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giovedì 8 marzo 2012

8 marzo: considerazioni a margine...

   Stati Uniti ed Urss si contendono il primato della primogenitura della Festa della donna: l'incendio devastante di New York in cui morirono 129 operaie giovanissime, senza potere uscire perchè il datore di lavoro le aveva segregate, è del marzo 1911, ma è divenuta data celebrativa solo un quarantennio dopo, nell'America post Seconda Guerra mondiale.
Agli inizi dell'esperienza sovietica, Lenin appoggiò le istanze di emancipazione femminile, ben ricordando la grande manifestazione femminile del 1917, immediatamente pre-rivoluzionaria. Una figura come quella di Aleksandra Kollontaj è davvero emblematica, in merito. Ma il rapporto con le donne fu un campo in cui davvero ci fu (a differenza di altri campi, inopinatamente enfatizzati) effettiva discontinuità: tanto Lenin si spinse in là, tanto Stalin ricacciò indietro le conquiste ottenute dalle donne nell'epopea leniniana. La Kollontaj, emarginata sotto Stalin, ne è un esempio lampante.

 Veniamo all'oggi. Per dire che quella che è comunque una bandiera portata avanti con convinzione dalla sinistra (o dalle sinistre), oggi vede una triste desertificazione della figura politica femminile sinistrorsa, almeno a livello di leadership. Al punto da arrivare al triste "paradosso-Bindi": l'unica donna che può aspirare (non a caso dietro le quinte lavora incessantemente all'uopo) ad essere considerata una leader della sinistra italiana, magari una candidata a premier,  è proprio Rosaria Bindi da Sinalunga. Che nel 1974 sul divorzio e nel 1981 sull'aborto, aveva tutto, fuorchè identità di vedute con il movimento femminista, e si mobilitava più per accendere i lumini in chiesa, che per difendere l'emancipazione femminile.
Che pena, che tristezza, per la sinistra italiana (ed il movimento "Se non ora quando", persa la spinta propulsiva dell'inizio, si è afflosciato su se stesso, come ampiamente previsto e prevedibile)...
Per restare all'Europa, le personalità politiche femminili più importanti sono del centro-destra, o della destra tout court. Inutile citare la Merkel, l'esempio più eclatante ed importante; pensiamo piuttosto a Marine Le Pen, baluardo del Front national in ascesa in vista delle sempre più vicine presidenziali d'oltralpe. Alle primarie socialiste, il vincitore Hollande ha sbaragliato le colleghe donne. Sarà un caso?

 Come adattare questa Festa alla società che cambia, dunque? I temi forti ed importanti, a parere ereticale, sono tre, di cui uno (il lavoro), è tanto fondamentale, quanto generico, da affrontare in questa data. Gli esperti dicono che - a parità di mansioni - una donna guadagnerebbe il 13% di meno di un maschio (non nel pubblico, evidentemente); è chiaro che si deve migliorare, ma spesso i richiami da 8 marzo sono generici ed inconcludenti.
C'è poi il tema dell'inclusione delle donne non native (oggi una delegazione era all'Altare della Patria). Gli imbarazzi e le reticenze della sinistra sulla condizione della donna islamica (il velo, ma non solo), anche in questo caso, hanno pesato non poco.  Certo non in modo positivo.
Last but not least, il tema più cogente, dal punto di vista dell'attualità: le violenze contro le donne. 37 morti dall'inizio dell'anno, più un numero non quantificabile di violenze, psicologiche e non solo. Cosa fare? La legge sullo stalking c'è, il problema è la possibilità logistica di prevenzione. Per quanto qualcosa continui a muoversi, non sarà mai abbastanza.

PS Se qua e là, nel pezzo, è trapelata una sottile vena antifemminista (che NON vuole certo dire essere misogini!), l'eretico chiede perdono, sinceramente.
 Ma provateci voi a crescere con una madre che vi porta - innocente bambinetto -  alle riunioni dell'Udi (Unione donne italiane), di cui ancora ricordo le interminabili discussioni "allietate" da minacciose nubi di fumo che si spandevano, senza pietà alcuna, per le stanze, ammorbando l'aria ed i polmoni; ovvero lo shock di trovarsi, per casa, pacchi di Noidonne (per i più giovani, il magazine delle femministe) et similia.
Cercate di comprendere, almeno...

7 commenti:

  1. Le odierne femministe sinistrorse:

    " La moglie, invece, femminista d'altri tempi, non riesce a non fare tracimare la bile:
    "Ah, ecco il libro: SONO SEMPRE LE CAZZATE A VENDERE TANTO!"."

    Dimmi:- Sfoggiava con orgoglio anche una Louis Vuitton?

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  2. Ah, saperlo: ma niente di più probabile, comunque. Purtroppo ne ho viste tante, di quelle femministe che avvelenavano i miei allora gracili polmoncini durante le interminabili riunioni, prendere strade un pochino diverse, rispetto all'idealismo praticato negli anni settanta. Lasciamo perdere, che è meglio. Per tante...
    L'eretico

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  3. Le trenta reprobe dell'Oca festeggiano una vittoria storica, dopo la sentenza del Giudice Caramellino del Tribunale di Siena.
    Una caramellina amara assai, però, per molti, dalle parti di Fontebranda. Che si fa, finta di niente come al solito?
    L'eretico

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  4. Caro Eretico
    la caramellina è assai amara per alcuni(troppi)uomini dell'oca.
    Direi che non dovresti fare finta di niente...sarebbe l'occasione per riscattare i tuoi polmoni fumosi e guardare con occhio più benevolo la tua mamma e le altre Donne che ti hanno circondato in quegli anni...se sei l'uomo che oggi, senza timore, scrive di tutto quello che non va lo devi un po' anche a quelle riunioni a cui, per forza, partecipavi.
    Sonia

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    1. Cara Sonia,
      ti devo indubbiamente dare del tutto ragione (ma avrai di certo capito che c'era della sana ironia, nella descrizione del "siparietto" femminista).
      Speriamo non mi venga un malaccio per le nuvole di fumo passivo introdotte nei polmoncini fanciulleschi, però...
      L'eretico

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  5. Fontebrandino di P.F.9 marzo 2012 12:37

    ma quale amara ?
    la decisione del giudice arriva con ritardo rispetto a quella adottata dall'assemblea del 5 dicembre (sempre troppo tardi, lo ammetto....).
    scopriamo le carte : il vero problema è CHE SI SIA ARRIVATI A TANTO SENZA TROVARE UN PUNTO D'INCONTRO !
    è un precedente troppo grave non solo per noi, ma per tutta la città, almeno per chi nei 17 rioni vuole bene DAVVERO alla nostra Festa.
    non è amara la decisione del giudice, è amaro constatare (soprattutto da parte di come me è abbastanza giovane) come nelle ns. contrade ci sia un degrado di "materia grigia" pazzesco ! questo sì che è amaro, anzi preoccupante per il futuro.
    di fronte a tutti i misfatti che opportunamente l'eretico ci racconta, non possiamo di certo dire "almeno le contrade si salvano !"
    anche lì c'è gente incompetente, raccomandata, che pensa solo ai propri interessi, oppure che non sente ragioni e accetta solo chi la pensa allo stesso modo.
    che tristezza.

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  6. Stamattina c'è Acetello che rilascia una mezza dichiarazione sul Corriere di Siena. Che coraggio...

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