ERETICO DI SIENA
Questo è un blog che cerca di parlare di ciò di cui i media ufficiali non possono riferire. Si occuperà del Sistema Siena, a 360°: politica, sport, società, personaggi di varia umanità... Pronto ad ascoltare tutti, questo blog - bene chiarirlo subito - non accetterà interventi esterni da parte di alcuno, se non ovviamente i commenti ai post: ogni cosa scritta nel blog, è di mia diretta responsabilità...
sabato 18 maggio 2013
Un invotabile (III): Gennaro Mazzei (Lista Valentini), una candidatura in fuorigioco...
Dopo avere vinto le Primarie bis sconfiggendo il braccio ambidestro di Franchino il Ceccuzzi (Alessandro Mugnaioli), il buon Bruno Valentini non ne ha azzeccata una: o meglio, forse le ha azzeccate tutte. Dipende dai punti di vista. Rispetto a chi (ingenuamente) si aspettava effettiva discontinuità rispetto agli assetti di potere della Siena castista, la delusione è stata grande. Alleanze opinabilissime (Alberto Monaci), conseguenti, imbarazzanti, passeggiate ospedaliere, improvvisi endorsment universitari e quant'altro: più la ciliegina dell'appoggio, all'insegna di un lealismo deleterio, di Franchino il Ceccuzzi (con il Guicciardini ed il Carli ancora comodamente assisi al loro posticino).
Tutto lascia pensare che, al ballottaggio, i 53100, i marzuccati (oltre a Sel e Riformisti) e quant'altro, passeranno a sostenerlo magno cum gaudio, e questo è già significativo in se stesso.
Altra delusione (anche per i meno ingenui, questa): la lista dei candidati al Consiglio comunale. Non così propulsiva come alcuni si sarebbero attesi, e con alcuni elementi davvero discutibilissimi: uno per tutti, l'ex guardalinee (badarighe, si diceva una volta...) e dirigente arbitrale di altissimo livello (purtroppo per il calcio italiano) Gennaro Mazzei (classe 1957).
Invischiato in pieno nella scandalo Calciopoli, condannato a 2 anni dalla Giustizia sportiva (contro i 3 della sentenza della Corte federale!), non si riesce proprio a capire, in tutta sincerità, questa urgenza valentiniana di schierare, fra i propri supporters, uno che telefonicamente dava (dà?) del tu a Lucianone Moggi (ed anche a Giacinto Facchetti, per piena par condicio).
Al di là della questione legata alla Giustizia sportiva (che comunque forse qualcosina vorrà dire), resta una macroscopica questione di opportunità. Il prossimo Consiglio comunale dovrebbe essere - oggi più di ieri - composto da persone davvero al di sopra di ogni sospetto.
Tornando al Mazzei, facciamo un esempio, di contorno, ma utilissimo a capire certi rapporti:
Gennaro Mazzei concordava la sua presenza al programma televisivo Matrix, nei momenti caldissimi di Moggiopoli, con l'ex ferroviere di Monticiano.
Il quale lo rassicurava, lo caricava, lo blandiva: in modo tale, da lasciare ben poco spazio alla fantasia, circa i rapporti incestuosi (dal punto di vista sportivo, si capisce) che intercorrevano fra i due.
Ascoltiamole, le parole di Moggi Luciano rivolte al candidato valentiniano:
"No, no, te l'organizzo io (la presenza a Matrix, Ndr), non ti preoccupare...vale quattro volte il Processo di Biscardi...fidati di me...".
La Lista di appoggio a Bruno Valentini si chiama, in modo inevitabilmente autopromozionale, "Siena cambia". Sarà...
giovedì 16 maggio 2013
Un'invotabile: Rita Petti (Pd)
Molti mi invitano a parlare male, per esempio, della Carolina Persi, piddina e ceccuzziana di ferro: francamente, la eretical penna non sarebbe in grado di tirarne fuori granchè. Per potere attaccare qualcuno, bisogna che l'attaccato abbia almeno un minimo di sostanza, no?
Per questo, si preferisce quest'oggi tornare a scrivere, dopo il pezzo dello scorso 13 settembre, della collega Rita Petti.
L'eretico sperava con tutto il cuore che, dopo avere assaggiato la "bella politica" senesota del suo punto di riferimento (Franchino il Ceccuzzi), Rita ritornasse all'Arte (suo il Palio del 2 luglio 2005) e soprattutto all'insegnamento, alla docenza, che - lo sappiamo - esercita con passione e competenza.
Il demone della politica senesota, invece, deve esserle entrato definitivamente in circolo: il magnetismo carismatico (?) di Franchino ormai l'ha conquistata, in modo si teme irredimibile.
Senza avere mai neanche accennato ad un'autocritica (se non su stessa, almeno sul Pd!), la Dolores Ibarruri della Piaggia del Giuggiolo (quasi vicina di casa dell'eretico, dunque) ci riprova; di certo, un bel gruzzoletto di preferenze Franchino le farà dirottare su di lei, per avere poi, magari, un'Assessore alla Cultura di sua fiducia, pronta a cantare a squarciagola le sorti magnifiche e progressive del Sistema Siena (di certo, non potrebbe fare peggio di chi l'ha preceduta in quel delicato ruolo, va detto...).
Speravo almeno, dopo avere visto la sua inopinata rentrée, che non portasse avanti uno dei cavalli di battaglia del ceccuzzismo di governo: il Palio usato sfacciatamente come strumento di facile consenso. Invece, l'altro giorno, eccola qua, servita calda, la sbrodolata retorica:
"Il modello delle Contrade per gestire la crisi".
I ceccuzziani di più stretta osservanza dovrebbero avere almeno il buon gusto di tacere, su questa questione; quantomeno dopo che finalmente la Procura di Salerno ha platealmente evidenziato come Franchino usasse, more solito, le Contrade (non solo la Torre) ed i soldi Mps per corroborare la sua corrispondenza d'amorosi sensi con l'oggi carcerato Paolo Del Mese da Pontecagnano Faiano (omaggiato della famosa bandiera torraiola). Neanche quanto fatto lodevolmente emergere dalla Procura salernitana, è sufficiente a disinnescare il pernicioso cortocircuito Palio-Politica. Ogni tanto (anzi spesso), sembra davvero che in questa città non sia accaduto niente.
Ovvia, su: la Dolores Ibarruri al picio rientrerà in Consiglio comunale, facciamocene una ragione, una volta per tutte. E a chi prova a toccarle Franchino, toccherà un veemente "No pasaran", di quelli da raccontare ai nipotini...
Ps Venerdì 17 (giorno perfetto), Colle Val d'Elsa, ore 21,15 alla Sala conferenza della Casa del popolo: gli amici del Telaio organizzano una stimolante serata sul gioco d'azzardo e sulla ludopatia, partendo dall'analisi del libro "Come diventare ricchi con i giochi d'azzardo". Chi può, vada: il tema è, purtroppo, di cogente attualità.
mercoledì 15 maggio 2013
Il mercoledì scolastico: il Manuale del perfetto somministratore del test Invalsi
""Un bimbo non si giudica con un quiz" la battaglia contro i test nella scuola", titolava Repubblica lo scorso 8 maggio, parlando dei test Invalsi alle scuole primarie (elementari).
Gli oltranzisti veterosessantottini alla Piero Bernocchi (Cobas), addirittura tuonano contro "una vergognosa scheda sugli alunni (?) che spinge a giudizi sommari e discriminazioni su attitudini e personalità e attua una rilevazione di censo".
Senza capire, ancora una volta, che quanto più la scuola sa essere dura e selettiva, tanto più le differenze di censo tendono a sparire, e che proprio la selezione meritocratica è l'unica arma per riattivare l'ascensore sociale italiota, drammaticamente fermo.
In questa sede, però, dovendo ancora correggere la prova, non si vuole entrare nel merito della prova; se non per mettersi dalla parte dei docenti "somministratori".
Il Ministero, evidentemente, considera il corpo docente un'accozzaglia di minus habentes, sembra di capire: ai docenti, nel Manuale del somministratore, viene specificato per iscritto, e nel dettaglio, anche l'ovvio più ovvio! All'eretico, questo sembra vagamente offensivo, ma forse lui è eccessivo ed ipercritico...
Mentre facevo, ieri, il somministratore, mi sono permesso di appuntare qualche esilarante passaggio, ad perpetuam rei memoriam.
Un alunno, in difficoltà con la prova, chiede lumi? Va da sé che non si può suggerire niente, anche perchè gli italianisti somministrano matematica, e viceversa. Il burocrate di turno, però, deve imboccare per filo e per segno il docente, suggerendo la risposta da dare al ragazzo implorante:
"Mi dispiace, ma non posso rispondere a nessuna domanda. Se ti può essere utile, rileggi le istruzioni e scegli la risposta che ti sembra migliore". Wow...
Il massimo, però, è il comportamento da tenere allorquando un pargoletto finisce anzitempo il lavoro, e viene a chiedere cosa possa/debba fare a quel punto. Qui il burocrate di turno (pagato dai cittadini contribuenti per scrivere queste perle di saggezza) ha dato davvero il meglio di se stesso:
"Se qualche alunno termina in anticipo (75 minuti il tempo a disposizione, Ndr), dirgli di rileggere le risposte o di consegnare il fascicolo e mettersi a leggere per conto suo, facendolo rimanere seduto nel proprio banco, finchè anche gli altri non abbiano terminato".
E la sera, prima di coricarsi, bisogna sempre ricordare di lavarsi i dentini: non c'è scritto, nel Manuale del perfetto somministratore, ma questo si può dire lo stesso. Burocrate permettendo...
martedì 14 maggio 2013
Proposta ereticale: Mangia d'oro al professor Franco Nardi
Si fa gran parlare della mancata assegnazione del Mangia d'oro 2013.
Ringrazio i tanti che - nei commenti bloggeristici ed in altri modi - hanno indicato lo scrivente, per la massima onoreficienza cittadina: grazie davvero.
Il problema è che l'eretico (altrimenti che eretico sarebbe?) è per sua stessa natura figura di divisione, più che di unione ("divisiva", va di moda dire oggi, nella politologia delle larghe intese); e poi, li vedete i "giornalisti" del Gruppo stampa autonomo (?), quelli che non osavano scrivere un rigo contro Mussàri Giuseppe, Franchino il Ceccuzzi ed allegra brigata, che decidono di premiare chi faceva il contrario loro, e si divertiva (diverte) come un matto a ridicolizzare la loro insipienza?
Concordo però sul fatto che il Mangia si potrebbe comunque assegnare, pur rivedendone i criteri (ce ne sarebbe qualcuno da REVOCARE IMMEDIATAMENTE, seduta stante: ma ne scriveremo a tempo debito). Oltre ai meriti culturali, a questo giro ci vorrebbe un segnale di effettiva (e non ceccuzziana) discontinuità, di rottura con la Casta e la sua impunita arroganza. Questo blog, un candidato ce l'ha: il professor Franco Nardi.
Professore di Lettere al Sarrocchi (generalmente amatissimo dai suoi studenti), massimo conoscitore delle vicende plurisecolari della storia della Chiesa senese, per circa 30 anni archivista dell'Archivio della Curia, autore di svariate pubblicazioni sulla Chiesa locale, insignito del prestigioso titolo di Cavaliere dell'ordine di San Gregorio Magno per meriti culturali da Giovanni Paolo II: già sarebbe più che qualcosa, rispetto ai tromboni proposti dalla stampa embedded.
Nardi, quell'archivio, lo ha curato cotidie per tanti anni (gratis), lasciando una miniera di materiale ai posteri.
Vi è poi un valore aggiunto, che sarebbe il quid pluris per dare il giusto segno a questa edizione: Franco Nardi è l'Enzo Tortora senese.
Dopo l'incendio del 2 aprile 2006 in Curia, si ritrovò, reduce da un gravissimo infarto e dalla morte della madre, ad essere torchiato dalla Polizia e dalla Procura (che poi,con onestà intellettuale,seppero ammettere il clamoroso errore e tornare sui propri passi): il piromane degli uffici della Curia era lui. Acampa Giuseppe, in un empito di cattolico altruismo, si era fatto scappare il suo nome, subito dopo il grave fatto.
Dall'inquietante esito processuale che ha mandato assolto il monsignore anche (perfino?) dall'accusa di calunnia nei suoi confronti, il Nardi è uscito, per la seconda volta, con le ossa rotte: oltre il danno, la beffa.
L'incendio in Curia? Colpa dello Spirito Santo, o comunque non di Acampa, per il Giudice Monica Gaggelli (e prescrizione in vista per il Processo d'Appello); Nardi, parte civile, costretto a pagarsi l'avvocato e i vari periti che gli avevano fatto le consulenze, senza ottenere alcuna forma di Giustizia.
Per essergli caritatevolmente vicino, l'Arcivescovo Antonio Buoncristiani a suo tempo fece cambiare la serratura dell'Archivio stesso, pur di impedirgli l'ingresso (e non ha mai spiegato perchè, il successore apostolico).
Sarebbe bello, finalmente palingenetico, che la comunità senese - che non gli ha mai fatto sentire alcuna effettiva solidarietà, fra omissioni, autocensure ed imbarazzi vari - finalmente lo risarcisse, almeno in minima parte.
Per l'eretico, il Mangia d'oro è lui. Se Siena vuole rigenerarsi davvero, è gente come il professor Franco Nardi, che deve imparare ad omaggiare.
Dopo avere servilmente omaggiato i potenti che l'hanno devastata, non sarebbe forse l'ora di omaggiare un intellettuale che il Sistema Siena l'ha solo subìto?
Ps Ovviamente, il professor Franco Nardi non sa di questa proposta ereticale; non frequentando Internet, verosimilmente glielo comunicheranno, a breve, i suoi alunni. Anche questo fa parte del personaggio...
lunedì 13 maggio 2013
Una condanna della Corte dei conti: il candidato Corsini (53100) ne sa niente?
Sebbene in ritardo di qualche giorno, il candidato Sindaco per la lista civica 53100 Alessandro Corsini ha risposto a questo blog, che lo esortava a fare chiarezza su certi passaggi professionali che lui non può ignorare (a meno che una condanna della Corte dei conti cagionata da consulenze a lui conferite dal Comune di Siena non lo riguardi...).
Ha risposto, sì, ma con parole di circostanze, degne di un andreottiano di lungo corso; soprattutto NON HA SCRITTO NIENTE di ciò di cui si parla in questo scoopone ereticale; è stato poi molto gentile ad invitarmi, stasera alle 18, al Jolly hotel, per la presentazione del programma elettorale della lista 53100 (l'eretico non andrà, ma solo per un pregresso appuntamento, sempre legato all'attività bloggeristica).
Veniamo ai fatti: carta - purtroppo - canta, ed è anche piuttosto intonata.
Con Sentenza del 12 settembre 2006 della Corte dei conti (Regione Toscana), la numero 505 per pura pignoleria, il Comune di Siena fu condannato a pagare quasi 50mila euroni (45.861,41), con aggiunta di rivalutazione nonché spese di giudizio. Perchè?
Per "danno erariale in quanto pari al depauperamento subito dall'Amministrazione comunale".
I fatti storici, incontestabili, ci dicono che con la Delibera 592 del 25 agosto 1999, la Giunta comunale (allora si era all'ultimo mandato di Pierluigi Piccini) "decideva di conferire al dott. Alessandro Corsini incarico libero-professionale di esperto in materia assicurativa", il tutto ovviamente "previo parere favorevole di regolarità tecnica...reso dalla funzionaria dottoressa Ongaro Angela, con l'assistenza del Segretario Generale Ricioppo Franca".
In pratica, chi faceva parte della Giunta (fra cui il ceccuzziano Alessandro Orlandini, Giuseppe Rotondo ora vigniano, Maurizio Cenni detto il "paonazzo del Nicchio", Anna Carli, appunto Pierluigi Piccini, nonché - udite udite - un altro candidato a Sindaco, Mauro Marzucchi!) viene condannato a rifondere le casse comunale di quanto indebitamente percepito dall'assicuratore Corsini, beneficiario dell'imbarazzante consulenza esterna.
La prestazione del candidato Sindaco del 53100 pro Comune viene letteralmente demolita, nel dispositivo della sentenza:
"le attività che sono state affidate al dottor Alessandro Corsini (redazione delle denunce del sinistro e accertamento delle circostanze degli stessi) sostanzialmente avevano carattere SEMPLICE E RIPETITIVO, inerivano a compito che avrebbero potuto e potevano essere proficuamente espletati dal personale interno non necessitando di particolare professionalità specifica, tenuto presente che l'accertamento delle modalità dei fatti può essere svolto dal corpo di Polizia Municipale o da altro personale comunale".
Carta canta - come detto -, ed anche piuttosto bene.
Classica consulenza esterna, dunque: una delle tante date agli amici degli amici, si dirà. Forse: però qui c'è una condanna (dura e senza attenuanti) della Corte dei conti (più di 45mila euroni, non noccioline), e il BENEFICIARIO del pasticciaccio pro domo sua ha la sfrontatezza di candidarsi a governare la città, il Comune.
Due domandine conclusive: nei tanti briefing propedeutici a questa supercandidatura del dottor Alessandro Corsini, questa Sentenza della Corte dei conti è stata opportunamente comunicata ai simpatizzanti ed ai candidati del Consiglio comunale? La circostanza non pare di poco conto, anzi.
Domanda finale: posto che questa consulenza esterna NON ERA REGOLARE e che la Giunta comunale è stata per questo condannata, chi era lo sponsor dell'assicuratore Corsini? Chi c'era a perorarne la causa?
Sarebbe oltremodo curioso che fosse il medesimo che ne è oggi alato sponsor politico: ma questa sembra davvero fantapolitica...
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