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giovedì 8 dicembre 2011

Premio Frajese: i problemi di Minoli ed il capolavoro della Casta

 
  Negli ultimi tempi, professionalmente parlando non ne va bene mezza a Stefano Bisi, l'ideologo del Sistema Siena. Al netto dei problemini del Sistema stesso (poca roba, ovviamente, per lui), c'è il fatto che è oggettivamente sfortunato: del totoministri e della candidatura dell'avvocato (mussariano doc) Fabio Pisillo a Capitano della Lupa, abbiamo già detto e scritto in abbondanza; poi ha provato a lanciare il suo amico per eccellenza Mussari Giuseppe in Finmeccanica (il Corriere di Siena unico giornale dell'orbe terracqueo a presentarlo come papabile post-Guarguaglini), senza successo alcuno.

  Adesso c'è il Premio Frajese, ed uno dei principali premiati è il valido giornalista Giovanni Minoli: neanche una settimana prima della cerimonia prevista per domani 9 dicembre alle ore 18 al Santa Maria della scala, ecco che anche il Minoli (ex craxiano di ferro) scivola su una buccia di banana per via di una fiction: era responsabile editoriale della soap opera Agrodolce (la versione sicula del partenopeo Un posto al sole), malamente naufragata fra sperperi inenarrabili e maestranze (centinaia di persone) lasciate a casa, senza più stipendio. In più, il sospetto di avere progettato di girare materiale nel Castello di Trabia del principe Calvello, location di incontri mafiosi (non televisivi). Lui ovviamente si dice dispiaciuto per le maestranze (beh, almeno quello), contestualizza e minimizza le sue responsabilità: insomma, il solito refrain del caso.
Ad ogni buon conto, a questo giro il Bisi almeno ha scelto giornalisti e non politici travestiti da giornalisti, come Veltroni e Gianni Letta (2007 e 2008): di questo gli deve essere dato atto.
Nella quarta di copertina del mio Le mani sulla città (un libro ben profetico, direi, visto come si sono evolute tante situazioni a Siena e nel Senese, ma questo è un altro discorso...), ci sono due foto: in alto, Mussari premia Veltroni, in basso Mussari premia Gianni Letta. Fra il 2007 (Antonveneta un mese prima, toh) ed il 2008, c'era da agganciare Siena il più possibile a Roma (auspice Francesco Gaetano Caltagirone, ovviamente): il premio a Veltroni, addirittura, arriva due mesi dopo lo scellerato matrimonio buongovernativo Casini-Caltagirone officiato dal paonazzo del Nicchio (Mussari presente, poi sobrio rinfreschino alla tenuta di Bagnaia...). In quel momento, Veltroni era ancora Sindaco della città dei Papi.
Con quell'uno due Veltroni-Letta Gianni (operazione di qua e di là, in perfetto stile caltagironiano), Mussari ha consegnato, definitivamente ed in modo plastico, la Banca (la terza d'Italia!) a Roma: Siena vedeva allontanare il suo bene più prezioso, e tanti beoti si spellavano le mani alle freddure di Veltroni (e di Mussari) sul basket o all'humor andreottiano di Letta (che almeno non parlò di basket, pare di ricordare).
La Casta c'era tutta, senza defezione alcuna, in quelle occasioni, a mostrarsi al popolino, forte dei suoi successi d'argilla: e la gente - ben dietro, dopo sette otto file di castisti - era contenta, felice, gratificata. La Festa non era (ancora) finita, ma i segnali c'erano già tutti.  
Quando un così clamoroso trasferimento di capitale (Banca Mps) viene fatto assolutamente alla luce del sole e raccattando financo applausi a destra e manca, non c'è che da fare i complimenti: non certo a chi applaudiva, ma a chi orchestrava sì. Dal punto di vista dei Bisi e dei Mussari, un lavoro di fino, ai limiti della perfezione...

Ps Giovanni Minoli (Il Fatto quotidiano, 3 dicembre, pagina 7, intervista di David Perluigi):
"In Sicilia è ben difficile non avere a che fare con posti dove non sia passato qualcuno che non abbia avuto problemi con la giustizia": nella Siena attuale, caro premiato, non è così diverso...

7 commenti:

  1. povero bisi, oggi mi sento buono e gli voglio risollevare il morale, sempre che ci legga.
    Caro eretico la giornata di oggi è stata dedicata alla cultura e così sono andato a visitare le bella cittadina di Narni in Umbria. Tra le altre bellissime cose che ho visto, ho visitato Narni sotterranea, dove, sotto un ex convento dei domenicani, si trova unabella cella dell'inquisizione. Ecco visto che, ripeto, sono buono consiglio al nostro Bisi,se non lo ha ancora fatto, di fare una bella gita a narni a visitare la cella...ci ringrazierà!!!

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  2. senese preoccupato9 dicembre 2011 10:04

    Cosa avranno da festeggiare? A parte la brava persona di Paolo Frajese i senesi vogliono sapere della loro BANCA, dove porta la SITUAZIONE ATTUALE? IL SINDACO DI SIENA in qualità di rappresentante di TUTTO IL POPOLO SENESE inviti questi INCAPACI A DIMETTERSI, TUTTI E SUBITO! Invitiamo i cittadini di Siena a stare calmi perchè in città circolano voci non proprio incoraggianti.LE EVENTUALI CONTESTAZIONI DOVRANNO ESSERE SVILUPPATE ESCLUSIVAMENTE CON I METODI CONSENTITI DALLA LEGGE nel rispetto delle persone; non facciamo ridere il MONDO passando dalla parte del torto contestando questi "personaggi" con metodi puerili.C'è la MAGISTRATURA, c'è la carta stampata,ci sono i manifesti, tutto alla luce del sole.Avrete sicuramente sentito le voci su presente offese o addirittura aggressioni fisiche nei confronti di Gabriello Mancini (notizia riportata anche dal Corriere di Siena e smentita dal diretto interessato), abbiamo visto anche una guardia giurata armata davanti alla sede della Fondazione.Un caso? Clima brutto senesi molto brutto.Appello alla MODERAZIONE E' NECESSARIO.

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  3. perchè una volta tanto il Bisi non si autopremia?

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  4. Carissimo Giater,
    il Bisi non ha nessun bisogno di farsi premiare: il Premio Frajese è già una sottintesa autocelebrazione del Bisi stesso, dominus incontrastato dell'evento.Piuttosto mi stupisco che non gli sia stato (ancora) assegnato qualche altro premio cittadino, tipo Mangia o simili...
    L'eretico

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  5. Ma il Minoli dov'era? Sta attraversando un momento davvero agrodolce...

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  6. Ma al Bisi non avevano assegnato il premio per il giornalismo onesto e in difesa della libertà di stampa durante i festeggiamenti della festa della Repubblica?
    g.b.

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  7. Ebbene sì, caro G. B.
    E mai premio fu più meritato e lodevolmente assegnato a memoria d'uomo (e di donna)...
    L'eretico

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