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mercoledì 14 dicembre 2011

Siena, il Titanic e il Capitan Franchino...

 
  Stefano Bisi ci esorta a guardare le stelle e a ritrovare coesione e fiducia in vista del futuro (un sempiterno X agosto?); l'eretico invece piuttosto che a ciò che c'è sopra di noi, invita a pensare a cosa c'è sotto: questione di punti di vista, ovviamente. Tutti rispettabilissimi.

 Il Sindaco Franco Ceccuzzi - eletto sette mesi or sono, con un 54% trionfale - è alle prese con quello che i più lucidi avevano visto da tempo, e che anche i meno lucidi non possono più ignorare, adesso: l'inabissamento inesorabile del Sistema Siena, a 360°. In questo Natale 2011, davvero niente si salva. Diciamo che gli esperti navali hanno ormai appurato che il mitico Titanic poteva mantenersi a galla con fino a 4 compartimenti allagati in successione, ma non se se ne fosse aggiunto un quinto, come poi in effetti accadde quella maledetta notte fra il 14 ed il 15 aprile 1912.
Quattro allagamenti, dunque, per il Titanic; per Franchino i quattro "allagamenti" potrebbero essere l'Università (in generale, non potendo continuare a fare finta di niente sulle esplicite coperture politiche al Tosi); la Banca (rapporto fiduciario ed amicale con Mussari); la Fondazione (idem come sopra alla Banca, alla fine l'ha dovuto dire financo Gabriellone che lui seguiva gli indirizzi del Comune); il caso Chiti, ormai deflagrato in toto (vedasi Nazione di oggi: vediamo come continueranno le rivelazioni...).
 Il quinto "allagamento" quale sarà? L'eretico vede bene la Sanità, ma indubbiamente ci potrebbero essere altri fronti potenziali.
Non a caso, oggi il Sindaco è dato per parlante (salvo assenze dell'ultima ora) ad una conferenza non molto pubblicizzata (per pudore o che?) che si svolge nell'Aula Magna del Policlinico Santa Maria alle Scotte proprio mentre stiamo scrivendo: "Il Sistema Sanitario nell'area senese: uno sguardo di prospettiva". Presenti molte carriere al neutrino di cui questo blog si è già occupato (dottor Becattini, dottor Cardelli et alii), nonchè la dottoressa Simona Dei - Direttore sanitario AUSL 5 di Pisa - , che alcuni spifferi danno come candidata al dopo Morello.
 Dalle 13,15 alle 14, 00, zitti tutti: sale in cattedra Franchino, concludendo il dibattito, come ai cineforum di un tempo andato. Per l'occasione, finalmente Franchino è stato nominato "Dottore" sul campo, forse per meriti evidenti nella gestione della cosa pubblica senese.

 Il primo ufficiale del Titanic, tale William Murdoch, appena si rese conto dell'imminente impatto con l'iceberg, ordinò di mettere le macchine "indietro tutta", ma la velocità (22,5 nodi) era eccessiva, la direzione non si potè invertire, e l'impatto con il fatal iceberg non fu più evitabile: ormai era troppo tardi.
Almeno il primo ufficiale Murdoch, di fronte alla Storia, si può dire che ci abbia provato; Ceccuzzi, invece, neanche questo...

Ps Sulle scialuppe di salvataggio, furono giustamente caricati prima le donne ed i bambini, come da nota tradizione marittima. Poi pare si sia seguito un criterio classista. Qui come funziona? Così, tanto per saperlo...  

martedì 13 dicembre 2011

Quando il Borgogni si dava al calcio: il caso Valdarbia

 
    Questa che l'eretico racconta oggi è una tipica storia di provincia, condita però da qualche elemento di grandeur che va ben al di là dell'Arbia e dell'Ombrone.
A giugno 2009, due piccole società calcistiche del sud del Senese - il Monteroni ed il Buonconvento - si uniscono, si fondono: nasce la Valdarbia calcio. Per razionalizzare i costi e per diventare più forti di pria, ovviamente. Sulla carta, un'idea corretta, giusta, direi intelligente. I dirigenti - come da sito - sostenevano la necessità di "ottimizzare i costi sostenuti fino alla passata stagione da entrambe le squadre (Monteroni e Buonconvento, Ndr) e per rispondere in modo più organico alle necessità dei giovani sportivi che vivono nel territorio".
Tanto di cappello, dunque. Intenti sacrosanti, quasi da Governo Monti ante litteram...

  I soliti malpensanti, però, iniziarono subito a storcere il naso, perchè il peso specifico del dominus di Buonconvento Lorenzo Borgogni (allora all'apogeo della carriera in Finmeccanica) sembrava davvero spropositato. Erano i tempi - per capirsi -  dello "swinging Buonconvento": di lì a poco, il piccolo comune della Val d'Arbia sarebbe diventato frequentato come non mai dai tempi di Arrigo VII di personalità influenti e potenti. A fine estate 2009, D'Alema in visita di cortesia, poi Matteoli (in ottemperanza alla rigida par condicio borgogniana) e via dicendo: Buonconvento Caput mundi, dunque.
E lo sport nazionale non poteva e non doveva restare indietro, bisognava salire, salire, salire (fino alla vecchia Promozione). Iniziarono ad arrivare - a mo' di alieni -  giocatori che avevano un legame con il territorio piuttosto opinabile (alcuni casualmente venivano da quella Valle del Giovenco dell'ex Presidente del Siena Lombardi Stronati, oggi alle prese con qualche vago problemino con la Magistratura), e i giovani del posto faticavano sempre più a trovare spazio in squadra, visti i fenomeni provenienti da fuori.
Ma non era stato tutto fatto per "rispondere in modo più organico alle necessità dei giovani sportivi che vivono sul territorio"? Qui, in effetti, c'è qualcosa che stenta e non poco a tornare...
C'è di più: con una curiosa simultaneità con il coinvolgimento del Borgogni nelle sue problematiche giudiziarie, la montagna di denari destinati alla squadra della Valdarbia si assottiglia, fino a diventare - da montagna che era - collina (neanche troppo dolce), in seguito pare addirittura pianura, ma di quelle proprio senza gibbosità alcuna.
Pare adesso che i giocatori più quotati se ne stiano andando, così come qualche dirigente.
Fine dei sogni da grandeur calcistico-berlusconiana per il Borgogni Lorenzo?

Ps E che ora nessuno dica più che il Borgogni usava il campo da calcio di Buonconvento solo per atterrare con l'elicottero Finmeccanica...

lunedì 12 dicembre 2011

Premio Foloso sanese al Castellani!!

  
  Ebbene sì, l'aitante, giovane pallavolista del Cus Filippo Castellani è il Premio Foloso sanese 2011. Ha letteralmente sbaragliato gli avversari, uno dopo l'altro, dopo essere partito in sordina. Nè l'esperienza del Guideri (pur ottimo secondo), nè l'avvenenza di Fatima, nè lo charme del banchiere che sta salvando l'Italia hanno potuto alcunchè.
 Questa la classifica finale delle prime posizioni:
Filippo Castellani, Foloso sanese 2011;
Luca Guideri;
Fatima (mi scuso, ma ignoro colpevolmente il cognome: attendiamo precisazioni...);
Mussari Giuseppe;
Antonio Degortes (Acetello) e Mauro Rosati (clamorosamente pari anche quanto a numero di voti!); Alessandro Cannamela;
Gabriello Mancini;
Acampa Giuseppe;
Simone Bezzini.
A seguire, tutti gli altri (tantissimi, magari con un pugno di voti).
Indietrissimo, a sorpresa, Franchino il Ceccuzzi, che tira poco anche a livello di Foloso sanese: sarà un bel segno, o tutto il contrario?

  Rileggendo i commenti, devo dire che alcuni sono stati davvero ben azzeccati: la strenna natalizia che l'eretico regalerà ai suoi affezionati lettori sarà il "recupero" e la ripubblicazione dei migliori voti, per farsi un Natale più allegro (regalo gratis, in pieno stile austerity...).

 Noi - l'eretico ed i lettori - abbiamo ovviamente scherzato, sia chiaro (perchè avrà vinto questo Castellani? Boh, altro mistero senese...).
Adesso che siamo davvero vicini alla fine dell'anno, aspettiamo le Guide (serie, non cialtronesche come la nostra) dei senesi che contano, fuori dall'ironia e dallo scherzo.
Per quelle Guide, però, ci rimettiamo ai giornalisti seri e preparati, capaci di calibrare bene i toni e soprattutto di fare previsioni azzeccate sull'anno successivo.
Noi, comunque, ci siamo divertiti. E non s'è nemmeno finito, a dirla tutta...

Franchino e lo scudo fiscale, un'assenza ingiustificata...

 
   Anche se non se n'è accorto praticamente nessuno, bisogna sempre tenere presente che Franchino il Ceccuzzi è stato per ben due volte (!) parlamentare della Repubblica italiana (sempre eletto in liste iperbloccate grazie a questa fetida legge elettorale, peraltro).

  Uno dei tanti buchi neri del suo iter parlamentare (oltre a quello dello strettissimo legame con Paolone del Mese, il mastelliano che era diventato il suo faro politico, e di cui tanto ho scritto ne Le mani sulla città), è quello del 29 settembre 2009.  Solo Il  Fatto  scrisse i nomi - uno per uno - dei deputati che avrebbero dovuto votare sulla pregiudiziale di incostituzionalità sullo scudo fiscale, ed invece NON SI PRESENTARONO a votare la benemerita proposta dell'Italia dei valori (Di Pietro). Se tutti i piddini si fossero presentati, il Governo Berlusconi sarebbe andato sotto alla Camera, tanto per dire, e forse l'esperienza del Silvio nazionale si sarebbe conclusa con 2 anni d'anticipo (!!).
Fra i non presenti, Franchino era in buonissima compagnia, intendiamoci: D'Alema (ti pareva?), Bersani (ti pareva?), Calearo prima di passare dall'altra parte (grande fiuto di Veltroni a sceglierlo...), addirittura Rosaria Bindi (ufficialmente in missione, sicuramente per conto di Dio), nonchè Franceschini. In   tutto 59 deputati piddini mancarono all'appello, tra cui il misconosciuto Franchino (in ordine alfabetico, decimo fra i deficienti, nel senso etimologico latino, si capisce...).
I deputati mancanti tirarono fuori di tutto: missioni appunto, febbri tropicali et alia.

 A   questo punto, a più di due anni di distanza, mentre veleggia in poppa da Sindaco amatissimo della sua città, perchè Franchino non ci racconta il perchè di quell'assenza? Meglio: perchè non lo racconta a quelli che l'hanno votato per mandarlo in Parlamento, nel 2006 e nel 2008?

domenica 11 dicembre 2011

A Mosca la Rivoluzione bianca; a Siena quella bianconera?

 
    Dal 1991 i moscoviti ed i russi in generale non vedevano niente di simile (ed allora cadde l'Impero sovietico, così per dire...); la manifestazione di ieri a Piazza Bolotnaja entra di diritto nella storia della Russia post sovietica, comunque vada a finire. La stampa non la poteva chiamare certo Rivoluzione rossa, nè arancione (per non confonderla con quella ucraina del 2004-2005), ed ecco che allora si è ripiegato sul bianco. Questa sollevazione popolare moscovita (e non solo moscovita) nasce all'insegna dell'eterogeneità dei suoi componenti (si va da elementi ipernazionalisti dell'estrema destra, a nostalgici del Sistema sovietico, con i liberaldemocratici al centro), eterogeneità capace però di saldarsi contro l'arroganza e la corruzione del Potere putiniano, capace di barare spudoratamente alle elezioni di domenica scorsa, come ammesso dallo stesso Gorbaciov, non sempre duro con Putin, ma oggi schierato su posizioni decisamente anti-Premier (e futuro Presidente, salvo sorprese che sarebbero clamorose...).
Questa non è una protesta paragonabile a quella della Primavera araba: in Piazza Bolotnaja (con la Piazza Rossa chiusa!), sono scese persone non disperate, non con salari da fame, non tenute nell'ignoranza. In piazza Bolotnaja, è scesa in larga parte quella che è la classe media partorita - pur fra ruberie colossali - negli anni Novanta sotto Eltsin, sopravvissuta alla grande crisi del 1998 con la perdita di valore del rublo: una classe di neo-kulaki (non contadini, però) che ha accumulato un discreto benessere, che ha studiato e fatto studiare i propri figli, che ha viaggiato, cosa prima al limite dell'impossibile. E la Russia di oggi ha tassi di crescita che noi ce li sogniamo, e finchè il prezzo del greggio resterà così alto, le cose continueranno ad andare benone.
Perchè allora sono scesi in Piazza, stando così le cose?
Lo spiega magistralmente lo scittore Boris Akunin (Repubblica di oggi, pagina 3): "Pane e vodka non bastano più La gente finalmente si è svegliata", è il titolo. Sentite questo passaggio:
"Qui non sono scese in piazza persone che soffrono e che vivono male. Qui è tutta gente che sta bene, ha studiato e gode tutti i fondamentali del cosiddetto benessere. Ma sente che manca una cosa: la dignità. E la vuole".
Già, la dignità. I manifestanti sono schifati dall'arroganza e dalla corruzione del potere putiniano: vanno in piazza, rischiano di grosso, molti di loro (tra i quali il blogger Alexsey Navalnjy) sono stati picchiati ed incarcerati. Eppure, ci vanno, in piazza.

  Veniamo ad altre piazze, dunque. L'eretico crede che questo sarebbe il momento di chiamare la gente in Piazza (Salimbeni?); l'Osservatorio sul Monte potrebbe forse essere lo strumento giusto, vista l'eterogeneità dei suoi componenti (dalla Lega Nord alla sinistra-sinistra, passando per i grillini e le liste civiche, più i soliti cani sciolti). Possibile che la gente vada a protestare, rischiando davvero forte, a Mosca, e non ci vada a Siena dove non rischia (fisicamente) niente, visto che le truppe ceccuzziane sono più propense ad AVERE, PIUTTOSTO CHE A DARE (le mani nel muso, per capirsi...)?
 Benissimo i manifesti, davvero; benissimo i banchini informativi, senza dubbio; però adesso sarebbe il momento di andare oltre!
Se 100mila moscoviti fanno impressione a casa loro, 200-300 persone a Siena bastano ed avanzano, viste le dimensioni delle due città, neanche sovrapponibili.

  La Casta chiede coesione (silenzio), cioè cerca spudoratamente di guadagnare tempo, pare almeno fino al 15 gennaio: non ci starebbe bene una bella manifestazione prima di questa data?
A Mosca la Rivoluzione bianca; a Siena, una rivoluzioncina bianconera?

sabato 10 dicembre 2011

Pubblicità ereticale: il Meetlifecafè in Pantaneto

  Se siete dalle parti di Pantaneto e avete voglia di bere qualcosa, fermatevi al "Meetlifecafè", al 90 della Via. Per capirsi, all'ex Australian pub.
Siamo nella via multietnica per eccellenza della città, con i suoi pregi ed i suoi difetti. Ma questo locale, piccolo e accogliente, sa attirare giovani (soprattutto stranieri o studenti, vista la location), ma anche, insospettabilmente, persone attempate assai: sintomo che ha un suo appeal rassicurante che altri locali in zona non possono evidentemente vantare.
  Questo pomeriggio, per esempio, l'eretico vi ha visto la disgraziata partita della Robur contro il Genoa (con tanto di solenne "invocazione" alla Madonna Immacolata dopo la sciagurata traversa di Destro, sull'uno a zero per i genoani...), e non ha potuto non notare che c'erano ben due tavolini occupati da arzille settantenni che si bevevano il loro tè. Ovviamente in mezzo a tanti giovani, sia ben chiaro: presenza nettamente maggioritaria, tante volte si pensasse di entrare in un mezzo nosocomio...
Dalle 10 alle 11, Happy breakfast: cappuccino e pasta a un euro e mezzo; dalle 18,00 alle 19,00, happy hour a tre euro e mezzo. Verso le ventidue si chiude bottega.
Si possono leggere quotidiani (Repubblica e Nazione) e riviste, più qualche libro, di vario genere. La radio che fa da colonna sonora - almeno questo pomeriggio - è Radiomontecarlo, il che già è una certa garanzia.
Ma soprattutto, a differenza di altri pub e simili, è un luogo in cui se uno vuole chiaccherare, non deve urlare nella tromba d'Eustachio del vicino; e se uno vuole stare per i fattacci suoi, perchè magari ha i suoi pensieri (non diciamola tutta...), lo può fare. Vi sembra poco?

Ceccuzzi: fine della luna di miele, inizio di quella di fiele...

 
     Sono trascorsi quasi sette mesi dall'elezione di Franchino Ceccuzzi a Sindaco di Siena. In politologia, si sa che questo è il periodo classico della cosiddetta luna di miele fra il neoeletto e gli elettori: capace di contagiare anche qualcuno che non ha votato il "nuovo" potente.
Dato che da parte di questo blog la luna di miele NON è mai iniziata (basta andare a rivedere qualche pezzo dello scorso maggio, per gli increduli o smemorati), ora si constata con grande favore che è finita anche per altri che, in qualche modo, avevano ingenuamente creduto alle sirene della discontinuità ceccuzziana (ossimoro politologico che ha abbagliato non pochi...).
 
Esemplare in questo senso il caso dell'Italia dei valori, che ha commesso il grande errore di schierarsi con la coalizione ceccuzziana, nella scorsa primavera. Perdendo un'occasione forse irripetibile di presentarsi in modo alternativo rispetto alla Casta. Ora l'Idv senese pare rinsavita: è dei giorni scorsi un documento durissimo, nel quale Franchino e la sua azione vengono accusati di "stato di sonnolenza", su questioni fondamentali dell'annunciato programma (di solito, il Ceccuzzi la narcolessia la provoca agli altri, ma lasciamo perdere...).
 "Nessuna delle grandi questioni poste dall'Idv e poi inserita nel programma elettorale sembra al momento avviata". Il riferimento è al Santa Maria della Scala, al regolamento urbanistico, allo Statuto della Fondazione, alla pubblicizzazione del servizio idrico, al pluralismo dell'informazione (in cui siamo a livelli da Russia putiniana, con l'informazione veicolata solo dalla Rete, per esplicita volontà della Casta e di Ceccuzzi stesso). Meglio tardi che mai, e speriamo che un così duro colpo alla credibilità del Sindaco possa avere un seguito in futuro (le occasioni non dovrebbero certo mancare, neanche a breve).

 Per l'occasione, l'eretico è andato a mettere mano nel suo fascicolo personale su Franchino: era un po' che non lo faceva, e sbagliava di brutto, perchè è sempre esercizio salutare confrontare le posizioni di ieri (quando uno non è Sindaco), con quelle dell'oggi.
2 agosto 2009, domenica: siamo nel periodo delle nomine della Deputazione amministratrice della Fondazione volute dall'allora Sindaco Maurizio Cenni; sul difficile momento, prende posizione critica l'allora segretario comunale e deputatino Pd Franco Ceccuzzi. "Siena si aspettava di più dalla tua autonomia", è il titolo di pagina 3 del Corrsiena. Ceccuzzi si schiera con la Meloni - segretaria provinciale del Pd, allora meno latitante di oggi - contro certe scelte del Cenni, su cui non merita neanche ritornare per mancanza di tempo.
Due passaggi sono imperdibili. Nel primo, il deputatino futuro Sindaco si lascia andare:
"Sfido invece a RINTRACCIARE INTERFERENZE DEL PD su aspetti gestionali del Comune".
Notoriamente a guida di un monocolore del Partito sardo d'Azione...

 Ma il confronto con l'attualità (leggasi caso Panti, nominato in Fondazione, e poi dimessosi dopo una settimana per guai giudiziari) diventa dirompente con il secondo, straordinario passaggio:
"Sono costretto a prendere atto, con dolore, che queste nomine, complessivamente, non soddisfano la città perchè non si sente sufficientemente rappresentata. Perchè Siena è più lunga, più larga, più alta e più profonda di così (da notare il linguaggio criptato del deputatino, Ndr). Anche sui requisiti di onorabilità, richiesti dallo Statuto della Fondazione, SI POTEVA OPERARE CON MAGGIORE ATTENZIONE...".
  Parole sante, Franchino, parole sante. E da che pulpito, poi...

Ps Nei giorni scorsi, la Lega Nord ha chiesto le dimissioni del Sindaco. Sbagliato. Visto che Siena tanto è ormai persa (quanto ad eccellenze, si capisce), è invece bene goderselo tutto Franchino, visto che è stato eletto. Apprezzare gli sprazzi di  sano divertimento che comunque ci offre, e che magari un altro Sindaco non sarebbe in grado di offrirci. E poi: diamogli almeno il tempo ed il modo di vedere se supera il paonazzo del Nicchio come peggiore Sindaco dal secondo dopoguerra...

venerdì 9 dicembre 2011

Caso Borgogni: il Venerdì di Repubblica parla dell'eretico...

 
  L'eretico è "lieto" di avvertire i suoi tantissimi lettori che proprio da un suo recente articolo prende spunto il Venerdì di Repubblica di oggi (pagina 42, per la precisione), in cui il giornalista Riccardo Bianchi ripercorre la vicenda della CENSURA TELEVISIVA Rai concernente il servizio sul Borgogni Lorenzo di Finmeccanica. Quello in cui di fronte all'Italia si squadernava l'omertà similcorleonese di Buonconvento, la città della maestra più ricca d'Italia (capace di scudare più di 5 milioni e mezzo di euro!), vale a dire la moglie del Borgogni stesso, nonchè madre dell'Assessore alla Cultura del paese e via dicendo.
Gente che si trovava di fronte a improvvisi ed inderogabili impegni non appena gli veniva chiesto dell'uomo Finmeccanica, rincorse in bicicletta (in bicicletta!) per esigere la non messa in onda di una mezza intervista al salumaio davanti al Municipio ed altre amenità. Un servizio di una tristezza immensa, ma anche capace di mostrare l'altra faccia della Toscana, della Siena felix: quella appunto della paura, del conformismo, della conseguente omertà.
No, no, dalla Rai deve continuare a filtrare l'altra immagine: l'oasi cipressata vicino a San Quirico, i dolci colli senesi, le stupende crete. E il vino bòno, la cucina tradizionale e poi - dulcis in fundo - il Palio: si rilancia il turismo, no?
 Se poi la collettività perde pezzi importanti (Università, Banca e Fondazione Mps, ospedale, l'Opera del Duomo...), l'importante è che non si sappia troppo in giro.
 Chi viene, deve avere il picio ed il Brunello garantito (do you remember Brunellopoli?): per il resto, si vedrà. Così siamo tutti più contenti.
A Buonconvento e a Siena.

Scoop ereticale: l'Asl 7 ed il bilancio sempre più sospetto...

  L'eretico immagina che chi non lavora all'interno dell'Asl 7, magari non legga sempre tutti i pezzi del venerdì sulla Sanità senese e toscana. Questa volta invito tutti a leggere e con la massima attenzione, per rendersi conto di come in questo territorio venga gestita la cosa pubblica (e la sanità mi pare un argomento abbastanza delicato, no? ERa anzi il vanto della sinistra riformista...).
  Oggi entriamo nel vivo del problema del bilancio dell'Asl 7 (fino ad ora solo lambito), parlando di un personaggio solo sfiorato in passato dagli articoli ereticali. Personaggio chiave, a livello di bilancio.
Lui è tale Tommaso Grazioso: classe 1978, è del tutto sconosciuto ai più, ma ben nota da chi può tutto all'interno dell'Asl, essendo persona che ha molto a che fare con il bilancio. Vediamo di saperne di più, dunque.

  Il Grazioso, attraverso una selezione pubblica, il 21 luglio 2009 entra all'Asl 7 con contratto biennale "da destinare alla U.O. Gestioni Economiche e Finanziarie" dell'Asl 7 (delibera numero 465). Qual è il primo problema, non da poco? Il giovanotto (allora trentunenne, beato lui)  viene da 4 anni di "esperienza professionale come revisore presso la KPMG Spa". Vale a dire che lui era un dipendente della società privata chiamata a controllare e verificare i bilanci dell'Asl 7. Roba da tardo berlusconismo: si assume colui che prima, da privato, controllava la regolarità (o meno...) dei bilanci. D'altra parte "la sua attività di revisore presso KPMG Spa è garanzia di conoscenza profonda del nostro (dell'Asl 7, Ndr) sistema contabile ed offre il punto di vista qualificato dell'altra parte del tavolo", chiosano all'Asl 7. L'unico problema è che i tavoli dovrebbero essere ben distinti e separati, fra controllori e controllati. Dovrebbero, appunto...

 Procedamus. Passa un annetto di tranquillità, allorquando l'Asl 7 (16 novembre 2010, delibera 743) decide "per la copertura a tempo indeterminato di 1 posto di Dirigente Amministrativo esperto in materia contabile", richiedendo ad ESTAV Sud est di attivarsi per il concorsone all'uopo; il 7 aprile 2011, però, contrordine compagni: con la delibera numero 177, si decide di revocare la precedente idea del concorsone. Da quello, si passa - chissà perchè? - ad una "procedura selettiva che abbia come presupposto l'individuazione di specifici ed opportuni requisiti di partecipazione". In realtà, NON si addivenirà neanche ad una "procedura selettiva" come appena scritto, bensì si procederà, nel luglio 2011, alla NOMINA DIRETTA del dottor Grazioso, il quale diventerà il Direttore dell'Unità Complessa Gestioni Economiche e Finanziarie". Senza concorsone, senza procedura selettiva.
 Come tappa intermedia, nel maggio 2011 il Grazioso diventa Responsabile delle politiche di bilancio, con una chicca da notte degli Oscar: nominato a maggio, il suo incarico HA VALORE RETROATTIVO di ben cinque mesi, scattando dal 1 gennaio 2011. Tra l'altro, non risulta alcuna relazione sull'operato del Grazioso prima di affidargli cotanto incarico, come viene fatto di prassi in casi come questi. Grazioso (classe 1978, giova ripeterlo) viene chiamato per chiara fama: una sorta di Mozart del bilancio...
 L'ottima dottoressa Benedetto in Rossi avrebbe niente da dire a proposito di questa stranezza?  

  La questione si allarga ulteriormente (ma non bastava questo?). Prego i lettori di porre la massima attenzione su ciò che si sta per scrivere: un ultimo sforzo, ne vale proprio la pena!
L'Asl 7, in contemporanea con l'ascesa inarrestabile del Grazioso (carriera al neutrino, tanto per cambiare), ha da avviare la procedura negoziale concorsuale per l'affidamento del SERVIZIO DI REVISIONE CONTABILE DEL BILANCIO 2010; tra gennaio e febbraio 2010 si parte con l'invio delle lettere di invito alle ditte, e, di rimando, con le loro offerte. Partecipa legittimamente anche la KPMG (la ditta dalle cui fila proviene il Grazioso, quindi), ma la spunta la Price Waterhouse Cooper (PWC), con l'offerta di 25.185 euro per il servizio. L'Asl 7 non è convinta di questa vittoria: chiede i "relativi giustificativi", e alla fine - per farla breve - a revisionare il bilancio che scotta sarà ancora la KPMG!!
Attenzione: anche alla ASl di Arezzo e, clamorosamente, alla AOUS (alle Scotte, per capirsi) viene fatta la gara, la stessa gara; anche ad Arezzo ed all'ospedale di Siena vince la PWC: l'unica differenza è che gli aretini e l'ospedale di Siena accettano l'evidenza della Gara d'appalto, mentre l'Asl 7 proprio no, ad onta dell'evidenza.
Domandina finale: ma perchè bisognava in tutti i modi che fosse la KPMG a certificare il bilancio 2010 dell'Asl 7? Un altro dei misteri senesi...

giovedì 8 dicembre 2011

Premio Frajese: i problemi di Minoli ed il capolavoro della Casta

 
  Negli ultimi tempi, professionalmente parlando non ne va bene mezza a Stefano Bisi, l'ideologo del Sistema Siena. Al netto dei problemini del Sistema stesso (poca roba, ovviamente, per lui), c'è il fatto che è oggettivamente sfortunato: del totoministri e della candidatura dell'avvocato (mussariano doc) Fabio Pisillo a Capitano della Lupa, abbiamo già detto e scritto in abbondanza; poi ha provato a lanciare il suo amico per eccellenza Mussari Giuseppe in Finmeccanica (il Corriere di Siena unico giornale dell'orbe terracqueo a presentarlo come papabile post-Guarguaglini), senza successo alcuno.

  Adesso c'è il Premio Frajese, ed uno dei principali premiati è il valido giornalista Giovanni Minoli: neanche una settimana prima della cerimonia prevista per domani 9 dicembre alle ore 18 al Santa Maria della scala, ecco che anche il Minoli (ex craxiano di ferro) scivola su una buccia di banana per via di una fiction: era responsabile editoriale della soap opera Agrodolce (la versione sicula del partenopeo Un posto al sole), malamente naufragata fra sperperi inenarrabili e maestranze (centinaia di persone) lasciate a casa, senza più stipendio. In più, il sospetto di avere progettato di girare materiale nel Castello di Trabia del principe Calvello, location di incontri mafiosi (non televisivi). Lui ovviamente si dice dispiaciuto per le maestranze (beh, almeno quello), contestualizza e minimizza le sue responsabilità: insomma, il solito refrain del caso.
Ad ogni buon conto, a questo giro il Bisi almeno ha scelto giornalisti e non politici travestiti da giornalisti, come Veltroni e Gianni Letta (2007 e 2008): di questo gli deve essere dato atto.
Nella quarta di copertina del mio Le mani sulla città (un libro ben profetico, direi, visto come si sono evolute tante situazioni a Siena e nel Senese, ma questo è un altro discorso...), ci sono due foto: in alto, Mussari premia Veltroni, in basso Mussari premia Gianni Letta. Fra il 2007 (Antonveneta un mese prima, toh) ed il 2008, c'era da agganciare Siena il più possibile a Roma (auspice Francesco Gaetano Caltagirone, ovviamente): il premio a Veltroni, addirittura, arriva due mesi dopo lo scellerato matrimonio buongovernativo Casini-Caltagirone officiato dal paonazzo del Nicchio (Mussari presente, poi sobrio rinfreschino alla tenuta di Bagnaia...). In quel momento, Veltroni era ancora Sindaco della città dei Papi.
Con quell'uno due Veltroni-Letta Gianni (operazione di qua e di là, in perfetto stile caltagironiano), Mussari ha consegnato, definitivamente ed in modo plastico, la Banca (la terza d'Italia!) a Roma: Siena vedeva allontanare il suo bene più prezioso, e tanti beoti si spellavano le mani alle freddure di Veltroni (e di Mussari) sul basket o all'humor andreottiano di Letta (che almeno non parlò di basket, pare di ricordare).
La Casta c'era tutta, senza defezione alcuna, in quelle occasioni, a mostrarsi al popolino, forte dei suoi successi d'argilla: e la gente - ben dietro, dopo sette otto file di castisti - era contenta, felice, gratificata. La Festa non era (ancora) finita, ma i segnali c'erano già tutti.  
Quando un così clamoroso trasferimento di capitale (Banca Mps) viene fatto assolutamente alla luce del sole e raccattando financo applausi a destra e manca, non c'è che da fare i complimenti: non certo a chi applaudiva, ma a chi orchestrava sì. Dal punto di vista dei Bisi e dei Mussari, un lavoro di fino, ai limiti della perfezione...

Ps Giovanni Minoli (Il Fatto quotidiano, 3 dicembre, pagina 7, intervista di David Perluigi):
"In Sicilia è ben difficile non avere a che fare con posti dove non sia passato qualcuno che non abbia avuto problemi con la giustizia": nella Siena attuale, caro premiato, non è così diverso...

La Chiesa è Immacolata: nel senso fiscale, però...

  
  Già il fatto che oggi sia un giorno festivo, è ipso facto una sconfitta per la laicità dello Stato; già il fatto che durante l'estate 2011 si sia parlato di abolire il 1 maggio o il 2 giugno, ma non l'8 dicembre, è una sconfitta per lo Stato laico; con un'aggiunta, che sembra irrilevante ma non lo è assolutamente: l'8 dicembre è la dimostrazione che lo Stato italiano NON è uno Stato cristiano, ma solo un'appendice (spesso servile) del Vaticano (il dogma dell'Immacolata è una peculiarità TUTTA E SOLA CATTOLICA, nel frastagliato mondo del cristianesimo). Dove sono tutti i tromboni che hanno sbrodolato sui 150 anni dell'Unità d'Italia? Lo sanno che Pio IX istituì il dogma che oggi blocca l'Italia per cercare di difendere fino alla fine il potere temporale? Da secoli si dibatteva sulla questione, con scontri acerrimi fra domenicani, francescani et alii. Poi arriva il 1854, e guarda caso proprio in quel momento si formalizza il dogma (e guarda caso 4 anni dopo arriva Bernardette a Lourdes, e guarda caso dopo solo 4 anni il Vaticano approva, con una tepestività clamorosa: e la Madonna come si sarebbe qualificata alla pastorella? "Immacolata", guarda caso: prima Madonna a presentarsi con questo appellativo nella plurisecolare storia delle apparizioni mariane...).

  Non è un bell'8 dicembre, però, per la Chiesa, perchè mai come per questa Immacolata l'opinione pubblica è stata così compatta - di fronte alle lacrime, non madonnare, imposte da Monti - nel chiedere, nel pretendere che sia anche la Chiesa a fare un piccolo sforzo, mettendo mano al portafoglio. Ha già perso la possibilità di fare una bella figura proponendosi lei stessa: avrebbe perso qualche danaro, ma avrebbe guadagnato consensi e simpatie (non dall'eretico, ma da altri sì di certo). Invece niente: a sfacciata dimostrazione che chi è abituato dal servilismo della politica a sentirsi protetto, è certo della sua impunità.
Secondo l'Anci (l'associazione dei Comuni, non degli atei impenitenti), il mancato introito della tassazione degli immobili ecclesiastici (non adibiti al culto, ma a tutt'altro!) arriverebbe a toccare un minimo di 600 milioni di euro, fino forse a quota 800milioni con le revisioni catastali montiane. Secondo gli esperti, ci sarebbero almeno 30mila edifici da tassare, ma intoccabili.
 Siamo arrivati al paradosso - possibile solo nell'Italietta vaticana -  che un Primo Ministro annunci lodevolmente di amputarsi il proprio stipendio di Premier, ma non osi fare pagare neanche le briciole al Vaticano...
Il Segretario di Stato Tarcisio Bertone è un salesiano, ma deve avere appreso molto bene la discrezione gesuitica: prima di tutto - quando si è con le spalle al muro - guadagnare tempo, tanto poi la tempesta finisce, rientra negli argini.
L'Ici per il Vaticano? "Un problema da studiare e da approfondire; però la Chiesa fa la sua parte, soprattutto a favore delle fasce più deboli della popolazione".
Quello che fa la Chiesa per i poveri (moltissimo, forse meno di quanto potrebbe se impegnasse tutte quante le sue potenzialità), però, è già direttamente finanziato sempre dai cittadini, attraverso il tremontiano meccanismo dell'8 per mille (da cui la Chiesa cattolica guadagna sempre, come ormai è ampiamente documentato, grazie ad un cervellotico meccanismo pro domo sua: anche se il contribuente non la indica come beneficiaria). E i soldi alle scuole private (cattoliche), da dove arrivano, dall'Empireo? E i docenti di religione delle pubbliche, scelti dai Vescovi e pagati dai cittadini? Finiamola qui, per piacere...

 Per chi ci crede, la Madonna è stata concepita senza peccato originale, quindi è Immacolata; la sua Chiesa, però, un pochino maculata sembra essere...

Ps Gira una voce incontrollabile, in città: l'Arcivescovo Antonio Buoncristiani starebbe seriamente pensando ad un clamoroso gesto di filantropia cattolica in vista dell'imminente Natale di crisi. Pagare le tasse, beh, quello è prematuro: si attendono le direttive della Cei, al riguardo. Pare invece che il successore apostolico sia disposto, visto il momento sacrificale, ad andare ad una cena fuori e a pagare il conto! La voce - pur riferita da molte fonti -  non ha trovato per il momento alcuna autorevole conferma...

mercoledì 7 dicembre 2011

Pubblicità ereticale: "Storia della corsa", un libro da regalare!

  Per iniziare, l'eretico non poteva che scegliere di pubblicizzare un libro, no? Senza dire da quale libreria recarsi, in rigorosa ed implacabile par condicio natalizia...

  Avendo appena finito di leggerlo, non posso che RACCOMANDARE VIVAMENTE la lettura del magnifico "Storia della corsa- sfide e traguardi nei secoli" (Odoya 2011), del saggista norvegese Thor Gotaas, con introduzione del bravo giornalista Leonardo Coen.
Per lanciarlo, l'editore scrive che si tratta del "regalo perfetto per il velocista, il maratoneta o chi pratica jogging", ma in realtà questo libro nell'immediatezza colpisce ed attrae senza dubbio di più un runner, ma dovrebbe essere letto anche (per molti aspetti, soprattutto) da chi un corridore non è. Chi non inizia a correre dopo avere letto le 443 pagine del libro (costo 20 euro pari pari, ben spesi), può avere solo l'alibi dell'inabilità o di un grave trauma infantile legato alla corsa: non ci sono altre vie d'uscita plausibili. Neanche l'età avanzata, purchè il tutto sia fatto con sana moderazione.
In queste pagine, c'è tutto: la Storia della corsa in senso diacronico (dall'antica Grecia ad oggi), un approccio antropologico, il taglio medico applicato alla corsa et alia. Si parla dei velocisti e dei fondisti, con prevalenza di questi ultimi, con le loro storie affascinanti e mai banali: Bikila scalzo a Roma 1960 per la maratona più affascinante di sempre; Emil Zatopek (la locomotiva umana capace di trionfare nei 5000, nei 10mila e nella maratona) con la sua frase da annali: "Non ho abbastanza talento per correre e sorridere insieme", campeggiante nella quarta di copertina.
 E chi conosce la figura di Vladimir Kuts (1927-1975)? Nato in un villaggio miserabile dell'Ucraina, sopravvissuto al cannibalismo cagionato dalla carestia indotta da Stalin in Ucraina (Holodomor), sopravvissuto ai nazisti (che lo portarono, quattordicenne, in un campo di lavoro forzato), capace secondo fonti testimoniali di essere bastonato a sangue per 25 volte senza emettere un singolo grido, soldato - fuggito dalla prigionia - contro i nazisti, diventò un emblema dello sport sovietico, una sorta di Stakanov dell'atletica (che definire "leggera" sarebbe forse riduttivo, di fronte al suo esempio...), capace di sottoporsi ad allenamenti disumani per normotipi, con ripetute massacranti e gambe appesantite dal piombo. Fino ad arrivare, dal nulla sovietico, a vincere l'oro agli Europei del 1954 (nell'interregno fra Stalin e Kruscev) nei 5000 metri, battendo proprio la locomotiva umana Zatopek.
 "Partiva con un ritmo suicida e spesso correva la prima parte molto più velocemente della seconda: alla fine era chiaramente esausto, ma sempre forte abbastanza da mantenersi alla testa della corsa...Cosa poteva essere mai una gara in confronto ai lavori forzati dei tedeschi e alla tortura?", si chiede legittimamente l'autore.

 Per convincere anche i più pigri e riluttanti a mettersi a correre, infine, ci sono varie pagine, per esempio quelle che descrivono l'effetto delle endorfine sprigionate dalla corsa prolungata. Queste sostanze biochimiche capaci di alleviare il dolore e di influenzare tutta una serie di stimoli fondamentali (fame, sete nonchè sonno), sono sostanze che il corpo del runner inizia a produrre dopo circa venti minuti di corsa continuata; sono quelle che - a dosi massicce - possono provocare la cosiddetta "estasi del corridore". Noi ci accontentiamo dello stato di forte benessere cagionato dalla corsa, senza pretendere estasi, che ci rimandano ad altri campi d'indagine.
Buona lettura, dunque: e - sperabilmente - buona corsa (specie dopo i bagordi natalizi)!! 

Banca Mps: tutto pronto per l'operazione Caltagirone...

  
  Dopo la clamorosa condanna a 3 anni e sei mesi per la questione Unipol dell'estate indimenticabile 2005, Francesco Gaetano Caltagirone si era autosospeso dalla vicepresidenza di Banca Mps, per ragioni di opportunità che ognuno può valutare come salutari. Ma la Banca una volta senese non può proprio fare a meno del Calta, considerato l'imprenditore più dotato di liquidità in questa Italia 2011 (ma anche negli anni scorsi, era sempre lui il più liquido, quindi non molto è cambiato...).
  Alla prossima assemblea del 1 febbraio 2012, dunque, l'appena uscito Caltagirone verosimilmente rientrerà in pompa magna alla vicepresidenza della Banca. Così avremo un Presidente alle prese con la rogna Galaxopoly, un vicepresidente fresco di condannona (per gli standard italiani, vi sembrano pochi i tre anni e mezzo?). A questo punto, bisogna cambiare il povero direttore generale Antonio Vigni, che non risulta avere pendenze con la giustizia: l'eretico sommessamente propone un criminale di guerra catto-croato, così all'Opus Dei ed in Vaticano sarebbero contenti e rassicurati, e si potrebbe finalmente sbarcare nei Balcani, dove già ci sono Intesa e soprattutto Unicredit.Copn una joint venture ben pensata, ci si può raccattare anche qualche cestista locale in erba, visto che lì è pieno di talenti, e si fa felice anche Ferdinando Minucci, alle prese con una squadra di ultratrentenni...
Basta divagazioni, torniamo al 1 febbraio prossimo venturo.
"...l'Assemblea sarà chiamata...a deliberare in ordine ALLA REVOCA O ALLA PIENA INTEGRAZIONE del consigliere Cav. Lav. Francesco Gaetano Caltagirone, a seguito della sospensione dichiarata dal Consiglio in data 10 novembre 2011" (la condanna di cui sopra è datata 31 ottobre, per la cronaca).
L'operazione "Reintegro Caltagirone", dunque, è pienamente in atto: indovinate come si schiererà Mussari Giuseppe, fra "revoca" e "piena integrazione". Si accettano scommesse...
Noi la seguiremo con l'attenzione che merita, questa assemblea: come credo faranno gli aderenti al sempre più agguerrito Osservatorio sul Monte (quello dei "buoni", per capirsi), riunitosi ieri sera a San Miniato (l'eretico era presente, e ritornerà su vari aspetti trattati nella lunga - anche troppo! - serata, con interventi di indubbio interesse).

  Per intanto, godiamoci il ritorno di Caltariccone (come definito da Dagospia) sulla scena montepaschina. Ma qualcuno ha mai pensato che se ne fosse andato?

martedì 6 dicembre 2011

Novità del blog: arriva la pubblicità ereticale!!

 
  Rinfrancato dal grande aumento di contatti degli ultimi tempi e visto l'imminente Santo Natale, l'eretico ha deciso di intraprendere, all'interno del suo blog, anche la via della pubblicità. Intendiamoci: sarà una pubblicità un pochino diversa (anzi parecchio) da quella che si trova su Internet di solito. Fedele alla sua linea iconoclasta, l'eretico NON mostrerà niente di ciò che pubblicizza, fidando solo e solamente nella forza (o nella debolezza, se del caso) delle parole, dello scritto.
 Altra particolarità: questo blog NON ha un'agenzia pubblicitaria di riferimento, o cose simili. Ciò significa, in estrema sintesi, che l'eretico pubblicizzerà QUELLO CHE GLI PARE E PIACE, COME GLI PARE E PIACE, QUANDO GLI PARE E PIACE, a sua insindacabile scelta.
Magari qualche pubblicizzato potrebbe anche non gradire ( me ne scuso in anticipo, ma allora vuol dire che Siena è diventata davvero il mondo al contrario, se ci si inquieta per questo...).
Altra considerazione: essendo il tutto ad insindacabile scelta dello scrivente, chi ha letto il blog in questo suo primo anno di vita avrà già capito che qui NON si troveranno le pubblicità di Babbo Monte, di Mamma Cooppe o della zia Antica Querciolaia, tanto per non fare nomi, come di consueto. Per quel tipo di pubblicità, bastano e avanzano la stampa locale e Casta Channel (Canale tre).
In compenso, l'eretico spera di contribuire a fare conoscere di più, a qualche migliaio di lettori, il lavoro di persone e famiglie che vanno avanti da sole, senza comodi ombrelli protettivi (chi ha orecchie per intendere, intenda), e senza tanta retorica stucchevole.
 Visto poi che la pubblicità la fa chi scrive, non si esclude la pura e semplice simpatia ereticale per il pubblicizzato: chi è che - a parità di servizio e costo - non va dall'esercente che gli sta più simpatico?
Se qualcuno ha qualcosa da suggerire, l'eretico assicura la lettura di ciò che gli verrà scritto, ma non di più. Sennò che gusto c'è?
Chi sarà il primo beneficiato (o disgraziato, chi lo sa)? A breve i lettori lo sapranno...

Raffaele Ascheri

Caso Panti: Acampa sapeva da 5 anni (come da intercettazione)!

  Uno dei tanti motivi per cui il silenzio del Sindaco Ceccuzzi risulta politicamente indifendibile, riguarda il fatto che è davvero il caso di dire che il primo cittadino NON POTEVA NON SAPERE della vicenda dell'avvocato Panti, da lui (Ceccuzzi) nominato in Fondazione giusto una settimana fa.
Uno che a Ceccuzzi è profondamente legato è monsignor Acampa (quando tirava un'aria diversa, l'Acampa andava anche a folleggiare alla Festa dell'Unità, proprio con il futuro Sindaco), il quale in un'intercettazione del 15 ottobre 2006 legata all'indagine sull'incendio in Curia del precedente 2 aprile ne fa esplicita menzione. Che si parli di questa vicenda e dell'avvocato Panti, nessun dubbio, come si vedrà a brevissimo.

  La telefonata intercorre fra Acampa Giuseppe e Mario Marzucchi della Misericordia, quello candidato con il Cenni nel 2006 (voleva fare il vicesindaco, ma non si era reso conto che in quella carica è incardinato usque ad mortem l'altro Marzucchi nostrale, Mauro, ora montezemoliano).
Teniamo presente che siamo alle 8 e 45 di mattina, quindi Acampa deve avere da poco esaurite le lodi mattutine. Si deduce che il prete sia in macchina, perchè dice di dovere abbassare la radio (sicuramente Radio Maria...) per capire meglio il suo interlocutore.
Parlando d'altro, il misericordioso Marzucchi ad un certo punto la butta là:
"Che io siccome...siccome lui ora per questa settimana chiappa na...dovrebbe chiappà una sberla grossa".
A questo punto, l'Acampa si incuriosisce: "Chi? Perchè?".
Marzucchi: "Il Panti, il Panti".
Acampa: "E per cosa?".
Marzucchi: "Per una circonvenzione di incapaci"
Acampa: "Ah".
Marzucchi: "Insieme ad altri che so tutti della Mongolfiera".
Acampa: "Ma, ma quella storia famosa?".
Marzucchi: "Sì, sì è andata avanti eh".
Acampa: "Ah, quindi c'è stata la denuncia?".
Marzucchi: "Eh, non...io penso...o è stata fatta ieri o ieri l'altro o la prossima settimana".
Acampa: "Che...che".
Marzucchi: "...dal professor Traverso".
Acampa: "Quella famosa area" (di Isola d'Arbia, dove si pensava sarebbe sorto il nuovo stadio, Ndr).
Marzucchi: "Sì di quel ragazzo che è venuto a chiedermi aiuto".
Acampa: "Uh, uh".
Marzucchi: "Perchè c'è lui, c'è il Bossini, c'è il...quell'altro, insomma...".
Quell'altro è Claudio Marignani, ora plenipotenziario verdiniano del Pdl senese, allora legato alla Mongolfiera, l'associazione che si riconosceva nella figura dell'ex Sindaco Pierluigi Piccini.

 Cinque anni fa, dunque, il Provveditore della Misericordia candidato nella lista Cenni informava Acampa della questione, ed Acampa non cadeva certo dalle nuvole dell'Empireo ("ma quella storia famosa").
Franco Ceccuzzi, in questi 5 anni, non ha invece mai saputo niente...

Ps Visto che l'Acampa è così ben informato sugli accadimenti giudiziari senesi, oltre ad intendersi di cose sacre, perchè non mette su un blog tutto suo? Secondo l'eretico, sarebbe un successone!

lunedì 5 dicembre 2011

Franchino ci prende per il sederino: il caso Panti...

  In primis, pieno onore al merito della redazione del blog Fratello illuminato, che stamattina ha pubblicato la "lettera" concernente i guai giudiziari del noto avvocato senese Duccio Panti, dando sicuramente un bel colpo rispetto a ciò che è avvenuto poco dopo. Vale a dire le incredibili dimissioni dello stesso Panti, ufficialmente per "motivi professionali"(?).
Vale forse la pena ricordare che il Panti era stato nominato da Franchino il Ceccuzzi giusto una settimana or sono nella Deputazione della Fondazione Mps. Da Franchino il Ceccuzzi, si ripete: chiaro a tutti il concetto? Pare che il Panti avesse presentato un'autocertificazione, ma questo è argomento da approfondire.

  Anche a Siena, dunque, esiste un caso Brancher: ricordate il Ministro voluto a tutti i costi da Silvio Berlusconi due anni fa? Fece in tempo a firmare davanti a Napolitano, a farsi fare le foto di rito, poi fu travolto dalla slavina giudiziaria (per chi non l'avesse capito, FORSE Berlusconi l'aveva fatto Ministro proprio per garantirgli una maggiore copertura...).
Beh, siccome a Siena - come scritto centinaia di volte - c'è il Pd più berlusconiano d'Italia, un caso Brancher in salsa senese ci stava proprio bene, no?
 Adesso Franchino il Ceccuzzi a chi darà la colpa? Forse a nefaste congiunzioni astrali.
Il problema - è evidente - non è il Panti, è proprio Franchino: colui che fa le Carte etiche, e poi si dimentica di leggerle. L'eretico dice cosa succederebbe in una città normale, come Siena purtroppo non è: il Sindaco farebbe una conferenza stampa (invitando tutti gli operatori dell'informazione, non solo la servitù) e spiegherebbe il perchè ed il percome del suo clamoroso errore (o in un senso, o nell'altro), in modo chiaro ed inequivocabile. Qualcuno ad un certo punto magari si alzerebbe e gli chiederebbe le dimissioni: lui, non dandole, dovrebbe però motivare il suo restare sulla poltrona nonostante i casi Chiti e Panti (per tacere d'altro). Ovviamente, non succederà niente di tutto ciò: al massimo arriverà un comunicatino triste in cui si dirà che il Sindaco prende atto delle decisioni dell'avvocato Panti. Lo ringrazierà anche per il lavoro svolto nelle due o tre ore che il Panti avrà dedicato alla Fondazione?
Franchino, smetti di prenderci per il sederino...

Lucio Magri: l'impossibilità di morire come si vuole...

   Nei giorni scorsi è morto Lucio Magri, comunista ereticale. Ai giovani il suo nome non dice niente, probabilmente anche ai quarantenni. Chi è oltre o ha studiato qualcosa, invece, se lo ricorda, e bene. Qualche considerazione la merita di certo lui, qualche riflessione naturaliter la pone la modalità della sua morte.

 Lucio Magri, dunque. Di provenienza cattolica, a 26 anni, nel 1958, incontra Giorgio Amendola ed aderisce al Partito comunista italiano (quindi due anni dopo i fatti d'Ungheria); nel 1969 è tra i fondatori dell'esperienza de Il manifesto, e viene conseguentemente radiato dal partito. In seguito fonda uno degli esempi classici del "frazionismo" di sinistra, il PDUP (Partito d'unità proletaria), partito che poi confluirà nel Pci. Non aderendo ai Ds, qui si conclude l'esperienza partitica di Lucio Magri, non certo quella politica e di intellettuale. Come testimonia il suo libro - ora ristampato dal Saggiatore - Il sarto di Ulm Una possibile storia del Pci, uscito in prima edizione nel 2009. Un testamento ideale, potremmo azzardare.
Anima inquieta della sinistra, ruppe meritoriamente con il Partito dopo la vergogna dei carri armati brezneviani di Praga, ma va pur detto che Lenin e Mao Tse Tung sono stati suoi punti di riferimento positivi, in parte salvifici, e non c'è bisogno qui che si descrivano le stragi compiute dai due predetti.
Una cosa va detta, però: anche chi non può essere d'accordo con le sbornie ideologiche di Lucio Magri, non può parimenti non riconoscergli una dose di autentico idealismo, nella sua pratica politica quotidiana. Rompere con il Pci nel 1969, non era cosa nè facile, nè indolore; ma soprattutto, la sua storia degli ultimi vent'anni cosa ci dice? Sfruttando la sua intelligenza ed il suo passato (anche il suo charme, perchè no?), non avrebbe avuto problemi ad attaccarsi a qualche carro della "sinistra" vincente anche quando perde (quella delle Fondazioni ben foraggiate, per esempio, sempre pronte ad organizzare qualche bella conferenza nei posti giusti). Poteva farsi esibire come intellettuale scomodo da chi non è nè intellettuale, nè scomodo, ma sa sempre trovare i finanziamenti giusti e piazzare i suoi uomini nei gangli del Potere. Non l'ha fatto: tanto di cappello a Lucio Magri...

Sulla scelta del suicidio assistito, che dire? Ai tanti scandalizzati, l'eretico dice che dovrebbero scandalizzarsi soprattutto per il fatto che in Italia non si può fare ciò che Magri aveva deciso in piena coscienza di fare, e dagli extracomunitari svizzeri sì (ah, Calvino, non Italo...); ciò detto, aggiungo questo, prendendo spunto da un tale Giacomo Leopardi (Dialogo di Plotino e Porfirio). Il suicidio va evitato nell'ottica del danno che provoca ai familiari ed alle persone più care. Oltre ad avere 79 anni, Magri era rimasto da un paio d'anni senza l'amatissima Mara, suo filtro con l'esterno (secondo Simonetta Fiori che cita una di lui amica "Lucio non sapeva usare il bancomat nè il cellulare"). La persona davvero più cara, non c'era più. Figli, non risultano. Gli amici e compagni di sempre, scafati per capire. Quindi...
Racconta sempre Simonetta Fiori su Repubblica della cameriera sudamericana (residuo terzomondista?) che prepara con cura il Martini agli ospiti in attesa della notizia dalla Svizzera, "con la scorza di limone". La Fiori non lo scrive, ma mi immagino anche la musica, la buona musica di chi si è formato in quegli anni, magari di Bob Dylan, come al funerale di Alberto Moravia, una ventina d'anni or sono. Gli amici si abbracciano, parlano del defunto e non solo, magari le lacrime sono inframezzate da qualche bel sorriso, di cui non c'è da vergognarsi affatto.
Tutt'altra cosa rispetto ad una Chiesa con un prete che biascica sempre la stessa litania, magari senza avere mai trascorso mezz'ora con il defunto.  Tutta un'altra cosa...

Ps Sicuramente l'eretico si è fatto prendere la mano, nel finale: massimo rispetto per i tanti preti che celebrano funerali degni di tale nome (non tutti lo fanno, ma molti sì). Ma perchè in Svizzera si può disporre della propria vita (quindi della morte), e in Italia no?

domenica 4 dicembre 2011

Gabriellone Mancini ha finalmente scoperto la Casta di Siena...

 
  Deve essere un periodo pieno di scoperte, per Gabriello Mancini: pare che finalmente abbia financo capito  perchè la sua bellissima cittadina viene sempre appellata dalle guide "città turrita", mentre lui sale verso la Cattedrale per fare il sagrestano come ogni domenica mattina (ognuno ha l'hobby che merita...). Perchè è piena di torri medievali, nel suo centro storico...
 Adesso, solo adesso, e solo di fronte ad un pubblico di vecchi bacchettoni democristiani, ha scoperto addirittura che esiste la Casta di Siena: che il Sindaco ed il Presidente della Provincia sono complementari e che parlano in due con una sola voce (e in due non hanno lavorato cinque minuti se non per il medesimo partito), che la Banca è in crisi non solo per la negativa congiuntura italiana (però non ci aggiorna sul suo grado di effettiva conoscenza dell'affare - si fa per dire - Antonveneta nel 2007), che insomma la politica senese è un meccanismo di Potere giusto giusto simile a quello che lo scrivente descrisse - ormai 4 anni fa - nel suo La Casta di Siena. Grazie, oh Gabriellone: il primo della Casta che ammetta esplicitamente di farne parte, in tutto e per tutto.
Parola certo abusata, casta (non tanto da impedire a D'Alema di raccattare un'ennesima gaffe etimologica, ma lasciamo stare), nel dibattito politologico, ma che in campo senese vuole dire - al netto degli sprechi e delle ruberie - essenzialmente questo: si procede solo per cooptazione, si va avanti solo in modo conformistico, chiunque abbia un minimo di autonomia di pensiero è ipso facto pericoloso. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: perfino, da ieri, di quelli di Gabriello Mancini.
La sua versione dei fatti è sacrosanta, ma non è altro che un penoso tentativo di scaricare il barilotto della responsabilità, senza ammettere alcunchè delle proprie colpe. Se non esistesse quella Casta che ieri sembra avere scoperto, lui potrebbe andare non solo alla Messa domenicale, ma anche al rosario ogni santo pomeriggio, nel fantastico Duomo a 100 metri da casa sua. Tempo libero per gli esercizi mistici ne avrebbe a iosa... 

  Anni fa, andai a presentare il mio libro proprio a casina sua, in una piccola ma graziosa libreria, gestita da un compagno d'infanzia di Gabriellone (il quale mi raccontò episodi spassosissimi della sua adolescenza, a cena). Spazio piccolo, poca ma selezionata gente ad ascoltare, con molto interesse. Con grande cautela, dissi quello che avevo sempre sostenuto: Gabriellone non ha il curriculum vitae per fare il Presidente di una Fondazione, gli manca l'esperienza settoriale, la conoscenza delle lingue, l'apertura mentale e così dicendo. Gli stavo distruggendo un mito.
Una signora, indispettita, alzò la mano, impaziente di parlare:
"Che c'entra il curriculum, Mancini è una bravissima persona e qui a San Gimignano ha sempre fatto del bene a tutta la collettività!", mi disse, piuttosto spazientita. "Se ha fatto così bene qui, perchè dovrebbe sbagliare a Siena?". Infine mi deliziò con una stoccatina finale: "Lei è giovane, cosa vuole saperne della preparazione di Mancini?". Le feci notare che bastava sapere leggere il suo Curriculum, per potere dare un parere. Le feci notare la questione dell'Antonveneta, con il suo tardivo commento.  Le feci notare che la Fondazione manciniana - tra le altre cose -  aveva spesso la tendenza a finanziare cose che al Vaticano stavano molto molto a cuore, e che Mancini usava la Fondazione anche per fare gran belle figure con ambienti vaticani (che poi lo hanno infatti omaggiato con una delle solite riconoscenze di cui non ricordo il nome...). Al solo sentire che Gabriellone potesse usare la Fondazione non solo per lo sviluppo del territorio e per il Bene comune, la signora - se ricordo bene - si alzò dalla saletta, e se ne andò scandalizzata per l'impertinenza del forestiero che era venuto a "infangare" il De Gaulle delle torri. Tra gli altri, sguardi tra l'imbarazzato ed il divertito. Negli ultimi minuti del dibattito, la figura totemica del Mancini non venne più tirata fuori da alcuno...
 Caso raro, Gabriellone è stato quindi soprattutto profeta in patria (circa 40 anni consigliere comunale!); è da blasfemi osare invece dire che a Siena, in Fondazione, ha fatto un pochinino meno bene? Arrivano le guardie svizzere con le loro alabarde, in sua difesa?

Ps Martedì sera - alle 21,15, al centro La meridiana a San Miniato - c'è un'Assemblea pubblica dell'Osservatorio sul Monte dei paschi. Gabriellone - pur divenuto fresco anticasta...- non ci sarà; invito invece i lettori a presenziare all'evento, anche in vista delle prossime decisioni che il meritorio Osservatorio potrà prendere.

Scoopone dell'eretico: ecco chi firma il Bilancio 2011 dell'Asl...

  L'eretico - con due colpevoli giorni di ritardo! - riprende il suo appuntamento sanitario.
Andando a spulciare nel verbale della Giunta regionale della Toscana dello scorso 9 novembre, ci si può divertire non poco: sempre con assoluto rispetto dell'istituzione, sia chiaro a tutti, a partire dall'esimio Presidente Enrico Rossi, da molte teste pensanti dell'intellighentsia sinistrorsa pronosticato come futuribile leader nazionale (anche in funzione anti-Renzi, ovviamente). L'essere stato di recente sposato da Franchino il Ceccuzzi non può che fare ulteriormente pendere la bilancia a suo favore...
La Regione Toscana - si sa - è paladina della assoluta trasparenza amministrativa: da quando c'è il Rossi, poi, glasnost assoluta. Però dicano i lettori se l'articolo 123 (che si trova a pagina 56 del verbale della suddetta seduta) potrebbe essere capito da un cittadino normodotato:
"Modifiche all'articolo 39 della l.r. 40/2005
1. Alla lettera c) del comma 9 bis dell'articolo 39 della l.r. 40/2005 la parola "quattro" è sostituita dalla seguente: "dieci"."
Più chiaro di così: hai voglia di parlare di partecipazione, magari se certe cose si scrivessero in modo più chiaro, invece che artatamente oscuro...
A pagina 13, ecco la spiegazione dell'arcano:
"L'articolo 123 modifica la lettera c) del comma 9-bis dell'articolo 39 della l.r. 40/2005 "Cause di decadenza e revoca del direttore generale", estendendo da quattro a dieci mesi il periodo in cui l'azienda sanitaria può essere gestita da un commissario".
Si dà il caso che - fino a prova contraria - l'unico commissario subentrato ad un direttore generale di Asl in terra di Toscana, sia il dottor Paolo Marchese Morello, subentrato alla dottoressa Benedetto in Rossi a fine settembre 2011.
Questa norma, dunque, fuori dal burocratichese d'ordinanza, sta a significare che il Morello (dato in questi giorni in Cina per motivi di lavoro) spoggetterà agevolmente i 4  mesi fra poco in scadenza, e arriverà a quota dieci, con un'aggiunta di sei mesi. Cambiamento di regola in corso d'opera, con un certo qual retrogusto di norma ad hoc...
Il Bilancio del 2011, dunque, se lo firmerà lui, sgravando da ogni impegno e potenziale bega futura la dottoressa Laura Benedetto in Rossi, adesso tutta presa dall'importante ruolo ricoperto nella Camera di commercio fiorentina.
Ma non si poteva almeno dirlo in modo un pochino meno contorto?

venerdì 2 dicembre 2011

Simone Bezzini, il replicante che fa tenerezza...

   Dal giugno del 2009 saldamente alla guida della Provincia più rossa d'Italia, Simone Bezzini - valdelsano, classe 1969 - dovrebbe essere un Presidente felice: chi corre a Sindaco a Siena, almeno un pochina di paura quantomeno di andare al ballottaggio ce l'ha (quindi giù merende e rinfreschi, per non dire altro). Il candidato del Pd nel Senese, invece, va tranquillo e liscio come l'olio, vista la qualità ed il radicamento della concorrenza. Andateci voi a fare un comizio a Trequanda, se non siete del Pd...

 All'eretico, poi, il Bezzini starebbe anche simpatico: è un suo coetaneo, si vede che lui nella politica del Pd crede davvero (è uno dei pochissimi), gli occhiali spessi e le contorsioni continue del collo mentre parla ispirano tenerezza sincera.
La sua carriere è simillima a quella del Sindaco: mai un giorno di lavoro, che non fosse per il
partito...a 21 anni, in Consiglio comunale a Colle, per nove anni filati, a farsi la gavetta (agevole, peraltro). Nel 1995, segretario dei Ds colligiani; nel 2004 - Fabio Ceccherini regnante per la seconda volta - viene eletto in Consiglio provinciale. Nel settembre 2006, diventa segretario dei Ds della Provincia di Siena. Nel giugno 2009, come appena ricordato, Presidente della Provincia. Questo il suo cursus honorum completo, al netto di qualche altro incarichino ( sempre di partito, ovviamente).
 Ora, però, mi chiedo: ma perchè fare un intervento fotocopia di quello del suo magister Franco il Ceccuzzi sul crollo del Monte? Perchè non cercare di differenziarsi almeno un pochino, una volta nella vita? Ci si lamenta della presunta antipolitica, ma vi pare normale che il secondo nominante più importante - per quanto attiene al Monte - non sappia discostarsi di un millimetro da ciò che ha detto il giorno prima il primo nominante?
"I cittadini non vogliono meno politica, ma una "buona politica". La strada che voglio percorrere, insieme a voi, vuole andare nella direzione della concretezza, mettendo al centro i vostri problemi", scriveva rivolto ai suoi elettori nel giugno del 2009. La "buona politica" bezziniana sarebbe fare il replicante del "buon politico" Ceccuzzi? Mah...
"Ma non basta. Vogliamo puntare di più sulla trasparenza e sul merito", osò dichiarare. Cinghialopoli e tutta una serie di altre cosette hanno seppellito di risate questo proposito di trasparenza, come questo blog ha plurime volte dimostrato. Bezzini, però, non ha mai fatto mezza dichiarazione sulla questione morale in seno alla Provincia (come Ceccuzzi sul Comune...).
Non si preoccupi il replicante ceccuzziano Bezzini: vuoi vedere che - se le Province non verranno eliminate - al prossimo giro si ripresenta e rivince? Questo ovviamente in virtù della meritocrazia di cui sopra...

Ps L'eretico ha ritrovato, vicino ad un vecchio appunto, una frase molto stimolante, di cui non sa attribuire la paternità: "Se la montagna viene a te e non sei Maometto, scappa, perchè è una frana!". Qualcuno può aiutare lo scrivente a dare un nome al padre di questa meravigliosa frase? Non sarà mica del Bezzini?