è trovato in macchina, magari si è lasciato andare meno al candore festivo...).
 Siamo quindi al momento degli auguri e, soprattutto, dei regali ai componenti della Casta di Siena, o almeno ad alcuni di loro (mi dispiace per i non menzionati, davvero).
Mussari Giuseppe: un bel prodottino per sbiancare i capelli (invidiabilissimi quanto a numero, peraltro); visto che pensieri e problemi in questo anno ne ha avuti parecchi - perquisizioni, intercettazioni, sequestro documenti, financo avviso di garanzia -, forse è il caso di intervenire. A meno che non si giochi la carta Richard Gere... 
Franco Ceccuzzi: quale regalo migliore, in vista della defatigante campagna elettorale, di una carta toponomastica di Siena, la città di cui si prepara a diventare Sindaco, a furor di popolo? Dove si trova il Vicolo del Vannello? Via dei Fusari? E Via Don Giovanni Minzoni (ma soprattutto: chi era costui?).
Maurizio Cenni: per l'ultimo Natale da Sindaco, potrebbe darsi alla lettura (almeno, lui è laureato, a differenza del prossimo Sindaco). Consiglierei una interessante monografia (o di Marco Falorni, o quella di Giuliano Catoni) su Fabio Bargagli Petrucci, Podestà di Siena sotto il fascismo. Sarebbe stato meglio se l'avesse letta prima, ma insomma...
Simone Bezzini, Presidente della Provincia (va specificato, perchè altrimenti non lo conosce nessuno): un registratorino, anche di vecchia generazione. Provi ad ascoltarsi per una mezz'oretta, e conti quanti sono gli "insomma" ed i "diciamo" che la sua monocorde parlantina da travet della politica propina agli astanti: non siamo riusciti a tagliare le Province, tagliamo almeno le parole in eccesso dei Presidenti...
Antonio Buoncristiani: visto che polemizza con l'ignoranza delle guide (ci torneremo a breve, Eccellenza), consigliamo l'acquisto di un personal trainer culturale (quello "fisico", avrebbe partita persa in partenza, visti i pranzi, le cene ed i rinfreschi natalizi...) per insegnarLe qualcosa sulla storia di Siena. Almeno sui Santi, almeno su Caterina: dagli sfondoni detti pubblicamente perfino su di lei, pare ce ne sia un grande bisogno...
Gabriello Mancini: a lui, auguriamo - come cadeau natalizio - di incontrare l'anima gemella.Meglio tardi che mai, no?
Giuseppe Acampa: difficile a dirsi, visto che è come quei bambini che hanno già tutto, a cui non manca niente. Al limite al limite, un'agendina (meglio se ignifuga) con tutti i numeri telefonici di pronto intervento: quello dei Vigili del fuoco, scritto a carattere cubitali ed anche in braille, visti i noti precedenti...

mercoledì 15 dicembre 2010

W Franco Ceccuzzi (con un pensierino all'assessorato...)!!

 Grande fermento nel mondo della politica senese. Ieri, la candidatura sparigliatrice di Loretana Battistini per la Lega Nord senese, venerdì, alle 18, la presentazione in pompa magna del prossimo Sindaco di Siena, il signor Franco (Ceccuzzi).
Il Sindaco che la Siena di oggi si merita: sarà il Sindaco di tutti coloro che sperano di mantenere lo status quo raggiunto negli ultimi anni, sarà il Sindaco perfetto per chi non si scandalizza della censura di stampo bielorusso (peggio di quella russa) presente in città, sarà il Sindaco perfetto per chi si riconosce nell'uomo senza qualità che diventa importante (se capita a lui, può accadere a tutti), sarà il Sindaco perfetto per coloro che, di fronte ad una questione morale come non c'è mai stata in città dal dopoguerra, alzano le spalline e minimizzano ("tanto al Mussari non gli fanno niente, Acampa alla fine l'assolvono), sarà il Sindaco perfetto per garantire la continuità dell'arroganza della Curia senese (sotto processo, ma non si dice niente), sarà il Sindaco perfetto per non disturbare il manovratore della Banca Mps che tanto bene ha fatto alla città, sarà il Sindaco perfetto per garantire che la Triade Palio-Siena-Mens sana utilizzata come panem et circenses continui a funzionare da oppio per il popolo senese (altro che quella svergognata della Battistini, amica della Brambilla, che osa essere antiPalio...).
Alla presentazione, ci sarà tutta la Siena vincente, unita si sa perfettamente da cosa: dal senso del bene comune. Miracolati di ogni genere, resuscitati dagli inferi della prima Repubblica, voltagabbana imperituri, clientes di ogni risma, gente che si considera giornalista: venerdì, tutti a Palazzo Squarcialupi, alle 18,00. Dopo, c'è anche l'happy hour (Acampa non può mancare)!
Sapete cosa faccio, quasi quasi: smetto di scrivergli contro, gli chiedo di ritirare la causa che mi ha fatto (insieme a Mussari, per risparmiare l'avvocato), e divento - folgorato sulla via di Damasco - un ceccuzziano di ferro. Se i dipietristi votano pro Berlusconi, posso farlo, no? Poi apro un conticino al Monte, e faccio l'abbonamento alla Mens sana, vicino ai Vip che si sbracciano.Prendo la tessera della Coop, e inizio a frequentare l'antica Querciolaia a Rapolano (c'è andato anche Garibaldi!).
L'Assessore alla Cultura, però, me lo deve far fare in tutti i modi: quella sì che sarebbe una mossa sparigliatrice, altro che Loretana la biondona ...
Raffaele Ascheri

martedì 14 dicembre 2010

Loretana Sindaco? Una candidatura sparigliatrice...

 Questo scorcio prenatalizio ha portato la candidatura a Sindaco di Loretana Battistini per la Lega Nord senese. La candidatura della bionda va seguita con la dovuta attenzione, perchè è una tipica candidatura sparigliatrice: la Battistini viene da Forza Italia, ma è un'anti Verdini, il che non può che esserle ascritto come titolo di grande vanto, in questa città, e non solo (è come essere contro l'Arcivescovo o Acampa: si lavora per la Storia...); è una che potrebbe - voglio usare prudenzialmente il condizionale - parlare finalmente della terrificante questione morale senese, cosa che nè il candidato del centrodestra berlusconiano (forse neanche finiano) potrebbe fare, per non parlare del signor Franco (Ceccuzzi); è una donna, e sarà di certo l'unica presenza muliebre in campo nella sfida di primavera: visto che non c'è mai stata una donna Sindaco, bella sfida, no?
L'aspettiamo, dunque, al varco della lunga campagna elettorale: una campagna che si annuncia frastagliata come non mai...se saprà muoversi bene, se saprà impossessarsi monopolisticamente del tema della questione morale, nessun traguardo le è precluso. E sarebbe un bel test per la città tutta, giacchè l'impressione è che a molti continui a piacere un sacco essere amministrati dai Cenni e, ora, dai Ceccuzzi: la deriva morale, i 50 avvisi di garanzia (da Mussari Giuseppe in giù), non sembrano scalfire l'apparato clientelare, già beneficiato o beneficiando. Alla Battistini diranno che è una transfuga, rinfacceranno l'amicizia con la Brambilla, ed altro ancora.  Al popolo di centrodestra - cui non appartengo di certo - dico una cosa sola: meglio votare una berlusconiana sincera e convinta che si smarca da un centrodestra tragicamente "apparentato" con il Pd, piuttosto che un criptoberlusconiano che fa finta di essere di sinistra come il signor Franco, no?

domenica 12 dicembre 2010

Premio Frajese:Ferruccio De Bortoli attacca la stampa senese (!?)

 Era già scontato, lo ammetto: questa settimana, il Premio Lecca lecca concerne il Premio Frajese, il cadeau che la Casta di Siena perpetua per stringere (o rinsaldare) amicizia con i pezzi grossi dell'informazione nazionale, e, soprattutto, per tenerseli buoni in previsione di prossime tempeste (oltre a quelle che già ci sono, ben presenti...).
In particolare, il Lecca lecca della settimana se lo aggiudica nettamente il giovane Gennaro Groppa, il quale - a pagina 3 del Corriere di Siena di oggi - commenta l'intervento ed intervista Ferruccio De Bortoli, premiato in qualità di Direttore del Corriere della sera nonchè ex del Sole 24 ore (preda ghiottissima, dunque, per i marpioni della Casta, Mussari Giuseppe in primis).
Nel suo intervento - misurato, pacato, ma incisivo, come nel suo stile -, De Bortoli ha parlato di tante cose attinenti al giornalismo; fra le altre, ha salutato con favore il ritorno al giornalismo d'inchiesta; ha rimarcato la necessità di garantire, davvero, nei fatti, la libertà dei giornalisti; ha fatto capire che le notizie bisogna darle, tutte, senza guardare in faccia nessuno (neanche il Monte? Ora, non esageriamo...); ha infine ripreso il famoso aforisma su come non deve essere il giornalista: uno che passa metà del suo tempo a scrivere di cose che non sa, e l'altra metà a non scrivere le cose di cui è a conoscenza.Ovviamente, intendendo che così non va proprio bene, anzi. In pratica, un J'accuse implacabile nei confronti della stampa senese (verosimilmente, senza neanche averne piena consapevolezza, non essendo il Corrsiena la sua lettura preferita, si immagina...).
Di tutte queste considerazioni debortoliane, non c'è traccia alcuna nell'articolo-intervista del giovane Groppa. Facciamo gli ingenui, e domandiamogli: perchè mai? Perchè selezionare così sfacciatamente gli argomenti trattati dal Direttore? Al giovane (ma certo non coraggioso) Groppa, guarda caso, sono sfuggite selettivamente proprio tutte le cosine imbarazzanti per la Casta, quelle che un Mussari non ama sentire dire a casa sua. Quando si dice il Caso, il Destino cinico e baro...

Ps Come d'abitudine, al Premio Frajese ha preso la parola anche l'onorevole del Pdl Rocco Girlanda da Gubbio, in quanto rappresentante della ditta Barbetti, editrice del Corriere di Siena. Nè il povero Groppa, nè altri, hanno ricordato un paio di elementi importanti: la sua appartenenza politica, appunto al fronte berlusconiano (ma non siamo in terra del Pd, ma non si fanno le manifestazioni contro Silvione, tipo ieri a Roma?); tantomeno, le imbarazzantissime intercettazioni - proprio legate alla sua attività in Barbetti, tra l'altro - con il suo grande amico e sodale politico Denis Verdini. Anche in questo caso, quando si dice il Caso...
Raffaele Ascheri

L'Arcivescovo detta legge anche sulle guide: e loro?

 
Parafrasando Cecco, se fossi...una guida, arderei (omissis). Mi risulta che alcune di loro siano decisamente sull'incazzato, ma non credo basti: se non fanno qualcosa adesso, rischiano concretamente di farsi sfilare parte del lavoro di mano. La loro professionalità, l'hanno già vista oltraggiata. E per mano di chi? Ma di Sua Eccellenza l'Arcivescovo (cioè del cittadino Antonio Buoncristiani da Spello, garante della Banda della Curiana).Non contento di avere fatto così tanto Bene alla città che l'ha adottato (ma che non lo sopporta), l'ultima trovata del pastore è stata questa: creare delle neoguide turistico-spirituali per la "valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici". Vale a dire, in soldoni: una truppa di giovani - formati ad hoc - che faranno le "guide cultural-religiose" ai pellegrini in visita a Siena. Una talebanizzazione della professione, ottima e coerente nel wahabismo sunnita dell'Arabia Saudita e nell'integralismo sciita iraniano o della maggioranza irachena (ma il cittadino Buoncristiani, la sa la differenza fra sciiti e sunniti in seno all'Islam? Secondo me, no...). Un'offesa alla professionalità delle guide locali, ritenute evidentemente indegne, non in grado di offrire ai turisti un'informazione completa, tale da tenere ovviamente conto del valore complessivo dell'opera d'arte (senza ovviamente prescindere da quello prettamente religioso, ci mancherebbe altro). Il prossimo passo - mi suggerisce preoccupata una di loro - potrebbe essere di affidare gli ingressi in Duomo (a pagamento da quando è arrivato Buoncristiani a Siena!) alle sole "guide talebane": niente di più facile, quasi scontato, direi. Guardando poi il bando, si capiscono molte cosine: in primo luogo, che l'intemerata del Vescovo di ottobre sull'ignoranza dei senesi e delle guide turistiche, non era frutto del caso, ma rispondeva ad un disegno ben preciso e preordinato, quello cioè di legittimare lo scempio attuale. In modo furbesco, tra l'altro: l'uscita del cittadino Buoncristiani è di ottobre, ma - bando alla mano - il colloquio orientativo per i futuri talebani era fissato per il 13 settembre! Il corso è iniziato, bando alla mano, ad ottobre, guarda caso. Altra cosa: queste "borse di studio per corso di formazione nel settore della valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici, per il sostegno al reddito di giovani in cerca di prima occupazione neo-laureati in ambito storico, storico-artistico e in gestione o conservazione dei beni culturali", indovinate da chi sono state finanziate? Ma da Gabriellone Mancini, il ragioniere di San Gimignano che è solito genuflettersi all'alto clero: un vandeano valdelsano divenuto Presidente della Fondazione Mps. Chicchina finale, imperdibile: da bando, si evince che a gestire ed organizzare il tutto, sarà don Andrea Bechi, l'efebico grande amico di monsignor Acampa. Detto questo, ogni commento risulta financo stucchevole...
 Da parte mia, solo un suggerimento conclusivo: alle future guide talebane della Militia Buoncristianensis, vorrei sommessamente suggerire un itinerario, che in effetti le guide ignoranti e blasfeme di Siena non mi risulta valorizzino in pieno. Il tratto è quello dalla Chiesa di Santa Lucia (appuntamento a domani, c'è Acampa che benedice gli occhi!) agli uffici della Curia: quello, cioè, che don Acampa percorse il 2 aprile 2006, la mattinata dell'incendio, dopo avere detto Messa. Stava andando a dare da mangiare ai pesciolini nell'acquario. Entrò, ed un incendino ad una risma di carta, appiccato da ignoti verso le tre di notte, improvvisamente si riaccese. Il ritorno di fiamma, insomma. Dopo un quarto d'ora di totale smemoratezza, Acampa riuscì a ricordarsi il numero dei pompieri, e li chiamò, con la reattività di un bradipo. Sembra una favoletta, ma è la tesi difensiva del trio Acampa (imputato) Mussari-De Martino (avvocatoni di Acampa). A raccontarla ai pellegrini, si farebbe loro un piacere: oltre a vedere posti meravigliosi, a Siena, ed a mangiare e bere da signori, si potrebbero fare anche delle grasse risate. Che tour indimenticabile, con le guide talebane della Militia Buoncristianensis...
Raffaele Ascheri 

sabato 11 dicembre 2010

Galaxopoly: entra in scena Gabriello Mancini...

  Nell'inquietante scenario politico-giudiziario delineatosi con Galaxopoly, nel torbido affaire Galaxy sotto la lente della Procura di Siena, c'è spazio - vivaddio! - anche per qualche curiosa e divertente nota di colore: per esempio, quella concernente il regalone di Natale 2009 che Gabriello Mancini - Presidente della Fondazione Mps - fece avere a Luisa Torchia; avvocato di grido, docente di Diritto amministrativo a Roma Tre, esperta di arbitrati et similia.Soprattutto, grande (ed iperpagata) consulente di Mps (Fondazione e Banca, per non sbagliarsi) sulle questioni più varie (figuriamoci se padellava Ampugnano...), nonchè grande amica della famiglia Mussari (vedasi Le mani sulla città, pagina 128).Proprio per la questione di Galaxy, la Torchia ha ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura di Siena. Ne riparleremo, ovviamente.
Qui e adesso, però, vogliamo restare al dato di costume, sebbene assolutamente non fine a se stesso, ma funzionale a fare capire il reticolo di relazioni esistente fra i vari personaggi dell'inchiesta. In fin dei conti, non si dice che quello italiano è un tipico esempio di capitalismo di relazione?
Il ragioniere di San Gimignano non è stato neanche avvisato dalla Procura: lui è attaccatissimo alla sua poltrona, ma è una poltrona poco più che onorifica, nella concretezza della quotidianità. La vicenda Galaxy, infatti, l'ha gestita, per la Fondazione Mps, Marco Parlangeli (Provveditore della Fondazione, di stretta osservanza mussariana), non a caso avvisato dalla Procura: Gabriellone, invece, non è stato capace neanche di farsi indagare. Chissà se ne sia contento, o se, in cuor suo, un pochino non gli dispiaccia di essere stato ignorato totalmente dagli inquirenti. Tanto, si mormora da più parti che il suo futuro, non troppo lontano, sia in Senato, quindi un avvisetto di garanzia gli avrebbe fatto quasi comodo, in fin dei conti: sarebbe stato un modo per trovare nuovi amici, per sentirsi prima e meglio a suo agio...
Veniamo al cadeau natalizio della Fondazione all'avvocato Torchia, dunque. Il 16 dicembre 2009, la Torchia riceve un Sms dal marito, che la informa che è arrivato a casa un regalo dalla Fondazione Mps. Lei, allora, lo chiama, intimando al consorte di aprire il pacco: 6 bottiglie di Brunello di Montalcino dell'annata (ottima) 2003; c'è anche un biglietto, firmato da Gabriellone, ma il marito non interpreta la grafia del ragioniere valdelsano (che comunque le elementari le ha fatte di certo: di questo siamo certi). Il giorno dopo, doverosamente la Torchia chiama Gabriellone per ringraziare del Brunello: fa il suo, come si dice.
La cosa un po' imbarazzante, francamente, è come Gabriellone si pone con la luminare del Diritto: va bene essere deferenti con chi ha studiato e chi sa di Legge, ma a tutto c'è un limite. Non è mica un Cardinale, poi...Mancini è passivo, pare non sappia bene cosa dire, sfodera un florilegio di ripetizioni di fronte ai doverosi ringraziamenti torchiani ( lei parla, lui risponde con"bene bene", "prego prego", "senz'altro senz'altro").
Sembra quasi un ragioniere di paese rivestito da Presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Sembra...
Raffaele Ascheri

giovedì 9 dicembre 2010

Il Pd senese? In riga davanti a Silvione...

  Si fa un gran parlare del Renzi che è andato ad Arcore dal Silvione nazionale: giustamente, direi. Il gesto è piuttosto in linea con l'antiberlusconismo moderato e non giustizialista del personaggio, ed ha una (a mio parere parziale) giustificazione nel ruolo istituzionale da lui interpretato. Bersani (e giù per li rami) ha polemizzato, dato che ora è momento di antiberlusconismo di facciata (si veda Wikileaks, per sapere quanta paura abbia Silvione del Mago Galbusera della politica italiana...).
  Siena ed il Pd senese, ancora una volta, sono stati comunque i più servili di tutti, nel lusingare Berlusconi: Renzi può dire di avere fatto una visita istituzionale per sbloccare fondi per la città che amministra, di essere andato da amministratore a parlare al Premier in veste di Capo dell'esecutivo (e per questo ha fatto malissimo ad andare ad Arcore); il Pd senese - nello scorso aprile - ha fatto molto di peggio.

L'8 aprile 2010, si dà il caso che Berlusconi (con la figlia Marina ed il fido avvocato Niccolò Ghedini) sia planato sul territorio senese, per andare a trattare l'acquisto di una tenuta (la Selva, circa 1200 ettari!); era evidente anche ad un cerebroleso che si trattava di una visita del tutto personale e privata, non nei panni del Premier (non a caso, con tanto di figlia al seguito). Ebbene, il Sindaco di Monteroni d'Arbia Armini, quello di Sovicille Masi e, soprattutto, quello della Provincia Simone Bezzini, erano davanti all'elicottero, pronti al reverente e servile omaggio al Berlusca. Con tanto di fascia tricolore!! "Cortesia istituzionale", ebbero la sfacciataggine di dire. I rapporti fra il Pd locale ed il Pdl sono cosa ormai ben consolidata (vedasi il ruolo di Verdini ed il caso Ampugnano); certo che il servilismo fa sempre specie, specie se ci si mette il tricolore. Forse non avevano capito che Silvione era venuto per ragioni del tutto private, e nessuno glielo aveva suggerito (quelli un pochino più svegli - tipo Mussari Giuseppe - gli potevano telefonare, no?).
"Siete del Pd, però siete simpatici...", ebbe a dire Berlusconi ai compagni Armini, Masi e Bezzini. Forse gli facevano sincera tenerezza, per non dire altro. Con un'opposizione così, lui può stare tranquillo.
E se Silvio, invece di portarsi dietro Marina, fosse sceso dall'elicottero con un tris di mignottone, di cui una magari minorenne e nipote di Mubarak? I tre compagni - come si fa a Miss Italia - le fasce tricolori se le sarebbero tolte, e le avrebbero fatte indossare alle signorine?
Raffaele Ascheri

martedì 7 dicembre 2010

Una intercettazione illuminante...

 Come promesso ai lettori del mio blog, per santificare degnamente la Festa dell'Immacolata, ecco un'intercettazione datata, ma assolutamente inedita, ritrovata andando a spulciare fra le carte dell'inchiesta che ha portato sotto inchiesta monsignor Giuseppe Acampa (prossima udienza, il 4 marzo).
Un'intercettazione illuminante sulla Siena di oggi, sulla Curia di oggi, viste dall'interno.Siamo alle 13,23 del 14 ottobre 2006: l'inchiesta sta prendendo la strada che Acampa non si sarebbe mai aspettato. Il prete parla al telefono con Mario Marzucchi, Provveditore della Misericordia, uomo di fiduia del Vescovo, nonchè candidato alle amministrative di pochi mesi prima, a fianco di Maurizio Cenni. Oggi Marzucchi - pensionato Mps - presiede Mps Tenimenti: praticamente i vini montepaschini sono "amministrati" da lui.
La telefonata è interessante soprattutto per un passaggio, quello concernente ciò che il Vescovo ha detto a Marzucchi in un colloquio privato: anche perchè quella sarà la linea che Acampa seguirà pur di additare qualcuno come colpevole, dopo avere tentato, invano, con il professor Franco Nardi.
Marzucchi: "Martedì mattina c'ho da andà dal Marini ( Nicola Marini è il Pm che conduce le indagini, Ndr)".
Acampa: "Ah, ma ancora stanno guardando quella cosa?".  
M.:"Cazzo!...mi è arrivato uno della Polizia... m'ha...m'ha lasciato un foglio...escusso come teste informato sui fatti".
A.:"Ma so..pazzi ma che questo è impazzito".
M."Qui la cosa sta diventando grossa...ma non sarà mica tutta una cordellina di questi tre preti come mi diceva l'Arcivescovo?".
A.:Cosa? Scusa, dimmi dimmi!"
M. "Non sarà mica una cordellina di questi tre preti...politica...io non lo so...".
La conversazione - tra un "cazzo" ed un paio "mi sono rotto i coglioni" del misericordioso Marzucchi - continua, ma senza più toccare le vette appena riportate.
A ben vedere, dunque, è stato proprio il Vescovo, per primo, ad indicare la pista "interna" dei preti felloni, quali autori dell'incendio del 2 aprile 2006. In privato, questo diceva il pastore di anime. In pubblico, invece, ed anche in Tribunale, lui ha sempre detto di non avere alcuna minima idea di chi potesse essere stato. O è bugiardo con i suoi accoliti come il Marzucchi, o è bugiardo in pubblico (ed in Tribunale). Tertium non datur.
Ovviamente, nessun prete è stato mai indagato per l'incendio, a parte Acampa.Solo un cretino avrebbe potuto pensare ad un altro sacerdote appiccante il fuoco, quella domenica mattina. Per il Vescovo, però, la realtà è un'altra, come dimostrato nel più volte citato intervento seguente alla richiesta di rinvio a giudizio del suo pupillo Acampa (La Casta di Siena) : per la raffinata mente complottistica di Buoncristiani, i deficienti sono gli inquirenti, che hanno osato pensare ad un monsignore come Acampa colpevole....

Raffaele Ascheri

domenica 5 dicembre 2010

Lecca lecca della domenica a Canale Tre e Ceccuzzi...

 Dopo l'esordio di domenica scorsa, visto il successo riscontrato dalla rubrica, assegniamo ancora il "Lecca lecca" informativo della settimana. Come anticipato, non ci limiteremo solo alla carta stampata, ma terremo d'occhio anche la Tv (per la radio, sarà più difficile, ma non si sa mai...).
 Il premio, questa settimana, se l'è aggiudicato - con pienissimo merito - Canale Tre Toscana: con l'unica redazione giornalistica che fa rimpiangere pesantemente il Tg1 di Augusto Minzolini, palestra di pluralismo praticato, rispetto a Canale Tre. Storia nota, ormai.
Andiamo al momento di grande giornalismo, articolato in due fasi, come vedremo.
Telegiornale di lunedì 29 novembre 2010, ora di pranzo (inutile dire l'ora precisa, perchè questo spazio informativo è l'unico in Europa che viene replicato in serie da subito, per cui il concetto di diretta si dilata).
La conduttrice Viola Carignani - che saluto in nome della passata condivisione universitaria - lancia un servizio sugli studenti in protesta, ma parte quello sul prossimo Sindaco Franco Ceccuzzi, trionfatore delle primarie del Pd in salsa nordcoreana (su cui si tornerà in altro post ed in altro momento). Inconveniente tecnico, niente di più. Viola non c'entra alcunchè.
L'unico problema, però, è che quando si torna in "diretta", la simpatica Viola commette un lapsus di quelli che fanno capire tanto. Scusandosi, ammette che, invece di quello sugli studenti, "è partito il servizio di Franco Ceccuzzi". Non "su", "relativo a", o quant'altro. No: "di"! Quanto Sistema Siena c'è dietro questo cambio di preposizione in corso d'opera...
 Ma la cosa ben più grave - innocente la conduttrice -, è un'altra. Durante il servizietto adulante Ceccuzzi (il primo di una lunga serie che ci porterà alle elezioni di primavera), accade una vera e propria furbata: si mostrano immagini di vere elezioni, mentre si parla delle Primarie dei circoli del Pd (con Ceccuzzi votato da poco più di 300 persone, pensate un po' la megapartecipazione...); ad un certo punto, appare una scrittina con scritto "Immagini di repertorio", quasi a volersi scusare.
Qui, non si scappa: o Canale Tre non aveva voglia di sguinzagliare uno dei suoi segugi d'inchiesta e di mandarlo in uno dei tanti circoli del Pd, oppure la malizia ha ragione d'essere. Una gran figura, non ce l'ha fatta, il network senese.
Proponiamo dunque una punizione esemplare: 3 giorni senza pubblicità del Monte dei Paschi, della Coop e dell'Antica Querciolaia. Così, si rischia il monocolo...

Raffaele Ascheri

venerdì 3 dicembre 2010

L'Arcivescovo ed i malati: le amnesie di Buoncristiani...

Per Sant'Ansano, il nostro benemerito Arcivescovo ha parlato a lungo - nell'omelia - del Dolore, della Morte, delle spesso precarie condizioni di assistenza dei malati in ospedale, anziani o meno. Parole che non si possono che condividere, ovviamente: come dire che, prima di andare a letto, bisogna lavarsi i denti, magari usare anche il filo interdentale. Se, però, ve lo dicesse un semisdentato, con le gengive purulente e le corone ingiallate come un campo di grano prima della mietitura? Che vi verrebbe da pensare, forse da dire?
Il 1 dicembre, quindi, è andato in scena il Buoncristiani caritatevole: chiunque, però, conosca una parte della sua vita, sa che definire Buoncristiani "caritatevole" è un ossimoro vero e proprio, un accostamento di termini fra loro antitetici. Non è forse lo stesso signore che - come documentai ne Le mani sulla città, pagg.146 e 147, ovviamente mai smentito da alcuno - che non ebbe alcuno scrupolo ad umiliare, davanti ad altri sacerdoti, don Mino Marchetti, il 29 giugno 2007, in occasione dell'inaugurazione di una delle Chiese più brutte della Provincia, quella di Ponte a Bozzone. "A dire alla Polizia ciò che hai detto, hai offeso la Chiesa di Siena, quindi me".  Alla Polizia, l'anziano prelato aveva riferito quello che tutti i sacerdoti senesi (e non solo) sanno, cioè che monsignor Acampa è omosessuale.Gli aveva toccato il pupillo, povero Arcivescovo: don Mino andava umiliato, per questo. Doveva pagare. Nessuna pietà per il vecchio in questione, che un anno dopo morì: tutti coloro che gli hanno vissuto accanto negli ultimi mesi, lo ricordano - e sono pronti a testimoniarlo - come una persona schiantata dal dolore di avvicinarsi alla morte senza il conforto del "suo" Vescovo.
Vogliamo parlare dei vivi? Volentieri. Don Furiesi è un plurinovantenne che non rinuncia a continuare a fare il sacerdote: passeggiate, preghiere, Messe. La persona più mite che uno possa conoscere. Un neo, però, ce l'ha, per il Vescovo e per la Banda della Curiana: ha visto entrare don Acampa la mattina verso le otto in Curia, quel 2 aprile del 2006, giorno dell'incendio famoso. Acampa, mai l'aveva detto ad alcuno (degli inquirenti: agli amichetti, si pensa di sì). Dal momento in cui ha osato dire questo, per l'anziano sacerdote terra bruciata intorno: per il Vescovo e per la Banda della Curiana, don Furiesi è un dead man walking, un morto che cammina. Grande impegno per dimostrare che sarebbe cieco, o gravemente ipovedente; magari, anche direttamente demente, così si fa conto pari... don Andrea Bechi - amico del cuore di Acampa - pare non lo saluti neanche più, pur essendone vicino di casa: bel rispetto, per uno che faceva il prete da quarant'anni, quando l'efebico prete biondo veniva al mondo. Quando don Furiesi morirà, gli faranno un funeralino, il Vescovo biascicherà un paio di preghierine, e poi via, tutti a bisbocciare...
Questo è il concreto rispetto dell'Arcivescovo verso i suoi preti: figuriamoci verso i fedeli. Certo, se poi uno è un pezzo grosso del Monte, una bella visitina gliela si fa di certo. Con tutti i crismi...
 
Ps In settimana prossima, questo blog pubblicherà una intercettazione - inedita - dell'ottobre 2006, in cui si capirà molto, molto bene l'autentico senso solidaristico di Sua Eccellenza Antonio Buoncristiani. In linea con il Vangelo. Quello secondo lui...
Raffaele Ascheri

mercoledì 1 dicembre 2010

Noi credevamo...oggi, neanche sappiamo!

Dopo tanto parlare delle malefatte del Sistema Siena - ed in ansiosa attesa di tornare quanto prima sull'argomento -, questo post è invece imperniato su una riflessione concernente l'ultimo film di Mario Martone, Noi credevamo.Film complessivamente bellissimo, con una ricostruzione storica e scenografica degna del migliore  Luchino Visconti di Senso o del Gattopardo, o, per la prolungata parte carceraria, dei Taviani di San Michele aveva un gallo. Un film lungo 2 ore e 45 minuti (originariamente era di due ore e venti, ci fanno sapere le cronache, poi esigenze di produzione l'hanno "sintetizzato", credo opportunamente); un'opera volutamente antitelevisiva ed antiholywoodiana, con un cinema fatto di attese, di inquadrature spesso prolungate, di primi piani intensi e dilatati: più Ermanno Olmi che De Palma, quindi, pur non mancando a Martone qualche assolo virtuosistico, qua e là.
Ma veniamo al discorso prettamente storico: tratto dall'omonimo romanzo di Anna Banti, il film porta sulla scena episodi poco o punto conosciuti del Risorgimento italiano, in uno "grande affresco antiretorico che gronda sangue, tradimenti ed orrori", come ha efficacemente sottolineato Franco Montini. Uno sguardo di certo antiretorico, come nella scelta dei personaggi maggiori: della sacra quaterna Mazzini-Garibaldi-Cavour-Vittorio Emanuele II, solo il primo è mostrato, e non in una parte principale (magistrale l'interpretazione di Toni Servillo: ma non è una novità...); gli altri tre semplicemente non si vedono, sono solo evocati (soprattutto Garibaldi). Già questa, evidentemente, è una scelta non di poco conto.
Altro merito del film, l'avere riportato al centro dell'attenzione episodi importanti, ma spesso negletti dalla manualistica, anche universitaria: l'attentato di Felice Orsini a Napoleone III, Rattazzi che manda l'esercito sabaudo ad attaccare i garibaldini sull'Aspromonte solo due anni dopo che l'Eroe dei due mondi aveva consegnato l'Italia, prima borbonica, a Vittorio Emanuele II, per non parlare dei moti mazziniani falliti (quelli in Savoia prima, in Cilento con Pisacane dopo).
L'intento del regista non è troppo pedagogico, ma il nostro, inevitabilmente, sì: e qui - come si dice - casca l'asino...un film come questo, in questo 2010, ha l'amaro pregio anche di fare emergere un'altra cosa, su cui sarebbe bene riflettere: quanti sono i ragazzi, oppure i trentenni, per tacere dei quarantenni (!) di oggi, che sappiano parlare in modo vagamente esaustivo degli eventi sopracitati? Quanti sono quelli che ne conoscono la dinamica, o le date? Felice Orsini, chi era costui?
L'approccio iperetorico e scopertamente agiografico che per decenni ha permeato la scuola italiana sul Risorgimento era da rifuggire come la peste, proprio perchè non riusciva a rendere la complessità degli eventi (come fa invece lodevolmente il film); oggi, però, dobbiamo concludere che, nell'Italia di oggi, l'iperretorica è stata sconfitta quasi del tutto: a scapito della conoscenza dei rudimenti dell'argomento, tristemente...
Raffaele Ascheri