"Lucio era un angelo capitato sulla terra per caso e coperto di peli, parrucchini e cappelli per non farsene troppo accorgere", è il folgorante incipit che Marco Travaglio ha dedicato a Lucio Dalla, in occasione della sua morte. Forse è troppo parlare di "angelo" per Dalla, però l'attacco è splendido.
Benedetto Croce scrisse che pretendeva dalla morte soprattutto una cosa: che lo trovasse vivo. Ed il piccolo grande Lucio Dalla, crocianamente parlando, è stato assolutamente accontentato, morendo proprio all'inizio di un lungo tour europeo che gli avrebbe fatto toccare i luoghi sacri della canzone d'autore.
In più, i cantanti - come gli attori - hanno un vantaggio che nessun altro artista (figuriamoci un comune mortale) può vantare: hanno l'immortalità derivante dalla loro Arte assicurata, più di tutti gli altri artisti. Perchè (Pasolini dixit) è proprio corretto dire che niente ci può riportare ad un periodo della nostra vita pregressa, alle nostre emozioni e passioni, come e quanto una canzone, magari anche una canzonetta. In generale e con le dovute eccezioni, non c'è libro che tenga (non parliamo di dipinti, sculture, affreschi o altre forme d'arte).
L'eretico non è un fan sperticato di Lucio Dalla: fra i due di Banana republic, gli antepone, e di grandissima lunga, Francesco De Gregori. Però non può non riconoscere la grandezza di alcune sue canzoni, ed è dispiaciuto che in queste ore si ricordino Caruso, 4 marzo 1943, Se io fossi un angelo, e si lascino un pochino in disparte due assoluti capolavori come Anna e Marco e, ancora di più, L'anno che verrà (entrambe dell'anno aureo 1978).
Venuto dal jazz, pochi sanno che Lucio Dalla fu anche un attore, che forse avrebbe potuto avere una straordinaria carriera in quanto tale: nel 1967, con i sempre attivi e pluripremiati fratelli Taviani, ebbe una parte importante nel film I sovversivi (uno di quei film che l'eretico rivedrebbe volentieri assai: sarebbe bello restaurare la pellicola, no?). Come hanno ricordato i due straordinari cineasti, freschi dal recentissimo Orso d'oro berlinese, Dalla - ancora del tutto sconosciuto come cantante - sfiorò letteralmente il Premio per la migliore interpretazione alla Mostra di Venezia, per quella interpretazione!
Di Lucio Dalla, infine, piace ricordare il legame con la sua città, che lo sta infatti celebrando come dovuto. Dalla, bolognese di città (a differenza di Guccini e Morandi, per esempio), è stato mutatis mutandis ciò che Antonello Venditti è stato ed è per Roma, e De Andrè per Genova: il cantore della complessità e della bellezza della propria città. Un artista che ha saputo cogliere lo Zeitgeist, lo spirito del tempo della sua dimensione cittadina.
Quando si va a Bologna, è un delitto non pensare a certe suggestioni poetico-musicali di Lucio Dalla. Anche chi non è mai stato un suo fan sfegatato, deve riconoscerlo. Ed è un riconoscimento che si accorda molto volentieri...
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venerdì 2 marzo 2012
La farsa delle dimissioni mussariane e gli zuccheri di Franchino...
Un primo marzo scoppiettante, per i castisti senesi: all'ora di pranzo, arriva la notizia shock (si fa per dire) delle dimissioni dei vertici abisti, capitanati (non si sa ancora per quali reconditi meriti) da Mussari Giuseppe, in versione barricadera. Non ha più la kefiah come ai vecchi tempi della Fgci, protesta in giacca e cravatta e con il portafoglio gonfio, ma comunque ci va giù duro.
In serata, poi, durante il primo tempo della partita della Mens sana, il malore (pare di capire per calo di zuccheri) di Franchino il Ceccuzzi, cui ovviamente l'eretico fa i migliori auguri di pronto rinvigorimento, annunciandogli - se il suo avvocato Pisillo non l'avesse ancora fatto - che la nostra causa, la cui discussione era prevista per domattina 3 marzo, è stata ancora rimandata, questa volta al prossimo ottobre: almeno da questo fronte, non stia a stressarsi troppo, dunque. C'è tutto il tempo per rimettersi al meglio.
Dimissioni abiste, dunque: una FARSA, condita da toni farseschi.
Il Fatto quotidiano, con Marco Palombi, non essendo giornale sotto ostaggio bancario, si permette di definirle "pantomima", "gioco delle parti", "piazzata", "sceneggiata".
"No, non sono dimissioni all'italiana" (excusatio non petita), ha avuto l'ardire di dichiarare Mussari alla stampa ieri. Spiegazione che ha dovuto dare, perchè tutti gli operatori del settore avevano capito già mentre le annunciava, ciò che c'era dietro: la volontà mussariana di mostrare i muscoli (sic) di fronte al Governo e soprattutto di fronte ai banchieri, in modo da incamerare le opportune benemerenze in vista di luglio, quando ci sarà da essere riconfermato al vertice dell'Abi, massima ambizione mussariana. Pugno duro con il maxidecreto Monti (nella parte che andrebbe a penalizzare le banche), così come si era fatto contro l'Eba sul discorso della necessità di ripatrimonializzazione degli istituti bancari (Mps in particolare, guarda caso).
Come l'aspirante suicida che prende due o tre barbiturici (neanche troppo forti) per attirare l'attenzione su di sè, avendo tutt'altro in testa che, appunto, il suicidio: a questo abbiamo assistito. Ci si dimette per qualche giorno, per riguadagnarsi la pagnotta a luglio.
A breve arriverà l'emendamento firmato dal nuovo Gianni Letta, Antonio Catricalà, l'uomo dei poteri forti, e gli abisti torneranno tutti ai loro posti, dopo essersi anche divertiti a battere i pugni sul tavolo. Farsa piuttosto ben studiata, in effetti...
Queste sono dimissioni che durano l'espace d'un matin, e che finiscono con una magnata d'abbacchio e di amatriciana.
giovedì 1 marzo 2012
Acampa si insedia nel palazzo vescovile di Colle Val d'Elsa...
Ieri a fine mattinata l'eretico era a Colle di Val d'Elsa. Colle alta, in particolare. Una bella giornata di sole, ormai più primaverile che invernale. Con l'aggiunta del giorno che c'è solo una volta ogni 4 anni, il 29 febbraio.
Ma il massimo della curiosità - l'eretico lo deve ammettere - era rappresentato dalla visione autoptica della nuova magione di monsignor Acampa Giuseppe, ormai signore di Colle. Dopo avere abbandonato la "piccola" dimora senese in Via del Costone, dove a malapena c'era spazio per l'ormai mitico idromassaggio ecclesiastico in cui recitare le litanie più impegnative, da un mesetto Acampa Giuseppe - in un comprensibile crescendo - è andato a risiedere a Colle alta. Con la consueta morigeratezza veterofrancescana, si è scelto un palazzo che ha una sua storia: il palazzo vescovile. Molti infatti sanno che fino a metà degli anni Ottanta (1986, per la precisione), Colle - come anche Montalcino, peraltro - aveva il suo Vescovo; in quell'anno, il benemerito Ismaele Castellano (mai abbastanza rimpianto, mai abbastanza rimpianto) decise di accorpare Siena, Montalcino e appunto Colle. Il palazzo ex vescovile è stato rimesso a posto di fresco per l'ingresso trionfale del monsignore senese, e ieri mattina, infatti, i muri esterni, appena riscialbati, erano dolcemente baciati dal sole primaverile. Proprio davanti al grande portone che domina Piazza del Duomo, in alto, si vede quella che pare (ai non intenditori come l'eretico) una cellula fotoelettrica: servirà solo per aprire elettronicamento il portone, o avrà lo scopo precipuo di illuminare d'immenso il monsignore al ritorno in palazzo, dopo un'estenuante giornata dedicata alla solidarietà evangelica?
I maligni sostengono che nell'enorme palazzo siano stati ricavati almeno un paio (almeno) di appartamenti, risistemati di zecca, oltre alla francescana dimora acampiana. Sarebbe un bel gesto se venissero immantinente destinati agli indigenti e ai nuovi poveri divenuti tali a causa della crisi, no? Non verranno mica affittati a caro prezzo, no?
Il luogo, comunque, secondo l'eretico è perfetto, degno della statura del personaggio; e non sfugga che ad una cinquantina di metri dalla nuova magione acampiana, c'è il locale più fashion, più glamour, più trendy della colligianità vincente, il Milleluci, inaugurato in pompa magna, un paio di annetti or sono, da Vittorio Sgarbi, alla presenza del Sindaco Brogioni che esaltava la bellezza del locale, con grande sensibilità istituzionale. Il tutto ripreso - guarda caso - dalle compiacenti telecamere di Canale tre.
Anche da questa nuova sistemazione nell'ex residenza vescovile, si può agevolmente capire chi sia davvero, in terra di Siena, il Vescovo-ombra...
Ps Che l'eretico sappia, ancora la sentenza gaggelliana NON è stata depositata. Le motivazioni dell'assoluzione di Acampa Giuseppe NON si possono conoscere. Sono trascorsi più di sei mesi (contro i tre stabiliti dalla Legge). Come la mettiamo, Giudice Gaggelli?
Ma il massimo della curiosità - l'eretico lo deve ammettere - era rappresentato dalla visione autoptica della nuova magione di monsignor Acampa Giuseppe, ormai signore di Colle. Dopo avere abbandonato la "piccola" dimora senese in Via del Costone, dove a malapena c'era spazio per l'ormai mitico idromassaggio ecclesiastico in cui recitare le litanie più impegnative, da un mesetto Acampa Giuseppe - in un comprensibile crescendo - è andato a risiedere a Colle alta. Con la consueta morigeratezza veterofrancescana, si è scelto un palazzo che ha una sua storia: il palazzo vescovile. Molti infatti sanno che fino a metà degli anni Ottanta (1986, per la precisione), Colle - come anche Montalcino, peraltro - aveva il suo Vescovo; in quell'anno, il benemerito Ismaele Castellano (mai abbastanza rimpianto, mai abbastanza rimpianto) decise di accorpare Siena, Montalcino e appunto Colle. Il palazzo ex vescovile è stato rimesso a posto di fresco per l'ingresso trionfale del monsignore senese, e ieri mattina, infatti, i muri esterni, appena riscialbati, erano dolcemente baciati dal sole primaverile. Proprio davanti al grande portone che domina Piazza del Duomo, in alto, si vede quella che pare (ai non intenditori come l'eretico) una cellula fotoelettrica: servirà solo per aprire elettronicamento il portone, o avrà lo scopo precipuo di illuminare d'immenso il monsignore al ritorno in palazzo, dopo un'estenuante giornata dedicata alla solidarietà evangelica?
I maligni sostengono che nell'enorme palazzo siano stati ricavati almeno un paio (almeno) di appartamenti, risistemati di zecca, oltre alla francescana dimora acampiana. Sarebbe un bel gesto se venissero immantinente destinati agli indigenti e ai nuovi poveri divenuti tali a causa della crisi, no? Non verranno mica affittati a caro prezzo, no?
Il luogo, comunque, secondo l'eretico è perfetto, degno della statura del personaggio; e non sfugga che ad una cinquantina di metri dalla nuova magione acampiana, c'è il locale più fashion, più glamour, più trendy della colligianità vincente, il Milleluci, inaugurato in pompa magna, un paio di annetti or sono, da Vittorio Sgarbi, alla presenza del Sindaco Brogioni che esaltava la bellezza del locale, con grande sensibilità istituzionale. Il tutto ripreso - guarda caso - dalle compiacenti telecamere di Canale tre.
Anche da questa nuova sistemazione nell'ex residenza vescovile, si può agevolmente capire chi sia davvero, in terra di Siena, il Vescovo-ombra...
Ps Che l'eretico sappia, ancora la sentenza gaggelliana NON è stata depositata. Le motivazioni dell'assoluzione di Acampa Giuseppe NON si possono conoscere. Sono trascorsi più di sei mesi (contro i tre stabiliti dalla Legge). Come la mettiamo, Giudice Gaggelli?
mercoledì 29 febbraio 2012
Sistema Siena: qui urge un attentato!!
Domenica prossima si vota per le presidenziali in Russia: scontata la vittoria al primo turno di Vladimir Putin, nonostante la fiera opposizione della nuova borghesia urbana, colta ed agguerrita. Nella sterminata Santa Madre Russia, sono "democraticamente" le campagne ad essere decisive, per ovvio computo numerico (altra similitudine con il Senese: il Pd un giorno perderà la città, ma realisticamente mai le campagne ed i piccoli centri della Provincia).
Ecco che puntualmente è arrivato il commando di ceceni pronti a farsi esplodere: il tutto per rinsaldare l'astro putiniano, comunque mai così offuscato come in questa torbida (essendo in Russia, è inevitabile) campagna elettorale. Appena arrivato al potere, il futuro zar Vladimir fece ben di peggio: qualcuno ricorda gli attentati del settembre 1999 a Mosca e Volgodonsk? Ci furono quasi trecento vittime, ed il tutto fu prodromico al pugno di ferro ultrabismarckiano in Cecenia. Il sedicente "Fronte di liberazione del Daghestan" fu accusato pubblicamente da Putin, che aveva appena ricevuto lo scettro di leader dall'etilista Eltsin. Peccato che questo "Fronte di liberazione del Daghestan" non abbia più commesso un mezzo attentato, dopo queste bombe del 1999...
Veniamo a noi. Il malandatissimo Sistema Siena ieri ha perduto un altro pezzo da novanta: Sienabiotech saluta il suo amministratore delegato (tale Giovanni Gaviraghi), ovviamente per "motivi personali" (formula equivalente appunto ai raffreddori di sovietica memoria); questa Sienabiotech è alla frutta: altro, ennesimo sogno di grandeur al picio sgonfiatosi al venire meno dei dindini fondazionisti. Ora chiamano il fidatissimo (per la Casta) Rino Rappuoli a cercare di risollevare il carrozzone. Si vedrà.
Il comunicatino dato in pasto alle Pravde locali è davvero da incorniciare:
"La Fondazione Mps, pur nell'attuale difficile situazione economico-finanziaria che vede una più limitata disposizione di risorse, STA AVVIANDO UN PROCESSO DI RISTRUTTURAZIONE AZIENDALE DI SIENABIOTECH".
Complimentoni per la solita, opportuna autocritica. Come ha detto il banchiere etico Mussari Giuseppe, il Duomo non ha mica le ruote, no? Questa Sienabiotech, però, forse sì...
A questo punto, l'eretico si ricollega a quanto scritto nella prima parte dell'articolo: qui ci vorrebbe un ATTENTATO! Si chiede troppo? Beh, accontentiamoci di un bell'omicidio: almeno questo, per sviare l'attenzione dal crollo, ci vorrebbe.
Gli amici del Comitato contro l'ampliamento aeroportuale di Ampugnano non si sono mai abbandonati alla violenza, e poi la cosa s'è sgonfiata comunque (leggasi Galaxopoly). Quindi da lì non si raccatta niente. L'Osservatorio sul Monte (a proposito, stasera alle 17,30 c'è l'Assemblea a Palazzo Patrizi: partecipare numerosi!), è composto da gente - per i gusti ereticali - sin troppo pacifica, quindi anche da lì non si raccatta alcunchè. Le Brigate Brambilla, ormai, sono un ricordo pallido come la pelle della Brambillona stessa. Che si fa, che si inventa, allora?
Almeno un marito che ammazza la moglie, però, si potrebbe trovare: un uxoricidio vecchio stampo all'interno magari di una coppia montepaschina, per esempio. Con i contratti di solidarietà, c'è più tempo per stare in casa, le tensioni - si sa - aumentano, vengono fuori gli altarini, le incazzature crescono esponenzialmente (ed il portafoglio meno gonfio non aiuta mai...).
Vuoi vedere che in città, invece di Report, arriva subito Bruno Vespa, con il plastico del delitto a rimorchio?
Ps Ieri questo blog ha toccato un altro record di contatti: 3.642!! Non ci sono più gli hacker di una volta, evidentemente...
martedì 28 febbraio 2012
"Mussari Giuseppe": una bella serata, con i soliti assenti...
In attesa di tornare a parlare d'altro, l'eretico non può non riferire ai suoi lettori dell'incontro di ieri sera alla sala dei Mutilati: reduci di guerra, non se n'è visto neanche uno, ma gente davvero tanta.
Vista la colpevole dimenticanza ereticale durante l'incontro di ieri, bisogna doverosamente ringraziare gli amici della Libreria senese (Pippo Bonci in primis), che si sono adoperati per organizzare la serata in oggetto. In effetti, è la prima volta che una Libreria organizza un evento su un libro di denuncia (altro è parlare di un "innocente" romanzo come Gli scheletri nell'armadio).
Buon segno anche questo, dunque, così come anche il fatto che in sala, oltre ai soliti noti (ma l'esserci sempre è segno di determinazione e incrollabile fiducia nella possibilità di cambiamento, non certo cosa di cui vergognarsi!) si è iniziata a vedere più di qualche figura prima ignota, in incontri di questo genere. Anche questo buonissimo segno.
Certo che la cosa più positiva e stimolante è l'attenzione (esogena, non certo endogena) della stampa: Sara Frangini a moderare (Il Fatto quotidiano, scuola Travaglio), il giovane Di Turi (un letterato prestato al giornalismo, di cui risentirete parlare), addirittura Paolo Mondani di Report (roba grossa grossa, dunque...), il quale ha ripreso tutto lo svolgimento della serata.
A rappresentare i Montanelli locali, c'era giusto il piccolo grande Augustino Mattioli, arrivato con uno dei suoi caratteristici berretti da Antartide: e al cui ingresso si è scatenato un piccolo ma sentito applauso da parte del pubblico. Un applauso che Augustino merita tutto, ma che - a pensarci un pochino di più e meglio - mette una tristezza immensa. L'eretico sperava nel contraddittorio con qualche mussariano: ancora una volta, le speranze sono andate delusissime...
Particolarmente ispirato l'avvocato ereticale Luigi De Mossi, che - soprattutto nel suo primo intervento, salutato da un convinto applauso finale - ha parlato della libertà di stampa e del diritto-dovere del cittadino ad una corretta e libera informazione.
Arrivando a scomodare perfino Beppe Fenoglio (peraltro un autore che gli è caro parecchio), ed il suo partigiano Johnny: in una città in cui - più che partigiani Johnny - ci sono tanti Johnny stecchino...
Ps Ah, l'eretico dimenticava: sì, pare proprio che qualcuno dell'entourage mussariano (indovinate chi) abbia provato, a fare sequestrare il libercolo. Birbone!!
domenica 26 febbraio 2012
"Mussari Giuseppe Una biografia (non autorizzata)"
Da domattina (a metà mattinata) sarà in circolazione la biografia (non autorizzata) concernente Mussari Giuseppe. Come già detto nel pezzo di mercoledì, sono 320 pagine dalle quali viene fuori un ritratto - si spera - il più veritiero possibile sulla personalità mussariana.
Almeno tre precisazioni preliminari sono d'obbligo, in fase di presentazione dell'opera: la delimitazione temporale, il taglio dato al libro, la scelta del materiale.
La delimitazione temporale, in primo luogo: la narrazione della biografia mussariana si conclude il 20 gennaio 2012 (giorno del compimento dei 49 anni e sei mesi di vita del biografato); puntualizzazione assai importante, giacchè nel libro si trova per esempio un Capitolo - quello dedicato alla figura di Francesco Gaetano Caltagirone -dedicato a colui il quale, proprio in quelle ore, stava uscendo di fatto da Mps, ma in quel momento era ancora sul 4% delle azioni, trovandosi ad essere quindi il principale azionista privato della Banca. Poi è andata come è andata...
Il taglio dato al libro, poi. Si è cercato di rendere la poliedricità mussariana a 360°: il neofita della finanza, certo, ma anche colui che continua a fare l'avvocato (per difendere Acampa Giuseppe); il Presidente di Banca Mps, ma anche dell'Abi; il tifoso cestistico e la sua presa multiforme sulla città, dal basket al Palio.Tutti tasselli importanti, fondamentali, per farsi un'idea esaustiva del personaggio in questione.
La scelta del materiale, infine. Anche in questo caso, si è inevitabimente spaziato in lungo ed in largo, utilizzando fonti plurime e di svariata natura.
Senza alcun dubbio, la parte più corposa concerne il materiale dell'inchiesta della Procura di Siena che - in questo blog - è stata in passato ribattezzata Galaxopoly (con corredo di intercettazioni ed altro). Cercando di fare capire che, all'interno dell'attuale management montepaschino, c'è anche (se non soprattutto) una questione morale che sarebbe bene affrontare. E che NON può certo essere affrontata all'insegna della continuità, o della farsesca discontinuità propugnata, fuori tempo massimo, dal Sindaco Ceccuzzi (un Capitolo è dedicato anche al suo rapporto con il biografato).
Ciò detto, non resta all'eretico che ribadire l'appuntamento di lunedì sera, alle 21, ai Mutilati (presso la Lizza, a 30 metri dall'hotel Jolly, per chi non fosse pratico): in quell'occasione - insieme ai relatori - si cercherà di precisare meglio la complessa trama del libro.
All'eretico, infine, piacerebbe che ci fosse anche qualche mussariano, a difendere il suo "President", domani sera: a differenza di quello che piace a Lui, all'eretico piace il confronto - anche duro - fra parti che la pensano diversamente (purchè sia ancorato ai dati di fatto).
Dal momento che di questo libercolo giocoforza toccherà interessarsi, perchè non venire subito ad ascoltare e, magari, a confrontarsi, a riferire la propria opinione?
Se poi dovesse giungere financo il biografato, un posto in primissima fila nessuno glielo negherebbe...
Ps Una proposta: invece di scatenarsi con cause e querele, perchè Mussari Giuseppe non spinge qualcuno dei suoi "fan" a scrivere una biografia (autorizzata, in questo caso). Non sarebbe un'ottima occasione di confronto e pluralismo?
sabato 25 febbraio 2012
Remigio Rugani, il fascista filantropo
Ogni tanto, le Contrade sanno trovare il modo di fare onore a se stesse: è il caso della Tartuca, che - in occasione del Giorno della Memoria, lo scorso 27 gennaio - ha organizzato una serata per fare conoscere meglio un suo grande Capitano (vittorioso nell'agosto 1951 e nel luglio 1953), Remigio Rugani. Il quale Rugani (nato nel 1898, morto nel 1968) fu un fascista della primissima ora, di quelli che accettarono loro malgrado l'imbrigliamento degli ideali del fascismo sansepolcrino (delle origini) da parte del Mussolini al potere. Compromessi su compromessi (con la Chiesa, con la Monarchia, con il grande capitale finanziario et alia), che snaturano il fascismo fattosi potere, facendo perdere entusiasmo a gente come appunto il Rugani (o come il grande Mino Maccari, per non andare tanto lontano...).
Remigio Rugani aveva dunque 24 anni, il giorno della Marcia su Roma. E ne aveva quindi 42, allorquando il Duce portò, in modo avventato e sventurato, l'Italia in guerra (quanto sarebbe durato il suo potere senza quel 10 giugno - visto l'esempio salazariano in Portogallo e franchista in Spagna - è un dilemma tanto insolubile, quanto storiograficamente avvincente...).
Pur già disilluso e da tempo, Rugani partecipò alla insana guerra promossa solo per accodarsi ai successi hitleriani: Capitano medico, si attivò in un convalescenziario ucraino, in una di quelle "Terre di sangue" descritte dal magnifico libro di T. Snyder di cui si parlerà.
Adesso arriva il bello della storia: in quel luogo, in quel contesto di dramma assoluto e di desertificazione della pietà, colui che era stato, anche, un picchiatore fascista fra i più temuti, si distinse per azioni di pura e semplice filantropia. Più che uno Schindler (non foss'altro che per l'orgogliosa italianità), un Perlasca della situazione.
Un bambino ucraino di 10 anni ed un suo collega medico ebreo polacco furono aiutati - di più, salvati - dal Perlasca senese, tartuchino. C'è un Dvd a cura di Silvia Folchi e Antonio Bartoli ("La responsabilità del bene") che illustra questo esemplare comportamento, che espose ovviamente Rugani a rischi personali di non poco conto.
Così come la scelta ruganiana - ha ricordato Roberto Barzanti sul Corrsiena - di offrire la piena disponibilità a curare anche i partigiani senesi, nel momento del trapasso da un contesto all'altro.
Bene, benissimo ha dunque fatto la sua Contrada a dedicargli una serata, con interventi di Mauro Barni, del prima ricordato Barzanti e di Giovanni Gigli, che ringrazio per i dati che mi ha prontamente fornito.
A questo punto, non sarebbe il caso di dedicare una via a questa singolare e poliedrica figura di fascista filantropo?
Credo che i tempi siano maturi: e se non lo fossero, ci sarebbe di che dolersene...
Remigio Rugani aveva dunque 24 anni, il giorno della Marcia su Roma. E ne aveva quindi 42, allorquando il Duce portò, in modo avventato e sventurato, l'Italia in guerra (quanto sarebbe durato il suo potere senza quel 10 giugno - visto l'esempio salazariano in Portogallo e franchista in Spagna - è un dilemma tanto insolubile, quanto storiograficamente avvincente...).
Pur già disilluso e da tempo, Rugani partecipò alla insana guerra promossa solo per accodarsi ai successi hitleriani: Capitano medico, si attivò in un convalescenziario ucraino, in una di quelle "Terre di sangue" descritte dal magnifico libro di T. Snyder di cui si parlerà.
Adesso arriva il bello della storia: in quel luogo, in quel contesto di dramma assoluto e di desertificazione della pietà, colui che era stato, anche, un picchiatore fascista fra i più temuti, si distinse per azioni di pura e semplice filantropia. Più che uno Schindler (non foss'altro che per l'orgogliosa italianità), un Perlasca della situazione.
Un bambino ucraino di 10 anni ed un suo collega medico ebreo polacco furono aiutati - di più, salvati - dal Perlasca senese, tartuchino. C'è un Dvd a cura di Silvia Folchi e Antonio Bartoli ("La responsabilità del bene") che illustra questo esemplare comportamento, che espose ovviamente Rugani a rischi personali di non poco conto.
Così come la scelta ruganiana - ha ricordato Roberto Barzanti sul Corrsiena - di offrire la piena disponibilità a curare anche i partigiani senesi, nel momento del trapasso da un contesto all'altro.
Bene, benissimo ha dunque fatto la sua Contrada a dedicargli una serata, con interventi di Mauro Barni, del prima ricordato Barzanti e di Giovanni Gigli, che ringrazio per i dati che mi ha prontamente fornito.
A questo punto, non sarebbe il caso di dedicare una via a questa singolare e poliedrica figura di fascista filantropo?
Credo che i tempi siano maturi: e se non lo fossero, ci sarebbe di che dolersene...
Scoop del Corrsiena: ma la notizia (ereticale) è di una settimana fa...
L'eretico aveva deciso di deporre l'ascia di guerra, su queste questioni. Quando è troppo, però, è troppo, no?
Arrivato davanti all'edicola, stamattina vedo un titolo del Corriere di Siena a caratteri cubitali, concernente le dimissioni del Direttore sanitario delle Scotte, dottoressa Flori Degrassi. Prendo in manina il giornale, e noto che sulla notizia, sparata in primissima pagina, è scritto financo "ESCLUSIVO".
Peccato che la stessa notizia (con tanto di motivazioni dell'abbandono, tra l'altro) l'avesse data questo blog, tra l'altro esattamente una settimana fa, sabato scorso (controllare per credere, ovviamente). Non solo: nel Post scriptum del pezzo domenicale sulla Sanità, questo blog l'aveva financo ribadita, a fronte delle chiamate ricevute che ne mettevano in dubbio la veridicità. Anche qui, controllare per credere.
Sono contento per la cronista Gaia Tancredi: avrà altro e di meglio da fare, rispetto alla lettura del blog ereticale; ne siamo lieti per lei, sinceramente. Basterebbe almeno non inserire l'aggettivazione "ESCLUSIVO"; basterebbe, magari, citare chi è arrivato prima, come si fa sempre in questo blog, sia che la primizia sia della carta stampata (anche del Corrsiena, se del caso), che di altri bloggers.
Fra persone corrette, ci si accontenta comunque di una sana rettifica sul Corrsiena di domani. L'eretico resta in attesa...
Ps Pare che Franchino il Ceccuzzi sarà oggi colligiano, per sostenere la Robur alla vigilia della delicatissima partita di domani. Una di quelle partite che possono davvero segnare un campionato, a questo punto.
Bando alla sin troppo facile ironia: ma dove si trova un Sindachino così attaccato alla propria città? Quasi commovente, l'ultra Franchino...
venerdì 24 febbraio 2012
Asl 7: la Corte dei Conti si muove...
Angelo Canale: l'eretico fa sommessamente presente che questo Procuratore regionale della Corte dei Conti è la persona giusta per alzare finalmente il velo sull'Asl 7 (e non solo, ovviamente...).
All'apertura dell'anno giudiziario, ha pronunciato parole chiare e forti, che sono un balsamo per le orecchie ereticali.
Un passaggio, fra i tanti (su cui torneremo in futuro):
"I vertici delle amministrazioni NON SEGNALANO I FATTI DANNOSI PER L'ERARIO. Spesso apprendiamo dalla stampa, da cittadini o da associazioni vicende che i vertici amministrativi si sono guardati bene dal denunciare: un comportamento, quest'ultimo, che se non è dolosamente omertoso è QUANTOMENO COLPEVOLMENTE NEGLIGENTE".
Fischiano le orecchie a qualcuno, forse? Dio ce lo conservi, questo dottor Canale...
A questo proposito, eccoci alla nostra storiella settimanale. Ci occupiamo, a questo giro, del dottor Paolo Biagi, dirigente medico di II livello, Responsabile dell'Unità operativa Medicina di Nottola-Montepulciano fino ad un anno fa.
Il succitato primario evidentemente NON era troppo simpatico alla dottoressa Benedetto in Rossi, allora imperante; giusto un anno fa (febbraio 2011), quindi, nasce l'esigenza di toglierlo da Nottola. Viene "sospeso dalle funzioni" di Direttore dell'U.O., per approdare a Siena in un ufficio del Centro direzionale a predisporre (su proposta formulata "per vie brevi" dal Direttore sanitario, dr. Del Ministro) 2 progetti aziendali di durata, ciascuno, triennale (delibere numero 46 e 48 dell'8 febbraio 2011). In sintesi, progetti di riqualificazione delle Terme di Chianciano (fegato sano, come si sa...).
Per rendere più accettabile il trasferimento Nottola-Siena, il Biagi si è visto indorare la pillola con 12.500 euro annui complessivi (oltre allo stipendio, ovviamente).
A Nottola, che è successo? Dal 1 marzo 2011, in qualità di Responsabile temporaneo, arriva, al posto del Biagi, il dottor Luigi Abate ("su proposta formulata per le vie brevi dal Direttore sanitario", come d'abitudine). Ma l'incarico di supplenza - i lettori più attenti ormai l'hanno imparato - può durare al massimo 12 mesi, comportando il riconoscimento di un'indennità integrativa di 535 euro mensili al supplente. Fra un mese, questo incarico scade: a chi toccherà di subentrare all'Abate?
In ordine alfabetico, dopo di lui c'è il dottor Marino Artusa, ex verde di lunga militanza. Vedremo. Visto però che gli anni di supplenza sono tre, perchè non fare un bel bando di selezione, invece di cambiare anno per anno? A scuola si sarebbe stigmatizzata la mancanza di continuità didattica...
In definitiva, a Nottola si rischia di avere un supplente all'anno invece che una sola figura per tre anni (quindi si paga l'indennità mensile di supplenza); per l'incarico affidato al dottor Biagi a Siena - oltre allo stipendio - lo Stato versa 12.500 euro annui.
Il prima osannato dottor Canale ha stigmatizzato il "danno erariale realizzato, attuale e concreto". Ne siamo così lontani, in questo come in altri casi?
Dottor Canale, grazie di esistere: e buon lavoro...
All'apertura dell'anno giudiziario, ha pronunciato parole chiare e forti, che sono un balsamo per le orecchie ereticali.
Un passaggio, fra i tanti (su cui torneremo in futuro):
"I vertici delle amministrazioni NON SEGNALANO I FATTI DANNOSI PER L'ERARIO. Spesso apprendiamo dalla stampa, da cittadini o da associazioni vicende che i vertici amministrativi si sono guardati bene dal denunciare: un comportamento, quest'ultimo, che se non è dolosamente omertoso è QUANTOMENO COLPEVOLMENTE NEGLIGENTE".
Fischiano le orecchie a qualcuno, forse? Dio ce lo conservi, questo dottor Canale...
A questo proposito, eccoci alla nostra storiella settimanale. Ci occupiamo, a questo giro, del dottor Paolo Biagi, dirigente medico di II livello, Responsabile dell'Unità operativa Medicina di Nottola-Montepulciano fino ad un anno fa.
Il succitato primario evidentemente NON era troppo simpatico alla dottoressa Benedetto in Rossi, allora imperante; giusto un anno fa (febbraio 2011), quindi, nasce l'esigenza di toglierlo da Nottola. Viene "sospeso dalle funzioni" di Direttore dell'U.O., per approdare a Siena in un ufficio del Centro direzionale a predisporre (su proposta formulata "per vie brevi" dal Direttore sanitario, dr. Del Ministro) 2 progetti aziendali di durata, ciascuno, triennale (delibere numero 46 e 48 dell'8 febbraio 2011). In sintesi, progetti di riqualificazione delle Terme di Chianciano (fegato sano, come si sa...).
Per rendere più accettabile il trasferimento Nottola-Siena, il Biagi si è visto indorare la pillola con 12.500 euro annui complessivi (oltre allo stipendio, ovviamente).
A Nottola, che è successo? Dal 1 marzo 2011, in qualità di Responsabile temporaneo, arriva, al posto del Biagi, il dottor Luigi Abate ("su proposta formulata per le vie brevi dal Direttore sanitario", come d'abitudine). Ma l'incarico di supplenza - i lettori più attenti ormai l'hanno imparato - può durare al massimo 12 mesi, comportando il riconoscimento di un'indennità integrativa di 535 euro mensili al supplente. Fra un mese, questo incarico scade: a chi toccherà di subentrare all'Abate?
In ordine alfabetico, dopo di lui c'è il dottor Marino Artusa, ex verde di lunga militanza. Vedremo. Visto però che gli anni di supplenza sono tre, perchè non fare un bel bando di selezione, invece di cambiare anno per anno? A scuola si sarebbe stigmatizzata la mancanza di continuità didattica...
In definitiva, a Nottola si rischia di avere un supplente all'anno invece che una sola figura per tre anni (quindi si paga l'indennità mensile di supplenza); per l'incarico affidato al dottor Biagi a Siena - oltre allo stipendio - lo Stato versa 12.500 euro annui.
Il prima osannato dottor Canale ha stigmatizzato il "danno erariale realizzato, attuale e concreto". Ne siamo così lontani, in questo come in altri casi?
Dottor Canale, grazie di esistere: e buon lavoro...
Mps: contratto di solidarietà? Intanto noi si va a Cortina d'Ampezzo...
L'eretico si rende ben conto di gettare ulteriore benzina sul fuoco, ma la colpa è di chi le fa, certe cose, o di chi le scrive?
Seconda premessa introduttiva: la notizia shock non è uno scoopone ereticale come altri, ma è tratta dalla stampa berlusconiana (quindi filoMps) di stamattina. Quindi che nessuno venga ad eccepire, perchè sarebbe assai fuori luogo...
Con uno straordinario tempismo rispetto alla pubblicizzazione dei contratti di solidarietà (con il tormentone dei 1500 da mandare a casa), Il Giornale di Paolo Berlusconi di oggi (a pagina 30, articolo di tale Camilla Conti) ci delizia (immagino soprattutto il "montepaschino ignoto") con quanto segue, al termine di un pezzo in cui descrive ciò che sta per accadere ai dipendenti Mps (contratti di solidarietà, sciopero del 16 marzo et alia):
"Un clima di austerity che stona con il comunicato arrivato da Cortina Turismo in cui si annuncia una nuova partnership fra Mps e Cortina d'Ampezzo: i top manager della Banca hanno in cantiere progetti di marketing all'ombra delle Dolomiti, a partire dalla prossima stagione estiva. Quando si dice il tempismo".
Fine dell'articolo. L'eretico lo ripete: il pezzo della Conti è pubblicato sul Giornale, e la stampa più libera scrive da tempo che proprio Mps è il forziere principe del Pdl. Delle due l'una, quindi: o questa giornalista ha scritto qualcosa che è sfuggito alle maglie della censura interna, o qualcosa sta cambiando anche in casa Pdl, nei confronti della Banca mussariana. Difficile dire, ora come ora.
Mentre i dipendenti lavoreranno in modo solidaristico, dunque, i top manager montepaschini saranno ad ossigenarsi in quota, quest'estate, in mezzo al meraviglioso paesaggio dolomitico. E la Finanza, tanto, è già passata lo scorso 30 dicembre...
giovedì 23 febbraio 2012
Università del Bengodi: le consulenze esterne del 2004
L'eretico riprende in mano la Verifica amministrativa-contabile concernente l'Università del Bengodi (a firma del dottor Giovanni Diana), di cui ci siamo già occupati la settimana scorsa.
Oggi siamo arrivati al 2004, sempre Tosi regnante (ma lui è un anatomopatologo, quindi è esentato da responsabilità...). Come il dottor Diana ha messo in evidenza, colpisce che i validi professionisti scelti intuitu personae siano, gira e rigira, sempre i soliti: d'altra parte, una volta intuìto, uno è a posto, no?
Anno 2004, dunque:
1) Studio geologi Tamarindi: 489 euro (una new entry, tra l'altro da poco);
2) Ingegner Casini: 13.915, 6.345,6.390, 6.946 (tutte consulenze per il San Niccolò);
3) Ingegner Giampiero Mancini: 8.036, 8.974,7.377,7.135 (sempre per il San Niccolò);
4) Ingegner Poluzzi Raffaele: 2.684, 1.509,1.532 (tutto per il San Niccolò);
5) Ingegner Luca Sani: 17.067,19.853, 16.261, 20.359, 15.705 (tre consulenze erano per il San Niccolò);
6) Zacchiroli (non altrimenti specificato): 13.112, 8.305, 7.972, 5.210 (2 consulenze per il San Niccolò);
7) Architetto Bagnoli: 3.730, 35.844, 21.875;
8) geometra Veroni: 11.123, 1.141, 8.617;
9) Architetto Mauro Putti: 3.347 euro;
10) Ingegnere Piero Locatelli: 3.404 euro;
11) Ingegnere Giorgio Pazzaglia: 2.048 euro;
12) Ingegnere Vincenzo Pagano: 18.315 euro;
13) Ingegnere Giorgio Fanciulli: 7.630 euro;
14) Ingegnere Stefano Fabbri: 8.690 euro;
15) Ingegnere Rocco Corsi: 28.152 euro (Museo dell'Antartide).
Questa, dunque, è la lista degli "intuìti" esterni per l'anno 2004.
Ps Se Dio vuole, però, da oggi l'Università se la passa meglio: ingresso in massa di Facebook, Twitter e you tube per aprire il confronto con le matricole. Wow!!
Ci pensa il delegato del Rettore Fabio Berti (uno che meriterebbe un approfondimento bloggeristico...).
"Gli studenti che frequentano le facoltà senesi la crisi non la sentono. O per lo meno non sulla loro pelle" (Corrsiena di oggi). Mai abbinare la parola "crisi" con "Siena": mi raccomando!
Oggi siamo arrivati al 2004, sempre Tosi regnante (ma lui è un anatomopatologo, quindi è esentato da responsabilità...). Come il dottor Diana ha messo in evidenza, colpisce che i validi professionisti scelti intuitu personae siano, gira e rigira, sempre i soliti: d'altra parte, una volta intuìto, uno è a posto, no?
Anno 2004, dunque:
1) Studio geologi Tamarindi: 489 euro (una new entry, tra l'altro da poco);
2) Ingegner Casini: 13.915, 6.345,6.390, 6.946 (tutte consulenze per il San Niccolò);
3) Ingegner Giampiero Mancini: 8.036, 8.974,7.377,7.135 (sempre per il San Niccolò);
4) Ingegner Poluzzi Raffaele: 2.684, 1.509,1.532 (tutto per il San Niccolò);
5) Ingegner Luca Sani: 17.067,19.853, 16.261, 20.359, 15.705 (tre consulenze erano per il San Niccolò);
6) Zacchiroli (non altrimenti specificato): 13.112, 8.305, 7.972, 5.210 (2 consulenze per il San Niccolò);
7) Architetto Bagnoli: 3.730, 35.844, 21.875;
8) geometra Veroni: 11.123, 1.141, 8.617;
9) Architetto Mauro Putti: 3.347 euro;
10) Ingegnere Piero Locatelli: 3.404 euro;
11) Ingegnere Giorgio Pazzaglia: 2.048 euro;
12) Ingegnere Vincenzo Pagano: 18.315 euro;
13) Ingegnere Giorgio Fanciulli: 7.630 euro;
14) Ingegnere Stefano Fabbri: 8.690 euro;
15) Ingegnere Rocco Corsi: 28.152 euro (Museo dell'Antartide).
Questa, dunque, è la lista degli "intuìti" esterni per l'anno 2004.
Ps Se Dio vuole, però, da oggi l'Università se la passa meglio: ingresso in massa di Facebook, Twitter e you tube per aprire il confronto con le matricole. Wow!!
Ci pensa il delegato del Rettore Fabio Berti (uno che meriterebbe un approfondimento bloggeristico...).
"Gli studenti che frequentano le facoltà senesi la crisi non la sentono. O per lo meno non sulla loro pelle" (Corrsiena di oggi). Mai abbinare la parola "crisi" con "Siena": mi raccomando!
martedì 21 febbraio 2012
Il Consiglio comunale del martedì grasso
In tutta franchezza, nessuno si aspettava più di tanto, dall'odierno Consiglio comunale: anche le più pessimistiche aspettative, comunque, non sono andate deluse.
Ancora niente si sa della mozione sull'Università all'ordine del giorno (da leggere senza indugio lo scoop di Fratello illuminato di oggi, nel dubbio); si sa invece, purtroppo, della puntigliosa interrogazione sullo stato delle cose in Fondazione Mps.
L'eretico era presente, e può assicurare i suoi lettori del fatto che Laura Vigni (che ha presentato l'interrogazione insieme ad Enzo De Risi delle Liste civiche) il suo l'ha fatto, esponendo con voce forte e chiara l'interrogazione (mentre Franchino chiacchierava con il vicesindaco Marzucchi o si gratticchiava l'aurea testolina): il problema è stata proprio la risposta del primo cittadino. O - per meglio dire - la NON RISPOSTA. Tra il burocratico ed il generico, richiamandosi per l'ennesima volta alla coesione che ci vorrebbe in un momento come questo, premettendo che gli interroganti non sanno quali poteri abbia effettivamente il Sindaco sulla Fondazione, sembrava che Franchino esponesse il bilancio consuntivo del barrino del Circolo Arci di Sant'Andrea, piuttosto che parlare che di uno snodo chiave della storia della municipalità che inopinatamente presiede.Sconcertante. Almeno quando parla di arbitri ci mette un pochina di passione...
Dopo la non risposta, ecco materializzarsi, senza soluzione di continuità, la farsa: un pacifico signore che l'eretico non conosce (verosimilmente dell'Osservatorio Mps) accenna timidamente un "Buu" da non fare paura ad una mosca, al termine della suddetta non risposta. Ecco che immantinente prende il microfono il Presidente del Consiglio comunale Piccini, e, testuale, con voce perentoria e stentorea, pronuncia quanto segue:
"Al prossimo rumore farò immediatamente sgomberare l'aula, la Legge mi dà questo potere; al prossimo intervento del pubblico, faccio sgombrare tutti!".
I reprobi si guardano, tra il divertito e lo schifato (prevale il secondo): ma l'eventuale responsabilità, non sarebbe solo del singolo? E poi: ma questi, si rendono conto del malessere che c'è, o no? Perchè il Pd locale non organizza un incontro pubblico, in cui parlare di Mps: almeno magari qualcuno può dire la sua, e magari, addirittura, dissentire...
Era tanto che non entravo nella sala in cui il Consiglio si riunisce: non mi ricordavo, per esempio, della presenza di Vittorio Emanuele III in loco per l'inaugurazione della Mostra d'arte antica, nell'aprile del 1904.
Ma non mi ricordavo soprattutto che vi era affrescata - proprio sopra le teste dei consiglieri di opposizione - la seguente, illuminante frase del mai abbastanza lodato Niccolò Machiavelli, una frase su cui invito alla pubblica riflessione, a partire per esempio dall'esito delle ultime elezioni:
"Il popolo molte volte desidera la rovina sua ingannato da una falsa spezie di bene".
Una frase che è davvero di stridente attualità municipalistica...
lunedì 20 febbraio 2012
Franchino fa l'ultra!
In attesa del complesso ed ostico Consiglio comunale di domani (in cui si parlerà di Fondazione Mps ed Università, così per stare allegri...), Franchino il Ceccuzzi si è concesso un meritato fine settimana sabaudo. Si vuole sperare pagato tutto di tasca propria, ma in questo caso non è ciò che più interessa. C'è chi ha stigmatizzato che abbia lasciato la Siena in crisi (si può dire?) per approdare a Torino, ma questa critica ci pare ingenerosa: in loco aveva lasciato i suoi scudieri, e poi un po' di svago è benefico per tutti, a maggior ragione nei momenti difficili e stressanti. Da stigmatizzare, semmai, la colpevole assenza, a Torino, di quello della Provincia, forse ancora intento a polemizzare con l'Enel per dimostrare che esiste: Bezzini, la luce è tornata!!!
Arrivato sabato, Franchino è andato a vedere la Mens sana vincere (con difficoltà) su Milano; poi ieri ha assistito alla ben più netta vittoria senese contro la deludente (certo anche per grande merito della Mens sana!) squadra canturina. In entrambe le occasioni, si è messo la sciarpina, da buon tifoso; si è alzato ad applaudire (quando vedeva che si alzavano gli altri, per non sbagliare), con la faccia un po' spaesata ma comunque attenta e desta. Tutto bene, dunque, tutto a posto: e corroborato dall'ennesimo successo nazionale della straordinaria squadra allenata da Simone Pianigiani.
Dopo il successo, però, il buon Franchino si è un pochino lasciato andare, come se avesse avuto una grande voglia di levarsi qualche sassolino dalle scarpe. Magari non solo per cose attinenti al basket. Comunque sia, è andato fuori dal seminato.
Dal Corrsiena (pagina 15):
"Straordinari Pianigiani, i giocatori, la società sono riusciti a fare qualcosa di meraviglioso (e fin qui, tutto ok, Ndr), soprattutto considerando che come abbiamo visto nei giorni scorsi ABBIAMO TUTTI CONTRO, i giornali, le istituzioni e molti altri".
Da La Nazione (pagina 25), peggio ancora, se possibile:
"Abbiamo vinto ancora una volta CONTRO TUTTI. Tutte le squadre, ma anche gli arbitri. Non hanno tutelato la nostra squadra, soprattutto i nostri lunghi, Lavrinovic ed Andersen. Ne fischiavano solo uno su 4 di falli che venivano commessi contro di loro".
La cosa più stucchevole è il solito - e più volte rimarcato - penoso senso del complotto e dell'assedio contro tutto ciò che rappresenta la città (oggi la Mens sana, ieri altro, domani altro ancora): perfino Robertino Barzanti - pur così "storicista" sul dramma della Fondazione - gliel'ha detto di farla finita con questo refrain del vittimismo, ma lui continua, continua, continua. Non c'è verso.
Sul piano specifico e quindi sportivo-cestistico, cosa aggiungere? Visto che la partita più difficile è stata con Milano: voi lo immaginate il Sindaco Pisapia che - dopo la sconfitta - si mette a polemizzare con gli arbitri, tanto per fare un esempio?
Vogliamo andare ancora più nel dettaglio? Andiamoci, visto che è lui, è Franchino che l'ha voluto. E circoscriviamo il tutto solo alla Coppa Italia appena conclusa, che è meglio.
Nella partita a rischio effettivo, quella con Milano (vinta con due soli punti di scarto), gli arbitri erano Facchini, Paternicò e Sabetta. Siena ha avuto 15 tiri liberi (quelli da un punto, per chi non è pratico); Milano 5. 15 tiri liberi in una gara non sono tantissimi, ma certo sono più di 5, no? Lavrinovic ed Andersen quindi non tutelati? Mah, tutto è possibile, certo.
Ma un Sindaco che si rifiuta di parlare di società quotate in Borsa con giornalisti nazionali, fa bene ad eccepire sull'arbitraggio della sua squadra del cuore (con una competenza cestistico-arbitrale che si lascia immaginare ai lettori, tra l'altro)? Forse aveva orecchiato questo commento polemico fra i vicini, e l'ha prontamente riportato. Così, tanto per fare vedere che lui qualcosa di basket mastica.
Cose di sinistra, non ne dice; allora si butta sull'arbitraggio, e dice "cose arbitrali"...
Vediamo se sarà altrettanto loquace domani in Consiglio comunale. Chi arbitra, a questo giro?
Arrivato sabato, Franchino è andato a vedere la Mens sana vincere (con difficoltà) su Milano; poi ieri ha assistito alla ben più netta vittoria senese contro la deludente (certo anche per grande merito della Mens sana!) squadra canturina. In entrambe le occasioni, si è messo la sciarpina, da buon tifoso; si è alzato ad applaudire (quando vedeva che si alzavano gli altri, per non sbagliare), con la faccia un po' spaesata ma comunque attenta e desta. Tutto bene, dunque, tutto a posto: e corroborato dall'ennesimo successo nazionale della straordinaria squadra allenata da Simone Pianigiani.
Dopo il successo, però, il buon Franchino si è un pochino lasciato andare, come se avesse avuto una grande voglia di levarsi qualche sassolino dalle scarpe. Magari non solo per cose attinenti al basket. Comunque sia, è andato fuori dal seminato.
Dal Corrsiena (pagina 15):
"Straordinari Pianigiani, i giocatori, la società sono riusciti a fare qualcosa di meraviglioso (e fin qui, tutto ok, Ndr), soprattutto considerando che come abbiamo visto nei giorni scorsi ABBIAMO TUTTI CONTRO, i giornali, le istituzioni e molti altri".
Da La Nazione (pagina 25), peggio ancora, se possibile:
"Abbiamo vinto ancora una volta CONTRO TUTTI. Tutte le squadre, ma anche gli arbitri. Non hanno tutelato la nostra squadra, soprattutto i nostri lunghi, Lavrinovic ed Andersen. Ne fischiavano solo uno su 4 di falli che venivano commessi contro di loro".
La cosa più stucchevole è il solito - e più volte rimarcato - penoso senso del complotto e dell'assedio contro tutto ciò che rappresenta la città (oggi la Mens sana, ieri altro, domani altro ancora): perfino Robertino Barzanti - pur così "storicista" sul dramma della Fondazione - gliel'ha detto di farla finita con questo refrain del vittimismo, ma lui continua, continua, continua. Non c'è verso.
Sul piano specifico e quindi sportivo-cestistico, cosa aggiungere? Visto che la partita più difficile è stata con Milano: voi lo immaginate il Sindaco Pisapia che - dopo la sconfitta - si mette a polemizzare con gli arbitri, tanto per fare un esempio?
Vogliamo andare ancora più nel dettaglio? Andiamoci, visto che è lui, è Franchino che l'ha voluto. E circoscriviamo il tutto solo alla Coppa Italia appena conclusa, che è meglio.
Nella partita a rischio effettivo, quella con Milano (vinta con due soli punti di scarto), gli arbitri erano Facchini, Paternicò e Sabetta. Siena ha avuto 15 tiri liberi (quelli da un punto, per chi non è pratico); Milano 5. 15 tiri liberi in una gara non sono tantissimi, ma certo sono più di 5, no? Lavrinovic ed Andersen quindi non tutelati? Mah, tutto è possibile, certo.
Ma un Sindaco che si rifiuta di parlare di società quotate in Borsa con giornalisti nazionali, fa bene ad eccepire sull'arbitraggio della sua squadra del cuore (con una competenza cestistico-arbitrale che si lascia immaginare ai lettori, tra l'altro)? Forse aveva orecchiato questo commento polemico fra i vicini, e l'ha prontamente riportato. Così, tanto per fare vedere che lui qualcosa di basket mastica.
Cose di sinistra, non ne dice; allora si butta sull'arbitraggio, e dice "cose arbitrali"...
Vediamo se sarà altrettanto loquace domani in Consiglio comunale. Chi arbitra, a questo giro?
domenica 19 febbraio 2012
Anche i medici, nel loro piccolo, si inkazzano (e c'è il caso Degrassi)...
Nel meraviglioso mondo di Sienalandia, ormai anche l'ospedale è in piena ebollizione: l'eretico non fa in tempo a chiudere il pezzo sul Bilancio dell'Asl 7 (oggi Il Fatto di Travaglio e Padellaro spara in prima pagina il caso dell'Asl massese, giusto richiamato ieri dal blog!), che gli arriva sottomano un documento violentissimo delle sigle sindacali delle Scotte (ANAAO-Assomed, CGIL medici, CIMO, CISL medici e Umsped). Ieri qualcosa era trapelato sulla Nazione, oggi il documento è sul Corrsiena.
Cosa stigmatizzano, in buona sostanza, i sindacati ospedalieri, con toni di inusitata veemenza?
Ciò che l'eretico ha scritto da tempo: le Scotte devono ridimensionarsi (si sono già ridimensionate!), per fare splendere di maggior luce il Polo fiorentino. Rossi dixit.
Un'accusa, in particolare, ci sembra grave assai, da parte dei sindacati: allorquando il documento dice che la Direzione generale avrebbe mentito sulla flessione del numero dei trapianti di midollo eseguiti alle Scotte ( affermazione che sarebbe funzionale all'attivazione del "tutoraggio" di Ematologia, affidato al fiorentino professor Alberto Bosi, contro il quale tutoraggio i sindacati si sono mobilitati con forza). Qui tra la Direzione generale ed i sindacati bisogna che qualcuno dia i numeri certi ed inequivoci, per rispetto dei cittadini-pazienti, no?
"Quanto bisognerà aspettare affinchè un metodo razionale e trasparente, non inquinato da appartenenze, divenga lo strumento di governo dell'azienda?", si chiedono i sindacalisti.
"Fino a quando quel che resta del Sistema Siena non crollerà definitivamente a terra, implodendo su se stesso", risponde l'eretico, da par sua.
Ps C'è chi ha telefonato all'eretico, dicendogli che la Direttrice sanitaria delle Scotte, dottoressa Degrassi, NON si era dimessa.
All'eretico, però, continua a risultare che la dottoressa Degrassi venerdì abbia rassegnato le dimissioni dal prestigioso incarico ricoperto; così come risulta anche che Franchino il Ceccuzzi si sia attivato per farla desistere dalla decisione presa, subito dopo. I prossimi giorni faranno chiarezza.
sabato 18 febbraio 2012
Asl 7: i nodi del Bilancio stanno per venire al pettine...
Grandi giornalate sulla dottoressa formalmente in malattia, in realtà in studio a visitare: benissimo hanno fatto i finanzieri ad intervenire, ma è come un granello di sabbia nel Sahara, date retta all'eretico. Tra l'altro, questa oculista era indifendibile da una parte, ma fatturava - par di capire - le visite effettuate contra legem: virtuosa nell'andare contro la legge? Presa dal virtuosismo fiscale predicato da Monti? Boh...
Dobbiamo poi segnalare che, nei giorni scorsi, si è dimessa da Direttore sanitario delle Scotte la dottoressa Degrassi, pare per frizioni con il dottor Marchese Morello. Chissà. Tensione alta anche al Policlinico, tanto per cambiare.
Gli scricchiolii ci sono tutti: il prossimo tassello del Sistema Siena a crollare (dopo l'Università, la Fondazione e la credibilità del Sistema in quanto tale) sarà quello sanitario.
L'eretico si chiede varie cose, e gira le domande al nuovo Direttore Pestelli, cui abbiamo già augurato buon lavoro (ne ha bisogno): chi certificherà il bilancio 2011? La Kpmg dell'ex dipendente Grazioso, la Deloitte da cui proviene lo stesso Pestelli, o altri ancora? Si potrà mai sapere qualcosa del Bilancio preventivo dell'anno in corso? Andando più nel dettaglio: c'è qualcuno che abbia BEN CONTROLLATO, CON LA MASSIMA ATTENZIONE, LE SCRITTURE CONTABILI? Lo dovrebbero fare i revisori dei conti: ci si mette la manina sul fuoco? I costi sostenuti sono stati tutti messi a Bilancio in modo corretto? Quante sopravvenienze passive figurano nel conto economico del 2011? Costi e debiti sono correttamente imputati?
Osiamo chiederlo, perchè qualche igienico dubbio lo nutriamo; e perchè non vorremmo trovarci come all'Asl massese ("L'Asl è piccola, il buco è grande", scrive Pino Di Blasio sulla Nazione di due giorni or sono, pagina 21). Non vorremmo ritrovarci a commentare quello che il rapporto della Commissione parlamentare ha scritto a proposito di Massa. Per esempio che "con l'ausilio di scritture contabili FALSE ED ANOMALE, OLTRE AD ARTIFIZI VARI, HANNO MANIPOLATO SOPRATTUTTO I COSTI DI ESERCIZIO E I DEBITI VERSO I FORNITORI".
A maggior ragione perchè a questa relazione devastante per la credibilità della Sanità toscana (e per fare capire che Massa ben difficilmente è una mela marcia...), si aggiunge la ancora più devastante Relazione della Corte dei Conti nazionale, che boccia la Sanità toscana. Nel capitolo sui "Danni erariali nella sanità", a cura del Vice Procuratore Generale Roberto Benedetti, presentata due giorni or sono, la Toscana sanitaria esce demolita, altro che Buon governo. Si parla delle azione risarcitorie prima del giudizio? Citate Piemonte, Sicilia e Toscana. Poi si parla di "tipologie di danno attinenti all'irregolare acquisizione di beni e servizi in Toscana, all'irregolare espletamento dell'attività libero-professionale intramuraria ed extra ospedaliera nel Lazio ed in Toscana" (se ne parlerà a breve, con esempi calzanti assai).
Ma è soprattutto un passaggio di pagina 144, a fare riflettere, laddove si parla di "VIOLAZIONE DELLE REGOLE PROCEDIMENTALI CONTRATTUALI IN TOSCANA". Ma non è quello strullino dell'eretico, ad avere coniato l'espressione "carriere al neutrino" per l'Asl 7 (ricordate i casi Ghezzi, Grazioso, Becattini, Cardelli ed altri)? Siamo in due ad essere strullini, si vede...
Ps Il Presidente Enrico Rossi ha sempre avuto un comportamento irreprensibile, nel caso in ispecie da Assessore alla Sanità. Lo dice lui stesso...
Dobbiamo poi segnalare che, nei giorni scorsi, si è dimessa da Direttore sanitario delle Scotte la dottoressa Degrassi, pare per frizioni con il dottor Marchese Morello. Chissà. Tensione alta anche al Policlinico, tanto per cambiare.
Gli scricchiolii ci sono tutti: il prossimo tassello del Sistema Siena a crollare (dopo l'Università, la Fondazione e la credibilità del Sistema in quanto tale) sarà quello sanitario.
L'eretico si chiede varie cose, e gira le domande al nuovo Direttore Pestelli, cui abbiamo già augurato buon lavoro (ne ha bisogno): chi certificherà il bilancio 2011? La Kpmg dell'ex dipendente Grazioso, la Deloitte da cui proviene lo stesso Pestelli, o altri ancora? Si potrà mai sapere qualcosa del Bilancio preventivo dell'anno in corso? Andando più nel dettaglio: c'è qualcuno che abbia BEN CONTROLLATO, CON LA MASSIMA ATTENZIONE, LE SCRITTURE CONTABILI? Lo dovrebbero fare i revisori dei conti: ci si mette la manina sul fuoco? I costi sostenuti sono stati tutti messi a Bilancio in modo corretto? Quante sopravvenienze passive figurano nel conto economico del 2011? Costi e debiti sono correttamente imputati?
Osiamo chiederlo, perchè qualche igienico dubbio lo nutriamo; e perchè non vorremmo trovarci come all'Asl massese ("L'Asl è piccola, il buco è grande", scrive Pino Di Blasio sulla Nazione di due giorni or sono, pagina 21). Non vorremmo ritrovarci a commentare quello che il rapporto della Commissione parlamentare ha scritto a proposito di Massa. Per esempio che "con l'ausilio di scritture contabili FALSE ED ANOMALE, OLTRE AD ARTIFIZI VARI, HANNO MANIPOLATO SOPRATTUTTO I COSTI DI ESERCIZIO E I DEBITI VERSO I FORNITORI".
A maggior ragione perchè a questa relazione devastante per la credibilità della Sanità toscana (e per fare capire che Massa ben difficilmente è una mela marcia...), si aggiunge la ancora più devastante Relazione della Corte dei Conti nazionale, che boccia la Sanità toscana. Nel capitolo sui "Danni erariali nella sanità", a cura del Vice Procuratore Generale Roberto Benedetti, presentata due giorni or sono, la Toscana sanitaria esce demolita, altro che Buon governo. Si parla delle azione risarcitorie prima del giudizio? Citate Piemonte, Sicilia e Toscana. Poi si parla di "tipologie di danno attinenti all'irregolare acquisizione di beni e servizi in Toscana, all'irregolare espletamento dell'attività libero-professionale intramuraria ed extra ospedaliera nel Lazio ed in Toscana" (se ne parlerà a breve, con esempi calzanti assai).
Ma è soprattutto un passaggio di pagina 144, a fare riflettere, laddove si parla di "VIOLAZIONE DELLE REGOLE PROCEDIMENTALI CONTRATTUALI IN TOSCANA". Ma non è quello strullino dell'eretico, ad avere coniato l'espressione "carriere al neutrino" per l'Asl 7 (ricordate i casi Ghezzi, Grazioso, Becattini, Cardelli ed altri)? Siamo in due ad essere strullini, si vede...
Ps Il Presidente Enrico Rossi ha sempre avuto un comportamento irreprensibile, nel caso in ispecie da Assessore alla Sanità. Lo dice lui stesso...
venerdì 17 febbraio 2012
L'Ici, Giordano Bruno e una proposta ereticale...
Anche se bisogna ammettere che l'eretichino (lo scrivente) ci si arrabbia sempre come una volta, la Chiesa cattolica di oggi fa un pochino tenerezza: va via Silvione, e le tocca iniziare a pagare l'Ici sul serio (ora tutti a dire che lo pagavano da sempre, i bugiardoni...). Se guardiamo al Vaticano, è un covo di vipere che nemmeno all'interno del Pd nazionale sono così: sembra di essere già in Conclave (d'altro canto il tedesco brigava già dai primi tremori parkinsoniani del polacco, per succedergli). Fanno i furboni con lo Ior, e li sgamano dopo venti minuti al massimo (scoop del Fatto quotidiano con Marco Lillo, all'insegna del prendi i soldi e scappa). Lasciamo stare il discorso sessuale, perchè è meglio (anche se mi viene un pruritino...).
Oggi, 17 febbraio, è però una giornata particolare, per i liberi pensatori: 412 anni or sono, in Campo dei fiori, fu "abbruciato" Giordano Bruno. Personalità sulla quale sono stati spesi fiumi di inchiostro, e che qui ed ora non ha bisogno di approfondimenti. Grazie a lui e ai tanti come lui, grazie a quello che si mise in moto quel 14 luglio 1789, grazie alla secolarizzazione: in fin dei conti, dobbiamo ringraziare queste persone e questi eventi, se possiamo scrivere e leggere questo blog ed altri simili.
Ma sempre ricordando bene una cosina: non è la Chiesa (a livello apicale) ad essere diventata più aperta e tollerante, sono le condizioni storiche date, che l'hanno portata obtorto collo ad essere così. Ricordiamocelo bene: non dobbiamo ringraziarli proprio per niente, neanche di striscio. Senza il Generale Raffaele Cadorna, senza quel XX settembre, questi sarebbero stati sempre aggrappati al potere temporale (molti ancora devono elaborare il lutto, anche dalle nostre parti)...
Vista la ricorrenza, quindi, e visto il clima favorevole (grazie, Monti: questa l'hai fatta giustissima!), l'eretichino ritira fuori la proposta secondo lui a questo punto più urgente e dirimente: ELIMINAZIONE DELLO SCANDALO DEGLI INSEGNANTI DI RELIGIONE PAGATI DALLO STATO E VIDIMATI DAI VESCOVI.
Questo deve essere il prossimo tabù da infrangere. Sembra impossibile, ma lo sembrava anche l'Ici, no?
Diamoci sotto, dunque: e con i soldi (tantissimi) risparmiati, fondi per la ricerca giovanile. O per i bambini disabili. La Cei non vuole (no, in effetti non vuole)? Mano al portafoglio, e se li paghino loro, i catechisti della scuola pubblica...
Ps Stamattina - sulla Nazione - bellissima foto di Acampa Giuseppe vestito da prete, con telefonino all'orecchio. Foto emblematica. Quasi quasi la ritaglio e l'attacco (per masochismo) sul frigo, insieme a quella di altri castisti...
Oggi, 17 febbraio, è però una giornata particolare, per i liberi pensatori: 412 anni or sono, in Campo dei fiori, fu "abbruciato" Giordano Bruno. Personalità sulla quale sono stati spesi fiumi di inchiostro, e che qui ed ora non ha bisogno di approfondimenti. Grazie a lui e ai tanti come lui, grazie a quello che si mise in moto quel 14 luglio 1789, grazie alla secolarizzazione: in fin dei conti, dobbiamo ringraziare queste persone e questi eventi, se possiamo scrivere e leggere questo blog ed altri simili.
Ma sempre ricordando bene una cosina: non è la Chiesa (a livello apicale) ad essere diventata più aperta e tollerante, sono le condizioni storiche date, che l'hanno portata obtorto collo ad essere così. Ricordiamocelo bene: non dobbiamo ringraziarli proprio per niente, neanche di striscio. Senza il Generale Raffaele Cadorna, senza quel XX settembre, questi sarebbero stati sempre aggrappati al potere temporale (molti ancora devono elaborare il lutto, anche dalle nostre parti)...
Vista la ricorrenza, quindi, e visto il clima favorevole (grazie, Monti: questa l'hai fatta giustissima!), l'eretichino ritira fuori la proposta secondo lui a questo punto più urgente e dirimente: ELIMINAZIONE DELLO SCANDALO DEGLI INSEGNANTI DI RELIGIONE PAGATI DALLO STATO E VIDIMATI DAI VESCOVI.
Questo deve essere il prossimo tabù da infrangere. Sembra impossibile, ma lo sembrava anche l'Ici, no?
Diamoci sotto, dunque: e con i soldi (tantissimi) risparmiati, fondi per la ricerca giovanile. O per i bambini disabili. La Cei non vuole (no, in effetti non vuole)? Mano al portafoglio, e se li paghino loro, i catechisti della scuola pubblica...
Ps Stamattina - sulla Nazione - bellissima foto di Acampa Giuseppe vestito da prete, con telefonino all'orecchio. Foto emblematica. Quasi quasi la ritaglio e l'attacco (per masochismo) sul frigo, insieme a quella di altri castisti...
giovedì 16 febbraio 2012
Crack Università: una lista significativa...
L'eretico l'aveva già premesso nell'articolo della scorsa settimana: questa NON è una lista di proscrizione. I professionisti della lista sono tutti stimati, stimabili e degni di ogni lode. Ovviamente niuno di loro è indagato.
Per capire lo sfascio del Sistema Siena (non solo dell'ateneo del Bengodi), però, anche questa lista è significativa assai, giacchè fa capire moltissimo: l'allergia alle Gare d'appalto ed alla concorrenza in quanto tale (e quando si fanno le gare - vedasi Galaxopoly - sono delle burlette...), per cui ci si ferma quasi sempre sotto la soglia furbesca dei 100mila euro; la scelta intuitu personae, all'insegna della meritocrazia relazionale (che non esclude il merito a priori, ma è cosa opinabile comunque, e non a caso stigmatizzata da chi di dovere, come vedremo); lo scialo in quanto tale (il complesso del San Niccolò è uno dei più supervisionati del mondo: peccato dopo poco si sia dovuto dismetterlo...).
La fonte è la "Verifica amministrativo-contabile " firmata dal dottor Giovanni Diana, e acquisita agli atti della maxi-inchiesta sul buco dell'Università (Pm Nastasi e Natalini); l'anno di cui ci si occupa a questo giro è il 2003 (Tosi imperante).
In ordine di apparizione sul prima citato documento, appaiono i seguenti nomi e cognomi:
1) Ingegnere Piero Locatelli: 5 consulenze (15.300 euro, 11.628, 9.180, 12.240, 6.120);
2) Ingegnere Renzo Tascini: 1 consulenza (10.264 euro);
3) Zacchiroli (non ulteriormente specificato): 2 consulenze (12.386 euro per il San Niccolò, più 12.540, 23);
4)Ingegnere Luca Sani: 1 consulenza (13.744, 06 euro, sempre per il San Niccolò);
5)Ingegner Raffaele Poluzzi: 4 consulenze (977, 14 euro per il San Niccolò, 1.390, 30, più 1.181, 21, più 1.122, 66 euro);
6) Ingegner Giampiero Mancini: tre consulenze (6.169, 78 euro per il San Niccolò, più 6.205, 30, più 5.897, 72 euro);
7)Ingegner Casini: 4 consulenze (6.809, 69 euro per il San Niccolò, più 5.785, 60, più 5.498, 86, più 7.713 euro);
8)Architetto Bagnoli: 4 consulenze (9.539,69 euro, più 86.921,06 e 11.279, 96 per il complesso di San Francesco, più 5.349, 44 per il palazzetto C.U.S.);
9) Geometra Veroni: 2 consulenze (2.815, 20, più 2.741, 76 euro);
10) Architetto De Carlo: 1 consulenza (la più pagata), per il collaudo del Polo scientifico di San Miniato: 122.400 euro;
11) Architetto Luca Borgogni: 2 consulenze (3.533, 69 per il San Niccolò, più 7.213, 03 euro);
12)Ingegnere Fabbri Stefano: 2 consulenze (3.534, 64 per il San Niccolò, più 7.213, 03 euro);
13) Ingegner Morelli: 2 consulenze (3.534, 65 per il San Niccolò, più 7.213 euro);
14) Perito Ceccotti: 2 consulenze (3.160, 70 più 1.580, 35 euro);
15) Ingegnere Rocco Corsi: 1 consulenza (3.000 euro);
16) Ingegnere Luca Sani: 2 consulenze (13.741, 87 per il San Niccolò, più 13.060, 79 euro);
17) Architetto Mauro Putti: 1 consulenza (3.672 euro).
Chiosa il dottor Diana, nella sua relazione:
"In nessun caso (anche per quelli di maggiore rilevanza economica) è risultata svolta una vera e propria procedura concorrenziale e, quindi, una selezione fra più soggetti".
Chiosa l'eretico, al termine del suo articolo: se viene un terremoto in città e siete dalle parti del complesso del San Niccolò, fiondatevi al più presto all'interno degli edifici. Edifici più testati di quelli, sono difficile da trovare...
Per capire lo sfascio del Sistema Siena (non solo dell'ateneo del Bengodi), però, anche questa lista è significativa assai, giacchè fa capire moltissimo: l'allergia alle Gare d'appalto ed alla concorrenza in quanto tale (e quando si fanno le gare - vedasi Galaxopoly - sono delle burlette...), per cui ci si ferma quasi sempre sotto la soglia furbesca dei 100mila euro; la scelta intuitu personae, all'insegna della meritocrazia relazionale (che non esclude il merito a priori, ma è cosa opinabile comunque, e non a caso stigmatizzata da chi di dovere, come vedremo); lo scialo in quanto tale (il complesso del San Niccolò è uno dei più supervisionati del mondo: peccato dopo poco si sia dovuto dismetterlo...).
La fonte è la "Verifica amministrativo-contabile " firmata dal dottor Giovanni Diana, e acquisita agli atti della maxi-inchiesta sul buco dell'Università (Pm Nastasi e Natalini); l'anno di cui ci si occupa a questo giro è il 2003 (Tosi imperante).
In ordine di apparizione sul prima citato documento, appaiono i seguenti nomi e cognomi:
1) Ingegnere Piero Locatelli: 5 consulenze (15.300 euro, 11.628, 9.180, 12.240, 6.120);
2) Ingegnere Renzo Tascini: 1 consulenza (10.264 euro);
3) Zacchiroli (non ulteriormente specificato): 2 consulenze (12.386 euro per il San Niccolò, più 12.540, 23);
4)Ingegnere Luca Sani: 1 consulenza (13.744, 06 euro, sempre per il San Niccolò);
5)Ingegner Raffaele Poluzzi: 4 consulenze (977, 14 euro per il San Niccolò, 1.390, 30, più 1.181, 21, più 1.122, 66 euro);
6) Ingegner Giampiero Mancini: tre consulenze (6.169, 78 euro per il San Niccolò, più 6.205, 30, più 5.897, 72 euro);
7)Ingegner Casini: 4 consulenze (6.809, 69 euro per il San Niccolò, più 5.785, 60, più 5.498, 86, più 7.713 euro);
8)Architetto Bagnoli: 4 consulenze (9.539,69 euro, più 86.921,06 e 11.279, 96 per il complesso di San Francesco, più 5.349, 44 per il palazzetto C.U.S.);
9) Geometra Veroni: 2 consulenze (2.815, 20, più 2.741, 76 euro);
10) Architetto De Carlo: 1 consulenza (la più pagata), per il collaudo del Polo scientifico di San Miniato: 122.400 euro;
11) Architetto Luca Borgogni: 2 consulenze (3.533, 69 per il San Niccolò, più 7.213, 03 euro);
12)Ingegnere Fabbri Stefano: 2 consulenze (3.534, 64 per il San Niccolò, più 7.213, 03 euro);
13) Ingegner Morelli: 2 consulenze (3.534, 65 per il San Niccolò, più 7.213 euro);
14) Perito Ceccotti: 2 consulenze (3.160, 70 più 1.580, 35 euro);
15) Ingegnere Rocco Corsi: 1 consulenza (3.000 euro);
16) Ingegnere Luca Sani: 2 consulenze (13.741, 87 per il San Niccolò, più 13.060, 79 euro);
17) Architetto Mauro Putti: 1 consulenza (3.672 euro).
Chiosa il dottor Diana, nella sua relazione:
"In nessun caso (anche per quelli di maggiore rilevanza economica) è risultata svolta una vera e propria procedura concorrenziale e, quindi, una selezione fra più soggetti".
Chiosa l'eretico, al termine del suo articolo: se viene un terremoto in città e siete dalle parti del complesso del San Niccolò, fiondatevi al più presto all'interno degli edifici. Edifici più testati di quelli, sono difficile da trovare...
mercoledì 15 febbraio 2012
Tanti auguri, don Furiesi!!
In una giornata triste per Siena (leggasi Fondazione Mps), c'è ben poco da festeggiare. A guardare bene bene, però, qualcosa c'è: il compleanno - e che compleanno! - di uno dei pochi preti senesi che ancora si ostinano a fare i sacerdoti e non i manager da strapazzo.
Oggi infatti è il compleanno di don Enrico Furiesi, arzillo novantenne (nato il 15 febbraio del 1922, prima della Marcia su Roma; ordinato sacerdote il 29 giugno 1947, Pio XII regnante, così per dire...).
L'eretico - non sembri strano - gli fa i più calorosi e sinceri auguri: risulta che questo pomeriggio verrà festeggiato dai suoi brucaioli in Società alle 19 (è correttore dal 1974!); proprio la Contrada di Via del Comune, nel numero di dicembre del Barbicone, gli ha dedicato un bel servizio di due pagine, corredato da significative foto ("Monsignor Enrico Furiesi fra virtù e contrada", di Cristina Cinotti e Francesco Tiravelli).
Anche stamattina - come quasi tutte le mattine - è partito dalla sua casa in Pian dei Mantellini (accanto a Santa Lucia), e si è diretto verso la Cattedrale; da uomo d'esperienza e, forse, di sano pessimismo,, aveva l'ombrello ad accompagnarlo...
Non entriamo - in questa sede - sul discorso processuale concernente Acampa Giuseppe: l'abbiamo fatto tante altre volte, oggi non è il caso. Don Furiesi è un teste fondamentale, per l'accusa.
Resta però un fatto, indubitabile: don Furiesi oggi viene festeggiato da tanti (brucaioli e non); qualche altro prelato senese, il giorno del suo compleanno, si trova anch'egli in compagnia: ma solo della famiglia e dei suoi salariati...
Tanti auguri, quindi, don Furiesi.
Almeno una cosa - in questa ben triste realtà senese - è rimasta: il popolino - nonostante gli errori e gli sbandamenti, i compromessi e le ipocrisie - continua a sapere riconoscere le persone per bene...
Oggi infatti è il compleanno di don Enrico Furiesi, arzillo novantenne (nato il 15 febbraio del 1922, prima della Marcia su Roma; ordinato sacerdote il 29 giugno 1947, Pio XII regnante, così per dire...).
L'eretico - non sembri strano - gli fa i più calorosi e sinceri auguri: risulta che questo pomeriggio verrà festeggiato dai suoi brucaioli in Società alle 19 (è correttore dal 1974!); proprio la Contrada di Via del Comune, nel numero di dicembre del Barbicone, gli ha dedicato un bel servizio di due pagine, corredato da significative foto ("Monsignor Enrico Furiesi fra virtù e contrada", di Cristina Cinotti e Francesco Tiravelli).
Anche stamattina - come quasi tutte le mattine - è partito dalla sua casa in Pian dei Mantellini (accanto a Santa Lucia), e si è diretto verso la Cattedrale; da uomo d'esperienza e, forse, di sano pessimismo,, aveva l'ombrello ad accompagnarlo...
Non entriamo - in questa sede - sul discorso processuale concernente Acampa Giuseppe: l'abbiamo fatto tante altre volte, oggi non è il caso. Don Furiesi è un teste fondamentale, per l'accusa.
Resta però un fatto, indubitabile: don Furiesi oggi viene festeggiato da tanti (brucaioli e non); qualche altro prelato senese, il giorno del suo compleanno, si trova anch'egli in compagnia: ma solo della famiglia e dei suoi salariati...
Tanti auguri, quindi, don Furiesi.
Almeno una cosa - in questa ben triste realtà senese - è rimasta: il popolino - nonostante gli errori e gli sbandamenti, i compromessi e le ipocrisie - continua a sapere riconoscere le persone per bene...
Fondazione al 33%: però bisogna essere contenti, capito?
A Chicago, il giorno di San Valentino lo ricordano per la nota strage gangsteristica; a Siena, d'ora in avanti, per il comunicatino della Fondazione che, finalmente, si arrende, alza bandiera bianca: si scende al 33,5%. Ma il bello è che bisogna essere financo contenti, secondo i castisti: la nuova soglia psicologica appunto del 33,5% è salva, il diritto di veto c'è comunque, i problemi grossi ce li hanno anche gli altri istituti, la cosa era comunque nell'aria da tempo, bla bla bla.
Penosa - come d'abitudine - la reazione della classe dirigente senesota: Gabriellone, si deve essere rintanato in sacrestia vestito da chierichetto, con una paura birbona di uscire (ma lo saprà del comunicato della Fondazione?); Franchino, non pervenuto, perchè c'ha da pensare a Siena Capitale della Cultura, che volete che sia la Fondazione (l'eretico c'avrebbe sottomano tutte le sue dichiarazione preelettorali sul 50%, ma non ha neanche più voglia di sputtanarlo...); il meglio pezzo però è il Bezzini, quello della Provincia con la barbetta e gli occhiali spessi: ora ha capito che - grazie all'inefficienza dell'Enel - può fare vedere di esistere, allora ogni giorno si scaglia contro i fornitori di elettricità con veemenza tanto patetica quanto inusitata: vade retro, Enel!! (quell'altro provinciale, il giovin Pinciani, fino alla prossimo nevicata o alluvione si riposa). Si attendono news dal pasticciere Nannini, il cui intervento nell'agone comunale potrebbe essere risolutivo.
Il prossimo 21 febbraio, martedì, ci sarà un interessante Consiglio comunale. L'eretico anticipa i contenuti di una interrogazione che verrà presentata da Laura Vigni (Sinistra per Siena) e da Enzo De Risi (Per Corradi) sulla questione Fondazione (datata 8 febbraio). Accortisi che Franchino li prendeva per il sederino (si parla di "tecnica dilatoria" del Sindaco), i due stigmatizzano, fra le altre cose, le operazioni di acquisto e rivendita di azioni Intesa e Mediobanca che hanno prodotto enormi minusvalenze; i costi degli organi amministrativi della Fondazione (2 milioni di euro annui, con la Deputazione amministratrice ed il Collegio sindacale che non si sono ridotti un bel niente); i costi esorbitanti di consulenti e collaboratori vari (più di 2 milioni annui); il numero francamente eccessivo di dipendenti (39, per 6 milioni di euro), et alia.
Il passaggio politicamente più succulento, però, è quello in cui De Risi e Vigni chiedono di "valutare l'opportunità di intraprendere un'azione di responsabilità nei confronti del Cda della Fondazione che sembra avere agito in difformità con quanto stabilito dallo Statuto e contrariamente agli indirizzi indicati dal Comune di Siena e agli interessi dell'intera comunità senese".
A Parma, per una cosa molto più grave nell'immediato, ma molto meno devastante in prospettiva futura, i cittadini si presentarono in massa al primo Consiglio comunale con le pentole, per fare baraonda; speriamo che a Siena, almeno, il giorno di San Valentino serve a togliersi la soppressata dagli occhi. Almeno questo...
martedì 14 febbraio 2012
Asl 7: il dottor Maccari nuovo Direttore sanitario
Notizia fresca fresca di giornata: il dottor Mauro Maccari è stato nominato nuovo Direttore sanitario dell'Asl 7.
Il curriculum vitae pare di prim'ordine: Maccari - classe 1959, 12 gennaio per la precisione - viene dalla Usl 5 di Pisa; si è laureato cum laude alla Sapienza nel 1986 (non rientra quindi nella categoria degli "sfigati" di martoniana memoria...), poi dottorato a Losanna, la nomina di professore a contratto all'Università di Pisa, svariate pubblicazioni et alia.
Ma soprattutto, c'è quello che più l'eretico si attendeva (ovviamente fino a prova del contrario!): quella tanto auspicata discontinuità effettiva rispetto al recente passato, un passato che ha reso opachi tanti "movimenti" dell'Asl 7.
Non a caso - senza tanti giri o giretti di parole - questo importante incarico sembrava destinato all'attuale vicedirettore sanitario, quel dottor Marco Picciolini di cui in questo blog spesse volte (anche di molto recente) ci siamo occupati. Picciolini è un monaciano BENEDETTO dall'attuale moglie del Torquemada della politica piddina, l'Enrico Rossi che si fa intervistare nelle Case del popolo per fare vedere che è uno, appunto, del popolo. E che quando a casa sua si accorgerà delle carriere al neutrino promosse dalla consorte (e documentate implacabilmente dall'eretico), allora sì che saranno guai grossi, per l'ex Direttore generale dell'Asl 7: il marito Torquemada Rossi, lui NON GUARDA IN FACCIA NESSUNO...
Tornando alla odierna nomina del dottor Maccari, se son rose, fioriranno; le spine, comunque, per qualcuno sono già arrivate...
Il curriculum vitae pare di prim'ordine: Maccari - classe 1959, 12 gennaio per la precisione - viene dalla Usl 5 di Pisa; si è laureato cum laude alla Sapienza nel 1986 (non rientra quindi nella categoria degli "sfigati" di martoniana memoria...), poi dottorato a Losanna, la nomina di professore a contratto all'Università di Pisa, svariate pubblicazioni et alia.
Ma soprattutto, c'è quello che più l'eretico si attendeva (ovviamente fino a prova del contrario!): quella tanto auspicata discontinuità effettiva rispetto al recente passato, un passato che ha reso opachi tanti "movimenti" dell'Asl 7.
Non a caso - senza tanti giri o giretti di parole - questo importante incarico sembrava destinato all'attuale vicedirettore sanitario, quel dottor Marco Picciolini di cui in questo blog spesse volte (anche di molto recente) ci siamo occupati. Picciolini è un monaciano BENEDETTO dall'attuale moglie del Torquemada della politica piddina, l'Enrico Rossi che si fa intervistare nelle Case del popolo per fare vedere che è uno, appunto, del popolo. E che quando a casa sua si accorgerà delle carriere al neutrino promosse dalla consorte (e documentate implacabilmente dall'eretico), allora sì che saranno guai grossi, per l'ex Direttore generale dell'Asl 7: il marito Torquemada Rossi, lui NON GUARDA IN FACCIA NESSUNO...
Tornando alla odierna nomina del dottor Maccari, se son rose, fioriranno; le spine, comunque, per qualcuno sono già arrivate...
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