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mercoledì 13 marzo 2013

Il mercoledì scolastico: "Professore, ho l'uveite!"

    Stamattina, entrando in classe, in fondo all'aula vedo un ragazzo con l'occhio destro chiuso da un cerottone.
"Ieri pomeriggio, giocando a tennis, ho preso una pallina nell'occhio, professore!", dice, sconsolato, l'alunno.
Mi siedo, e mentre mi dedico ai consueti, cosiddetti "5 minuti del burocrate" (il lasso di tempo che ogni docente dedica, giorno dopo giorno, a riempire i registri, di classe e personale), mi viene da pensare alla sceneggiata dei parlamentari Pdl davanti al Palazzo di Giustizia di Milano (solo fiaccamente stigmatizzata dal Pd: c'è o no da mandare D'Alema al Quirinale?).
E mi viene da dire, tra me e me: e se l'ormai mitico, direi cult attacco di uveite fosse in qualche modo contagioso, all'interno della scuola italiana? Silvione ha avuto una prognosi di 15 giorni per l'uveite (più 6-7 giorni per tribolazioni cardiovascolari). Non c'è il rischio contagio, dunque?
Per inciso, a manifestare pro-Silvio, a Milano, c'era anche Mariastella Gelmini, ex Ministro dell'Istruzione (oltre alla sempre leggiadra Annamaria Bernini: tu quoque, Annamaria, tu quoque...).

 Alla memoria ereticale, torna alla mente un episodio del sempre più lontano passato studentesco: V ginnasio, se non erro (nisi fallor, avrebbe chiosato, con la consueta eleganza latineggiante, il professor Franchi).
 Una studentessa, interrogata sui verbi greci o latini (forse su tutti e due), ha un lieve mancamento, sembra svenire: l'interrogazione viene GIUSTAMENTE interrotta, seduta stante.
 
"Ragazzini, ragazzini: la salute prima di tutto, eh!", raccomanda la pensionanda (con il massimo rispetto e gratitudine) professoressa Neri. Quanta assoluta ragione! La classe ascoltava, pregna di pensieri e riflessioni concernenti l'accaduto.
I ricordi non sono, a questo punto, chiarissimi, ma parmi venire in mente che si formarono 2 fazioni, all'interno appunto della classe ginnasiale: gli innocentisti ed i colpevolisti (il futuro eretico, ovviamente, risiedendo, senza spirto di pietade alcuno, tra i secondi...).
 L'aveva fatto apposta per bloccare un'interrogazione nata decisamente male, la furbina, ovvero si era davvero sentita male, la povera e fragile compagna di classe?

  Il berlusconismo ormai tramontante (ma non ancora tramontato), dunque, ci lascerà un'altra eredità davvero unica: l'uveite (potenzialmente) antiinterrogazione. E ai ragazzi, agli studenti - si badi bene - NON si può neanche mandare il medico fiscale...

7 commenti:

  1. riccardo clemente13 marzo 2013 19:59

    Sui pezzi del mercoledì, sulla scuola, magari l'attenzione è minore, fanno poca notizia.... meglio la casta, la tragedia. Eppure mi viene in mente che proprio dalla scuola si dovrebbe ripartire: educazione civica, spiegare che se rubi allo stato rubi anche alla pensione della nonna anziana o alla tua di quando sarai anziano, se vivi con il mito dello sciopero perenne non impari l'impegno, segui la massa e ti prepari a vivacchiare all' ombra dei potenti che ti tengono legato a loro .... la scuola è una notizia che non fa notizia, serve per riempire le piazze e basta.
    Abbiamo il nuovo Papa Francesco, simbolo della povertà ....... visti i tempi direi azzeccato!

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    1. perfetta disamina, sono d'accordo specie sul mito dello sciopero, ho 65 anni e ho vissuto tutto, proprio tutto. Sono senesissimo, un montepaschino in pensione, ho fatto 40 anni onestamente e il mi' babbo altri 25. Io sono gia' seduto in riva al fiume

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  2. PIU' COLLIRIO PER TUTTI!

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  3. Anch'io come te, sono decisamente colpevolista: quante volte a scuola abbiamo assistito a coniati di vomito, raffreddori improvvisi, o anche febbroni dovuti a termometri messi sui radiatori! Per non parlare poi delle patetiche "giustificazioni" scritte da quei genitori mega protettivi che pensando di fare il bene del figlio invece gli hanno solo insegnato a svicolare e inventare scuse. I risultati poi sono sotto gli occhi di tutti...

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  4. Prof,

    ma se un alunno invece dell'uveite ha l'orchite, secondo te,è colpa dei blog anonimi ?

    AVVERTENZA
    Questo msg contiene ironia che può essere contagiosa.

    p.s.
    Anche io saluto l'uomo fatto Papa che ha preso il nome di Francesco

    Jacopo Sordi

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  5. scusa Eretico, so che non c'entra niente con l'articolo, ma ho letto su sportando (io sono uno dei malati della pallaabalzello) una notizia riguardante un esposto della mens sana contro ignoti per un fantomatico plico anonimo giunto alla FIP e alla procura di Siena, te, per caso, sai niente in merito...

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  6. ADOLESCENTI: COLPEVOLI O VITTIME?

    Non sapremo mai il vero motivo del mancamento della tua compagna del ginnasio durante l'interrogazione di latino. Sarà stato un bluff, sarà stata male davvero..boh? Tuttavia una considerazione sugli adolescenti, troppe volte colpevolizzati, va fatta. Credo che l'adolescenza sia l'età più difficile, la cosa peggiore che possa capitare a un bambino è diventare adolescente senza avere dei genitori in grado di comprendere e seguire da vicino il feroce cambiamento cui sta andando incontro il/la figlioletto/a. L'adolescenza è un'età di passaggio che reclama tutte le risorse del bambino (fisiche e mentali), ed è così complicata e fragile che noi ce ne siamo dimenticati, ma ci siamo passati anche noi. Sono degli organismi così complessi questi ragazzini, non te ne accorgi anche te a scuola? Spesso i ragazzi sono abbandonati a sé stessi. Troppo spesso. Un adolescente che non ha studiato, non è un criminale , né è da sottoporre alla santa inquisizione, né lo si deve umiliare per questo. Semplicimente ha la testa incasinata, ha la testa da un'altra parte. Tutto qui. Non ha ancora imparato (il più delle volte perché non glielo hanno insegnato!) a gestire la sua vita e a rendersi responsabile delle sue azioni. Come sai ho un allievo estracomunitario in prima superiore cui faccio lezioni (gratis, ci tengo a dirlo non si dica che faccio lezion al nero!!). Ne ho avuti di più piccoli (scuole elementari e medie) , ma ti assicuro che gli allievi adolescenti sono i più difficili , e lo sai anche te. Quando lui non studia o non sta attento, mica lo fa perché è un piccolo criminale, è semplicemente perché ha la testa da un altra parte. Sta a noi adulti capirlo e indirizzarlo dalla parte giusta e nella maniere meno traumatica possibile. Ci vuole pazienza, ma si può fare. Ti assicuro che con il mio allievo ho ottenuto risultati sorprendenti, siamo passati dal non aprire libro a trovare un vero e proprio interesse per alcune materie che erano da lui considerate ostiche, "pallose" e "inutili". Noi siamo adulti comportiamoci da adulti, loro sono poco più che bambini e se non hanno adulti capaci intorno a sé, rischiano solo di incasinarsi la vita. E poi nessuno li salverà quando sarà troppo tardi..
    Dobbiamo trovare la chiave per aiutarli questi ragazzi in difficoltà, ce ne se sono di ragazzini bravi è vero, ma ci sono anche i meno bravi e i meno intelligenti e credo che anche loro abbiano diritto di farcela. Troviamo un metodo!

    marghe. carig.

    P.S.: tanto lo so che t'incazzi perché non vuoi che ti dica queste cose, ma io ho la mia opinione lo sai...:)

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