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venerdì 16 settembre 2011

Un consiglio, una precisazione ed un rimbrottino...

  L'eretico cercherà di essere breve, dunque cominciamo con il consiglio.

  Stasera, su Rai tre alle 21,10, c'è un film (in prima visione sulla Tv generalista) da non mancare per nessun motivo: "I galantuomini", del regista - italiano, ma di origine inglese - Edoardo Winspeare; con l'ottimo Fabrizio Gifuni e la non banale bellezza vissuta di Donatella Finocchiaro. Uno spaccato inquietante sulla quarta mafia italiana, la pugliese Sacra Corona Unita.
Lo raccomando anche perchè un personaggio che è rimasto molto impresso a chi abbia letto il mio romanzo Gli scheletri nell'armadio, vale a dire quello del killer della Sacra Corona Unita Vito, risente, in effetti, della visione di questo film, uscito un anno prima del romanzo). Non perdetelo, insomma!

  La precisazione: al posto del soldato Parlangeli (che va pagato, forza!), è andato non Luciano, ma Claudio Pieri. L'eretico se ne scusa con il diretto interessato, ovviamente, e con i lettori tutti. Quando ne riparleremo, speriamo di non sbagliare più.
A proposito della Fondazione Mps, raccomando - anche allo stesso Claudio Pieri, dunque - la lettura del bell'articolo di Vittorio Malagutti (Il Fatto, 16 settembre, pagina 12, con foto stranamente quasi presentabile di Gabriellone), dall'inequivocabile titolo "Fondazioni in bolletta: mollano il territorio, ma non le banche". Ottimo, anche come integrazione di quello scritto dall'eretico ieri...

  Il rimbrottino, infine: a meno che non mi sia clamorosamente sfuggito qualcosa, il post di Fratello illuminato (ottimo blog, la cui lettura raccomando caldamente a tutti) di oggi sull'affaire Conti-Ceccherini (in sè, più che lodevole), è però mancante di una citazione, alquanto opportuna, mi sia consentito dire.
Il primo (e, fino ad oggi, l'unico) a scrivere di questo scandalo, fu il sottoscritto, ben due anni e mezzo or sono (aprile 2009). Nel mio Le mani sulla città, infatti, ne davo ampiamente conto, per pignoleria alle pagine 126 e 127. Andai inoltre a ripetere pari pari il tutto davanti ad un'assemblea del Comitato contro l'ampliamento di Ampugnano, qualche mese dopo, al cospetto di una folta platea presente a Sovicille (Circolo Arci). Non bisizziamoci, dunque: almeno fra noi non allineati... 

giovedì 15 settembre 2011

Fondazione Mps: un bilancio "rappresentativo"...

  Che la Fondazione Mps sia alla canna del gas (fino a che avrà i soldi per pagarlo), non c'è bisogno di leggere l'eretico per saperlo: se qualche cosa filtra financo dalla stampa allineata alla Casta, se perfino Franchino il Ceccuzzi - il torraiolo prestato alla politica - ha ammesso che la Fondazione è stata gestita male, le cose devono essere davvero gravi.

  Andando a spulciare il Bilancio del 2010, però, l'eretico ha trovato alcune spigolature interessanti assai, e ne offre qualcuna ai suoi appassionati lettori.
La Fondazione spende più di centomila euro all'anno per "pulizie locali" (105.758, con un incrementino di 6748 euro rispetto all'anno precedente): si vede che è un'istituzione PULITA, no?
2102 euro annui, sono destinati alla "manutenzione ascensore": spesa ragionevolissima, con un aggravio di soli 386 euro rispetto all'anno precedente. Ma non farebbe bene a qualcuno (in ispecie al Presidente), l'andare pedibus calcantibus?
12566 euro se ne vanno per la "manutenzione impianti antincendio": quel che ci vuole, ci vuole. Spero almeno che in ogni piano ci siano pannelli ben leggibili, con su scritto, a caratteri cubitali: "In caso di incendio, chiamare il 115!". In questa città, si sa come vanno le cose: spesso gli amici della Fondazione assistono ad incendi, e poi non si ricordano il numero dei pompieri...

 Ma il culmine, l'apogeo di tutto è questo: la voce "Rappresentanza ed ospitalità".
Qui davvero siamo allo scialo libero: 103.386 (contro 79.469 dell'anno prima, con un più 23.917): roba - senza ironia - da scandalo. Attenzione alla motivazione del suddetto scialo:
 "La Fondazione, al contrario che in passato, ha quest'anno sostenuto autonomamente i costi di ospitalità in occasione del Palio di luglio e quello di agosto".
Domandina: ma chi...cavolino pagava prima, per le ingozzate della Casta e dei suoi amichetti? Portava le bottiglie di Vernaccia Gabriellone da San Gimignano, fino all'anno scorso (e poi le caricava in ascensore, per non presentarsi troppo sudato)? Quando arrivava il mastellianissimo Paolone Del Mese per sostenere Franchino il Ceccuzzi, che si portava, le mozzarelle di bufala da Pontecagnano Faiano (Salerno)? Insomma, chi cavolino pagava, per le ingozzate paliesche (il Vescovo ed Acampa - sempre presenti per il Palio -, no di certo: loro sono esentati da ogni forma di pagamento, come risaputo...)? Chi apriva il portafoglione?
 Forza Gabriellone, cerca di avere un sussulto di dignità, ora che siamo alla frutta: non ce ne importa più niente del tuo ruolo (sic) sulla follia Antonveneta, non ce ne frega più niente del ruolo della Fondazione in Galaxopoly, dove non sei neanche riuscito a farti indagare.
 Almeno chi pagava il rinfrescone, però, potresti dircelo, no? Fai gòdere anche noi, ogni tanto...

Pagate il soldato Parlangeli: è meglio per tutti...

  L'house organ del Monte dei Paschi, stamattina, dava grande risalto alla clamorosa polemica di fine estate tra l'ex Provveditore della Fondazione Mps Marco Parlangeli, e l'istituto stesso, dopo la trombatura del Parlangeli stesso il 2 luglio scorso (al suo posto, tale Luciano Pieri). Stefano Bisi scrive addirittura di una richiesta parlangeliana di "due anni di stipendio", e non certo di uno stipendio da poco.
Colui che allo scientifico - quando era un secchione di quelli da competizione, sempre curvo sui banchi - veniva chiamato "Mao", per la sua fede comunista (almeno lui è stato coerente, a differenza di molti altri che, da fascisti che erano, si sono riciclati ad uso greppia...), ora pare si sia incazzato, mettendo la cosa in mano all'avvocato.
Come già altre volte riportato (e l'eretico ha trovato la stessa circostanza anche nel manoscritto di Pegognaga su Mussari Giuseppe: che coincidenza!), la richiesta stupisce assai, vista la parlangeliana sobrietà, ed il suo non volere in nessun modo gravare sulle finanze dissestate della Fondazione: arrivando financo a cercare in tutti i modi di risparmiare la luce, per il bene della Fondazione stessa.
 In una ormai mitica telefonata fra lui e Mauro Cardinali (31 gennaio 2010, ore 18 e 1 minuto), il buon vecchio Mao allerta il Cardinali: bisogna preparare una memoria per l'ottimo avvocato Pisillo sulla questione Ampugnano, prima possibile (siamo in Galaxopoly, per chi non l'avesse compreso). L'aspetto curioso, è che Parlangeli esorta il Cardinali a NON utilizzare assolutamente i computer della Fondazione: i soliti maliziosi, mettono il tutto in collegamento con la perquisizione in Fondazione del 18 gennaio. La versione più veritiera, invece, presenta un Parlangeli in versione risparmio, in piena sintonia con i tempi perigliosi: a maggior ragione stridente con questa iperbolica richiesta di due anni di stipendio.

  Ad ogni buon conto, un consiglio a chi di dovere, a Gabriellone Mancini in primis: dateglieli, questi soldi, al Parlangeli, dateglieli!
 Visto che l'avete giubilato dalla prestigiosissima carica, se poi, nel tanto tempo libero, il vecchio Mao si mette a cantare, è un casino grosso: perchè è stonato come una campana, ovviamente. Non per altro.
 L'eretico crede, quindi, che sia meglio per tutti che queste mensilità gli arrivino: e per alcuni, direi, ancora più che per altri... 

mercoledì 14 settembre 2011

Riparte la scuola: ma senza l'eretico...

  Oggi è iniziata la scuola: per la prima volta da dieci anni (più gavetta in squallidi diplomifici, che meriterebbero davvero un libro a parte), l'eretico non ha condiviso con i suoi alunni la campanella d'inizio.
Perchè? Per svariati motivi, ovviamente: non ultimo, questo blog, che meriterebbe un'attenzione maggiore e più puntuale di quella che si riesce a dare (e di argomenti che non si trova il modo di trattare, ce ne sono così tanti: a proposito, colgo l'occasione per scusarmi con coloro che mi contattano, e alle cui storie non posso dare spazio, per mancanza di tempo e spazio).
Il blog, dunque, ed il libro mussariano, ormai alle prode (ancora, però, non è arrivato l'invito per la presentazione dalla domina di Bagnaia...); ovviamente, c'è dell'altro: un altro libro in gestazione. Un romanzo, per completare il quale si deve abbandonare Siena almeno per un periodo, per vivere in una città piuttosto lontana (ma non Pegognaga!), molto legata ad uno che a 15 anni (!), pur non essendo un astronomo, scrisse una straordinaria Storia dell'Astronomia (chi sarà? Dai, non è difficile...). Più altri posti, da visitare per completare le location pro-romanzo.
Dato che non mi piace fare le cose non al meglio (vedasi senza continuità didattica, per esempio), ho preso questa sofferta decisione.
Prima che qualcuno pensi male, l'anno di "riposo" (davvero molto virgolettabile), non peserà di un singolo euro, sulle casse dell'esangue Stato italiano (neanche quanto a scatti pensionistici): così chiarendo, evito la potenziale figuraccia a qualche scribacchino che ci volesse intingere la penna, velenosa ad intermittenza...

 Chiarito questo, resta l'amarezza per la mancanza del rapporto quotidiano con i ragazzi della Cecco Angiolieri: quello, in effetti, c'è.
La quotidianità di una professione, non può non mancare; la quotidianità del rapporto con i ragazzi, a maggior ragione.
La cosa bella della scuola, è proprio questa; non c'è taglio della Gelmini che tenga, non c'è ottusità sindacale che resista, non c'è strumentalizzazione possibile: quando ti trovi in una classe con una venticinquina di ragazzini davanti, ci sei solo tu - in quell'ora -, a fargli scoprire il mondo che li circonda. La cosa più gratificante, è far loro imparare a ragionare con la loro testolina, ponendogli subito davanti i grandi temi della Vita e della Morte, attraverso la letteratura, la storia, la geografia, l'attualità.
 Cercando di esser loro vicini, senza scimmiottare amicizie impossibili (e, nel caso, nocive e nefande); cercando di aiutarli a capire che ci sono i diritti, ma anche i doveri, prima che inizino a pretendere solo i primi, come tanti in questa sciagurata nazione; facendo loro capire che i voti, devono essere meritati, guadagnati (sudati, anche): poi - vivendo in Italia, vivendo a Siena - abbandoneranno questo sano principio, però intanto potranno scegliere consapevolmente.
 E poi: andare a scuola, vuol dire - nelle varie discipline - imparare tante cose: senza disprezzare il buon vecchio nozionismo, quando necessario (cioè, sempre).
 Studi geografia? Devi conoscere ANCHE le Capitali, le vette più alte, il fiume più lungo, il numero di abitanti, di una singola nazione; studi la letteratura? Devi conoscere ANCHE qualcosina a memoria, e saper ricostruire il contesto da cui nasce una singola opera letteraria; studi la storia? Allora inizia a pensare che - in un'annata - un centinaio di date (almeno) le dovrai avere memorizzate: altrimenti non va bene.

 Ricordate il film Fortapàsc, consigliato qualche giorno fa? La frase clou, è quella secondo la quale "esistono giornalisti giornalisti, e giornalisti impiegati"; a scuola, tutto sommato, lo stesso: esistono docenti docenti, e docenti impiegati: lo stipendio, è assolutamente lo stesso; quello che resta ai ragazzi, forse, cambia un pochino...

Ps Mozione degli affetti: un abbraccio, sincero e forte, a tutti gli alunni!
 Quanto prima, un salutino verrò a farlo...

Professor Raffaele Ascheri

martedì 13 settembre 2011

Lettera aperta a Rosaria Bindi

   Onorevole Presidente Rosaria Bindi,

chi Le scrive, non ha mai avuto particolare simpatia per Lei. Restando solo a questi tempi perigliosi, passare dai rigurgiti neofemministi del Se non ora quando, al Papa in versione anconetana di domenica scorsa (Lei con cappellino in testa, ma non alla Camusso), allo scrivente pare davvero incoerente, e non c'è bisogno che spieghi a nessuno il perchè. E l'uscita che Lei ha fatto in aprioristica difesa dei clamorosi privegi da antico regime della Chiesa cattolica apostolica romana, mi sono sembrati indegni della prestigiosa carica ricoperta.

 Ma tant'è: adesso Lei - come, mutatis mutandis, nel 2007, allorchè correva per le Primarie, e gran parte degli apparati erano aprioristicamente per Veltroni - gioca la carta della buona politica, incarnando la voglia di novità e, soprattutto, di pulizia e di etica, all'interno del Pd. Partito che - come avrà certamente notato - si dibatte nel "paradosso del tramonto berlusconiano": secondo tutti i sondaggi seri, mai il Partito di cui Lei è Presidente, è stato così nettamente avanti rispetto al Pdl (5 se non 6 punti percentuali); al contempo, mai la questione morale aveva messo così gravemente a rischio la sua stessa esistenza (Penati, e non solo, docent).

Veniamo a noi, Presidente. Lei vive in una Provincia in cui il Pd è egemone, a volere minimizzare. Al punto che, per la Presidenza della stessa, potrebbe candidare chiunque, e vincerebbe a mani basse (nel caso attuale, non ha dovuto fare eccezioni...). Quando si candidò alle Primarie nel 2007, la Casta di Siena - non appena Lei provò a battere sul tema della legalità e della trasparenza, sottolineando in modo sfumato certe incongruenze locali - la bacchettò senza pietà: se li ricorda i giornali locali?
 Chi Le scrive, ha sempre pensato che, se uno vuole fare pulizia, bisogna inizi a farla in casa sua, o nel suo cortile, prima di pretendere di farla altrove: non è d'accordo anche Lei, su questa affermazione? Lei in questo momento appare come una che predica pulizia dalle Alpi all'Etna (in particolar modo dalle parti di Sesto San Giovanni), ma poi si tiene sporco il cortile di casa. Cosa deve accadere, perchè l'insofferenza mostrata più volte per la Casta senese, si tramuti in qualcosa di concreto? Quello che succede, è successo e, verosimilmente, succederà a Siena, non basta? Ciò che accade a Poggibonsi, non è bastevole? Che cosa deve accadere, ancora?
 Lei ieri ha preso una posizione impeccabile, dicendo pubblicamente che "Con le regole, lo statuto e il codice etico, non si assolve e non si chiarisce il problema politico che c'è, che esiste".
A Siena, non per niente, il Pd locale si è dato un codice etico (semi)ferreo: fatto il codice, trovato...
La attendiamo all'opera, Presidente: con viva trepidazione.
 Se ha davvero intenzione di cambiare le cose nel senso dell'etica pubblica e della trasparenza, questo è il momento. E questo - mi sia consentito -  è il posto...

lunedì 12 settembre 2011

Maxisequestro edilizio a Poggibonsi: dimissioni immediate di Adriano Bartoli!

   Povera Lucia: era da tre o quattro settimane che - forse complice la pausa estiva - non venivano eseguiti sequestri edilizi nella Poggibonsi di cui è domina, lei era tutta contenta ed intenta ad inaugurare cose nuove, che questi rompicoglioni della Guardia forestale si sono messi a sequestrare altri appartamenti (in zona pizzeria Rigogolo, per chi l'ha presente).
Una volta per tutte, questi della Guardia forestale dovrebbero capire che la Poggibonsi del tandem Rugi (ex Sindaco)-Coccheri, non è una normale cittadina di trentamila abitanti circa: è molto di più, è il luogo ove si sperimenta lo "Stress test geologico" di ultima generazione. Appartamenti costruiti senza rispettare le distanze previste dalla normativa antisismica (per l'accusa, si capisce), case troppo vicine al fiume Elsa (sempre per l'accusa, si capisce), e così via: Poggibonsi come laboratorio nazionale, come "Stress test geologico", appunto. Il Sindaco Coccheri - con la sua pregressa esperienza montepaschina d'altissimo bordo - mi potrà di certo capire.

  A proposito: un uccellino valdelsano ha riferito all'eretico che tale Adriano Bartoli (Direttore ufficio tecnico del Comune coccheriano), oggi fra i 12 avvisati di garanzia, avrebbe collezionato altri avvisi. Credo che questo uccellino valdelsano si sbagli, e di grosso: in quale città al mondo, un Direttore di un ufficio tecnico sotto plurime inchieste resterebbe, comodo comodo, al suo posto? Non siamo mica nel Pd di Sesto San Giovanni, eh?
Dalla lady di ferro della Val d'Elsa, dunque, ci attendiamo immediato rigore, e pulizia senza guardare in faccia nessuno: a quando le dimissioni di Adriano Bartoli?
 Visto che la Coccheri era fra le neofemministe che si radunarono lo scorso luglio a Siena, su queste dimissioni potremmo dire: se non ora, quando?
 Così, poi, magari ci si mette anche una donna, al posto suo: tiè!

11 settembre: istruzioni per l'uso...

  Chi è che non si è commosso, ieri, guardando le immagini newyorchesi? E chi è che non si ricorda cosa stesse facendo esattamente dieci anni prima (l'eretico si trovava in una auletta di una scuola per stranieri, e stava tentando di insegnare - senza alcun successo - l'italiano ad un giovane tedesco, duro come un tronco di quercia...)?
 
  A margine dell'anniversario, l'eretico avrebbe da scrivere sin troppo, e non si vogliono tediare i (sempre più numerosi) lettori; in questa sede, si vuole solo ricordare una cosa, forse non sufficientemente impressa nella memoria collettiva: su 19 attentatori dell'11 settembre, ben 15 (!) erano di passaporto saudita. Ma nessuno mai parlò - neanche come ipotesi - di muovere guerra al Paese che custodisce i due principali luoghi sacri dell'Islam, nonchè tanto oro nero da fare gola a tutti. Nonostante tutti sapessero (e sappiano) da dove provengono i denari per le madrasse dell'Islam radicale, capaci di indirizzare verso l'Occidente odio e violenza (di queste scuole coraniche, le prime vittime sono gli islamici moderati, stragrande maggioranza).

 L'attacco all'Afghanistan (legittimo, ma portato avanti in modo del tutto sconsiderato dagli occidentali, con un ruolo a sè giocato dall'Italia, come dimostrato dagli ultimi decrittamenti di Wikileaks), e quello all'Iraq (assolutamente sconsiderato, in tutto e per tutto), hanno portato - in estrema sintesi - ad una maggiore instabilità nello scacchiere mediorientale, e non solo: questione arabo-israeliana, lungi dalla risoluzione (lo Stato di Palestina nascerà in modo unilaterale, a giorni, all'Onu, con gli States votanti contro); Israele, sempre più isolata (rottura gravissima, e recente, quella con la Turchia, baluardo filoccidentale in Asia minore -come si diceva una volta -, grazie alla tradizione kemalista), Iran sempre più aggressivo.
Non è tutto: l'unico risultato che Bush e teocon potevano vantare, era il ritorno alla presentabilità per Gheddafi, dopo il 2001 non più nemico pubblico numero uno. Si è visto poi...

  Ciò detto, l'eretico si chiede, a guisa di provocazione: quanta gente sa collocare nello spazio e nel tempo la strage delle Twin towers e del Pentagono, e quanti sanno, invece, orientarsi, con le medesime coordinate spazio-temporali, su Srebrenica (più di 8000 morti, contro 2700: la più grande strage in Europa dopo la fine della seconda guerra mondiale)? E ancora, per chiudere: per noi, per la nostra vita quotidiana, l'impatto maggiore è venuto dalla guerra nella ex Yugoslavia, dal 1995 in avanti, o dall'attentato delle Torri gemelle? Pensate ai vostri vicini di casa, ai compagni di banco dei vostri figli, a chi vi trovate davanti quando andate a fare la spesa: e provate a dare una risposta... 

domenica 11 settembre 2011

Mussari Giuseppe: una biografia (non autorizzata)

   Beh, come titolo sarà un pochino prevedibile, financo scontato,  ma l'eretico ha voluto scegliere - senza tanti fronzoli aggiuntivi - l'apoditticità.
"Mussari Giuseppe: una biografia (non autorizzata)", quindi, gli pare un titolo tutto sommato efficace, sebbene poco creativo. Ci poteva stare, per esempio, "Il cielo è sempre più blu", o qualcosa di simile, magari con un punto interrogativo a chiosare. Rischiava, però, di essere scambiato per un libro sul grande Rino Gaetano, morto giusto trent'anni fa (2 giugno 1981), ed ucciso per la seconda volta con il tormentone pubblicitario della Banca. Per quanto concerne il titolo, dunque, that's all.

 Amici montepaschini mi chiedono, con una certa insistenza, quando uscirà, questo libro: dico loro di pazientare ancora per un mesetto; forse anche meno: dipende da svariate cose, come forse i lettori potranno immaginare, almeno in parte (perchè a raccontarle tutte fino in fondo, ci sarebbe da scriverne un altro, di libercoli...).

Il sogno dell'eretico, sarebbe di presentarlo al Relais La Bagnaia, ma è verosimile che la Monti Riffeser - avvezza a ben altri convitati - non si mobiliti troppo volentieri per quest'opera. Peccato: come sarebbe bello presentarla - in anteprima mondiale - proprio nel luogo oggetto di uno dei 27 Capitoli del libro. Sarebbe una straordinaria lezione di pluralismo, addirittura di vita, da parte della domina di Bagnaia.
 E poi: la biografia non sarà autorizzata, ma l'illustre biografato è invitato, sin d'ora, a presenziare alla presentazione, a Bagnaia o altrove (in effetti, più facile altrove). Non solo: il massimo sarebbe se - invece di affidarsi all'avvocato Pisillo venti minuti dopo averne completata la lettura - il biografato fosse presente, e poi prendesse la parola, per dire la sua. Nessuno gli impedirebbe di farlo, anzi tutti sarebbero lieti di ascoltarlo. Come dovrebbe accadere in democrazia: perchè non dimentichiamoci mai, che, costituzionalmente parlando, in tale ordinamento viviamo (sic)...

Ps Da La Stampa di ieri (ancora in ottimo abbinamento gratuito con il Corrsiena):
 "Torna in vendita a prezzi ribassati Villa Feltrinelli sull'Argentario, di proprietà della Magiste di Ricucci (Stefano Ricucci, quello dei furbetti del quartierino, inquisito da varie Procure, Ndr). Ora si chiedono 19 milioni; è il terzo sconto in tre anni: la richiesta iniziale era di 29 milioni".
Benissimo: ma che c'entra con l'articolo? Diciamo che un capitoletto del futuro libro, concerne anche l'ex odontotecnico di Zagarolo: con una sorpresina mica da poco. Diciamo, una ciliegina sulla torta...

sabato 10 settembre 2011

Dieci domande alla dottoressa Benedetto

    Carissima dottoressa Benedetto, nel mentre sta per lasciare questa città, l'eretico - come peraltro preannunciato - vorrebbe farLe alcune domande sulla sua permanenza senese, in attesa della futura, felice carriera fiorentina.
Visto che Lei è stata di fatto l'unica a rispondere allo scrivente (e per questo il mio moto personale di riconoscenza sarà sempiterno), dimostrando un carattere ben diverso dai castisti locali (inabili alla scrittura, evidentemente, o facenti finta di non leggere ciò che di loro si scrive...), e vedendo sul Tirreno di oggi due pagine intere di intervista al suo compagno Enrico Rossi, mi auguro che la voglia di scrivere non Le sarà passata. Almeno così spero: una salutare par condicio con il Presidente, è proprio quello che ci vuole...

1) Risponde al vero che, da Assessore alla Sanità della Toscana, Enrico Rossi aveva fortemente voluto una norma di legge regionale contro i potenziali conflitti di interesse familiari nella Sanità, arrivando a dichiarare: "non siamo contrari all'amore...ma quando a questo rapporto si sovrappone un rapporto di tipo gerarchico, allora occorre assumere delle misure cautelative"?
2) Risponde al vero che Lei è la compagna di Enrico Rossi da 18 mesi (ed auguri per il matrimonio, dato per certo)?
3) Risponde al vero che Lei conosceva la dottoressa Scaramuccia - attuale Assessore regionale alla Sanità della Regione - da ben prima che la suddetta fosse nominata Assessore regionale da Enrico Rossi?
4) Risponde al vero che Lei annovera tra i suoi amici (facebookiani) Filippo Gentiloni e, soprattutto, quel Bonaccini prima Assessore provinciale a Modena, adesso Segretario regionale del Pd dell'Emilia Romagna (non ci deluda col dire che non c'è niente di male ad essere loro amici: non ci deluda, dottoressa!)?
5) Risponde al vero che della Sua relazione sentimentale con Enrico Rossi erano a conoscenza, fin dal 2010, molti Sindaci della Provincia di Siena, consiglieri provinciali, consiglieri regionali, direttori generali e funzionari direttivi della Asl 7?
6) Risponde al vero che della Sua relazione sapevano i vari Alberto Monaci, Marco Spinelli, Lucia Coccheri, Elisa Meloni, nonchè l'attuale Sindaco Franco Ceccuzzi (vale a dire i più importanti politici ed amministratori locali)?
7) Le risulta che perfino Rosaria Bindi, Presidente del Pd, e il Segretario Bersani fossero a conoscenza della Sua relazione, tra l'altro esprimendo preoccupazione per il fatto in sè?
8) Quando ha iniziato - con atti concreti e verificabili - ad adoperarsi per fare sapere che avrebbe lasciato (per amore) la sua importante e prestigiosa carica senese?
9) Come valuta l'intervento politico di esponenti del Pd (regionale, ma forse non solo) e dell'Idv regionale (in particolare di Maria Luisa Chincarini) sul Suo caso? Ritiene che sia stato influente, o che non abbia avuto peso alcuno, nel determinare la sua scelta?
10) Mi scusi la birbatella finale, davvero: potrebbe dirmi se è vero che lei ha formalizzato le sue dimissioni senesi fra gli ultimi giorni di luglio ed i primissimi di agosto del 2011, in concomitanza con il concretizzarsi del posto di Segretario generale della Camera di commercio di Firenze?

Sono domande poste sine ira ac studio, mi creda; è solo che l'eretico - avvezzo alle durezze della vita sentimentale -, alle scelte lavorative dettate solo, solamente e soltanto dall' Amore, ha smesso di credere da un pochino.
Se Lei potesse dimostrargli che si sbaglia (e di brutto), magari l'eretico potrebbe tornare ad avere fiducia nelle scelte dettate solo dai sentimenti...   

venerdì 9 settembre 2011

Acampa ed il Vescovo si ingozzano alla Sagra del braciere: ma senza pagare...

 Come volevasi dimostrare (vedasi post precedente): sono arrivati in quattro alla mitica Sagra del braciere (Arcivescovo, Acampa Giuseppe, l'inseparabile don Bechi, più un glabro vestito da prete, di cui l'eretico, per ora, ignora il nome), hanno mangiato come Cristo comanda, si sono alzati, e via. Senza pagare un solo centesimo. Ha provveduto il Priore selvaiolo, per loro (con scelta opinabile assai...).

  L'eretico era presente ( e pagante, a differenza loro, e come tutti gli altri, selvaioli e non), e ha potuto osservare il Vescovo tanto nel caratteristico sciacquettìo tra una portata e l'altra (stasera, l'eretico ha pizzicato il successore di Pietro al gargarismo, con ingoio incamerato, tra la carne alle brace ed il dolce, ma non si può escludere che ve ne siano stati financo altri), quanto in una nuova, irresistibile specialità (almeno per gli occhi ereticali): il cantuccio alla forfora. Forse per pura abitudine, infatti, Antonio Buoncristiani ad un certo punto della serata si è passato la mano destra sugli ancora sufficientemente folti ed argentei capelli, cercando di infondere loro un ordine che stavano purtroppo perdendo, vista la ostinata riottosità di alcuni ciuffi. Poco dopo, al tavolo dei mistici senesi sono stati serviti i cantucci, che - come si sa - si consumano con le mani (anche perchè ci vorrebbe un machete per tagliarli). Il successore di Pietro, magari, poteva ingurgitarli afferrandoli con la sinistra, invece ha optato - incredibile dictu - per la destra: la stessa usata per sistemarsi ben bene il cuoio capelluto. Il vin santo, avrà mondato il pastore delle anime senesi da ogni impurità?
Sconcerto, ad un certo punto, per l'improvvisa scomparsa di Acampa Giuseppe dal tavolo dei mistici del costoleccio: l'eretico l'aveva del tutto perso di vista, colpevolmente. Poco dopo, però, è stato avvistato ad un tavolo di giovani, a bere e gozzovigliare con loro, con l'inseparabile borsetto a cingergli il fianco destro.
Tornato a sedere, ha ordinato un limoncello: tutti i salmi finiscono in gloria (aggratisse!).

Riflessione finale della serata: no, lasciamo perdere. Ognuno se la faccia per conto suo: i pensieri, non sono ancora querelabili, nemmeno da Acampa e Buoncristiani. Per ora...

Il funambolico Acampa, dal Cross dei rioni al sacro chiodo di Colle...

     L'eretico lo capisce, davvero: siamo ancora in piena estate, c'è un caldo birbone, la voglia di mare e di spiaggia c'è per tutti (purchè il Sindaco Ceccuzzi resti in loco a giocare a barberi, per sorvegliare la città, nel caso si venisse invasi dalle truppe brambillate); l'appuntamento di domenica 11 settembre, però, è imperdibile: mentre a New York si commemorerà la tragedia dell'11 settembre 2001, nel ridente borgo di Colle di Val d'Elsa (per la precisione, Colle alta), alle ore 18 circa si terrà (dopo i Vespri solenni delle 17, e dopo una Messa Pontificale presieduta da Sua Eccellenza Antonio Buoncristiani) la "Processione con il Sacro chiodo (della crocifissione di Nostro Signore, Ndr) fino al Bastione del Baluardo e Benedizione della Città", seguita da "Bacio della Sacra Reliquia". Il tutto, organizzato da Acampa Giuseppe (che presiederà personalmente i Vespri solenni, per non farsi mancare niente).
Nel programma dell' irrinunciabile happening tra il sacro ed il profano (ad ognuno identificare il profano...), il mistico di Vallepiatta viene presentato - dal giornaletto della Curia - con i seguenti titoli: "Arciprete M. Rev.do Mons. Giuseppe Acampa". Nemmeno un Generale dopo le tre guerre d'Indipendenza! Lui, probabilmente, avrebbe preferito essere presentato solo come un semplice sacerdote, ma i redattori dell'invito devono avere insistito, e così la lenzuolata di onorificenze è venuta fuori, suo malgrado...
"Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare": ma se invece del Pd, a Colle avesse governato l'Udc, che sarebbe successo? Si sarebbero presi i nomi degli assenti?

  A Colle, ormai, Acampa Giuseppe da tempo è di casa; il suo cuore di contradaiolo, però, batte sempre forte, per l'amata Selva.
 Ieri sera, per esempio, era a benedire gli atleti partecipanti al Cross dei rioni, nell'oratorio di San Sebastiano, subito prima della partenza per i sette massacranti chilometri: presa la parola, metà degli atleti sono usciti dalla Chiesa, preferendo partire senza benedizione. Miscredenti!
Fonti accreditate, lo danno stasera sempre nella Selva, insieme all'Arcivescovo (che speriamo non delizi gli astanti con gli ormai proverbiali gargarismi di metà pasto...): prima del Sacro Chiodo, la fiorentina ed il costoleccio. Niente di male, ovviamente: per fare bella figura, magari sarebbe opportuno che Acampa pagasse, a differenza di quello che fa di solito in serate simili...

giovedì 8 settembre 2011

Piddini contro piddini: in Italia, sì; a Siena, no...

   In attesa di tornare a personaggi ormai ben noti ai frequentatori di questo blog (Ceccuzzi, la Benedetto, ovviamente Mussari visto il ritrovamento pegognaghese et alii), l'eretico oggi vorrebbe svolgere il suo compitino quotidiano scrivendo del Pd (sai che novità...). Sulla questione morale bersaniana, magari: sempre ricordando - mai abbastanza, purtroppo - che nel 2009, tutti i rappresentanti della Casta di Siena erano bersaniani fino al midollo. L'alfiere della pulizia nel Partito (Ignazio Marino), era un candidato - a Siena e non solo - da sfigati, o da società civile, intesa nel senso dalemiano del termine (paragonabile a ciò che pensa Silvione dell'Italia). Oggi Marino è l'unico (con Parisi, e pochissimi altri) a potersi permettere parole chiare, esplicite, forti sulla questione morale del Pd (su quella berlusconiana, è bravo chiunque...).
 Una bella scrematura fra chi non disprezza la commistione fra affari e politica, e chi, invece, la condanna senza se e senza ma, dunque, fu quella delle Primarie del 2009: l'eretico ricorda con nettezza quando, alla Saletta dei mutilati, Marino - intervistato da Concita De Gregorio -  parlava delle tante sezioni del Pd campano, calabrese e pugliese (ma guarda un pochino...), dove lui non aveva ottenuto neanche una firma, neanche per sbaglio!! Lo ricordava senza acredine, ma con determinazione. Qualcuno, oggi, dovrebbe dargli ragione, all'interno del Pd: tranquilli, non ci sarà la fila...

 Penati Filippo - lo ricordava Gad Lerner ieri su Repubblica - non è una mela marcia, tutt'altro: è un ingranaggio di un Sistema, che a Siena (con tutte le peculiarità del caso specifico) ben conosciamo, e che - in parte, ma molto significativa - Galaxopoly ha scoperchiato (di qui l'esigenza della ferrea censura sul fatto), in modo implacabile.
Vorrei che si ragionasse (se è ancora possibile farlo) su questi elementi: il Pm che ha scoperchiato il Sistema Sesto si chiama Walter Mapelli, ed è un magistrato dichiaratamente di sinistra (tessera di Magistratura democratica); la Repubblica appartiene ad un socio fondatore del Pd (l'ingegnere De Benedetti), ed ha pubblicato almeno due interviste esplosive a Di Caterina, grande accusatore di Penati; il prima citato Gad Lerner, è un piddino convinto, eppure attacca frontalmente la gestione bersaniana del Pd (l'aveva già fatto con l'affaire Pronzato, il quale ha ammesso di avere intascato mazzette vecchia maniera per 40mila euro, ed era uno molto vicino a Bersani e a D'Alema). Si potrebbe continuare, per non poco.
Solo nel Pd senese, non esiste uno (politico, amministratore, miracolato, "giornalista") che sia uno, che si ponga il problema, in pubblico. Nessuno che - dall'interno - abbia le palle per dire alcunchè: non di sinistra, di decente.
 Cenni? Come se non fosse mai esistito (magari...); Bezzini? Come se esistesse...la Meloni? Deve badare alla creatura (se non ora, quando?); il Carli? Si dovrebbe fare spiegare tutta la storia del Sistema Sesto, ed è roba complessa; Ceccuzzi (due volte parlamentare di questo Partito, in tempi recenti assai): non pervenuto, in quanto ormai impegnato a rilasciare dichiarazioni solo sul protocollo dei cavalli da Palio e a girare di sagra (contradaiola) in sagra (ieri avvistato nell'Aquila). Siena, in pratica, è sedevacante, per quanto concerne il Sindaco: non di solo Palio e costoleccio (pure entrambi da salvaguardare, ci mancherebbe altro) vive la città!

I nodi, però, stanno venendo al pettine: possibile che non ci sia neanche uno a volersi salvare l'anima, piuttosto che la poltroncina? Farsi confessare in articulo mortis da Acampa, non so se possa salvarla (l'anima)...  

mercoledì 7 settembre 2011

Qualche anticipazione mussariana...

   Ciò che il buon Settimio aveva dato all'eretico in quel di Pegognaga, in effetti, si è rivelato di molto interessante: mi aspettavo abbastanza, ho trovato molto.
Quantitativamente parlando, sono oltre trecento pagine, il che non è cosa di poco conto; qualitativamente, sono davvero ben documentate, e - devo dire - scritte benone: io ci ho giusto aggiunto qualche correzioncina e qualche pennellata da scrittore, niente di più...

  Un lavoro con i fiocchi, dunque: pensate che l'anonimo estensore, aveva financo pensato a dividere la narrazione in Capitoli (27, per la precisione), più una articolata Introduzione.
Questo Settimio da Pegognaga, forse non si rende neanche conto di quale colpo di fortuna gli era capitato fra le mani!
"Tra l'altro, io ho il conto ad Intesa!", mi disse, nel caratteristico dialetto locale.

  Leggendo e rileggendo il testo, mi pare chiaro, sempre più chiaro, che trattasi di una biografia scritta da una sola persona (lo stile sembra omogeneo, in linea di massima), ma indubbiamente questo anonimo è stato aiutato da molti: qui c'è la mano di gente che sa di finanza, che ha conosciuto Mussari sin dal suo approdo senese da Catanzaro, che ne conosce il carattere; addirittura - secondo me - c'è anche qualcuno delle forze dell'ordine che lo ha aiutato (direi più di uno), perchè certe cose, altrimenti, questo sconosciuto non avrebbe potuto saperle. Non c'è dubbio.
E non scordiamoci che Mussari nasce avvocato, come ben si sa: anche da quell'ambiente deve essere arrivata qualche soffiata, mi fa l'idea. Ci sono chicchine che sembrano uscite proprio da un ambiente avvocatesco.
Tanto per giustificare la firma, ho scelto, con grande cura, le foto del biografato: tanto quella della copertina, quanto quella della quarta.
Mi sono accorto di una cosa: Mussari Giuseppe è uno di quei personaggi che, a seconda di come venga fotografato, può apparire un affascinante quasi cinquantenne, o uno sciupatello che dimostra più degli anni che ha. Succede a tutti, ma a qualcuno di più.
L'eretico, con la consueta magnanimità che lo contraddistingue, ne ha scelte due (di foto), in cui Mussari è venuto decisamente bene, scartando quelle in cui appariva stanco e sciupato: spero l'avvocato-banchiere-cavaliere-tifoso cestistico me ne dia atto...
Ulteriori informazioni? Dai, su: riparliamone domenica...

martedì 6 settembre 2011

Riflessioni ereticali sullo sciopero camussato (o camussino?)...

   Oggi, 6 settembre, grande manifestazione organizzata dalla CGIL contro la manovra governativa(peraltro, ancora non chiarissima): sulla scelta della dirigenza nazionale del sindacato, ognuno la pensi come vuole (per quello che consta all'eretico, la manovra non piace di certo, e si è già scritto da quali tasche si andrebbe a raccattare volentieri parte del gettito...).
Veniamo alla manifestazione senese: l'eretico premette di non avere assistito al discorso finale in Piazza Salimbeni, ma in compenso ha osservato piuttosto a lungo lo snodarsi dell'evento. Tanta gente, di certo; nel complesso, bella manifestazione, a prima vista.
Quello che dispiace, è che tanta gente, tanti lavoratori, in perfetta buona fede, si facciano prendere dai fondelli proprio da coloro che cotanto corteo aprivano: non solo gente che non ha mai fatto mezza giornata di lavoro in vita sua (proprio come i Vescovi che sdottorano di matrimonio...), ma anche gente di lotta e di governo. Veri e propri Zelig: quando c'è uno sciopero targato CGIL, li trovi tutti in prima fila, a fare gli antiberlusconiani: ma si può ancora credere che lo siano, senza abdicare alla propria intelligenza?
In buona sostanza, mi sono tornati in mente i pellegrini che vanno a Medjugorje: massimo rispetto per loro e per la loro fede (per l'eretico, deve essere garantita anche l'adorazione del pappagallo, purchè non imposta), parecchio meno per chi li prende per il culo, e ci si ingrassa dietro.
Tornando dai Balcani alla città del Palio, solo qualche esempio, a pelo d'acqua: quando un annetto e mezzo fa Berlusconi Silvio atterrò nel Senese per valutare se comprare o meno un castello in loco, l'evanescente Simone Bezzini era lì, con tanto di fascia tricolore, ad omaggiarlo servilmente (non si sa se si sia anche genuflesso all'uopo). Era una visita esclusivamente, strettamente privata del Silvione nazionale (chissà chi ci avrebbe mai portato, in quella magione, se l'avesse comprata), e non c'era quindi nessunissimo obbligo di andare, con tanto di fascia tricolore. Oggi, però, il Bezzini era lì a protestare contro la manovra di quello che era andato a salutare in pompa magna: se puta caso fosse sceso in Piazza Berlusconi con il suo elicottero, lui sarebbe accorso subito...
Quanto a Franchino Ceccuzzi, che dire? Immagino (ma è pura fantasia, si capisce) una telefonata di scuse a Denis Verdini, già in mattinata, per dire che lui non poteva non esserci, ma che non è diventato improvvisamente di sinistra: tutto sotto controllo, tutto a posto...
Se poi pensiamo che il più sbeffeggiato dai manifestanti dopo Berlusconi - allorquando non fosse scivolato sulla buccia di banana dell'affitto romano in nero pagato a Milanese -, vale a dire il (presunto) genio della finanza Giulio Tremonti, ora sarebbe verosimilmente Premier di un Governo di garanzia, magari con un Ministero di peso affidato al primo finanziatore del Pd locale, vedete che il cerchio si chiude: insieme a Tremonti, i manifestanti avrebbero mandato a quel paese anche il Presidente di Banca Mps, stamattina?

 E pensare che la Susanna Camusso, il 16 agosto scorso, era venuta a vedersi il Palio, da Palazzo Sansedoni, ospite del Monte (notoriamente un baluardo della difesa dei posti di lavoro); insieme a lei - che per l'occasione non aveva il cappellino alla Cipputi -, c'era anche l'ex leader CGIL Guglielmo l'Epifani ( Di Vittorio e Lama no, in quanto deceduti), ma soprattutto era presente il più berlusconiano dei berlusconiani (insieme al Premio Frajese Letta Gianni), Paolo Buonaiuti da Firenze.
 Avrà detto, la Camusso, al sempre abbronzatissimo Buonaiuti:
 "Vedi quanta gente a questo Palio? Il 6 settembre, io ne faccio sfilare anche di più, in tutta Italia: e tutti di una sola Contrada, pensa!". E giù, a scambiarsi occhi dolci davanti ad un bel rinfresco, berlusconiani ed antiberlusconiani.
 Non corrisponde al vero, che siano tutti uguali, i nostri politici e i nostri sindacalisti di punta, ci mancherebbe altro: infatti - in questi rinfreschi - c'è chi mangia educatamente con la bocca chiusa, e chi fa i gargarismi pubblici con il vino buono...

lunedì 5 settembre 2011

La rivolta degli scopini (ed un suggerimento ereticale)!

  Il Tiresia dell'Università di Siena (il professor Giovanni Grasso, per chi, colpevolmente, non lo sapesse) l'ha fatta, ancora una volta, davvero grossa, tirando fuori la magagna degli scopini da cesso iperpagati (60 euro, più Iva) dall'Università. Uno dei tanti esempi di spreco per lo spreco.
Non è uno scoop dell'eretico, quindi; il tema, anzi, è già stato ampiamente trattato dai blog non allineati (Il senso della misura di Grasso, appunto, Fratello illuminato, il Santo, più il Cittadino on line: il fatto che non sia arrivato sulla stampa "ufficiale", non sorprende certo più di tanto...).
Come si fa, però, a non scrivere qualcosina su questo tema?
 Il tema della "merda", tra l'altro, è tornato ampiamente di moda, in questo incipit settembrino, con tanto di sdoganamento della parola: e ancora una volta, grazie al faro antropologico della Casta di Siena, l'ottimo Berlusconi Silvio.
 "Il giorno che la merda avrà un valore, i poveri nasceranno senza culo" (by Gabriel Garcìa Marquez, riportata da Stefano Bartezzaghi su Repubblica di ieri l'altro).
Nell'Università senese, dunque, tutto doveva essere pulito al meglio, con il meglio che il mercato (dello scopino) potesse offrire: si è parlato di manie di grandezza dei Magnifici senesi, poteva forse fare un'eccezione lo scopino?

 Visto che di scopino stiamo discutendo, perchè non utilizzare i pregiatissimi scopini per fare anche altro? Un esproprio proletario in piena regola (molti docenti di oggi, ne erano teorizzatori, anni fa), da parte dei dipendenti a rischio stipendio, ci starebbe proprio bene, no? Ma non per portarseli banalmente a casa loro, bensì per utilizzarli in una bella manifestazione da INDIGNADOS caserecci: non sarebbe un'eccellente, ed originalissima, variante, rispetto per esempio alle pentole usate a Parma per protestare contro la corruzione emersa nella politica locale?
Se il Comune di Siena decidesse di non costituirsi parte civile, una bella manifestazione con tanti scopini di valore davanti all'ufficio del Sindaco, non ci starebbe benone?
Per non parlare di ciò che si potrebbe fare - opportunamente scopinodotati - nei confronti dei responsabili del megadissesto dell'Ateneo...

Ps Stasera, l'eretico raccomanda, in modo caldissimo, la visione del film Fortapàsc, di Marco Risi (Raiuno, ore 21,20); storia di un coraggioso giornalista (ucciso il 23 settembre 1985, a 26 anni!), che lavorava al Mattino di Napoli. Un giovane giornalista (precario), che non aveva paura di denunciare il marcio che vedeva intorno a sè. C'è una frase, nel film, che potrebbe essere ripetuta pari pari per la realtà dell'informazione senese.
 Chi vedrà (o rivedrà) il film, non tarderà a capire quale sia... 

domenica 4 settembre 2011

Svelato il mistero di Pegognaga!!

  Il macellaio ("imprenditore della carne", come ha voluto sottolineare Settimio, con inquietante eufemismo) di Pegognaga, dunque, ha consegnato all'eretico l'importante plico contenente la biografia (non autorizzata) del prestigioso personaggio.
Anche se è entrato in quella stanza d'albergo per non nobilissimi fini (ma si sa che la carne è debole, e l'imprenditore della carne comunque non ha l'obbligo della continenza come gli uomini di Chiesa...), il macellaio di Pegognaga ha fatto - del tutto involontariamente, si badi - un gran piacere all'eretico.
Dopo la condanna del Giudice Cavoto (su cui ritorneremo, ovviamente), la vittoria di Franchino alle elezioni (peraltro iperprevedibile), nonchè il successo giudiziario di Acampa il 19 luglio (aspettiamo le motivazioni della sentenza, Giudice Gaggelli: faccia in fretta, per favore!), per l'eretico si era prefigurato un annus horribilis davvero: fino a quando non è andato a Pegognaga...
Queste trecento e più pagine, infatti, narrano delle gesta (o, almeno, di alcune gesta) dell'uomo più potente della città, vale a dire del Presidente della Banca Mps Mussari Giuseppe: roba grossa, quindi...
Appena ricevutele, l'eretico ha iniziato a cercare di vagliarle al meglio delle sue (limitate) possibilità, e tutto pare incredibilmente tornare, tutto pare essere documentalmente provato o provabile con la documentazione in possesso dello scrivente.
Ma chi mai potrà avere scritto queste pagine? Certo non un amico del Presidente; per farci cosa, però? E se le pubblica prima l'anonimo estensore? Beh, ci sarebbe da cospargersi il capo di cenere per il resto della vita, ma tant'è: prima verificare, poi pubblicare.
Per gli interessati, diciamo che le verifiche sono a buon punto. Anzi, buonissimo...
Per intanto, mercoledì l'eretico darà qualche ulteriore informazione sul velenoso libello: così, tanto per scaldare i motori... 

sabato 3 settembre 2011

Giornata ebraica: Franchino in sinagoga...

  Una delle caratteristiche più genuine e schiette degli ebrei - è cosa risaputa - è l'umorismo, più o meno graffiante (e si sa che più si è dotati di ironia, più si dà fastidio al Potere, quale esso sia).
Domani sarà la Giornata della cultura ebraica, con Siena città capofila, in Italia: un importante riconoscimento, indubbiamente, che sarebbe sciocco vedere solo in proiezione dell'appuntamento (molto potenziale) di Siena Capitale europea della cultura. La ormai sparutissima comunità senese deve essere orgogliosa dell'evento, e l'eretico ricorda volentieri l'opera del professor Lattes (scomparso da qualche anno), che tante volte gli ha aperto la sinagoga.
Ma veniamo alla giornata: nel dépliant si legge che in mattinata - alle 11,15 per la precisione - ci saranno i saluti di rito delle autorità; a Renzo Gattegna (Presidente delle comunità ebraiche italiane), si unirà la trojka castista senese, composta da Gabriello Mancini (colui che non riuscì neanche a farsi inquisire per Galaxopoly), Simone Bezzini (l'impalpabile Presidente della Provincia), nonchè il nostro amatissimo Franco Ceccuzzi, il Sindaco dei Sindaci.
Per Franchino, un appuntamento strano: per la prima volta da un mese a questa parte, non ci sarà da parlare di cavalli o di doping (in generale: non riferibile al Palio, si capisce). Meno male che, proprio a fianco della sinagoga, c'è la stalla della sua Torre, in modo tale che il contradaiolo e l'uomo delle istituzioni si potranno fondere mirabilmente, domani mattina.
All'eretico basterebbe che Franchino non facesse gaffes particolari. Basterebbe questo. Mi raccomando: limitarsi a leggere ciò che gli hanno scritto, poi solo annuire e ringraziare; meglio se sorridendo (ma non troppo, per i noti problemi). Non prendere iniziative, contare fino a dieci prima di aprire bocca, non entrare in argomenti che si possono ritorcere contro, diventando gineprai inestricabili. Gli ebrei - in estrema sintesi -  sono quelli che ne hanno buscate sodo da Hitler nella seconda guerra mondiale, ma anche da parecchi altri ben prima del baffino, altri che magari brandivano il crocifisso preparando il rogo agli ebrei (vedasi i moti del Viva Maria). Ecco, magari meglio non pubblicizzare l'amicizia con monsignor Acampa e con il suo amico don Andrea Bechi, che il Viva Maria ha con vigore intellettuale (sic) difeso: basso profilo, fare finta di niente, Gattegna non credo proprio possa sapere.
 Per non rischiare figuracce, ricordarsi che gli ebrei sono quelli che stanno in Israele, ma non solo: non sono quelli della Mecca e di Medina, sono quelli di Gerusalemme (che, però, è città sacra anche per quelli della Mecca, ed anche per il Vescovo Buoncristiani e per don Acampa: che confusione, forse è meglio riparlare di Contrade, ora che si sono imparati i colori di tutte).
Sarebbe infine il caso - proprio in vista della candidatura senese a Capitale europea della Cultura - che si cambiassero gli osceni cartelli che ci fanno ridere dietro da anni (l'eretico francamente non ricorda: venuti fuori sotto Piccini, o sotto il paonazzo del Nicchio?). Quelli, per capirsi, che indicano ai turisti la via per la "Sinagoga ebraica": come se si indicasse una moschea, dicendo "moschea islamica"...

Altro scoopino dell'eretico (citato dal Corrsiena)

   Nei giorni scorsi, l'eretico aveva piazzato un altro scoopino sulla situazione ormai insostenibile (si arriverà ad uno sciopero? Ma la CGIL non interviene?) della diocesi senese, più che mai divisa e lacerata, specie dopo le dichiarazioni dell'ex segretario del Vescovo don Andrea Bechi, inneggianti ad un vigoroso repulisti da parte del Vescovo contro gli antiacampa. Avevamo scritto del coraggioso parroco di Civitella Marittima (subordinato all'ottimo Buoncristiani), e del suo clamoroso attacco ad personam al Vescovo senese (da cui ancora si attendono risposte di qualsivoglia genere all'attacco dell'anziano prelato, molto amato dai parrocchiani).
Stamattina, il Corriere di Siena ha dedicato un'intera pagina alla questione (con richiamo in prima), citando opportunamente questo blog, che aveva diffuso per primo la notizia. Una volta tanto, l'eretico si complimenta per la correttezza deontologica con il Corrsiena: in attesa che anche La Nazione faccia altrettanto (e qui cascano davvero le braccia, vista la reattività - sic -  del duo Romaldo-Strambi, più vescovisti del Vescovo...).

Adesso attendiamo tutti, con trepidazione, la risposta del successore di Pietro: potrebbe essere la volta buona per sentire all'opera il neosegretario vescovile, l'aitante don Enrico Grassini (poggibonsese, classe 1979, ordinato sacerdote nel 2006).
Bello, è bello; biondo, è biondo: ora vediamo anche se sa scrivere...

Ps Nei giorni scorsi, è arrivato all'eretico un commento anonimo sul post dedicato alla vicenda della dottoressa Benedetto (della quale a breve torneremo ad occuparci): ben documentato, c'è però qualche parolina che potrebbe facilmente esporre l'eretico ad una querelina. Si raccomanda quindi l'anonimo lettore di riscrivere il suo commento, ma eliminando quei passaggi (soprattutto uno, quello in cui cita una parola che inizia con la "c" e finisce con la "a"...) più a rischio. Attendiamo - anche in questo caso - nuove!

venerdì 2 settembre 2011

La querela al Corriere di Siena: riflessioni a margine...

     Date retta ad uno che di cause e di querele, purtroppo, ormai se ne intende: questa storia della possibile querela del Comune al Corriere di Siena, è una bufala di fine estate. L'eretico - pur non avendone mai avuta da quel giornale, di fronte a fior di querele reali - esprime comunque, e senza ironia, solidarietà alla testata fatta oggetto di cotanta attenzione da parte del primo cittadino senese: è sempre un gran brutto segno, quando si arriva a minacciare azioni legali contro un giornale, quale esso sia.
Resta il fatto che la storia sembra paradossale (a meno che Stefano Bisi non voglia ergersi a paladino della libera informazione che fa male al Potere: il che, francamente, un pochino meraviglierebbe...): se c'è un giornale che scrive all'insegna della retorica senesista-ceccuzziana del Palio, questo è il Corrsiena (La Nazione è solo un book fotografico, nei giorni del Palio). Che senso ha, il quererarlo davvero? Sarebbe come se Berlusconi querelasse il Tg1 di Augusto Minzolini: ve lo immaginate?
E per che cosa, poi? Per avere scritto "doping"? Allora il Monte dei Paschi potrebbe querelare chiunque osasse scrivere la parola "crisi" (o peggio) accostata al suo prestigioso marchio, e così proseguendo (sull'Università, quale potrebbe essere la parola tabù?)...

   In conclusione, tutto fa pensare ad un colpo di caldo da canto del cigno estivo; se mai fosse, però, che il Comune querelasse per davvero il Corriere di Siena, il tutto potrebbe paradossalmente stimolare una maggiore reattività giornalistica della testata verso gli argomenti che più stanno a cuore ai senesi (Monte, Università, gestione del Comune): potrebbe financo spingere i cronisti del Corrsiena ad occuparsi più di persone (magari, di certe persone...), piuttosto che di cavalli. E potrebbe spingerli a scrivere di ben altri tipi di doping...

mercoledì 31 agosto 2011

L'eretico a Pegognaga...

Seguendo il suggerimento della maga,  l'eretico, in un appiccicoso pomeriggio di giugno, arrivò alfine in quel di Pegognaga: non proprio un posto da gradevole fine settimana, a dirla tutta...
Entrato nel paesone - come pattuito con la maga dell'Acquacalda -, l'eretico aprì finalmente la busta che gli era stata consegnata qualche giorno prima, compiacendosi del suo autocontrollo per non averla aperta prima, a Siena o durante il viaggio: all'interno, c'era un nome (Settimio), un cognome (che non si può trascrivere, per comprensibili ragioni di privacy), un indirizzo. Ed una raccomandazione finale:
"Quest'uomo ha materiale importante per te: vai da lui, ne sarai soddisfatto!", intimava perentoriamente la fattucchiera.
Arrivato al cospetto di Settimio, mi trovai di fronte un imprenditore di carni dall'aria furba, dall'aspetto sgraziato, nonchè dai modi gentili. Tra le varie occupazioni della sua giornata, di certo l'igiene personale non era ai primissimi posti: la faccia paonazza, la barba incolta ed unta, l'abbondante sudorazione, non facevano che confermare quanto appena detto.
"La storia che sto per dirle - prese a parlare, dopo i rapidi convenevoli di rito - le sembrerà quasi incredibile, ma le assicuro che è tutto realmente accaduto!", disse l'uomo, mentre prendeva da una borsa che aveva alla sua sinistra una cartella: piuttosto piena, all'apparenza.
Mentre parlava, le sue manone da macellaio arricchito, ben tozze, se le passava sulla testa, attraversata da pochi - ma decisamente sporchi -  capelli rossi.
"L'anno scorso - come faccio tutti gli anni - sono andato in vacanza in un paese dell'Est: sa com'è - disse, giocando sulla complicità maschile -, qui le donne non sono più quelle di una volta, ed io, dopo 350 giorni in mezzo ai maiali, per 15 giorni all'anno divento io stesso un maialino", aggiunse, ridendo in modo grasso, e facendo assumere ai suoi tratti un'espressione ancora più volgare di quella che l'eretico gli aveva assegnato fino a quel momento.
"Capisco, capisco benissimo: ma perchè tutto ciò dovrebbe interessarmi? Sono esperienze sue: che c'entro io?", provò a domandare, in modo un pochino spazientito, l'eretico. Una reazione del tutto scontata, visto la piega che sembrava prendere il discorso...
"Va bene, vedo che lei vuole arrivare subito al sodo: bravo, è giusto così, mi piacciono le persone che non hanno tempo da perdere!", disse sorseggiando una cedrata ghiacciata abbinata a pezzi di salame e formaggio. Mentre parlava, il salame ed il formaggio, opportunamente triturati da denti devastati dall'incuria, non venivano celati al suo interlocutore.
"Rientrato nel mio albergo dopo avere ben mangiato e bevuto, avevo un appuntamento con una...ragazza. Il portiere mi aveva detto di andare in una stanza, ma io avevo evidentemente sbagliato il numero: questi dell'Est, parlano sempre un italiano incerto, no? In quell'albergo, con la stessa chiave spesso si entra in più porte, quindi entrai: appena dentro, non trovai la bella ragazza che mi aspettavo, bensì una stanza vuota. Sul lettone, però, c'era una borsa, piena. Non volendo uscire a mani vuote, la volli prendere, per poi andarmene, subito dopo. Dopo avere consumato con la ragazza nella stanza giusta, tornato in camera mia, aprii la borsa: c'era quello che le sto facendo vedere adesso. Una cartella con dentro più di 300 pagine, tutte dedicate alla vita di questo importante personaggio di Siena. Le interesse averle, queste pagine? Io non voglio avere noie, e, francamente, non me ne importa niente. Dissi del fatto alla maga, un paio di mesi fa, quando lei stette una settimana a Pegognaga: e lei deve averlo riferito a lei. Insomma, le vuole queste carte, o no?".
Come potrete immaginare, l'eretico si tuffò su quelle pagine: appena visto il calibro del personaggio in questione, non potè che accettare, con grande, immenso piacere.
 Chi mai le poteva avere scritte, quelle più di trecento pagine, già quasi pronte per la stampa?
 Ma soprattutto - immaginando la legittima curiosità dei lettori - chi è l'oggetto della biografia non autorizzata?
Tempo al tempo: domenica l'arcano - alla maga dell'Acquacalda piacendo -  sarà svelato...

martedì 30 agosto 2011

Bersani-Penati come Ceccuzzi-Mussari?

      L'eretico confessa: sta godendo come pochi, nel corso della lettura di prima mattina dei vari quotidiani (nazionali). L'affaire Penati, in effetti, non può che fare gongolare chi da anni scrive delle zone d'ombra del Pd (troppo facile fare come Rosaria Bindi, per la quale il Pd è pulito, semmai erano sporchi i diesse...). Il "sistema Sesto" è venuto a galla, ed ora c'è il crucifige nei confronti del (ricco, non certo povero) Penati Filippo, fino a ieri osannato per il suo pragmatismo riformatore, alieno dalla facile demagogia dell'antipolitica. Financo il Tribunale interno con i probiviri (primus inter pares il probissimo Luigi Berlinguer, a Siena ben noto) è stato sguinzagliato, per trovare il modo di escogitare la punizione esemplare per il reprobo piddino: ma i Pm di Monza, fortunatamente, sembrano, ad occhio e croce, sulla retta via per fare naufragare il goffo tentativo piddino di circoscrivere a Sesto San Giovanni le magagne del Partito (e Pronzato, e Morichini, dove li mettiamo, per restare solamente a questa estate?). Dagli al Penati Filippo, dunque.
Certo che se iniziasse a parlare lui, sarebbe uno spasso: a parte tutta la questione degli appalti dell'area Falck e delle quote autostradali con il gruppo Gavio (roba decisiva, ma pallosissima da seguire), l'eretico auspicherebbe maggiori chiarimenti su un fronte di irresistibile interesse: quello che l'imprenditore (e pagatore di Penati, per sua stessa ammissione) Piero Di Caterina ha dichiarato a Paolo Berizzi di Repubblica lo scorso 4 agosto ( pagina 11): "Di imprenditori ce n'erano sempre. Quelli erano viaggi per metà di lavoro - diciamo istituzionali o comunque di affari - e per metà di piacere. Brasile, Usa, Repubblica ceca, Slovacchia. Erano gli anni di Penati Sindaco. Solo uomini, niente famiglie". Non risulta che Penati Filippo abbia smentito una virgola di quanto detto da Di Caterina in questa intervista.
 Quando queste cose le facevano i craxiani, venivano considerati lo sterco della politica...

  A Siena, ovviamente, di viaggi di piacere e non solo pagati con soldi pubblici o della banca, mai neanche l'ombra: solo Penati Filippo, solo lui!
E veniamo alla questione posta dal titolo. Ora Bersani - sbolliti i bollenti spiriti da class action  (e da colpo di sole)  dei militanti piddini contro i giornali (sic) - si dice incredulo, incapace di capire come sia potuto succedere (inizia a dubitare della propria intelligenza?); in ogni caso, è stato costretto a biascicare qualcosa, dopo reiterate insistenze.
A Siena, visto che c'è un Mussari Giuseppe (main sponsor del Pd locale) sotto inchiesta esattamente come Penati Filippo, Franco Ceccuzzi - che Mussari ben conosce, oltre ad esserne stato testimone di nozze - non dice niente. Aspetta, nicchia, parla di cavalli e trova voce solo per attaccare (giustamente, si capisce) la Brambilla. Se le cose mussariane dovessero mai andare avanti, ci delizierà con una sua esternazione? Semplicemente, ci farà capire come la pensa? Siamo a rischio querela anche solo a chiedere il suo augusto pensiero?
Visto poi che il caso Penati fa riscoprire improvvise verginità a parte del Pd, con continue richieste di "fare piena chiarezza su ogni aspetto della vicenda", e pressanti inviti a rinunciare alla prescrizione, l'eretico si domanda: perchè Ceccuzzi non si unisce al coro dei giustizialisti anti-Penati? Perchè non usa parole nette e perentorie contro di lui come altri piddini di rango (tra cui i suoi amici Rossi e Renzi)? Anche se non se n'è accorto nessuno, è stato per due mandati in Parlamento (a differenza di Rossi e di Renzi): un giudizio di una testa pensante come la sua - in questo momento periglioso per il Pd - potrebbe risollevare il morale della base smarrita.
Dì qualcosa di sinistra, Ceccuzzi; o, almeno, qualcosa di civiltà! Oppure, qualcosa basta sia, purchè non riguardi i cavalli...

lunedì 29 agosto 2011

Abolite l'8 dicembre, invece del 1 maggio!!

   Finalmente in Italia si è aperto un dibattito sul rapporto fra Chiesa e fisco: ci voleva la supermanovra da 45 miliardi, ma ci siamo arrivati. Meglio tardi, che mai!
 Merito dei Radicali (non certo del Pd, subito intervenuto con Rosaria Bindi a subitanea difesa dei privilegi ecclesiastici, poi con Bersani che - spinto dalla base - ha fatto una mezza apertura, che rimarrà di certo lettera morta) e dell'incazzatura della gente.

 L'eretico, modestamente, lancia la sua proposta (non sulle tasse, visto che è sin troppo scontato intuirne il pensiero): ABOLIRE L'8 DICEMBRE!!
Perchè se da qualche parte bisogna pur tagliare, è giusto partire dalle feste religiose, piuttosto che dal 25 aprile o dal 1 maggio; perchè se pensiamo di tagliare quelle religiose (almeno una, almeno una!), all'eretico pare che proprio l'8 dicembre (dirò subito la ragione) sia quella più adatta.
 L'8 dicembre non si lavora per "festeggiare" il dogma dell'Immacolata Concezione di Maria (non che la Madonna fosse immacolata - cosa stabilita da secoli -, ma che fosse nata, da Anna, senza peccato originale): massimo rispetto per il dogma cattolicissimo, ci mancherebbe altro. Meno, molto meno, per l'imposizione della festività (almeno, per il Santo patrono c'è un legame con la città e le sue tradizioni, il Natale è sempre il Natale e la Pasqua è la festa fondante il Cristianesimo stesso...). Va aggiunta un'altra cosina, poi: il contesto. Pio IX impose il dogma - nel 1854 - in chiara ed evidente funzione antirisorgimentale (la svolta antipatriottica dell'allocuzione del 1848, durante la I Guerra d'Indipendenza, era ancora fresca), come ulteriore monito antisavoiardo: stabilendo che la Madonna era nata immacolata ed incorrotta, si voleva ricordare - a mò di perentorio memento - da che parte stesse la Madre di Dio, al cospetto di coloro che avevano l'idea di abbattere lo Stato Pontificio e già si erano macchiati dell'affronto della Legge Siccardi contro i privilegi feudali degli ecclesiastici (Legge che avevano voiglia di estendere a tutto il Regno futuro). Il dogma dell'Immacolata, dunque, ha un valore intrinsecamente polemico contro le Leggi Siccardi, e di monito contro quello che si capiva sarebbe venuto (la Breccia di Porta Pia, shock non ancora del tutto metabolizzato da parte della Chiesa cattolica...). Visto che siamo nel tanto strombazzato 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia, forse sarebbe venuto il momento di affrontare questa zona d'ombra: facile ribadire l'importanza dell'Unità, meno agevole e più imbarazzante ricordare chi era fermamente contrario alla stessa (primus inter pares, proprio quel Pio IX del suddetto dogma, pronto dopo il 1870 - e dopo un altro dogma "politico" come quello dell'infallibilità pontificia - a dichiararsi prigioniero dei Savoia ).

 Nella temperie risorgimentale, una delle imprecazioni più diffuse (ancora presente, sebbene in via di estinzione, fra i vecchi nelle campagne toscane) era il celebre "Accidenti a Pio IX!"; noi, ora, dobbiamo essere politicamente corretti: però un pensierino sull'abolizione dell'8 dicembre, si potrebbe sempre fare, no?  

sabato 27 agosto 2011

Ha parlato la maga: l'eretico a Pegognaga!

  I lettori si chiederanno il senso di questo titolo, e con piena ragione. Premettendo che non trattasi di post scritto sotto l'effetto etilico o come conseguenza traumatica cagionata dall'ascolto prolungato del Bezzini, una premessa è doverosa.
Come Nanni Moretti dopo il successo berlusconiano del 1994 si fece il primo cannone della sua vita, l'eretico - dopo la vittoria di Franco Ceccuzzi e la (allora) verosimile vittoria processuale di Acampa, poi infatti verificatasi - ha fatto ben di peggio: per la prima volta è andato da una maga. Mettendo da parte pregiudizi più che radicati, evidentemente risucchiato dai rischi di una depressione da sconfitta sistematica, è arrivato alla frutta.
In una giornata freddina e piovosa di maggio, l'incontro con la famosa maga dell'Acquacalda (di cui non posso fornire, comprensibilmente, l'indirizzo) ha avuto - quasi insperabilmente - un valore terapeutico. Guardando nella sua sfera di cristallo, la maga dell'Acquacalda, dopo alcuni minuti di concentrazione assoluta,  ha profetizzato la seguente frase, che ha preso a ronzarmi nella testolina, in continuazione:
"Se vuoi avere un pochina di soddisfazione nella tua vita grama, è a Pegognaga che devi andare!".
L'eretico, ovviamente, ha chiesto ulteriori lumi alla fattucchiera della periferia nord:
 "Da eretico a maga, non prendiamoci per il...perchè in quel paesino sperduto nella pianura padana, perchè proprio lì?".
"Caro eretico - è stata la ieratica risposta, le braccia rivolte al cielo -, vai e capirai...".
 Per dare maggiore forza e vigore al suo pensiero ed al suo suggerimento, ha preteso financo di non essere pagata.
 "Se avrai soddisfazione, tornerai da me, e mi ringrazierai come vorrai...", ha concluso sempre più misteriosa e sfuggente.
Perchè, dunque, Pegognaga? E soprattutto: cosa mai ci potrebbe essere (oltre al puzzo di concime, olfattivamente ben rilevabile anche dall'autostrada) in quel florido paese di 7218 anime? Cosa possono celare i pegognaghesi, o, forse, uno solo di loro?
 La maga dell'Acquacalda mi diede una busta:
 "Aprila solo quando sarai a Pegognaga, non prima: altrimenti il suo effetto, importantissimo, svanirà".
Chiunque di voi, potrà immaginare la curiosità spasmodica del viaggio, dopo cotanta rivelazione di cotanta maga (quando Canale tre era un pochino meglio di ora, almeno le maghe e le donnine discinte le faceva vedere: ora, nemmeno quelle...).
Mercoledì l'eretico - alla maga piacendo - svelerà l'arcano... 

venerdì 26 agosto 2011

Un altro prete contro il Vescovo!

  Un altro sacerdote che si trova (suo malgrado) sotto la giurisdizione dell'Arcivescovo Antonio Buoncristiani fa sentire la sua voce sulla scandalosa situazione della Curia senese. Trattasi di un sacerdote anziano, della parrocchia di Civitella Marittima (giurisdizione senese, per quanto appaia strano), di nome Benedetto, e di cognome Carbone (ah, questi Benedetto, che croce, per Buoncristiani: ma finchè l'unico Benedetto che conta fa finta di niente pur sapendo, no problem per il Vescovo...).
Don Benedetto Carbone, lo scorso 28 luglio, ha scritto una piuttosto lunga lettera (8 pagine dattiloscritte), usando parole durissime contro il "suo" Arcivescovo Antonio Buoncristiani. Partendo dalla difesa di don Doriano (il sacerdote allontanato dalla sua parrocchia dal Vescovo perchè sospettato di avere coperto un pedofilo, ma senza essere stato raggiunto da alcun avviso di garanzia!), fa emergere l'asimmetria con l'affaire Acampa (appena raggiunto da una richiesta di rinvio a giudizio, promosso da lui monsignore!).
Scrive, testualmente, don Carbone: "Si badi la differenza di comportamento: nel caso di don Doriano tanta considerazione per la Magistratura, nel caso dell'economo generale nessuna considerazione per la stessa. Alle persone intelligenti non sfugge il perchè". Più chiaro di così...
Sul Vescovo, poi: "La presente lettera non l'invio all'arcivescovo, nè per conoscenza, nè per competenza, perchè i rapporti che io ho con lui, sono solo quelli inerenti al suo ruolo di Superiore, di Ispettore, di Sorvegliante, di Menager (l'errore è del sacerdote, Ndr), di Alto Funzionario della Chiesa...unico suo intento: tutelare se stesso".
Stoccatina finale: "è mia intenzione divulgare questa lettera anche tra i fedeli".

 Come già detto in altro post, il Dominus della Chiesa senese ora deve sbrigliare la matassa: come minimo, intanto, una bella querela con maxirichiesta di danni gliela dovrebbe proprio fare, a questo impenitente di prete; in secondo luogo, non si vede proprio come un pastore d'anime come Buoncristiani possa continuare ad esercitare il suo altissimo ruolo pastorale, in cotanto nido di vipere, che gli fanno lo fronda dal mattino alla sera, invece di essergli proni: vanno dalla Polizia ad insinuare la colpevolezza del suo pupillo, scrivono lettere contro il Vescovo.
Non si può - e non si deve - restare inermi, non è più possibile: Giustizia deve essere fatta!

Penati Filippo ed il Sistema Siena...

    Mentre impazza la Festa del Pd senese, il Partito è scosso dall'affaire Penati Filippo, ex braccio destro (ora ovviamente scaricato) del Bersani piddino. Il Gip non ha ravvisato la concussione, ma certo che la corruzione sì, e il Penati Filippo si è salvato dalla galera (dove sono comunque finiti ieri un architetto e l'ex assessore all'edilizia di Sesto San Giovanni) solo per la prescrizione dei fatti corruttivi. Come un berluschino qualunque, dunque (o come un Andreotti d'antan): complimenti, davvero, a colui che coordinò, in primissima persona, la campagna elettorale di Bersani alle Primarie nazionali del Pd (guarda caso, tutti i big del Pd senesota, erano per Bersani, dunque per Penati...). E complimenti anche a Bersani, un genio quando c'è da scegliere chi mettersi intorno (oltre a Penati Filippo, si pensi per esempio all'ottimo Pronzato, che ha già ammesso di avere raccattato tangenti in qualità di Responsabile nazionale trasporti - settore aereo - del Pd).
Meno male che il Sistema Siena (sempre orientato al Buon governo ed alle Carte etiche) è ben differente da quello di Sesto San Giovanni: perchè, allora, non rivendicarne la diversità? Visto che qui il Partito è sano fino al midollo, visto che qui il Pd non conosce avvisi di garanzia (e come potrebbe?), visto che qui onestà adamantina e Pd non sono ossimori, perchè non parlare mai di questione morale (ed infatti, l'argomento è tabu, alla Festa)? Alla festa piddina,  per chi non si addormenta, alla fine degli incontri non c'è mai spazio per gli interventi del pubblico: perchè, se ci si riempie sempre la bocchina con la parola partecipazione (bla bla bla)? Non c'è una eclatante contraddizione, in tutto ciò?

 Lo sapete che a Sesto San Giovanni - anche lì - i Penati della situazione fino all'altroieri si impastavano la bocca con paroloni come "diversità" ed altri, per rimarcare una loro (presunta alquanto) superiorità rispetto al resto dei politicanti? Proprio facce da Penati...
Ma l'avete visto il manifesto della Festa, quello con il neonato che ci offre un meraviglioso sbadiglione da competizione? Sembra uscito da un incontro in Fortezza...

giovedì 25 agosto 2011

Mussari snobba Bersani: e non è neanche in ferie...

 La Stampa di Torino (che molti conoscono solo da pochi giorni, visto lo sciagurato - per lei - abbinamento con il Corriere di Siena) oggi pubblica un articolo di Fabio Martini (pagina 5), concernente l'incontro di Bersani (quello del Pd) con le parti sociali. Incontro dominato dalle assenze, più che dalle presenze: la Marcegaglia, niet; Bonanni, non arrivato, Mussari Giuseppe, non pervenuto. Il giornalista della Stampa la butta sul balneare: "Certo, è agosto, non tutti se la sono sentiti di lasciare il luogo delle vacanze". Forse è andata così, ma non certo per Mussari: il quale ieri (ore 9, 14 a.m.), ha infatti varcato, con buon passo, l'austero portone di Rocca Salimbeni, con opportuna borsa da sport sulla spalla destra. Lui, quindi, in vacanza non c'era proprio: da buon stakanovista, era al pezzo. Magari incazzato nero (la Repubblica proprio ieri parlava del 92% di valore della Banca bruciato, dal 2007 ad ora), ma sempre al pezzo.
Il fatto è che Lui è stato un Grande sponsor di questo rassemblement delle parti sociali, ma poi il privilegio della visibilità se lo sono conquistate le donne (la Marcegaglia e la Camusso in primis), ed i vecchi marpioni sindacalisti. Per Mussari, poco spazio, ed ancor meno visibilità: scelta anche sua, o amaramente subìta?
Certo che, però, dare questo sgarbo al meno famoso dei Bersani (il cantante Samuele è molto più carismatico), non se l'aspettava nessuno, a maggior ragione visto che non era in ferie. Se avesse chiamato Silvione o qualche pezzo grosso del Pdl, di certo sarebbe andato...

mercoledì 24 agosto 2011

Città aromatica: per qualcuno, aromaticissima...

 Venerdì, tutti in Piazza, a godersi lo spettacolo del concertone di fine estate della cosiddetta "Città aromatica" (aroma di che? A ciascuno la sua idea...). Si esibirà un artista straordinario (senza presa per il culo), rispondente al nome di Massimo Ranieri: una carriera quarantennale, non solo legata alla musica, ma anche al cinema. Probabilmente anche l'eretico sarà presente, nonostante la ghiottissima concorrenza, in simultanea, del Bezzini show in Fortezza (al masochismo di chi andrà, davvero non c'è limite!).

 Chi è il vero Dominus di questa Città aromatica? Mauro Pagani, ex Pfm (per chi ha gli anni per ricordarseli), divenuto, con gli anni, coproduttore di molti artisti di rango (Gianni Morandi, Roy Paci, lo stesso Ranieri et alii); per organizzare questa città aromatizzata, raccatta 45mila euro (più i comprensibili ritorni, derivanti dal fatto di portare a Siena artisti della sua scuderia).
Per organizzare lo spettacolo di venerdì in Piazza, il Comune sborserà (tutto compreso) una cifra intorno ai 200mila euro: in tempi di vacche magre o magrissime, non certo poco, no?
Chissà cosa ne penseranno - solo per restare all'aspetto musicale ed aromatico della città, senza inserire il solito discorso sul welfare cittadino che alza i prezzi di molti suoi servizi - quei dieci docenti di Siena Jazz che si sono dovuti recentemente esibire aggratisse per mancanza di fondi?
Ma soprattutto: con le eccellenze del territorio che ci ritroviamo in casa, perchè fare organizzare il tutto a Mauro Pagani? Sarà bravo, sarà inserito, certo. Però a Siena abbiamo un altro Mauro (Mauro Rosati), che di questa roba si intende, probabilmente più di quanto si intenda di strategia della geopolitica alimentare. Perchè non farlo lavorare su questi temi, del tutto attinenti alla sua formazione? Perchè fare sfiorire le eccellenze del territorio, destinandole a tristi ed anonimi posti nei Consigli di amministrazione montepaschini? Diamo fiducia al territorio, cribbio: la prossima Città aromatica, deve essere sua!!

La Benedetto si inkazza...

  Visto che non tutti leggono i commenti ai post, all'eretico preme segnalare che la dottoressa Benedetto ne ha lasciato uno (piuttosto lungo ed argomentato) concernente l'articolo di ieri, in cui attacca a capo basso l'eretico. Chiunque lo può leggere, e quindi giudicare: quantomeno lei risponde, e da questo punto di vista è da elogiare.
Si contesta una cifra che l'eretico ha ripreso da Marco Bastiani de Il Giornale: se l'eretico ha sbagliato (con Bastiani) la cifra, chiede scusa, ed è pronto ad inchinarsi ed a stare sui ceci per venti minuti. Ci faccia però sapere la dottoressa Benedetto quale sarà la sua retribuzione annuale (lorda) per il suo prestigioso incarico alla Camera di commercio fiorentina: siamo in (dolcissima) attesa.

Inevitabile, poi, il ricorso della Benedetto alle minacce di adire a vie legali (non grande originalità, a dire il vero): contestando cosa, è però meno chiaro; ma se fosse stato stato tutto così inappuntabile ed ineccepibile, perchè dimettersi, allora?
 
Quanto al conflitto di interessi, come sempre si riversa tutto su Berlusconi (sacrosanto: forse la Benedetto ha scambiato l'eretico per un filoberlusconiano?), evitando di guardare in casa propria. Ci si scandalizza della trave, ma il proprio conflittino è una pagliuzza?

martedì 23 agosto 2011

Il caso Benedetto- Rossi: riflessioni da post scoop...

   La vicenda delle dimissioni della dottoressa Laura Benedetto dalla Asl senese impone almeno un paio di riflessioni: la prima, in merito alla (tristissima) situazione della stampa toscana; la seconda, in ordine al caso in se stesso.
La stampa, dunque. Questo bloggino di provincia - volenti o nolenti - era stato l'unico (non il primo, l'unico) a scrivere del conflitto di interessi della suddetto Benedetto (vedasi post del 10 luglio scorso). Quando lei si è dimessa dal suo importante incarico amministrativo, alcuni giornali si sono ben guardati dal citare in alcun modo l'eretico di Siena (complimentoni ai futuri Premi Pulitzer!), e solo Michele Bocci della redazione fiorentina di Repubblica ha scritto di un "blog senese", ma senza avere il coraggio di citare quale (un compromesso con lo staff rossiano, immagino).
Chi tocca Enrico Rossi (o persone a lui care), peste lo colga, evidentemente: meglio non citare blog eversivi del Potere costituito, dunque. O, al limite, limitarsi a mettere sulla pista giusta i lettori: quelli più svegli, ci avranno capito qualcosa, e magari saranno risaliti alla effettiva fonte della notizia. Gli altri, si arrangino.

Secondo argomento: le dimissioni della compagna di Enrico Rossi. In primis, nessuno pretendeva che - con il Curriculum vitae che si ritrova - dopo cotanto incarico senese, andasse a fare la badante a Gambassi Terme o le notti a Campostaggia: questo proprio no! Da un concorso della Camera di commercio di Firenze, fra 39 concorrenti, lei è uscita trionfatrice, e dal prossimo1 settembre ne diventerà Segretario generale (il 25 agosto deve festeggiare il compleannone dell'Enrico, prima). Secondo Marco Bastiani de Il Giornale del 19 agosto (l'eretico - come vedete - usa citare le fonti a stampa), la Benedetto andrà a percepire uno stipendio annuo intorno ai 250mila euro (dunque maggiore di quello del Rossi stesso). Ad essere pignolissimi, un conflittino ino ino ci sarebbe egualmente, dato che il Presidente di Regione nonchè fidanzato "ratifica l'organismo di guida dell'ente con la moglie segretario generale" (sempre Marco Bastiani, articolo citato).
Forse, sarebbe stato meglio aspettare un annetto, e dare all'ottima Benedetto direttamente la Presidenza del Monte dei Paschi, al posto dell'inguaiato Mussari Giuseppe: laureata in Economia e commercio l'11 marzo 1988 (108 su 110), con una tesi di tecnica bancaria ad Ancona, si sarebbe finalmente tornati ad un Presidente laureato in materia attinente. Sarebbe stata l'ora!!
Ad ogni buon conto, per chiudere con questa storia, non sarebbe stato meglio ammettere che qualcosa si era sbagliato, in casa Benedetto-Rossi (da non confondere con il prete "nemico" di Acampa, secondo i suoi difensori)? Un'ammissioncina alla Tremonti: dire che era stata una "stupidata", niente di più.
 Quando era diventata improvvisamente un'editorialista de l'Unità (da direttrice amministrativa dell'ospedale di Sassuolo), nella primavera del 2009, la Benedetto aveva titolato uno dei suoi editoriali sullo stato della Sanità italiana "Il coraggio di mostrare gli errori": un coraggio che - come spesso accade - è richiesto agli altri, ma dal quale si è sempre esentati...

Ps Salutiamo dunque la dottoressa Benedetto, e le auguriamo buone cose con il Presidente Rossi. Ma ricordiamoci che nel periodo in cui ha diretto l'Asl senese (dicembre 2009-luglio 2011), qualche stranezza pare ci sia stata, a livello di promozioni et alia. Saranno voci infondate, ma l'eretico controllerà, con attenzione. Pronto all'eventuale scoop, che poi, tanto, non verrà citato, o verrà citato solo in modo allusivo...

lunedì 22 agosto 2011

La Brambilla va alle armi: 1milione e mezzo di euro richiesti al Fatto!

   Tornato dalla montagna appenninica(da dove esattamente? Tempo al tempo...), l'eretico riprende contatto con il boccheggiamento senese.
Molte cose bollono nell'afa di fine estate: va da sè che si tornerà, a brevissimo, a scrivere del caso Benedetto-Rossi, uno scoop ereticale solo parzialmente riconosciuto dalla carta stampata. Anche in questo caso, tempo (pochino) al tempo.

 Come post di rientro, una cosa leggerina, ma emblematica alquanto: il caso Brambilla. Visto, però, da tutt'altra angolazione, rispetto a quello della Casta.
L'elemento nuovo è il maxirisarcimento che la "ex commerciante di mangimi per pesci divenuta ministro del Turismo" (Travaglio dixit, ieri) ha chiesto al Fatto quotidiano dello stesso Travaglio (ma diretto da Antonio Padellaro). Causa, condita da una richiesta di un milione e mezzo di euro (ma chi pensa di essere, Acampa?). Per giunta, facendosi difendere dall'Avvocatura dello Stato, così per non spendere neanche per l'avvocato.
Il Fatto aveva attaccato la pulsione brambilliana a sistemare i suoi sodali in posti pubblici. Specie i suoi collaboratori della ex (fallita) Tv della libertà.
Ciò premesso, mi aspettavo di vedere la stampa senese gongolare per questa notizia, ottimo pretesto per dare addosso alla ex testimonial delle calze Omsa: invece, niente di niente. Sarebbe ben imbarazzante attaccare la Brambilla allorquando si comporta pari pari come lorsignori della Casta: minacce legali, azioni legali, richieste tali da fare chiudere un giornale. Questo aspetto brambillesco, dunque, non sembra così degno di censura, da parte castista. L'antibrambillesco per antonomasia Ceccuzzi, per esempio, non scomoda nessun portavoce per polemizzare con la Brambilla: curioso,no?
Se attacca il Palio, morte la colga (e con dolore indicibile); se attacca la libertà di stampa e di critica, salute gliene venga... 

mercoledì 17 agosto 2011

L'okkio sul Palio: vittoria della Giraffa

   CECCUZZI CHE NE PENSA? - Cosa pensa il paladino della senesità dura e pura Franco Ceccuzzi delle bancarelle in purissimo stile sagra paesana che si posizionano in centro il giorno del Palio (ieri l'eretico ne ha vista una, tipo San Giovanni Rotondo, davanti alle Logge del Papa)?
I palloncini colorati, ce l'hanno il marchio del consorzio per la tutela?

GLI AMULETI CECCUZZIANI - Secondo Sonia Maggi del Corrsiena, questi sono gli amuleti del neosindaco: "coccinelle scaramantiche, il cacciaspiriti indiano, il cornetto rosso". Il quale cornetto "è minuscolo ma è carico di energia positiva", chiosa apoditticamente. Un Ceccuzzi che si affida all'oggettistica apotropaica, dunque (per il significato della parolona, esistono i vocabolari, caro Sindaco). Dicevamo, prima, di San Giovanni Rotondo...

VITTORIA DELL'IMPERIALE - Vince l'Imperiale Contrada della Giraffa, con il Capitano Maurizio Vanni (sosia dell'ex Presidente della Provincia Fabio Ceccherini).
Visto che è stata revocata la cittadinanza onoraria a Mussolini due anni or sono, ricordiamoci del perchè la Contrada di Via delle Vergini si fregia di siffatto appellativo...

LA D'AMICO ALLA NAZIONE - Beata bellezza! Ilariona D'Amico è andata a visitare la redazione del quotidiano La Nazione, in occasione della sua visita paliesca; non rendendosi conto della gravità del gesto, si è fatta financo fotografare abbarbicata al caporedattore Strambi, il quale maliziosamente ne ha cinto con la sinistra l'appetibilissimo ed ubertoso fianco.
Caro Strambi, urge confessione riparatoria, e quanto prima: lo sa un cattolicissimo come lei,che solo desiderare le donne altrui, è un peccato?

ACAMPA MARCA VISITA AL BATTESIMO - Il 15 agosto pomeriggio - come d'abitudine - il correttore (sic) della Selva, monsignor Acampa, doveva battezzare i giovani virgulti selvaioli, in occasione della Festa titolare della Contrada. Purtroppo (o fortunatamente) non s'è presentato. Voci accreditate lo danno in Spagna, a fruire degli ultimissimi scampi dello zapaterismo (di striscio, c'è anche la Giornata mondiale della gioventù). Adelante, Acampa(ma con giudizio)!!


Ps L'eretico saluta - fino a lunedì prossimo - i suoi lettori.
Me ne vado a visitare un posto lontano da Siena, ma che in qualche forma riguarda la Casta di Siena. Al tempo giusto, ne scriverò.
Nel frattempo, il 19 chi vuole, vada a sentire Franco Ceccuzzi alla Festa del Pd: si consiglia di fare un'opportuna siesta pomeridiana prima per arrivare ben riposati, e di portarsi un termos pieno di caffè o succedanei...

martedì 16 agosto 2011

L'okkio sul Palio (16 agosto)

  GIULIANO AMATO AL PALIO - Il Dottor sottile, dunque, sarà al Palio, stasera. E chi se ne frega, potrebbe dire qualcuno: con ragione, in effetti.
Guadagnando solo 1047 euro al giorno di pensione (365 giorni all'anno), però, il problema è un altro: oltre ad offrirgli la vista sul Palio ed il rinfrescone annesso, almeno la benzina per venire da Orbetello a Siena (andata e ritorno), il Monte gliela pagherà? Quando c'è bisogno di lui (vedasi campagna elettorale appena trascorsa, Amato presente, al Garden, tra Ceccuzzi e Mussari), lui c'è sempre: teniamocelo buono, il dottor sottile. Alla bisogna, non manca mai. Lui, del Palio, non parlerà giammai male, state tranquilli...

CECCUZZI AL MANGIA - Difficile commentare il discorsetto del Sindaco di ieri per la premiazione mangesca: tutto uno sbrodolare sulla meritocrazia in salsa senese (sic), sul rinnovamento della classe dirigente senese (sic), sull'immancabile Buon governo di Siena (supersic): bla, bla, bla.
Di buono c'è che l'orario mattiniero favoriva comunque la veglia, nonostante l'eloquenza da tisana del primo cittadino.
Ad un certo punto, poi, il Ceccuzzi ha citato "la professoressa Mariella Carlotti", per una sua (di lei) sbrodolata sul Buongoverno lorenzettiano, di recente pubblicazione. Captatio benevolentiae verso Comunione e liberazione, dunque. Al peggio, dunque, non c'è proprio mai fine...


UNA TRIADE SENESE - Dietro all'esimio Sindaco, al Mangia, la coppia di mistici senesi, degni successori della mistica di Fontebranda: Gabriellone Mancini - il ragioniere più potente e devoto d'Italia - e l'Arcivescovo Buoncristiani (visibilmente annoiato, in attesa di andare a trangugiare qualcosa appena finita la pallosissima cerimonia). Ogni tanto, incuranti di essere ripresi dalla telecamera, i due iniziano a parlarsi all'orecchio: maleducati!
Chissà cosa mai si saranno detti. Ah, che intercettazioni ambientali meravigliose, verrebbero fuori, da situazioni come queste...


MUSSARI PRESENTE; ROSSI NO? - Solita scena del pre prova: arrivano Mussari Giuseppe e consorte istriciaiola; dopo poco, arriva il montepaschino cavallaio Castagnini, inizia la chiacchierata sui massimi sistemi.
Il grande assente del pre-prova generale, però, è David Rossi, il genio della comunicazione montepaschina, colui che ha capito per primo (forse anche per ultimo) quanto sia brand e fashion il marchio 1472. Troppo oberato di lavoro, anche a Ferragosto?

Buon Palio a tutti: specie a chi non lo usa per il Potere...

lunedì 15 agosto 2011

L'okkio sul Palio (15 agosto)

 PROCESSIONE DEI CERI - Ieri si è svolta la tradizionale Processione dei ceri (la Selva la effettua oggi, tanto per avvertire l'Arcivescovo).
Giusto perchè si sappia, dopo l'Unità d'Italia di cui si festeggiano in pompa magna i 150 anni, fu abolita (!), per essere ripresa nel 1924 (due anni dopo la Marcia su Roma, cinque prima dello sciagurato Concordato Mussolini-Pio XI, i cui nefasti effetti ancora ammorbano l'Italia). Giusto per ricordarlo, dunque, giusto per ricordarlo: a chi magari l'ha dimenticato, o fa finta di dimenticarlo...


IL PRETE BELLO - Mi dicono dica Messa a Provenzano; fatto sta che da un annetto o poco più, in città, è arrivato un prete bello: giovane, alto, spalle larghe, biondo intenso, sorriso gentile.
Qualcuno osava considerare belloccio Acampa (?): questo, al confronto, è un prete bello. Anzi, bellissimo...


OSPITI MPS: TUTTI PRO DOMO MUSSARIANA - Scorrendo la lista degli ospiti montepaschini per domani, ancora una volta balza agli occhi come siano stati scelti con un occhio di riguardo al futuro (non senese) di Mussari Giuseppe: d'altra parte, il Presidente è Lui, quindi fa come gli pare. Basta saperlo.
Oltre a colui che - secondo Fratello illuminato - prenderà il suo aureo posto alla Presidenza della Banca (Franco Bassanini, Cassa depositi e prestiti: ti pareva...), per esempio, spicca Myrta Merlino, nota conduttrice di programmi televisivi di argomento economico e finanziario, su La 7. Guarda un pochino il caso, proprio colei che - il 5 maggio scorso - aveva invitato Lui come guest star del suo programma, a sdottorare di grandi temi di geopolitica finanziaria (con un Mussari tremontiano all'ennesima potenza: anche ora?).

MUSSARI-ROSSI...- Poco prima della terza prova, ieri, il nostro President stava tranquillamente parlando con il suo amico Castagnini ( dirigente Mps,quello di Già del Menhir, per capirsi) e con la moglie Luisa Stasi, all'uopo fazzolettodotata (Istrice, ovviamente).
Arriva, spunta all'improvviso David Rossi (il Genio della comunicazione targata Mps): il povero Castagnini e la consorte, messi all'angolo. L'allegra chiacchierata procede tra i due (Mussari e Rossi); dopo qualche minuto, la first lady si mette a parlare con il Castagnini: meglio che niente...


venerdì 12 agosto 2011

Carta canta: prima condannina per Acampa!

    Si potrà immaginare con quale e quanta amarezza personale l'eretico sia venuto a conoscenza della condanna (condannina civile, rispetto al Processo per l'incendio, ma lì ci sarà da divertirsi con l'Appello...) di Giuseppe Acampa.
Il rampante Marcinkus della piaggia, infatti, è stato condannato per non avere pagato quanto dovuto al noto ingegnere senese Pietro Mele, per l'opera prestata dallo stesso in fase di progettazione del Palazzetto dello sport del Costone, inaugurato in pompa magna dallo stesso Acampa nel dicembre 2007 (estremamente solerte nel benedirlo, il palazzetto, parecchio meno nel pagarlo, l'Acampa Giuseppe...).
Il Lodo arbitrale che ha risolto la questione tra Acampa e Mele, vedendo soccombente il monsignore, porta la data del 28 luglio scorso; da notare che l'ingegner Mele, sulla base di quanto sentenziato dal suddetto Lodo, ha provveduto tramite il legale di fiducia - avvocato Nicola Ceccuzzi del Foro di Firenze, per sua fortuna non legato da vincoli di parentela con quello che fa il Sindaco di Siena - a mandare una lettera di pagamento all'Acampa stesso, con scadenza l'8 agosto: l'alto prelato, però, forse alle prese con i consueti esercizi spirituali di inizio agosto, non si è ancora degnato di pagare...
Per la cronaca, il Presidente del Collegio arbitrale (che si è espresso il 28 luglio, come detto in precedenza) era l'avvocato Nicola Mini del Foro di Siena.
Acampa, quindi, dovrà sborsare qualche migliaio di euro (in seguito faremo qualche conticino, dal quale si evincerà che se avesse pagato da persona corretta, sarebbe stato meglio per tutti, a partire da lui stesso); quello che adesso importa, è piuttosto altro, ben altro: questa vicenda, dimostra inconfutabilmente quale sia il modus operandi acampiano negli affari. Questa vicenda - e molte altre che mi auguro vengano fuori, sulla scia di questa: parlate, imprenditori, parlate! - demolisce, frantuma, sbriciola quello che è stato uno dei cardini della difesa al Processo per l'incendio:
"Acampa è invidiato, all'interno della Curia, in quanto portatore di efficienza e modernizzazione all'interno degli uffici curiali", abbiamo sentito impunemente dire e ripetere, ad una sola voce, dal tandem difensivo De Martino-Mussari (sic!).
Come quasi tutti quelli che hanno avuto a che fare con Acampa per motivi d'affari possono testimoniare, il ritardo nei pagamenti, per esempio, è la norma sistematica; il dare appuntamenti poi non rispettati, è prassi d'uso: sinonimo di efficienza e di modernizzazione? Quando la Curia era deacampizzata, qualche problema ci sarà stato, nessuno ne dubita: ma gli arbitrati (persi), non c'erano. E neanche gli incendi senza colpevoli, a dirla tutta... 

martedì 9 agosto 2011

Festa del Pd: masochismo allo stadio puro...

  L'eretico se lo dice da solo, tranquilli: ha fatto una cosa da masochismo duro e puro. Poteva starsene a casina, o andare a prendere un gelato in centro, o altro ancora: invece ha preferito annichilirsi in una dimenticabilissima mezza serata (alle 22 e 34, già finito tutto)  avente come protagonisti i due responsabili (provinciali e comunali) del Pd: Elisa Meloni, l'eterna promessa del Pd, e questo Giulio Carli, sul quale francamente l'eretico non si sente neanche di potere infierire, per motivi che ognuno potrebbe arguire, dopo averlo ascoltato per una dozzina di secondi (al massimo).
 Grande politica allo stato puro, dunque. Meno male che c'era un bel concerto di musica cubana a rendere meno disprezzabile la serata. Dopo venti minuti di presenza, francamente mi stavo assopendo, quando la conduttrice (che mi hanno detto essere la compagna di Stefano Bisi: auguri!) ha tirato fuori dal cilindro il nome del bobo, anzi della boba, dello spauracchio della politica senese di questa estate: la Brambilla (a cui il Sindaco dovrebbe erigere un monumento, visto il favore gratis che gli rende). Allora ho notato che il Carli ha repentinamente preso il mano il microfono, con foga degna di miglior causa, ed in modo deciso ha iniziato a mettere insieme, una dopo l'altra, alcune parole, direi lingua italiana; sarà stata la foga, appunto, ma io ho capito solo l'incipit: "Come ha detto il Sindaco Franco Ceccuzzi...", poi non ho più capito alcunchè. Mi sono perso. Vedevo solo le mani muoversi molto, ed il resto del corpo ben proteso in avanti. Sarà per un'altra volta, magari...

Ps Nel rientrare, presa la macchina, tre belle sorprese, in rapida successione; in primis, una visione: una meravigliosa, leggiadra donna straniera (con marito annesso, e figlia), miele per occhi stanchi; in secundis, niente multa, nonostante un parcheggio opinabile: a riprova del fatto che, quando c'è la Festa del Pd, si può parcheggiare anche lasciando la macchina in quarta fila, non succede niente; last but not least, passando da Pescaia, l'ottimo manifesto del Comitato di Ampugnano, sullo sperpero di denaro per Ampugnano.
Di questo, la Meloncina e quell'altro, niente avevano detto. Oppure, se l'hanno detto, dormivo...

lunedì 8 agosto 2011

Altro che Brambilla: vediamo se viene fuori il bubbone vero del Palio...

 Mentre impazza la solita, stantia polemicuzza pro o contro Palio (tanto per lanciare Ceccuzzi come paladino della senesità, e per non scrivere d'altro), avverto i gentili lettori che un giornalista vero sta indagando sul Palio. Non gliene potrebbe importare di meno, dei cavalli: non è un animalista, tanto per capirci. Non è un brambilliano, tanto per capirci. Non vuole scrivere contro il Palio per fare un favore al Ceccuzzi, tanto per capirci.
Diciamo che è un professionista serio, che vuole vederci chiaro in quella zona d'ombra che nel Palio - soprattutto da qualche anno a questa parte - esiste, eccome se esiste. Una zona d'ombra che concerne più i fantini, che i cavalli. Sarà un giornalista di carta stampata o televisivo, o altro ancora?
Eh, un piccolo sforzo fatelo, amiconi della Festa: l'eretico ha già detto molto, forse troppo. Dove bordare la pubblicità del Monte a questo giro, a quale direttore telefonare, questo non lo posso - e non lo devo - dire io, no? Datevi da fare, boys!!
Poi magari questo giornalista (che merita tale appellativo, a prescindere da questo eventuale articolo) non riuscirà a scrivere niente: come quel vaticanista di Panorama che, nel maggio 2008, aveva già scritto un articolo velenosetto su Acampa, e poi glielo fecero buttare nel cestino (o nel cesso?).
Altro che la Brambilla, altro che Toscani: se viene fuori il bubbone vero del Palio...

Ps Ho sentito che Ceccuzzi non vuole più riconoscere la Brambilla come Ministro della Repubblica (che eroe, che eroe: solo Bisignani la odia più di lui!); lui, infatti, le preferisce ben altri berlusconiani, e toscani, doc: Denis Verdini da Campi Bisenzio, Altero Matteoli da Cecina.




Inizia la Festa del Pd senese: la questione morale al centro del dibattito (?)

  Ritemprato da una settimana piena in Val Pusteria, in mezzo alle acque della Rienza ai picchi dolomitici, l'eretico torna in città: giusto in tempo per l'imperdibile Festa del Pd, come preannunciato.
  Dopo una settimana di totale silenzio bloggeristico ma di corpose letture sulle disavventure giudiziarie dei piddini nazionali, vorrei esprimere la mia piena solidarietà al Penati (messo davvero male: ogni giorno gli esce una magagna nuova, ed il tutto sembra solo agli inizi): il Sistema Sesto (San Giovanni) è ormai chiaro, quantomeno a livello di etica politica e comportamentale. Uno squallore totale, degno del craxismo imperante, comprese i viaggi all'estero per andare a mignotte (detto dall'imprenditore Di Caterina, su questo non smentito da nessuno).
Almeno, però, il Penati - pur non ammettendo niente - si è dovuto difendere mediaticamente: questi qui di Siena, non ne hanno neanche bisogno, visto che il Partito è cloroformizzato e la stampa inesistente. Shame on you, Penati (vuol dire: vergognati, Penati!, per i no english speaking del Pd locale), ma almeno la facciona ce l'hai dovuta mettere: forse i discorsi sul Buon governo di Sesto San Giovanni avevi la decenza di non farli nemmeno prima, ora comunque smetti.
Questi, invece, stasera iniziano la laica (e laida, mi sia consentito) liturgia della Festa, in cui si autocelebrano come se non ci fossero cinquanta inquisiti in città, tutti (o quasi) legati al Partito democratico di Siena. A partire dal suo (del Partito) primissimo finanziatore, l'avvocato (solo per Acampa) Mussari Giuseppe. A proposito, avviso per i cucinieri piddini: se lo vedete a giro, rifocillatelo aggratisse. Ci mancherebbe altro fargli pagare anche la cena, con quanto versa nelle casse del Partito...
Domani sera, ho visto che la Meloni - segretaria provinciale - si esibirà, insieme a tale Giulio Carli, segretario cittadino del Pd (complimenti a Ceccuzzi: è riuscito a trovare uno più grigio del Bezzini. Sembrava impossibile, invece...).
Imperdonabile mancare, a maggior ragione dopo la ormai celebre dichiarazione dell'anno scorso della Meloni sul fatto che Galaxopoly fosse solo una cosuccia da Codice civile, invece che penale. A questo giro, che dirà? Che l'affaire Galaxy è come una multa per divieto di sosta, che non levano neanche i punti della patente? Vai, Meloncina, facci sognare...


Ps Un plauso, invece, va dato (senza ironia) alla deputata senese Susanna Cenni, che è andata a Francoforte (è in Germania, per l'inabile alla laurea Ceccuzzi), al matrimonio omosessuale della sua collega piddina Paola Concia, seria paladina delle lotte a favore dei diritti civili. Erano solo in tre, di tutto il Pd nazionale: bene ha fatto la Cenni ad essere presente!