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mercoledì 7 dicembre 2011

Pubblicità ereticale: "Storia della corsa", un libro da regalare!

  Per iniziare, l'eretico non poteva che scegliere di pubblicizzare un libro, no? Senza dire da quale libreria recarsi, in rigorosa ed implacabile par condicio natalizia...

  Avendo appena finito di leggerlo, non posso che RACCOMANDARE VIVAMENTE la lettura del magnifico "Storia della corsa- sfide e traguardi nei secoli" (Odoya 2011), del saggista norvegese Thor Gotaas, con introduzione del bravo giornalista Leonardo Coen.
Per lanciarlo, l'editore scrive che si tratta del "regalo perfetto per il velocista, il maratoneta o chi pratica jogging", ma in realtà questo libro nell'immediatezza colpisce ed attrae senza dubbio di più un runner, ma dovrebbe essere letto anche (per molti aspetti, soprattutto) da chi un corridore non è. Chi non inizia a correre dopo avere letto le 443 pagine del libro (costo 20 euro pari pari, ben spesi), può avere solo l'alibi dell'inabilità o di un grave trauma infantile legato alla corsa: non ci sono altre vie d'uscita plausibili. Neanche l'età avanzata, purchè il tutto sia fatto con sana moderazione.
In queste pagine, c'è tutto: la Storia della corsa in senso diacronico (dall'antica Grecia ad oggi), un approccio antropologico, il taglio medico applicato alla corsa et alia. Si parla dei velocisti e dei fondisti, con prevalenza di questi ultimi, con le loro storie affascinanti e mai banali: Bikila scalzo a Roma 1960 per la maratona più affascinante di sempre; Emil Zatopek (la locomotiva umana capace di trionfare nei 5000, nei 10mila e nella maratona) con la sua frase da annali: "Non ho abbastanza talento per correre e sorridere insieme", campeggiante nella quarta di copertina.
 E chi conosce la figura di Vladimir Kuts (1927-1975)? Nato in un villaggio miserabile dell'Ucraina, sopravvissuto al cannibalismo cagionato dalla carestia indotta da Stalin in Ucraina (Holodomor), sopravvissuto ai nazisti (che lo portarono, quattordicenne, in un campo di lavoro forzato), capace secondo fonti testimoniali di essere bastonato a sangue per 25 volte senza emettere un singolo grido, soldato - fuggito dalla prigionia - contro i nazisti, diventò un emblema dello sport sovietico, una sorta di Stakanov dell'atletica (che definire "leggera" sarebbe forse riduttivo, di fronte al suo esempio...), capace di sottoporsi ad allenamenti disumani per normotipi, con ripetute massacranti e gambe appesantite dal piombo. Fino ad arrivare, dal nulla sovietico, a vincere l'oro agli Europei del 1954 (nell'interregno fra Stalin e Kruscev) nei 5000 metri, battendo proprio la locomotiva umana Zatopek.
 "Partiva con un ritmo suicida e spesso correva la prima parte molto più velocemente della seconda: alla fine era chiaramente esausto, ma sempre forte abbastanza da mantenersi alla testa della corsa...Cosa poteva essere mai una gara in confronto ai lavori forzati dei tedeschi e alla tortura?", si chiede legittimamente l'autore.

 Per convincere anche i più pigri e riluttanti a mettersi a correre, infine, ci sono varie pagine, per esempio quelle che descrivono l'effetto delle endorfine sprigionate dalla corsa prolungata. Queste sostanze biochimiche capaci di alleviare il dolore e di influenzare tutta una serie di stimoli fondamentali (fame, sete nonchè sonno), sono sostanze che il corpo del runner inizia a produrre dopo circa venti minuti di corsa continuata; sono quelle che - a dosi massicce - possono provocare la cosiddetta "estasi del corridore". Noi ci accontentiamo dello stato di forte benessere cagionato dalla corsa, senza pretendere estasi, che ci rimandano ad altri campi d'indagine.
Buona lettura, dunque: e - sperabilmente - buona corsa (specie dopo i bagordi natalizi)!! 

6 commenti:

  1. Mago Hectorius8 dicembre 2011 11:51

    Forse un menisco fa l'avrei comprato (per non parlare di legamenti rotti e sfilacciati).
    Sarà per un'altra vita......

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  2. Mago Hectorius8 dicembre 2011 11:52

    Già era per regalarlo.... (anche l'attenzione fa dei brutti scherzi, speriamo bene)

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  3. Caro Eretico, permetti un consiglio per questa bella rubrica nuova? Leggo che per il Frajese di domani, pace all'anima sua, il Bisi, aldilà del premiare nel momento peggiore che si potesse un Minoli nei guai per via di una fiction, pare averne fatta una a modino, leggo appunto che consegnerà un ricevimento speciale a questa Uradio, che ho scoperto tramite mia figlia e che mi pare essere una radio studentesca ben organizzata e volenterosa. Non ti sembra una bella cosa sostenere questi ragazzi nel momento in cui l'Università crolla? O dici che è una manovra fatta di proposito? In ogni caso questi giovani mi sembrano davvero bravi, e forse si meritano comunque un riconoscimento, sia che esso sia in buona fede che in cattiva!

    Fabio

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  4. Caro Fabio,
    francamente non so niente di niente di questa Uradio, quindi non saprei cosa dire. Speriamo che sia uno spazio aperto e libero, almeno per i giovani (almeno per loro!). Conoscendo i miei polli, temo che sia una classica manovra imbrigliatrice: magari in redazione hanno piazzato qualche scherano che controlli e limiti gli altri.
    Ovviamente spero di essere smentito, anche in modo eclatante...

    Buona lettura, l'eretico

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  5. Da autore Odoya ti ringrazio della citazione e ti segnalo l'apertura della nuova libreria La Zona Interno4 in via Salvani, angolo via de' Rossi che tiene solo piccoli editori.

    ciao
    giuseppe

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  6. Anche a me piace correre ogni tanto. Parecchi però di questa città mi piacerebbe vederli correre, ma durante l'ora d'aria!
    Un lettore affezionato

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