Cerca nel blog

martedì 5 febbraio 2013

Lettera aperta a Roberto Barzanti

  Caro Robertino,

 ti scrivo questa lettera, non proprio privatissima, perchè credo che sia giusto così fare, visto il tuo ruolo più che pubblico (tre volte parlamentare europeo, tra l'altro: 1984, 1989, 1994).
 Come sai, "perdo" un po' del mio prezioso tempo con te, perchè sei l'unico con cui almeno valga la pena confrontarsi, fra coloro che stanno dalla parte del Potere senesota, pur con tutti i distinguo possibili e le sfumature ammissibili. Mi ci vedi a scrivere una lettera - che so - a Gilberto Madioni o ad altri suoi consimili?
 Sappi inoltre che ti ho sempre considerato, mutatis mutandis, come il giovane Dante (mi scuso per la scelta, certo troppo elevata) si rapportava verso Brunetto Latini: grande ammirazione per la sua cultura e per la sua alta capacità di erudizione. Insieme a Farinata degli Uberti, Dante si rivolge dando del "voi" solo a Brunetto, in tutto l'Inferno.
 Nello stesso tempo, però, il Poeta non esita, in coscienza, a piazzarlo all'Inferno (Canto XV), in particolare fra i sodomiti. Ovviamente, io mai oserei mandarti all'Inferno, carissimo Roberto, e giammai fra i sodomiti! Non posso però esimermi dal rimarcare che il tuo comportamento, in questi anni in cui abbiamo vissuto l'incubazione di Antonventopoli, è stato lacunoso e deficitario assai.

   Di certo non avevi certi dettagli ed informazioni che avevo io, ma in compenso avevi molto altro, compresa la frequentazione con molti castisti: possibile che lo tsunami montepaschino ti colga quasi alla sprovvista?
Stiamo solo agli ultimi tempi: nel 2006, definisti "guida mite" quella di Maurizio Cenni, di gran lunga il peggior Sindaco dal dopoguerra. Eppure c'era già stato il primo mandato, non si poteva non sapere che amministratore fosse. Nel 2011, ti sei forse opposto a Franchino il Ceccuzzi?
Su Mussari Giuseppe (non sulla finanza cattiva, sui derivati, sui massimi sistemi: su Mussari Giuseppe, in carne e rughe) io non ricordo una tua mezza presa di posizione pubblica. Intuisco che la tua disistima fosse alta da tempo: perchè non palesarlo? Su Antonveneta, mai detto niente?
Un'ultima cosa, del tutto personale: perchè non hai mai recensito uno dei miei libri sul Sistema Siena? Mi piacerebbe che rispondessi, davvero.

  Fra le mie carte, ho ritrovato questa chicchina: Stefano Bisi, durante l'estate 2011, con un'abilissima manovra diversiva delle sue, aveva lanciato con entusiasmo l'idea di denominare le nuove vie della città con i nomi dei cavalli da Palio. Tu intervenisti subito, sul suo blog, con inusitata veemenza:
"Sarebbe un'autentica bestialità", tuonasti.
 D'accordissimo con te: ma non potevi incazzarti (e metterti a scrivere) anche su altre, ben più cogenti, emergenze cittadine?
 Finiamola qui, perchè continuare fa male a tutti: credimi, anche a me.

  Gli attacchi (anonimi) che ti sono arrivati su questo blog ti hanno ferito, e lo capisco; alcune espressioni, stai tranquillo, non le pubblicherò più, perchè in effetti sono a rischio querela, e comunque eccessive.
 Però ti dico: almeno in parte, non ti sembra di dovere quantomeno impostare un'autocritica, pubblicamente?
 Julien Benda, nel 1927, scrisse il suo celebre Tradimento dei chierici, polemizzando con l'intellettuale che abdicava al suo ruolo critico di fronte al Potere.
 Un testo sempre di grande attualità, ne converrai.
Tu che ne pensi?

Un abbraccio

19 commenti:

  1. cominciamo con il fondo sul Corriere fiorentino di oggi che qualcuno ha chiesto (non so' fare meglio, amici):

    Siena sarebbe l'ora di una grande alleanza. Se non ora quando?

    Se il prossimo sindaco fosse in grado di parlare alla città (e oltre) senza freni di appartenenza... Se il Consiglio comunale si adoperasse per rianimare lo «spirito pubblico» in una città disorientata e ferita... Quanti se! Ma ora domina la convulsa dinamica di una campagna elettorale che tra le questioni da agitare con maggior dispendio di malevolenze e insinuazioni ha scelto il brutto affaire Monte dei Paschi: l'agenda Monte ha sostituito quella elaborata da Monti, amplificando il già orrendo intrico di strategie finanziarie, in un rimpallo polemico che guarda soprattutto alle amministrative di maggio. Ma Siena è a una svolta storica e chi fa politica è obbligato a fare passi indietro per dimostrare con i fatti un'effettiva volontà di rinnovamento.

    Le notizie di questi giorni, comunque si concluda l'indagine della magistratura, già dettano i punti prioritari dell'Agenda Monte. La banca dovrà agire con un'autonomia al riparo di ogni interferenza partitica o lobbistica. La dizione Monte 2020 coniata da Alessandro Profumo delinea «una banca italiana retail che fa bene il proprio mestiere con meno agenzie e più intensi rapporti con territori, imprese, famiglie», ridimensiona ambizioni eccessive e recupera il cuore della mission tradizionale. Che la sede centrale rimanga a Siena non è però solo auspicabile: è una certezza da consolidare. La

    città, come la Regione Toscana e il sistema nazionale, sono interessati al ritorno d'una sana redditività.

    L'architettura della Fondazione Mps è da ripensare per intero. La già ambigua legislazione Amato-Ciampi qui è stata attuata appiattendola sul localismo più disinvolto e lottizzatorio. Così si è indebolita l'indispensabile autonomia e sono stati subiti diktat disastrosi. Colpa pure d'una diffusa mentalità che si è rivelata generatrice di illusioni. Ora occorre replicare in termini di qualità, trasparenza, correttezza, rigore. E il Comune sarà bene ritrovi la fisionomia di un governo che cura anzitutto la «città fisica», la vivibilità e l'ambiente.

    É stata reiterata la richiesta di dimissioni del presidente della Fondazione Mancini: ma che senso avrebbe in prossimità della scadenza del mandato ed in questa tempesta? Giocando al rialzo c'è chi ha invocato la nomina di un commissario a Palazzo Sansedoni, sede della Fondazione. Bersani aveva dato la stura immaginando fumosi «poteri commissariali» per Profumo e Viola. Di fatto li hanno già. Semmai hanno bisogno che il loro arduo piano sia accompagnato da una fiduciosa costruttività critica. Tempo addietro Siena organizzava un festival del Buon Governo. Si punta a sostituirlo con un festival di commissari? E se una grande alleanza non è neppure ipotizzabile si agisca tenendo presente che la situazione impone a tutti serie revisioni e programmi calibrati."

    RispondiElimina
  2. Oggi pare impossible. Eppure secoli fa anche il PCI ha avuto i suoi intelletuali di rango. Parecchi li ha persi per strada, qualcuno (pochi) come Roberto Barzanti è sopravvissuto alle varie ere geologiche PDS, DS, PD come un fossile dell'epoca precedente, un panda in via di estinzione, in mezzo ad una manica di arroganti arrivisti, che lasciato ormai ogni ideale, inseguono solo denaro e potere per sè.
    Brutta fine.

    RispondiElimina
  3. scusate vedo ora che c'è anche un intervento del babbo dell'eretico, che mi sembra implicitamente critico anche con Barzanti (a proposito, è sempre esterno all'università o è con il Boldrini alla Comunicazione?):
    "
    Dentro e fuori il groviglio

    Il Corriere Fiorentino parla in modo così preciso del senese Buon Governo del Trecento, ma leggo con sorpresa talune semplificazioni sulla Siena di oggi nell'editoriale dal titolo «Nel groviglio del Monte» di Pasquale Annicchino, pubblicato il 2 febbraio.

    Non è vero che si chiacchierasse soltanto sottovoce. Le liste civiche senesi (e dei singoli ben prima) almeno dal 2005 avvertirono (anche ufficialmente in Consiglio comunale e per due anni anche con il settimanale Zoom) che il clientelismo alimentato dai forzieri della Fondazione e il generale black out informativo dei media (foraggiati dall'abbondante pubblicità della banca) stavano abbassando pericolosamente il livello di guardia democratico della città.

    Non è vero che «ognuno di noi attendeva», perché le voci libere sapevano bene che sarebbero state discriminate: inutile fare domande di contribuzione alla Fondazione anche con progetti elaboratissimi (salvo umiliarsi a presentarli da fuori città, da accreditati amici del Pds-Pd). Ultimo: non si può continuare a ignorare una seria «responsabilità morale e politica»: dei tanti intellettuali interni ed esterni alle università senesi, che hanno preferito incassare o anche soltanto vedere, sapere e tacere.

    Mario Ascheri

    La «responsabilità morale e politica» della società civile era per l'appunto l'oggetto delle mie riflessioni. Concordo pertanto con le riflessioni del prof. Ascheri, negli anni scorsi consigliere di minoranza delle liste civiche, considerato che il mio articolo non concerneva le posizioni dei partiti politici presenti in Consiglio comunale.

    Pasquale Annichino"

    RispondiElimina
  4. Caro prof. di roberto barzanti si può dire tutto ma non che sia un uomo di scarsa tempra. tutti ricordano come fu l'unico, dopo molto meditare, a sfidare alle primarie (che anno era? mi sembra il '93)l'allora potentissimo e reverendissimo Piccini nella corsa a sindaco. Roberto Barzanti perse, un po' come renzi, contro l'apparato di partito (da poco pds). Insomma, per usare un argomento caro a Roberto, la filmografia, anche lui . Da allora, per rimanere in tema, solo particine o comparsate, come è da sempre in questa città per chi vuole continuare a viverci e tiene famiglia. Una parabola comune a molti. perchè stupirsi?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quelle primarie del *93,prime in assoluto, le organizzai io nella mia qualità di *commissario* del PDS,indicato dalla Federazione Provinciale, con Fabrizio Vigni segretario, e dalla Unione Comunale di Siena che, nonostante il recentissimo congresso, era talmente dilaniata da non riuscire nè a riconfermare la Fiorenza Anatrini segretario nè di indicarne uno diverso.Così toccò a me.Proposi un regolamento che apriva le primarie a tutti gli elettori della città. All'opposizione avevo Bindi,Mussari,Ciacci,Bonifazi ( capito...? ) e tutta la nutritissima cordata picciniana... ciononostante il mio regolamento venne approvato e votarono in 5500.Non corrisponde al vero che Barzanti aveva contro il cosiddetto apparato:la segreteria provinciale lo appoggiava,così come quella nazionale con Occhetto. Ma la lotta era e fu impari per più di un motivo .Barzanti ebbe il coraggio di misurarsi,eppure il senso del realismo gli faceva capire quanto alto fosse l'azzardo.Altri non ebbero il suo stesso coraggio. Grazie per l'ospitalità,massimo bernazzi

      Elimina
  5. Eretico, suggerirei di aprire una rubrica "Beppino, canta" Tutti ricorderanno quando Gotti Tedeschi, alcuni mesi fà, fu allontanato dallo IOR, e per la sua incolumità depositò, per preservarsi la vita,in vari studi legali diversi memoriali.
    Calvi,Sindona,ma ricordiamo anche gli innocenti radaristi dell'Aereonautica di Poggio Ballone a Grosseto, trovati impiccati (molti anno dopo la strage di Ustica). In tutto questo fumo su MPS, ci sono due dati certi:
    1) Dalema ha detto lo abbiamo allontanato, ergo lo avevamo messo lì;
    2) Beppino Mussàri, come ha sempre detto anche lui, e confermato da Grillo..non sapeva nulla di banca. Tra le righe lo ha detto anche Giuliano Amato parlando di banchieri "babbei", nel suo libro sulla crisi, che proprio ieri ha ripubblicato per stralcio il sole24ore.
    Date le due verità incontestabili, iniziamo a chiederci:
    1) chi ordinò (no suggerì) a Mussàri di acquistare Antonveneta;
    2) chi suggerì di utilizzare la banca Nomura ed il folle derivato?

    Oramai: Profumo dixit (5 febbraio 20.30 su La7) non c'è stata ("molto probabilmente") la spartizione del plusvalore dei 3 miliardi di Antonveneta (o leggasi i vari beneficiari..sono troppo very important non la troveremo mai). Alla storia del mariuolo quasi solitario (così l'Espresso qualifica Beppino) non ci crediamo e ciò rinnegherebbe le verità inconfutabili, sub 1) e 2)...Insomma Beppino parla, canta e stai lontano dai ponti e dai caffè!! La finanza mondiale, che parla inglese, forse ti ha sempre ritenuto "nduja" da cucinare quando serviva..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo. Sarebbe la sua polizza sulla vita e consentirebbe a questa città di non essere espropriata della sua banca: cornuta e mazziata ...
      Solo se prenderanno i veri responsabili eccellenti (siano Baffino, Gargamella, Walter o Verdini .... o chi gli pare) abbiamo una possibilità di evitare il disastro e Peppe di salvare la cotenna.
      Non credo però che lo farà, sarebbe un gesto troppo intelligente e responsabile per il personaggio.

      Elimina
    2. Ecco uno dei mandanti per Antonveneta: Alessandro Daffina, advisor di Rothschild insieme a Botin..

      La politica che c'è sceglie i babbei (per dirla con Giuliano Amato, che lo sa come si fà), "nupuoco mariuoli"..

      http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/hanno-spolpato-una-banca-trucco-e-parrucco-dell-operazione-antoveneta-piu-pazza-del-mondo-50541.htm

      Elimina
    3. http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Ustica#Scatola_nera_e_comunicazioni_radio

      qui trovate anche i riferimenti alle morti misteriose riguardo Ustica

      Elimina
  6. Diciamolo sinceramente, fà un poco pena questo anziano signore, costretto nei sui articoli nel arte faticosa di arrampicarsi sugli specchi.
    Tante parole da fine intellettuale per non dire niente.
    Del resto il sig. Barzanti fino ad ora non è vissuto mica su marte.
    ADP

    RispondiElimina
  7. avrete certamente letto l'articolo di David Allegranti...
    http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/economia/2013/5-febbraio-2013/parabola-mussari-re-tempo-siena-2113855030066.shtml

    eretico una domanda ma l'hai scritto te???
    ovviamente scherzo..
    Il bello è che c'è scritto molto di quello che viene scritto da anni in questo tuo blog...
    forse solo un pò troppo tardi eh??

    ciao ale benve

    RispondiElimina
  8. lo posto qui perchè è lo scritto più recente....e comunque c'entra visto l'argomento.....
    ma la faccia tosta dei ns. politicanti locali non ha proprio limiti ???

    titolo di stamani

    Partito democratico Siena: “Sulla Banca la comunità merita la verità”

    MA CHE FACCIA A GOMITOLI AVETE ?????
    ma il senese si merita davvero questo trattamento ? è così mediamente EBETE ? ha davvero sempre e solo l'anello al naso e gli occhi foderati di prosciutto ?
    le urne lo dimostreranno. speriamo bene.

    RispondiElimina
  9. Caro Eretico, come spesso fai, butti lì delle domande di cui, sono sicuro, conosci o almeno pensi di conoscere anche la risposta, speriamo che questa volta la risposta arrivi dall'interessato, altrimenti prova a lanciare una proposta di intitolare alcune vie di Siena ai fantini... chissà?
    con ossequio, Stefano

    RispondiElimina
  10. Non approvo gran parte delle considerazioni del barzantone, sempre bravo a dire e non dire, a fare equilibrismi estremi per non apparire nè a favore nè contro il Sistema e continuare a benefiiare di considerazione e incarichi.
    E soprattutto non approvo il suo silenzio su quella parte di opposizione seria (non certo il PDL o la sinistra estrema), che è sempre stata fuori da tutti gli inciuci e che le cose le ha dette forti e chiare.
    Anche se in questo non è il solo.

    RispondiElimina
  11. chi non ha mai(?) avuto palle in senso politico, può ritrovarsele a 75(?) anni?
    vero delle primarie contro Piccini, allora c'era però il Neri in gioco; se lo avesse appoggiato lasciando quel troiaio di partito (evidente già allora) sarebbe cambiata la storia di Siena
    a chi parla di Mussàri (dall'arabo, esatto così, Mùssari è lettura toscana, come Bèrlinguer, te non ti hanno mai chiamato A'scheri?) come un povero bischerozzo ricordo che a dicembre 2011 quando disse di non essere un banchiere aveva GIA' SAPUTO che BANKITALIA sapeva: era già mettere le mani avanti sul penale...non c'è dolo, ergo che vulite signuri miei? tutta colpa di Antonio (Vigni) e dei suoi collaboratori.
    ultimo: ha beni immobili intestati? dove sono finiti i suoi guadagni? in elemosine al partito e al papato?

    RispondiElimina
  12. All'anonimo delle 6,53 chiedo: perchè il Prof. Eretico non tiene famiglia ?
    Comunque venendo al tema, ed in attesa della risposta da te richiesta, la mancanza intellettuali non è che, un ulteriore, conseguenza della distruzione della città.

    RispondiElimina
  13. Un saluto

    Volevo ... sdrammatizzare con due Off Topic

    a) Il libro di Mussari!!!
    Giuseppe Mussari, David Monti e Alessia Miccoli GLI STRUMENTI DELLA CRISI : I DERIVATI FINANZIARI. ASPETTI GIURIDICI, TECNICI E PSICOLOGICI - Ed. Nuova Giuridica
    https://twitter.com/sarafrangini/status/298872476799209473/photo/1

    b) Antonio Degortes.
    Non è mica da questi particolari ( Luca Sofri )
    http://www.wittgenstein.it/2013/02/04/non-e-mica-da-questi-particolari/#

    RispondiElimina
  14. IGIENE MORALE



    Credo che i tempi siano maturi per fare una bella operazione di igiene morale collettiva.
    Ho l'impressione che il prof. Barzanti non abbia capito la portata degli eventi, né la portata del profondo lavoro di inchiesta che il prof Ascheri sta portando avanti dal 2007 a questa parte, a sue spese, a suo rischio e pericolo e con grande coraggio.
    Ascheri si è fatto custode di quei valori che la nostra società riesce sempre meno a difendere e a promulgare. L'intellettuale non può e non deve abdicare a questo ruolo, mai. Barzanti l'ha tristemente e gravemente disatteso.
    Se Barzanti va ora in cerca della redenzione in questo blog - o altrove - non la troverà certo querelando qualche poveraccio anonimo che goffamente e inelegantemente ha solo espresso quello che è ormai un sentimento diffuso -forse potrei quasi dire collettivo- di insofferenza verso l'egemonia dei detentori della cultura locale, che quella stessa cultura hanno tradito venendo meno all'unico vero gesto che da loro ci si aspettava: difendere e sostenere Raffaele Ascheri, oggi paladino di verità e giustizia riconosciuto da una parte cospicua della cittadinanza.
    L'unico "ribelle" come lo ha definito pochi giorni fa Giampaolo Pansa a un sistema che ormai nessuno vuole più.
    Non credo che facendone una questione di danari, Barzanti riuscirà a recuperare a sé stesso quel decoro e quella dignità che si addicono al suo buon nome, né credo che il povero querelato dopo essersi visto pignorare il quinto dello stipendio per risarcire il danno morale arrecato al Barzanti, cambierà idea su di lui; anzi è assai probabile che ciò farà aumentare il livore e il disprezzo nei suoi confronti. Invito dunque Barzanti a fare umilmente un esame di coscienza, e a recitare il dovuto mea culpa per aver offeso con la sua omertà e con il suo colpevole silenzio l'intelligenza del prof. Ascheri e ancor più quella dei suoi concittadini. Solo questo restituirà un'immagine degna all'intellettuale Roberto Barzanti.
    Le stiamo tendendo una mano, prof. Barzanti, l'afferri ora o mai più. Se non lo fa adesso non avrà più il coraggio di farlo. E il coraggio è valuta pregiata di questi tempi.

    Che dio ci perdoni tutti quanti

    BK

    RispondiElimina
  15. cittadino senese11 febbraio 2013 01:21

    Stavo pensando a una PERSONA PERBENE e non faccio ironia, oggi ha 73 anni, già campione dei cento metri piani a livello regionale quasi nazionale, laureato,dirigente del MONTE in pensione, già vice della segreteria del Presidente PIERO BARUCCI DC e demitiano, parlo di ERNESTO RABIZZI, VicePresidente del MONTE DEI PASCHI con la gestione del "sultano" quello inquisito, il "motore" di tutto come si legge in alcuni giornali pubblicati. Ma Tu ERNESTO ,lo ripeto persona brava e mite non ti sei mai accorto di nulla? Non facevi il commesso o l'impiegatino eri il VICE PRESIDENTE DEL TERZO GRUPPO BANCARIO NAZIONALE, non della bocciofila di Taverne! Ecco cosa riportava una scheda nel sito di Antonveneta banca della quale sei stato PRESIDENTE oltre a tutte le ALTRE CARICHE CHE, si può dire, mi sembrerebbero coerenti al sistema Siena di area PD o mi sbaglio?
    infatti leggo dati ufficiali:Profilo di Ernesto Rabizzi
    Ernesto Rabizzi, senese, è stato dipendente di Banca Monte dei Paschi di Siena dal 1963 al 2000 dove è arrivato a ricoprire il ruolo di dirigente. Dal 2006 è vice presidente di Banca Mps e presidente del Consorzio Operativo Gruppo Montepaschi, realtà che gestisce sistemi informativi e servizi amministrativi. Dal 2007 è presidente di Consum.it, società di credito al consumo del Gruppo Montepaschi. E’ presidente della Cassa di Previdenza Aziendale per il personale di Banca Mps, oltre che consigliere del Fondo Pensione Complementare. Fa parte del Consiglio di Amministrazione dell’ABI ed è vice presidente di Biofund di Siena, società strumentale che si occupa di ricerca scientifica. Nel 2009 ha inoltre assunto il ruolo di consigliere della Fondazione Toscana Life Sciences.In passato è stato membro della Deputazione Generale della Fondazione Mps, vice presidente dell’Amministrazione Provinciale di Siena e consigliere di Banca Antonveneta

    ALLORA ERNESTO CON TUTTO IL RISPETTO MA COSA NE PENSI CHE DURANTE LA TUA VICEPRESIDENZA è stata acquistata una banca che valeva 2 e qualcosa come disse il DI TANNO (indagato e presto interrogato dai Magistrati) e il NOSTRO MONTE ERNESTO HA PAGATO IN CONTANTI 9 MILIARDI ANZI 10 ANZI 19 come dicono i Finanzieri dopo gli ultimi conteggi. Perchè non parli anche Tu? per raccontare qualche cosa che magari non sappiamo, non eri commesso lo ricordo facevi il VICEPRESIDENTE DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA DAL 2006 Grazie Ernesto aspettiamo tue notizie in merito

    RispondiElimina