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lunedì 22 agosto 2011

La Brambilla va alle armi: 1milione e mezzo di euro richiesti al Fatto!

   Tornato dalla montagna appenninica(da dove esattamente? Tempo al tempo...), l'eretico riprende contatto con il boccheggiamento senese.
Molte cose bollono nell'afa di fine estate: va da sè che si tornerà, a brevissimo, a scrivere del caso Benedetto-Rossi, uno scoop ereticale solo parzialmente riconosciuto dalla carta stampata. Anche in questo caso, tempo (pochino) al tempo.

 Come post di rientro, una cosa leggerina, ma emblematica alquanto: il caso Brambilla. Visto, però, da tutt'altra angolazione, rispetto a quello della Casta.
L'elemento nuovo è il maxirisarcimento che la "ex commerciante di mangimi per pesci divenuta ministro del Turismo" (Travaglio dixit, ieri) ha chiesto al Fatto quotidiano dello stesso Travaglio (ma diretto da Antonio Padellaro). Causa, condita da una richiesta di un milione e mezzo di euro (ma chi pensa di essere, Acampa?). Per giunta, facendosi difendere dall'Avvocatura dello Stato, così per non spendere neanche per l'avvocato.
Il Fatto aveva attaccato la pulsione brambilliana a sistemare i suoi sodali in posti pubblici. Specie i suoi collaboratori della ex (fallita) Tv della libertà.
Ciò premesso, mi aspettavo di vedere la stampa senese gongolare per questa notizia, ottimo pretesto per dare addosso alla ex testimonial delle calze Omsa: invece, niente di niente. Sarebbe ben imbarazzante attaccare la Brambilla allorquando si comporta pari pari come lorsignori della Casta: minacce legali, azioni legali, richieste tali da fare chiudere un giornale. Questo aspetto brambillesco, dunque, non sembra così degno di censura, da parte castista. L'antibrambillesco per antonomasia Ceccuzzi, per esempio, non scomoda nessun portavoce per polemizzare con la Brambilla: curioso,no?
Se attacca il Palio, morte la colga (e con dolore indicibile); se attacca la libertà di stampa e di critica, salute gliene venga... 

mercoledì 22 giugno 2011

Finalmente un moralista nel Pd toscano: il Presidente Enrico Rossi

   L'eretico ha sempre stigmatizzato la grave questione morale interna al Pd locale (senese, quindi toscano); quando il 5 maggio del 2009 mise da una parte l'Unità che titolava "Stop a "figli di" e raccomandati- L'assessore Rossi vara la norma anti-nepotismo in corsia", potete immaginare la contentezza, unita ad un po' di ingenuo stupore.
 Certo, la norma di Rossi del 2009 (in qualità di Assessore regionale alla Sanità) era in effetti drastica, implacabile: "Coniugi, conviventi, parenti e affini (fino al terzo grado) non potranno più lavorare a fianco a fianco...una misura di "salute etica" che si era resa necessaria dopo che alcuni scandali avevano portato alla luce  straordinarie, repentine e fulminee carriere in camice bianco di mogli, amanti e figli".
 C'era chi l'aveva definita una "norma anti-amore", addirittura. Rossi, però, ha tenuto la barra dritta, e l'Unità chiosava: "Dovranno (queste norme volute da Rossi, Ndr) così impedire che all'interno della stessa unità operativa e nello stesso dipartimento operino, in condizione di subordinazione gerarchica, "i dipendenti uniti da determinati legami personali o familiari: coniugi, conviventi, parenti e affini fino al terzo grado": tutto, insomma, pur di fare ripartire il tanto decantato ascensore sociale ("Noi vogliamo far ripartire l'ascensore sociale e rendere la società più permeabile e fluida", concluse l'allora Assessore Rossi).
Finalmente un moralista nel Pd toscano, dunque: era l'ora, verrebbe da dire!!
Solo un problemino, però: che, dopo quello che è stato scritto (da Rossi, dall'Unità: fonti difficilmente smentibili, direi), non pare proprio gossip. Proprio no.
 Chi è la Direttrice generale dell'Azienda ASL 7 di Siena (divenuta tale quando Rossi faceva il moralista della Sanità toscana)? Tale dottoressa Laura Benedetto. La quale Benedetto - come da lei stesso platealmente affermato coram populo più e più volte - è divenuta, poco dopo la suddetta nomina, la compagna (nel senso sentimentale, per capirsi) del suddetto Rossi. Con lui ancora Assessore. Adesso Rossi non è più Assessore alla Sanità, ma - come è risaputo - Presidente di Regione: ovviamente, continuando a dire la sua anche sulla Sanità, come è inevitabile e giusto che sia. Non trattasi di "condizione di subordinazione gerarchica", forse, quella in cui operano la Benedetto e Rossi? Non c'è un (potenziale, ovviamente) conflittino di interesse?
Anche l'eretico - se c'è di mezzo il Pd toscano - qualche volta pecca di ingenuità: visto come Ceccuzzi era ed è allineato supinamente al Presidente della Regione, ingenuità davvero imperdonabile...

martedì 31 maggio 2011

De Magistris, Pisapia, Zedda: gli antitetici a Ceccuzzi...

  Al termine di questo maggio così denso di politica (purtroppo con la p minuscola), è venuto il momento di fare un bel commento finale sulla tornata amministrativa appena conclusa; in seguito, con calma, ci sarà tempo e modo per occuparsi di alcuni componenti della Giunta Ceccuzzi, che sembrano proprio messi lì per agevolare la vis polemica dell'eretico. Ma soprattutto, si potrà riprendere a scrivere del processo alla Curia in dirittura d'arrivo, della Banda della Curiana, nonchè di cosine nuove, gustosissime. Inoltre, si potrà riprendere a scrivere di Robertino il montepaschino, alle prese con i suoi problemi sentimentali e le magagne familiari...

  Veniamo al voto, dunque. Che belle le scene delle piazze milanesi, napoletane, cagliaritane: a prescindere per un momento dall'appartenenza politica dei trionfatori, voi le avete viste? C'era davvero autentica gioia, sincera felicità, passione politica ruspante, quasi incredulità, in alcuni (nonostante dopo il primo turno le cose si fossero messe bene per i futuri vincitori).
A Siena, che festa di popolo c'è stata? Parlo di quella a caldo, a poche ore, o minuti, dal risultato: dov'era il popolo senese, che in maggioranza assoluta ha votato don Franco? Ora fanno la grande cena al Tartarugone, con i notabili da omaggiare e le mani da sfregarsi: si continua a mangiare, anche se, magari, il piatto è un pochino meno ricco, a causa di chi ha preceduto (avallato però da chi c'è ora, nella grande Palude senese).Ceccuzzi è un Sindaco che si fa votare (ma si ricordi sempre quei 1116, che nessun giornale senese può citare...), ma che non scalda, che non trascina; può riempire un attico, non una piazza: senza rischiare querele, si può dire che è uomo di grigio apparato? O "costa caro" anche il dire questo, caro Sindaco?
Il dato politico, poi: le tre vittorie più importanti della tornata (appunto Cagliari, Milano e Napoli), vedono trionfatori Sindaci non d'apparato, e, soprattutto, non Pd!
Massimo Zedda (35 anni, dimostrandone forse meno) ha vinto, dopo che alle Primarie (negate a Siena) aveva sconfitto l'uomo delle tessere piddine e del potere dalemiano nell'isola, Antonello Cabras.
De Magistris si è saputo brillantemente distanziare dall'apparato e dal tesserificio bassoliniano, parlandone esplicitamente in termine negativi, prima e dopo la vittoria: lui sì che è contro le incrostazioni ventennali di bassoliniana memoria. E ha posto la questione morale al centro della campagna elettorale (come l'eretico aveva invano consigliato all'opposizione di fare, all'inizio della campagna elettorale...): la Casta consociativa Pd-Pdl della Campania non l'ha di sicuro aiutato, ma lui ha stravinto lo stesso (doppia vittoria per Di Pietro, che soffre tremendamente della popolarità di De Magistris, e così se lo leva dagli zibidei).
Pisapia, infine, ha fatto le Primarie, ed ha sconfitto con nettezza il candidato piddino Boeri, l'architetto quotato nei salotti, parecchio meno fra la gente.
Candidati visti come discontinui, candidati che parlano di questione morale (Ceccuzzi non l'ha neanche nominata, anzi si rifiuta di rispondere), candidati che vanno in giro da soli, o con due o tre collaboratori, non con un codazzo di 25 persone.
Capito perchè, in caso di vittoria, la gente corre in piazza ad esultare? Noi, a Siena, esultiamo per il calcio, il basket,le Contrade: gli altri esultano per la Politica. A ciascuno il suo...

Ps Domani, un post di buon augurio: il 2 giugno, infatti, è il compleanno di un senese che si è battuto per il bene di Siena. 50 candeline, ben portate. Chi sarà? Non resta che attendere...

domenica 29 maggio 2011

L'Operazione paraculo: ennesimo episodio...

  L'interessante rassegna del cortometraggio e del giornalismo d'inchiesta, organizzata lodevolmente da Luca Zingaretti, si conclude stamattina, con le premiazioni di rito. Ieri sera, il vero gran finale, di altissimo livello culturale: Eugenio Scalfari ed Asor Rosa, due dei maggiori intellettuali italiani, al Santa Maria della Scala.
L'iniziativa voluta da Zingaretti - lodevole sotto molti aspetti - si colloca, purtroppo, in un'operazione ad ampio raggio di cui, temo, lo stesso Zingaretti sia del tutto all'oscuro, non potendo conoscere a fondo la realtà senese: l'Operazione paraculo.
Veniamo al dunque: da anni, ormai, a Siena si ospitano grandi giornalisti, illuminate figure dell'intellettualità italiana e straniera. Va tutto bene, anzi benissimo. I risvolti principali sono due: alimentare le possibilità di successo della candidatura di Siena a capitale europea della Cultura nel 2019 (che sarebbe il trionfo della Casta, e di Ceccuzzi verso la fine del secondo mandato). Proposito legittimo, volendo anche giusto, dal punto di vista dei castisti.
Ciò che, però, non si può dire è quale sia il secondo motivo: la Casta invita - con soldi pubblici, ovviamente - illustri esponenti del mondo dell'informazione, a mò di captatio benevolentiae nei loro confronti (traduzione per Ceccuzzi: è questa l'Operazione paraculo, capito?).
Con la pubblicità del Monte su L'Espresso e l'invito del suo Direttore ad intervistare Mussari (sempre al Sms), si cerca di tenere buono appunto L'Espresso (per Panorama, essendo dell'amico Silvio, non c'è bisogno di grandi sforzi); per Repubblica, poi, chi meglio del suo fondatore? Non a caso, ieri Ceccuzzi ci ha voluto mettere il cappello, con un suo interventino pre Scalfari.  I cortometraggi migliori, le inchieste migliori, il giornalismo migliore sono sempre quelli che riguardano altro, da Siena: qui, tutto a posto, no? Che bisogno c'è, dunque, di giornalismo di inchiesta? L'eretico offre gratis la documentazione su Galaxopoly, ed i direttori locali fanno finta di niente (e Ceccuzzi minaccia pubblicamente il sottoscritto): poi, però, tutti a spellarsi le mani (giustamente) per chi fa sano giornalismo. Lontano da casina, però.
Nelle prossime settimane, arriveranno al pettine molti nodi giudiziari: Università, Ampugnano, Provincia, incendio in Curia et alia. Come ci starebbe bene un reportage dell'ottimo (senza ironie!) Fabrizio Gatti, giornalista d'inchiesta di punta de L'Espresso.
Pronto a "vestirsi" da immigrato, per scrivere sui viaggi della speranza; a Siena, non avrebbe neanche bisogno di travestirsi, per scoprire certe cose. E neanche di viaggiare tanto.
Meglio farlo invitare, e trattarlo con i guanti bianchi: non si sa mai...
Raffaele Ascheri 

sabato 7 maggio 2011

Ceccuzzi ed il carcere di Santo Spirito...

   Uno dei pallini di Franco Ceccuzzi, su Siena, è "la riconversione dell'attuale casa circondariale di Santo Spirito" in civili abitazioni. Lo scriveva già nel 2008, ripresentandosi alla Camera dei deputati per le Politiche stravinte da Silvio Berlusconi (con suo, di Franco, irriferibile godimento, si suppone).
Nell'intervista che l'eretico ha visto su Casta Channel questo pomeriggio (finalmente un pochina di politica, a spezzare la serie infinita di spot e spottoni, spesso montati ancora come negli anni Settanta), Franchino l'ha riproposta, prima che l'eretico si addormentasse, guardandolo dalla poltrona: era partito benino, questa volta, con la testa dritta, come un normotipo. Un foulard ben sistemato gli conferiva un'aria molto dalemiana, da sinistra vincente ( per il Bene comune, ovviamente). Dopo pochi minuti, però, siamo ripiombati nel solito problema, ci siamo ricascati: la testolina tutta pendente verso la sua destra. Non riesce a stare dritto più di qualche minuto, non c'è verso. Non so se se ne accorga, mentre gli succede: ma è così. Quelli della sua agenzia (Robespierre, sic!), dovrebbero fargli fare un altro corso: quello di "collodritto". In fin dei conti, a Robespierre, con la testa, andò parecchio peggio: qui si chiede solo la postura, non la potatura...

 Stiamo divagando. Torniamo alla proposta ceccuzziana su Santo Spirito.
L'eretico - abituato a pensare sempre male, a vedere il Male dove non c'è - si rallegra della proposta: più case ci sono nel centro storico, meglio è. Rivitalizzare, rivitalizzare.
Certo che proprio adesso che qualche sodale della Casta (forse, addirittura qualcuno della Casta stessa), rischia seriamente di passarci almeno un pochino di tempo, si potrebbe aspettare, no? Lasciamolo per un po' come galera, Santo Spirito, poi si vedrà. Che fretta c'era, maledetta primavera, che fretta c'era?

Ps Appunto per la segretaria provinciale del Pd, la Meloni di Torrita: il carcere (tipo Santo Spirito), è quel posto in cui si va dopo essere stati condannati (qualche volta, anche prima, se necessario) a livello penale. PENALE, capito? Che non è la stessa cosa che civile. Era tanto che non glielo ricordavamo, e rimediamo volentieri: ma l'avrà capito, ora?

giovedì 5 maggio 2011

Gli impresentabili (III): Giulia Abbagnale

     Entrato come tutte le mattine nel mio bar-ufficio, in attesa del consueto cappuccino a bollore, trovo, sparsi qua e là, dei santini elettorali di tale Giulia Abbagnale (Pd): bella fotina, faccia pulita, gradevole sorriso, foulard da donnina di sinistra d'ordinanza. Un volto veltroniano, tipo la Meloni (spero non si offenda la Abbagnale ad essere paragonata a lei: ma forse, ahimè, lo prenderà come un complimento...). Per intanto, una curiosità: sbandiera la sua giovanissima età (23 anni), però è del 1987, il che vuol dire che, come millesimo, siamo a quota 24. Inizia già a togliere qualcosina, come molte sue illustri concittadine? Solo quisquiglie, si capisce...
Gustoso lo slogan: "Con Giulia Abbagnale remiamo tutti nella stessa direzione".
Molti non l'avranno capito, temo: il riferimento è ai grandi fratelli Abbagnale (Carmine e Giuseppe, nisi fallor), protagonisti nel canottaggio mondiale ed olimpionico degli anni Ottanta.Visto che è lei stessa a giocare sul cognome (ma sono parenti?), allora l'eretico non si sottrae di certo: chi è il suo Peppiniello Di Capua (il loro storico timoniere)? Non può che essere Franco Ceccuzzi, che pare l'abbia voluta con fervore in lista; è ben sotto i 40, è donna: due piccioni con una...lasciamo perdere, che è meglio, in casi come questi.
Sarà la nuova Marianna Madia del Pd (la Madia è la biondina che Veltroni impose come capolista alle politiche del 2008: la quale si presentò dicendo che, lei, di politica non capiva e sapeva niente...)? Certo che no: lei un pochina d'esperienza se l'è fatta. L'eretico si ricorda di un suo intervento alla Saletta dei mutilati, in cui - per la gioia di Franchino che se la mangiava con gli occhi mentre parlava - diceva che Siena era un posto meraviglioso, amministrato in modo eccellente, che per i giovani era l'ideale, che c'è la tradizione MA ANCHE l'innovazione (lo vedete che è veltroniana!), e via sbrodolando, all'insegna del politically correct (versione Casta di Siena).

Una sola domanda: ma come si fa, a 23 anni, ad entusiasmarsi, in politica, per il Ceccuzzi? Io capisco chi ha la pancetta e la famiglia da mantenere, chi alle sette si mette in ciabatte e si fionda davanti alla televisione: lo capisco (pur senza apprezzarlo minimamente): ma una giovane di 23 (24) anni, come fa?
Un altro dei tanti misteri senesi...

Ps Sarebbe bello - visto che lui sicuramente non legge il blog, intento come è a fare campagna elettorale a Siena ed a salvare Berlusconi in Parlamento - che l'Abbagnale chiedesse al suo Di Capua quello che gli ho chiesto io ieri: l'onorevole Del Mese (mastelliano docg), per il suo attivismo pro-Siena e soprattutto pro-Ceccuzzi, ha avuto in cambio solo un par di bottiglie e la bandiera della Torre?
Dai Giulia, fai una cosa di sinistra (se non ora, quando?): domandaglielo, fagliela questa benedetta domanda!
L'eretico ti aspetta al varco...

mercoledì 4 maggio 2011

Franco Ceccuzzi: galeotta fu la bandiera della Torre...

    Il Corriere di Siena, ieri, ha scoperto una gaffe del candidato Corradi, il quale - nel suo materiale propagandistico - ha inserito un "fotogramma della mossa di una carriera di qualche anno fa" (cito appunto il Corrsiena). L'entourage corradiano, certamente, ha peccato di leggerezza: più il Palio sta lontano dalla politica (e viceversa), meglio è. Nessun dubbio, su questo. Il fatto è che la politica è tutt'altro che lontana dalle Contrade: chi è che ha cercato -  quasi sempre con successo - di infarcire le Contrade di dirigenti allineati, la cui massima ambizione è di brindare con Mancini e Mussari nei vari rinfreschi all'uopo organizzati? Il Pd senese, cari lettori: non altri.
Andiamo sulla Torre del contradaiolone Franco Ceccuzzi: chiunque frequenti la Contrada di Salicotto, sa quale sia - e di che tipo - il suo contributo. Ceccuzzi ha usato e usa la Contrada per legittimare la sua candidatura: prima a parlamentare (2006), adesso a Sindaco. Non risulta, però, che il Consorzio per la tutela del Palio sia mai intervenuto, al proposito. In nessun modo.
Neanche quando il nostro Franco regalò una bandiera torraiola all'onorevole - mastelliano docg - Paolo Del Mese da Pontecagnano Faiano (Salerno). Il legame di Ceccuzzi (strettissimo) con Del Mese, l'ho ampiamente descritto ne Le mani sulla città, due anni fa. Era, Del Mese, Presidente della Commissione finanze della Camera, quando Ceccuzzi arrivò in Parlamento. Gli serviva per la Legge Salva-Contrade, e per quella Salva-Fondazioni. Il mastelliano salernitano ebbe a dire, di Ceccuzzi: "Ceccuzzi ha davvero a cuore i bisogni della vostra città, tenetevelo caro, perchè sulle faccende che riguardano Siena si batte come un leone. E io con lui. Ho imparato ad apprezzare i senesi ed il Palio, di cui mi sono letteralmente innamorato" (Corrsiena, 19 novembre 2006). Per ringraziarlo di cotanta generosità, oltre ad invitarlo al Palio e per le festività di Santa Caterina del 2007 (vedasi foto di copertina de La Casta di Siena), gli ha regalato bottiglioni di Nobile di Montepulciano, nonchè, appunto, una bandiera della Torre, che il fido Del Mese ha esposto pubblicamente nel suo ufficio, fino a quando l'ha occupato. Non a casa, in un luogo pubblico. Il Consorzio? Zitto e mosca, ovviamente.Ora ci risulta che a dirigerlo ci sia proprio l'ex Priore Millozzi: saprà intervenire per un chiarimento con il suo illustre contradaiolo? Si accettano scommesse...

A proposito, ma perchè Del Mese (nel frattempo passato con il centrodestra) non viene più a Siena? Non era così innamorato della più bella città del mondo? Ora potrebbe fare la campagna elettorale a Franchino, magari evitargli un potenziale ballottaggio, no? Ma soprattutto, ribadisco la domanda che feci due anni fa ne Le mani sulla città:
"Abbiamo capito molto bene in che cosa Paolo Del Mese - da Presidente della Commissione finanze del Governo Prodi - abbia aiutato Siena e Franco Ceccuzzi in particolare (Legge Salva Fondazioni e Salva Contrade...); il quesito è: posto che Del Mese tutto sembra, fuorchè un ingenuo idealista, che cosa ha avuto in cambio da Siena, cioè da Franco Ceccuzzi? Che l'abbia fatto solo per due bottiglie - seppure magnum - di Nobile di Montepulciano, pare francamente da ingenui pensarlo".

Raffaele Ascheri

domenica 1 maggio 2011

New entry nella Banda della Curiana: don Giuseppe Cegnini dell'Alberino

   Nel giorno della beatificazione di Giovanni Paolo II, l'eretico - invece che parlare criticamente del Pontefice polacco: carismatico, certo, ma un po' troppo nazionalista... - si dedicherà a fare conoscere ai suoi lettori un pretino che viene su davvero bene, dalle parti dell'Alberino: trattasi di don Giuseppe Cegnini. Classe 1964, laziale di origine, ordinato nel 1995, è un fedelissimo del Vescovo e di don Acampa: già questo, sinonimo di trasparenza e probità morale. Chi me ne ha parlato, lo descrive come autoritario ed accentratore, ma avrà di certo esagerato: i punti che mi ha posto, però, sono tali, da rendere ineludibili i sospetti. Che, ovviamente, basterebbe dieci minuti a diradare: se solo si volesse e potesse, però. Anche i condomini di Piazza dell'Abbadia avevano dei dubbi, sul comportamento acampiano: infatti hanno dovuto abbandonare le loro case, grazie alla carità della Curia...
Si parla di immobili, nelle adiacenze dell'Alberino: per i non senesi, la parrocchia di uno dei due quartieri costruiti negli anni  '20 e '30 durante il risanamento, voluto dal fascismo, della zona di Salicotto (l'altro, è quello - più piccolo - di Valli). Negli ultimi anni, il quartiere ha legato il suo nome soprattutto all' avere visto crescere il paonazzo del Nicchio, vale a dire il peggiore Sindaco (per ora) dal dopoguerra.
Torniamo alla parrocchia. Questo parrocchiano, mi parla di vari immobili - di proprietà della Curia -, acquistati dalla parrocchia con donazioni o lasciti dei parrocchiani, nel corso dei decenni. Il tutto, all'incirca, avrebbe un valore complessivo di almeno 4 milioni di euro, a volare bassi. Fin qui, niente di strano.
Le stranezze, però, cominciano adesso: l'ottimo don Cegnini, nonostante sia titolare della parrocchia a tutti gli effetti, non viene ad abitare nell'appartamento parrocchiale, con la perpetua che lo accudisce. Perchè? Tra l'altro, risulta residente proprio in uno di questi immobili (Via del Vecchietta 30), ma non ci abita.
Ed ancora: questo parrocchiano - insieme ad un altro gruppo di fedeli dotati di un pochino di sano senso critico - ha chiesto un incontro chiarificatore al Cegnini: da tenere nei locali della parrocchia il 28 aprile scorso, non nell'auditorium del Monte dei Paschi. Incontro negato, senza spiegazione alcuna. Perchè?
Terzo: pare che il Cegnini - all'Alberino da quasi un anno - non abbia istituito nessun consiglio pastorale, dopo avere azzerato quello precedente (il parroco era don Luca Galigani, stimatissimo in zona).
Questo pretino, insomma, fa un po' come gli pare: d'altra parte, uno che si vanta di dare del tu al Vescovo, e lo chiama Antonio durante le omelie, può permettersi questo ed altro, nella Curia di oggi.
Nella Cattedrale di Colle Val d'Elsa, dopo varie "sollecitazioni" dell'eretico, meno di un mese fa l'organo è riapparso; a questo punto, vediamo se don Giuseppe Cegnini si degna di concedere questa benedetta assemblea. Non all'eretico, ai suoi parrocchiani, che sono cattolici praticanti, magari non per questo con il buristo su entrambi gli occhi.  Meglio ancora, se a diradare ogni dubbio sugli immobili, venisse anche don Acampa (se non è troppo impegnato con la campagna elettorale al fianco di Franco Ceccuzzi). Allora sì, che una sua parola potrebbe chiarire ogni cosa, una volta per tutte: l'eretico resta in attesa dei nuovi sviluppi, come sempre. Ad majora...

Raffaele Ascheri

mercoledì 12 gennaio 2011

Ceccuzzi, il puma e Mussari Giuseppe...

   In città non si parla d'altro (e di che si dovrebbe parlare? Della campagna elettorale? Le Primarie verosimilmente non ci saranno, la lotta per il Sindaco si accenderà...però nel 2016): il puma tiene banco, non c'è verso.
Si tratta di un nemico presente (pare certo, le testimonianze sono plurime, una decina, e attendibili), ma di fatto invisibile, capace di attaccare (non l'essere umano, per ora) e di smaterializzarsi.
Roberto Barzanti, con il consueto acume, si è divertito a farne un pezzo, scrivendo di "forsepuma", neologismo azzeccato, indubbiamente. Strano che gli sia sfuggita la vicinanza con il letterario deserto dei Tartari buzzatiano: come si fa a combattere con un nemico che non ti si materializza innanzi? Si tratta di un tipico esempio di guerra asimmetrica: un "esercito" regolare da una parte, un attaccante mordi e fuggi (e zompa!) dall'altra.

Le preoccupazioni - inutile negarlo - ci sono. Con una mossa da campagna elettorale d'altre latitudini (ma anche il puma è d'altre latitudini, no?), Franco Ceccuzzi ha deciso di esagerare: i suoi 300 scudieri, i 300 pretoriani che sfidarono le intemperie per andarono a votarlo ai circoli Arci, sono pronti, lancia in resta. Dopo un corso accelerato di caccia al predatore, da venerdì i volontari ceccuzziani saranno in giro, nella zona tra Porta Tufi e Porta San Marco, per catturare il grande felino dall'istinto predatore, capace di abbinare grandi salti ad eccellenti velocità (gli diamo in quattro e quattro otto la cittadinanza italiana, lo ammaestriamo e lo rendiamo mascotte ufficiale della Montepaschi basket?).
Quando finalmente verrà preso, il puma sarà esibito pubblicamente - incatenato all'uopo - in Piazza del Campo, per spregio al povero Cenni, roso e paonazzo dall'invidia: ultima disgrazia (speriamo) della sua carriera di Sindaco, primo successo del neosindaco.
Per ringraziare colui che avrà catturato la bestia, poi, un premio speciale: una settimana a New York City, futuro gemellaggio di prestigio ideato da Ceccuzzi.
A spese del Monte, main sponsor dell'impresa.
Mussari Giuseppe - dopo l'amore viscerale per i cavalli, scoperto in terra di Siena -, ora avrà una nuova bestia con cui gingillarsi: un puma, con cui andrà in giro a spaventare i dipendenti (tanti) da licenziare. Novello Marchionne, girerà per gli uffici con la bestia al guinzaglio, tenuta a rigida dieta:
"O vi fate licenziare docilmente, o vi licenzio lo stesso, ma senza buonauscita e con il puma addosso. Poi porto il Monte dei Paschi via da Siena, a Roma!".
Non c'era bisogno del forsepuma, allora...

Raffaele Ascheri   

domenica 2 gennaio 2011

Ceccuzzeide (III): ormai il gemellaggio risulta essere in fase d'arrivo...

     L'aria di New York City l'ha cambiato, non c'e verso. Con lo stesso sentimento che si prova quando, lontani dalla Patria natia, si trovi qualcuno che parli la stessa favella, il futuro Sindaco continua addirittura a telefonarmi, e sembra ignorare le dure critiche che gli ho mosso da tempo, oralmente e per scritto. Cosa puo fare, la solidarieta fra compatrioti all'estero...
"Ho avuto un'idea fantastica, meravigliosa, stupenda. Parlando con il mio collega Michael (Bloomberg, Sindaco di New York CIty, Ndr), gli ho anche proposto, oltre al gemellaggio di cui abbiamo gia parlato, una partita fra i New York Knicks e la Montepaschi. Andata, al Madison square garden: ritorno, al Palaestra di Viale Achille Sclavo. A spese della Banca del mio amicone Beppe, si fanno venire due o tremila di New York, si strariempie l'impianto: il giorno dopo, Ferdinando dice ai suoi "giornalisti" di scrivere che ormai per questa squadra ci vuole un impianto nuovo, piu capiente. L'hanno detto anche quelli di New York: tutti sistemati al Garden hotel, cosi faccio felice anche Beppino Mussari e sua moglie. Li facciamo arrivare sopra Ampugnano, poi diciamo che trattavasi di atterraggio a rischio, e non li facciamo atterrare: cosi magari, nel casino, perdono a tavolino, e noi facciamo dire che ci vuole l-aeroporto Che idea, wow! Poi Michael mi ha suggerito una ricetta infallibile, nei momenti difficili come quelli che sta attraversando lui a causa della neve: per fare colpo sulle vecchine, andare sempre - nei momentacci piu di crisi - in luoghi caritatevoli. Una parte della gente puzza, e fa un pochino schifo: ma quelli sono consensi sicuri. Piu i figli, i nipoti, le nuore...questo Michael mi sta sempre piu simpatico. Se va in porto questo gemellaggio, non solo rivinco a mani basse nel 2016, ma passo anche alla Storia, altro che il paonazzo del Nicchio, che ora se Dio vuole si leva dai coglioni. Mi ha solo suggerito, Michael, di non sorridere troppo, quando vado nei posti caritatevoli, ma non mi ha specificato il motivo...tu lo sai?". Temo proprio di si: per il caratteristico sorrisetto a tutta gengiva, non troppo gradevole alla vista. Ma come faccio a dirglielo, al signor Franco? Va bene l'aria dell'Hudson river, ma lui un pochino permaloso sara anche qua...
"E poi, un'ultima cosa che neanche i miei collaboratori mi hanno saputo spiegare (senti che fenomeni, Ndr): ma perche qui nella Grande Mela, ci sono tutti questi negozi con scritto "Sale"? Sale di qua, sale di la!! Va benissimo che c'e stata e c'e tanta neve, ma ormai il sale non serve a molto, perche va messo prima. Perche questa insistenza nel pubblicizzarlo? Io non lo capisco proprio!".
Anche io - nel mio piccolo - non capisco tante cose, della politica italiana...

sabato 1 gennaio 2011

La Ceccuzzeide (II): un futuro Sindaco a New York City...

    Ve l'avevo detto, che l'aria dell'Hudson river gli faceva bene, lo ingelintiva, lo galvanizzava. Dopo l'incontro con il Sindacone Michael Bloomberg, poi, era come trasformato: non ce la faceva piu, e addirittura ha telefonato all'eretico, per comunicargli l'esito dell'incontro di alto livello. " Da Sindaco a Sindaco, ci siamo guardati in faccia e ci siamo capiti subito. Non importano le differenze politiche, quando si amministra una grande citta. Lo so, ancora nella nostra Siena non ci sono state le elezioni, ma tanto...abbiamo parlato dell'emergenza neve, in primo luogo. Da parte mia, io gli ho detto che a causa della precipitazione del 17 dicembre, avevo dovuto addirittura sospendere la mia presentazione, preparata nei minimi dettagli!". Ho cercato di bloccare il signor Franco: cosi euforico, da diventare anche brillante nell'eloquio. Gli ho chiesto se aveva visto qualche giornale popolare, di quelli che martellano implacabilmente Bloomberg, anche oggi, per la questione neve (tra l'altro, a New York ora abbiamo un problema spazzatura: la neve non solo e diventata sporca se non lurida, ma ormai siamo di fronte a neve con rubbish sopra, dato che non passano a ritirarla!). "Ho letto, ho letto: il Daily news parla di "White lie", di bugia bianca. Il New york post, ci va giu ancora piu pesante, lo attacca personalmente. Ah, tutte cose che a Siena non sarebbero mai successe, cose che non devono succedere: si deve dare spazio un pochino alla rabbia popolare, ma senza attacchi personali. Al massimo, se proprio si deve personalizzare, ci si puo dedicare ad una sobria critica dell'operato governativo, taglia-fondi: come ho fatto io nel mio blog, no?". Certo, certo, gli ho risposto. Non volevo contraddirlo, era cosi in forma. "Appena arrivato, con la mia delegazione, al suo cospetto, l'ho salutato, da Sindaco a Sindaco, appunto. "Voi, vi hanno scoperto nel 1492: noi, a quell'epoca, avevamo gia la banca Monte dei Paschi da venti anni!", ho esordito, alla grande. "E oggi abbiamo tutti e due una grande squadra di basket, di cui io sono tifosissimo, sfegatato. I piccioni ci sono anche qui, la metropolitana - di superficie, a Siena -, si sta per fare; voi avete tanti quartieri, noi le nostre stupende Contrade: non ci sono tutti gli ingredienti per fare un bel gemellaggio transcontinentale?", gli ho buttato la proposta. Lui ha preso tempo, ha detto che ci pensa su, e poi mi dice. Io il mio l'ho fatto. Se va in porto questo, rivinco a man bassa anche nel 2016: il Sindaco l ha fatto due volte quel paonazzo del Cenni, non posso essere da meno io, no?". Anche stavolta, sentitolo cosi pimpante, non me la sono sentita di articolare un discorso politico complesso: l'ho lasciato parlare, dire. "Ah, dimenticavo: poi gli ho detto che c'erano precise ragioni artistiche, giustificanti il gemellaggio: a New York ci sono tutte queste chiese di stile - come si dice? - zotico, topico, no ecco gotico, gotico. Anche noi ne siamo pieni, da tutte le parti ci spuntano fuori. Gotico con gotico, quindi. Mi sembra un argomento forte da aggiungere agli altri!". Gli avrei dovuto suggerire che quelle locali sono neo-gotiche, ma sarebbe cambiato forse qualcosa? Ormai, la frittata era fatta...
"L'incontro, poi, si e concluso, in un clima di grandissima cordialita, con scambio di doni, come si fa tra Sindaci: io gli ho regalato - come feci con il mio faro politico, l'onorevole mastelliano Del Mese da Pontecagnano Faiano - una bandiera della mia Contrada, la Torre, in modo tale che lui la possa mettere nel suo studio. Bella idea, no?". Non posso dargli torto, in effetti. Magari poteva risparmiarsi la battutaccia finale: ma non si puo avere tutto, dalla vita.
"Mi pare si sia solo un pochino rabbuiato, insieme a quelli del suo staff, quando gli ho detto che loro avevano due Torri, ma ora non piu: noi, invece, ce le abbiamo sempre tutte e due, la Contrada e quella del Mangia! Fatta una gaffe?".
Ai posteri l'ardua sentenza...
Raffaele Ascheri   

giovedì 30 dicembre 2010

La Ceccuzzeide: il signor Franco a New York city...

      Visto che giustamente si sente gia (accento non presente nel computer, mi scuso!!) Sindaco, Franco Ceccuzzi si sta muovendo a grandi passi, proiettato nel futuro: la sua, non e forse la citta 2.0 (ma le donnine della Coop - suo straordinario bacino elettorale -, lo sanno che vuol dire questo 2.0?)?
Ecco quindi spiegato il senso della sua missione speciale in terra di New York City: Belushi era in missione per conto di Dio, lui, piu modestamente, per conto del Pd...Sapendo che anche l'eretico e di stanza a New York City, mi ha voluto recapitare una missiva che, in parte, riprendo e commento, lusingato che il futuro Sindaco di Siena trovi il tempo per scrivermi, pur avendo cosi tante cose da fare (a parte la campagna elettorale, che potra fare in carrozza). La missiva essendo piuttosto lunga, mi limito alla prima parte, in attesa di ritornare sull'argomento in un prossimo futuro.
 L'incipit e un pochino velenoso, ma capisco che si volesse togliere qualche sassolino anche lui, povero Franco: "sempre a dire che sono un sempliciotto di paese, uno che non e riuscito neanche a laurearsi, un uomo d'apparato e niente di piu, invece vi smentisco: sono qui a New York - dopo avere fatto un corso lampo di inglese - per vedere di persona come si amministra una megalopoli di milioni di abitanti. Il mio staff, con la consueta efficienza, ha preso appuntamento con il Sindaco Bloomberg per la mattina di domani (31 dicembre). Fra gli argomenti in agenda, l'idea di un gemellaggio Siena-New York City: quello con Avignone ha fatto ormai il suo tempo (e c'e scappato pure il morto, Ndr), la mia Siena, per diventare Capitale europea della Cultura, deve sapere guardare oltre l'Europa stessa. Poi a New York hanno una grande squadra di basket, proprio come noi, grazie a Ferdinando Minucci e a Giuseppe Mussari. Qui, inoltre, c'e la sede della Borsa, c'e Wall Street: noi abbiamo Piazza Salimbeni e la terza banca d'Italia, ed un banchiere di razza che ci viene invidiato anche oltre Atlantico, a quello che mi risulta".
Il signor Franco, quindi, pare di capire che venga a Manhattan in visita ufficiale, per incontrare il Sindaco Michael Bloomberg: il quale, a dirla proprio tutta, non appartiene ai Democratici, ma ai Repubblicani, pur giocando spesso da battitore libero, dall'alto dei suoi dollari sonanti. Ma questi rapporti con il centrodestra non sono un problema neanche in patria - specie dalle parti di Campi Bisenzio e zone limitrofe -, quindi figuriamoci se il signor Franco si fa problemi ad incontrare Bloomberg...
Ceccuzzi pare irrefrenabile, poi, sulla questione della neve: "Tutti a criticare l'inefficienza dell'amministrazione, per il venerdi 17 dicembre: e qui, invece? Neve alta ai lati e, soprattutto, poltiglia agli angoli, scarpe sempre fradicie dopo 5 minuti di cammino, gente arrabbiata: allora non succede solo da noi, no? E qui ci sono anche piu abituati!".
A parte il fatto che a New York di neve ne e caduta davvero tanta (sesta tempesta dal 1870 ad oggi, un qualcosa di storico), per il resto non si puo fare a meno di dare ragione al futuro Sindaco di Siena: la Grande Mela e piena di una schifosa poltiglia che rende arduo il camminare. Si cammina bene o benone lungo il marciapiede, poi si arriva ad attraversare la strada, e bisogna posare i piedini sulla maledetta poltiglia. Piu che per il melting pot, New York sembra contraddistinguersi per... la melting poltiglia! Grande dimostrazione di efficienza, non l'ha data. Lo stesso Bloomberg - sul New York Times di ieri - lo ammetteva a chiare lettere, facendo una comunque apprezzabile conferenza stampa di autocritica (inesistente da parte della Giunta Cenni, o no?).
Ma il signor Franco non si ferma qui (ve l'avevo detto che l'aria dell'Hudson lo galvanizza!), e va oltre, ben oltre: "Io faro meglio di Cenni (ci vuole ben poco, Ndr), ed anche di Bloomberg, che ha dovuto chiedere scusa ai cittadini. Per la prima emergenza neve del mio mandato di Primo cittadino, infatti, ho gia mobilitato i valorosi trecento che, nei circoli del Pd, mi hanno votato facendomi diventare il Supercandidato del Superpartito: la Coop gli passa il materiale (compreso il giubbetto sponsorizzato dal Monte), e loro sono pronti a spalare la neve dai punti critici, coadiuvando la Protezione civile e gli altri. Ci saranno, inevitabilmente, delle gerarchie di intervento: Piazza Salimbeni e le filiali del Monte, i supermercati Coop, i circoli del Pd, il portone del Corriere di Siena e de La Nazione, la sede di Canale Tre, le terme l'Antica Querciolaia, verranno considerate le zone di primissimo intervento. Dopo, pero, si pensera anche agli altri. Con questa idea, sono pronto ad affrontare anche mezzo metro di neve come qui a New York!"
Tanto di cappello, davanti all'ideona ceccuzziana: in effetti, uno che esce di casa - magari con il freddo e con tutti i problemi che si ritrova -, per entrare in un circolo del Pd e votare Franco Ceccuzzi nel segreto dell'urna, vuol proprio dire che si tratta di uno pronto a tutto.
Sfruttiamola, questa gente, sfruttiamola! E non solo per la neve...


Raffaele Ascheri

mercoledì 29 dicembre 2010

L'eretico americano riprende i post...

 Un caro saluto da New York, come diceva, alzando la manina, Ruggero Orlando, nelle televisioni ancora in bianco e nero.
 In primo luogo, un'avvertenza tecnica: scrivendo da un computer americano, non ho a disposizione gli accenti: quindi voglio sottolineare che non sono improvvisamente diventato disgrafico appena varcato l'Atlantico (a qualcuno magari piacerebbe...).
In secondo luogo, ho smarrito - nel periglioso viaggio tra Roma, Montreal (meno 13 gradi in pieno giorno!) e il JFK di New York - il bagaglio pesante, in cui avevo un pochino di materiale ancora piu (eccoci!!) pesante. Non si freghino le mani, gli interessati: di tutto c'e (ridagli...) triplice copia, e poi spero che la valigia mi venga restituita, almeno al momento del ritorno. Diciamo che il casino nei cieli puo donare loro qualche giornata o settimana di sonno tranquillo in piu, pur loro non meritandolo affatto (se avesse una coscienza almeno decente, qualcuno si sarebbe attaccato una corda al collo da tempo...).  
Scritto questo, dalla sempre ben innevata ed impoltigliata Nuova York e il momento di iniziare a scrivere, per davvero!
Anche perche ho da poco ricevuto una letterina non da un Babbo Natale fuori tempo massimo, ma dal prossimo Sindaco di Siena Franco Ceccuzzi. Secondo me si tratta di uno scherzo, di una burla, di una celia (sono sinonimi, lo dico per lui), pero mi fa l'idea che la pubblichero tra un paio d'ore, perche chiunque l'abbia scritta, quantomeno dimostra di conoscerlo davvero bene...

martedì 21 dicembre 2010

Il Circo Barnum dei ceccuzziani si mostra in tutta la sua geometrica potenza...

 Non se ne poteva più, l'attesa era troppo febbrile: finalmente, dopo la nevicata del venerdì 17, l'incontro di Franco Ceccuzzi con il popolo senese c'è stato, lunedì 20. Franco era sobriamente elegante, bella giacca e bella cravatta. Io ero nelle retrovie, perchè c'era davvero tanta gente: purtroppo, l'ho potuto osservare solo dal maxischermo in fondo alla ampia sala dedicata alla memoria di Italo Calvino, a Palazzo Squarcialupi. Quello di Ceccuzzi è stato un discorso di alto livello, di spessore indiscutibile: voce chiara, decisa, forte. Come forti sono state le idee chiave: Cultura, sostenibilità, un grande passato da coniugare con un ancora più grande futuro. Un discorso trascinante, che non lasciava respiro: tutto cervello e cuore, passione e lucidità, a tratti obamiano............nooo, basta, scendo!!! Non ce la faccio proprio più: mi gioco la potenziale carica di Assessore alla Cultura, ma non ce la faccio, non posso, non mi riesce a magnificare il signor Franco e la sua bolsa autocelebrazione di una Siena, tra il perfetto e perfettibile, che solo lui vede.
Lui e quelli che c'erano, al Palasquarcialupi: il Circo Barnum dei ceccuzziani (in linea di massima, gli stessi che erano per Cenni, per Ceccherini...); in tempo di 15 minuti, mi sono passati accanto: Gabriello Mancini, il ragioniere più omaggiato d'Italia, facentesi largo tra due ali di folla: è un Vescovo mancato, sempre detto; Mauro Rosati, rimasto poi nelle retrovie, chiacchierando e messaggiando (tanto lui nel progetto culturalissimo di Ceccuzzi - e di Mussari GIuseppe - ci rientra di certo, tranquilli); poi davanti a me si è conficcato l'ormai ex Segretario della Cgil senese Claudio Vigni, che, quando va a difendere gli operai (sic), si mette vestito come in un corteo anni settanta con una sorta di eskimo residuale, quando invece va ad omaggiare i potenti - che gli riesce parecchio meglio - si mette il vestito bòno, ma che purtroppo gli evidenzia un collo simil gottoso che poco e male si addice alla giacca ed alla cravatta; alla mia sinistra, ecco Senio Sensi, il paladino della senesità dura e pura: quello che nel 2001 era Candidato per il centrodestra, ma poi è diventato lo Scilipoti di Siena (almeno il siciliano pare sappia fare l'agopuntura, questo che sa fare?), folgorato dal Cenni nel 2006, ed ovviamente dal Ceccuzzi nel 2011; sgattaiola, alla mia destra, Ferdinando Minucci (poteva mancare?), che è in grande, grandissima forma: sembra ringiovanito di vent'anni buoni, si è irrobustito in palestra, si vede che sta attraversando un momento pieno di letizia e di cose nuove; arriva anche il Presidente della Provincia Bezzini: vedendo - per quel che può - tutta quella gente davanti a lui, non se la sente di entrare in mezzo al buglione, e resta fra le retrovie: nessuno se ne accorgerà...non riesco a vedere se ci sia monsignor Acampa, grande sponsor ceccuzziano: o è nelle prime file, o non c'è, chissà: di certo, è presente con il cuore, e pregherà per il signor Franco;  a giro, infine, si vedono Sindaci ed amministratori del contado, venuti per sostenere il futuro Sindaco di Siena: si girano un poco spauriti, come in imbarazzo di fronte a cotanta bellezza di posto, forse incerti su chi fosse Italo Calvino o su che cosa ci possa essere in questo Palazzone così bello: mi verrebbe da rassicurarli, che anche il 90% dei senesoni presenti ne ha solo una vaghissima idea, altro che Siena 2.0! Praticamente, la grande maggioranza dei presenti sono - in senso etimologico - dei clientes del futuro Sindaco, tramite Mps, Fondazione, Provincia, sport et alia. Così è, se vi pare...

Ps Sto per volare - tempo permettendo - verso New York city: anche dalla Grande mela, conto di scrivere su Siena(mi porterò dietro un po' di materialino non natalizio...), ed anche sulla città che non dorme mai, ovviamente. Magari, facendo post misti Siena-New York, perchè no?
Male che vada, di certo non sarà peggio di quello che scrisse Franco Ceccuzzi dagli States un paio di anni fa, quando era andato a seguire la campagna di Obama ( io il viaggio lo pago di tasca, lui?); quel che c'è davvero di bello, è che rispetto a lui, chiunque si può sentire Manzoni...

Raffaele Ascheri

domenica 19 dicembre 2010

Per Siena, per le guide, per l'Arcivescovo e per l'efebo...

    Il 21 dicembre ci sarà una importante assemblea delle guide turistiche di Siena: quelle inefficienti ed inutili creature - anche un pochino ignorantelle, a dirla tutta - che vanno affiancate al più presto da baldi giovanotti formati all'uopo dalla Curia senese. Le guide sono molto...arrabbiate, ma altri dicono che tutto rimarrà come prima. Vedremo.
Frattanto, mi è capitato fra le mani un foglietto della associazione "culturale, apolitica ed apartitica" Per Siena, che invitava le guide a presenziare ad un incontro presso la sede dell'Associazione (Banchi di sopra, numero 72), fissato per il 2 dicembre scorso, alle 17. Nell'incontro, si poteva parlare dei vari problemi delle guide, in primis quello concernente l'abusivismo. Tutti dicono che dietro questa Associazione Per Siena, ci sia un noto banchiere per caso, e che questa Associazione si dichiari "apolitica ed apartitica", ma pinti - e parecchio - per il Candidato del Pd - e futuro Sindaco - Franco Ceccuzzi. Visto che le problematiche delle guida stanno così a cuore a quelli di Per Siena (sic), dopo le ultime vicissitudini, credo che le guide farebbero bene a sollecitare esplicitamente Per Siena a prendere posizione per le guide. O ora, o mai più!!
"Siena oggi è solamente una città di provincia...anche le guide turistiche cosa raccontano quando entrano in Duomo? Dicono: quell'opera è di quell'artista, quell'altra opera è di quell'altro artista, senza però spiegare il significato vero e profondo che c'è dietro al Duomo stesso...io credo ci sia un problema di cultura generale" (Vescovo Antonio Buoncristiani, 25 ottobre 2010: il corso era già partito, ma il Vescovo faceva finta di niente, l'ingenuo...).
  Per risolvere questo problema di ignoranza, di grave deficit culturale delle guide, si affida l'organizzazione di un corso alternativo (lautamente finanziato dalla Fondazione, con soldi della collettività, quindi ad altro sottratti) ad una persona che, di arte, pare sappia ben poco, a meno che non abbia fatto un'ingozzata negli ultimi mesetti: l'efebico don Andrea Bechi, grande amico di monsignor Acampa, fedelissimo del sopracitato Vescovo. Siamo così nella curiosa situazione per cui la Fondazione Mps finanzia la formazione di dieci guide "talebane", che inevitabilmente andranno a sottrarre lavoro a quelle preesistenti: curioso, no? Nel bando, poi, non c'è nessun riferimento concernente la conoscenza di lingue straniere: e se arriva un gruppo di  devotissimi pellegrini portoghesi, la guida talebanizzata che fa, li porta in Duomo e gli mima il senso autenticamente religioso delle opere, come bisognerebbe fare secondo i precetti di Buoncristiani? Come si fa a mimare lo Spirito Santo? Dulcis in fundo: visto che il Vescovo avoca a sè il tutto - tramite l'efebo di cui sopra -, allora devono valere le ferree regole del reclutamento dei docenti di Religione a scuola, assurdamente aventi l'obbligo del beneplacito vescovile, unica Nazione in Europa, per potere insegnare. Se uno è separato o divorziato, convive more uxorio (quello è permesso solo a certi preti della Curia), ha figli fuori dal matrimonio, nisba. Fuori dal corso! Punto e basta: bisogna essere talebani fino in fondo...
  Ps Colgo l'occasione per scusarmi con il cittadino Buoncristiani: nel precedente post, l'ho definito originario di Spello, invece che di Sellano (sempre in Umbria sono, peraltro). Mi sono confuso con il mio ultimo libro, Gli scheletri nell'armadio, in cui c'è un personaggio, laico, che abita proprio a Spello: di lì l'errore. Ma con un titolo così, era chiaro a tutti che il riferimento a Buoncristiani era del tutto fuori luogo, neanche proponibile...
Raffaele Ascheri

venerdì 17 dicembre 2010

I miei regali di Natale alla Casta di Siena...

   Il clima natalizio è ormai imperante, e la neve di oggi lo aiuta ulteriormente (chi si è trovato in macchina, magari si è lasciato andare meno al candore festivo...).
 Siamo quindi al momento degli auguri e, soprattutto, dei regali ai componenti della Casta di Siena, o almeno ad alcuni di loro (mi dispiace per i non menzionati, davvero).
Mussari Giuseppe: un bel prodottino per sbiancare i capelli (invidiabilissimi quanto a numero, peraltro); visto che pensieri e problemi in questo anno ne ha avuti parecchi - perquisizioni, intercettazioni, sequestro documenti, financo avviso di garanzia -, forse è il caso di intervenire. A meno che non si giochi la carta Richard Gere... 
Franco Ceccuzzi: quale regalo migliore, in vista della defatigante campagna elettorale, di una carta toponomastica di Siena, la città di cui si prepara a diventare Sindaco, a furor di popolo? Dove si trova il Vicolo del Vannello? Via dei Fusari? E Via Don Giovanni Minzoni (ma soprattutto: chi era costui?).
Maurizio Cenni: per l'ultimo Natale da Sindaco, potrebbe darsi alla lettura (almeno, lui è laureato, a differenza del prossimo Sindaco). Consiglierei una interessante monografia (o di Marco Falorni, o quella di Giuliano Catoni) su Fabio Bargagli Petrucci, Podestà di Siena sotto il fascismo. Sarebbe stato meglio se l'avesse letta prima, ma insomma...
Simone Bezzini, Presidente della Provincia (va specificato, perchè altrimenti non lo conosce nessuno): un registratorino, anche di vecchia generazione. Provi ad ascoltarsi per una mezz'oretta, e conti quanti sono gli "insomma" ed i "diciamo" che la sua monocorde parlantina da travet della politica propina agli astanti: non siamo riusciti a tagliare le Province, tagliamo almeno le parole in eccesso dei Presidenti...
Antonio Buoncristiani: visto che polemizza con l'ignoranza delle guide (ci torneremo a breve, Eccellenza), consigliamo l'acquisto di un personal trainer culturale (quello "fisico", avrebbe partita persa in partenza, visti i pranzi, le cene ed i rinfreschi natalizi...) per insegnarLe qualcosa sulla storia di Siena. Almeno sui Santi, almeno su Caterina: dagli sfondoni detti pubblicamente perfino su di lei, pare ce ne sia un grande bisogno...
Gabriello Mancini: a lui, auguriamo - come cadeau natalizio - di incontrare l'anima gemella.Meglio tardi che mai, no?
Giuseppe Acampa: difficile a dirsi, visto che è come quei bambini che hanno già tutto, a cui non manca niente. Al limite al limite, un'agendina (meglio se ignifuga) con tutti i numeri telefonici di pronto intervento: quello dei Vigili del fuoco, scritto a carattere cubitali ed anche in braille, visti i noti precedenti...

mercoledì 15 dicembre 2010

W Franco Ceccuzzi (con un pensierino all'assessorato...)!!

 Grande fermento nel mondo della politica senese. Ieri, la candidatura sparigliatrice di Loretana Battistini per la Lega Nord senese, venerdì, alle 18, la presentazione in pompa magna del prossimo Sindaco di Siena, il signor Franco (Ceccuzzi).
Il Sindaco che la Siena di oggi si merita: sarà il Sindaco di tutti coloro che sperano di mantenere lo status quo raggiunto negli ultimi anni, sarà il Sindaco perfetto per chi non si scandalizza della censura di stampo bielorusso (peggio di quella russa) presente in città, sarà il Sindaco perfetto per chi si riconosce nell'uomo senza qualità che diventa importante (se capita a lui, può accadere a tutti), sarà il Sindaco perfetto per coloro che, di fronte ad una questione morale come non c'è mai stata in città dal dopoguerra, alzano le spalline e minimizzano ("tanto al Mussari non gli fanno niente, Acampa alla fine l'assolvono), sarà il Sindaco perfetto per garantire la continuità dell'arroganza della Curia senese (sotto processo, ma non si dice niente), sarà il Sindaco perfetto per non disturbare il manovratore della Banca Mps che tanto bene ha fatto alla città, sarà il Sindaco perfetto per garantire che la Triade Palio-Siena-Mens sana utilizzata come panem et circenses continui a funzionare da oppio per il popolo senese (altro che quella svergognata della Battistini, amica della Brambilla, che osa essere antiPalio...).
Alla presentazione, ci sarà tutta la Siena vincente, unita si sa perfettamente da cosa: dal senso del bene comune. Miracolati di ogni genere, resuscitati dagli inferi della prima Repubblica, voltagabbana imperituri, clientes di ogni risma, gente che si considera giornalista: venerdì, tutti a Palazzo Squarcialupi, alle 18,00. Dopo, c'è anche l'happy hour (Acampa non può mancare)!
Sapete cosa faccio, quasi quasi: smetto di scrivergli contro, gli chiedo di ritirare la causa che mi ha fatto (insieme a Mussari, per risparmiare l'avvocato), e divento - folgorato sulla via di Damasco - un ceccuzziano di ferro. Se i dipietristi votano pro Berlusconi, posso farlo, no? Poi apro un conticino al Monte, e faccio l'abbonamento alla Mens sana, vicino ai Vip che si sbracciano.Prendo la tessera della Coop, e inizio a frequentare l'antica Querciolaia a Rapolano (c'è andato anche Garibaldi!).
L'Assessore alla Cultura, però, me lo deve far fare in tutti i modi: quella sì che sarebbe una mossa sparigliatrice, altro che Loretana la biondona ...
Raffaele Ascheri

martedì 14 dicembre 2010

Loretana Sindaco? Una candidatura sparigliatrice...

 Questo scorcio prenatalizio ha portato la candidatura a Sindaco di Loretana Battistini per la Lega Nord senese. La candidatura della bionda va seguita con la dovuta attenzione, perchè è una tipica candidatura sparigliatrice: la Battistini viene da Forza Italia, ma è un'anti Verdini, il che non può che esserle ascritto come titolo di grande vanto, in questa città, e non solo (è come essere contro l'Arcivescovo o Acampa: si lavora per la Storia...); è una che potrebbe - voglio usare prudenzialmente il condizionale - parlare finalmente della terrificante questione morale senese, cosa che nè il candidato del centrodestra berlusconiano (forse neanche finiano) potrebbe fare, per non parlare del signor Franco (Ceccuzzi); è una donna, e sarà di certo l'unica presenza muliebre in campo nella sfida di primavera: visto che non c'è mai stata una donna Sindaco, bella sfida, no?
L'aspettiamo, dunque, al varco della lunga campagna elettorale: una campagna che si annuncia frastagliata come non mai...se saprà muoversi bene, se saprà impossessarsi monopolisticamente del tema della questione morale, nessun traguardo le è precluso. E sarebbe un bel test per la città tutta, giacchè l'impressione è che a molti continui a piacere un sacco essere amministrati dai Cenni e, ora, dai Ceccuzzi: la deriva morale, i 50 avvisi di garanzia (da Mussari Giuseppe in giù), non sembrano scalfire l'apparato clientelare, già beneficiato o beneficiando. Alla Battistini diranno che è una transfuga, rinfacceranno l'amicizia con la Brambilla, ed altro ancora.  Al popolo di centrodestra - cui non appartengo di certo - dico una cosa sola: meglio votare una berlusconiana sincera e convinta che si smarca da un centrodestra tragicamente "apparentato" con il Pd, piuttosto che un criptoberlusconiano che fa finta di essere di sinistra come il signor Franco, no?

domenica 5 dicembre 2010

Lecca lecca della domenica a Canale Tre e Ceccuzzi...

 Dopo l'esordio di domenica scorsa, visto il successo riscontrato dalla rubrica, assegniamo ancora il "Lecca lecca" informativo della settimana. Come anticipato, non ci limiteremo solo alla carta stampata, ma terremo d'occhio anche la Tv (per la radio, sarà più difficile, ma non si sa mai...).
 Il premio, questa settimana, se l'è aggiudicato - con pienissimo merito - Canale Tre Toscana: con l'unica redazione giornalistica che fa rimpiangere pesantemente il Tg1 di Augusto Minzolini, palestra di pluralismo praticato, rispetto a Canale Tre. Storia nota, ormai.
Andiamo al momento di grande giornalismo, articolato in due fasi, come vedremo.
Telegiornale di lunedì 29 novembre 2010, ora di pranzo (inutile dire l'ora precisa, perchè questo spazio informativo è l'unico in Europa che viene replicato in serie da subito, per cui il concetto di diretta si dilata).
La conduttrice Viola Carignani - che saluto in nome della passata condivisione universitaria - lancia un servizio sugli studenti in protesta, ma parte quello sul prossimo Sindaco Franco Ceccuzzi, trionfatore delle primarie del Pd in salsa nordcoreana (su cui si tornerà in altro post ed in altro momento). Inconveniente tecnico, niente di più. Viola non c'entra alcunchè.
L'unico problema, però, è che quando si torna in "diretta", la simpatica Viola commette un lapsus di quelli che fanno capire tanto. Scusandosi, ammette che, invece di quello sugli studenti, "è partito il servizio di Franco Ceccuzzi". Non "su", "relativo a", o quant'altro. No: "di"! Quanto Sistema Siena c'è dietro questo cambio di preposizione in corso d'opera...
 Ma la cosa ben più grave - innocente la conduttrice -, è un'altra. Durante il servizietto adulante Ceccuzzi (il primo di una lunga serie che ci porterà alle elezioni di primavera), accade una vera e propria furbata: si mostrano immagini di vere elezioni, mentre si parla delle Primarie dei circoli del Pd (con Ceccuzzi votato da poco più di 300 persone, pensate un po' la megapartecipazione...); ad un certo punto, appare una scrittina con scritto "Immagini di repertorio", quasi a volersi scusare.
Qui, non si scappa: o Canale Tre non aveva voglia di sguinzagliare uno dei suoi segugi d'inchiesta e di mandarlo in uno dei tanti circoli del Pd, oppure la malizia ha ragione d'essere. Una gran figura, non ce l'ha fatta, il network senese.
Proponiamo dunque una punizione esemplare: 3 giorni senza pubblicità del Monte dei Paschi, della Coop e dell'Antica Querciolaia. Così, si rischia il monocolo...

Raffaele Ascheri

domenica 28 novembre 2010

Il lecca lecca della settimana: salvate il soldato Borgogni...

   Particolarmente arduo scegliere, questa settimana, fra i vari esempi di giornalismo servile che i media senesi ci propinano cotidie: l'enfasi giornalistica per l'incontro pubblico di una neonata associazione filoCeccuzzi sul made in Siena, egemonizzata dal Sandy Marton delle crete, Mauro Rosati (se non c'era il Ceccuzzi di mezzo, neanche se ne sarebbe data notizia), avrebbe meritato il premio "Lecca lecca"; le sbrodolate per il road show del Monte e per la presentazione della strennona natalizia (del Monte) sui "miti di città", anche: prevedibili, scontate, ma pur sempre amare, tristi: il servilismo filomontepaschino c'è sempre stato, però ormai ha raggiunto livelli di puro parossismo, di cui viene il dubbio che neanche i corifei mussariani si rendano bene conto...
Il clou del clou, comunque, è in realtà una non notizia, un non articolo, un non pezzo: quello concernente la posizione di Lorenzo Borgogni da Buonconvento, investito in pienissimo dall'inchiesta della Procura di Roma su Finmeccanica.
In prima o seconda pagina su tutti i quotidiani nazionali (anche in quelli iperriguardosi verso Mps, come il Corrsera), niente è trapelato sul Corriere di Siena o sulla locale foliazione della Nazione. Il locale popolo bue, niente deve sapere.
Spazio, in effetti, non ce ne poteva essere molto, con emergenze del tipo "Talponi davanti all'asilo", o, per la zona del Borgogni, "Piazza del popolo Degustazione di prodotti tipici" (figuratevi se non ci garbano i prodotti tipici di Montalcino, o se non sono un problema i talponi vicino agli asili: è che ci dovrebbe essere spazio anche per i potenti sotto inchiesta, o no?).
L'operazione denominata "Salvate il soldato Borgogni", quindi, si è concretizzata senza particolari effetti speciali: con il vecchio, semplicissimo metodo di censurare la notizia scomoda per il potente di turno. Nessuna alzata d'ingegno.
Sul direttore delle relazioni esterne di Finmeccanica, per esempio, Fiorenza Sarzanini ha scritto che "secondo i magistrati Borgogni avrebbe ottenuto 300mila euro in contanti ed altre utilità proprio per averle agevolate (società a lui riconducibili, Ndr) nell'aggiudicazione delle commesse" (Corriere della sera, 27 novembre, pag.5); ed ancora la Sarzanini, il giorno dopo, a pagina 2: "Cola (consulente Finmeccanica, Ndr) accusa Borgogni di avere preso "almeno 300mila euro in contanti ed altre utilità". Lui stesso (Borgogni, Ndr) ammette di avere guadagnato svariati milioni per le sue consulenze".
Perfino La Nazione (nazionale, però), scrive che "Cola avrebbe indicato come uomo di collegamento con i politici Lorenzo Borgogni, direttore delle relazioni esterne di Finmeccanica" (Elena Comelli, pagina 9, 28 novembre).
Eppure a Buonconvento - e nella Siena che conta -, il Borgogni lo conoscono proprio tutti, nessuno escluso. I politici, nel paese della Val d'Arbia, ce li porta lui: D'Alema, Schifani, Matteoli. L'unico che lo denuncia da anni, in paese, è il maestro Fontani, ma lo sanno tutti.
Chi è contro Finmeccanica, è contro l'Italia, sostiene Silvione. E chi è contro il Borgogni, è contro il Sistema Siena.
Per questo, doveva assolutamente partire l'operazione "Salvate il soldato Borgogni". Almeno in Val d'Arbia...
Raffaele Ascheri