Cerca nel blog

mercoledì 29 agosto 2012

Santa Maria della Scala: i banchetti della Casta


  Negli ultimi giorni il Santa Maria della Scala è stato al centro del dibattito cittadino: articoli (tra cui quello su questo blog di lunedì scorso), interventi e controinterventi (con il redivivo Fiorino Iantorno, ceccuzziano pentito: meglio tardi che mai...), appelli con successive, orwelliane, messe in riga, soldi arrivati dalla Regione (400mila euro, ossigeno ma non certo di più). Chi più ne ha, più ne metta.
Per quanto l'eretico non abbia certo iniziato, come altri, solo adesso ad occuparsi di Sms (vedasi per esempio l'articolo sulla fallimentarissima mostra dell'erotomane Milo Manara, che fu anche prorogata dalla Giunta Ceccuzzi!), un altro pezzo - e magari anche due - su quello che doveva essere il fiore all'occhiello della candidatura senesota a Capitale europea della cultura, ci sta proprio bene.

  Un appello, più che un articolo. Ora che qualche soldarello, grazie a Enrico il Rossi, è arrivato; visto che il progetto, alato ed europeo, del Grande Sms è fallito in toto nel modo miserrimo che tutti abbiamo sotto gli occhi, si apre una possibilità davvero meravigliosa, straordinaria. Irripetibile, forse. Soprattutto per gli storici che inizieranno a studiare e documentare la decadenza della città negli anni a venire. Il Sms è stato un luogo dove si è fatta la storia della città: perchè non continuare a renderlo tale?
Per documentare gli sprechi che hanno portato al fallimento - del Sms come paradigma della città castista - per esempio si potrebbero mettere in mostra quelle cabine per gli/le interpreti, cabine che erano state comprate con fior di denaro pensando appunto in grande, per fare diventare Palazzo Squarcialupi sede di Convegni con esperti da ogni parte del mondo (poi è finito a servire per presentare la candidatura ceccuzziana di Siena 2.0...): queste cabine languono penosamente in uno stanzino, usate a guisa di sgabuzzini, con dentro materiale di un valore non proprio culturale (scope, stracci, panni). Una tristezza infinita, uno spreco di cui nessuno si assumerà mai la responsabilità.

   Oppure si potrebbe fare venire fuori quel grande gazebo che serviva, nella Corte del passeggio, per la cucina del catering, quando il Conservatore Enrico Toti faceva imbandire tavole pantagrueliche non con cacio e baccelli, ma con il top del catering toscano, cioè Guido Guidi from Florence. Ad un certo punto, quel gazebone sparì letteralmente dalla circolazione: si va a Chi l'ha visto?

   Ma il massimo del massimo, il top del top del top, sarebbe il ricreare (questa volta però davanti a spettatori e storici, magari almeno non paganti) uno dei simboli, uno degli status symbol della swinging Siena castista: l'appuntamento con il consueto banchettone del 31 dicembre in Palazzo Squarcialupi. Grande e munifico anfitrione, ovviamente, Enrico Toti. Cenoni, in realtà, per pochi intimi, a base di pesce della migliore qualità, forme di parmigiano reggiano, vino di classe e champagne. Immancabile, fra i commensali, il Genio della comunicazione Mps, quel David Rossi, esteta ed amante dell'Arte e del Bello.
Una parte di questi 400mila euroni regionali, dunque, usiamoli bene, una volta tanto: facciamo un pochina di storia di questi ultimi anni senesoti.

 E le dipendenti della Zelig (la cooperativa del Sms) non stiano a lamentarsi troppo: dal primo settembre, prenderanno, come cassa integrazione, l'80% del loro stipendio di 800 euroni. E hanno anche il coraggio, la sfacciataggine di lamentarsi, le ingrate... 

30 commenti:

  1. Inutile specificare chi abbia pagato il conto di questi allegri e spensierati banchetti...

    RispondiElimina
  2. Bastardo Senza Gloria29 agosto 2012 17:51

    Mi viene in mente uno spot pubblicitario guarda caso di un vino, che richiama alla qualità della vita a Siena.......
    "per molti ma non per tutti".....
    Ed ancora qualcuno è contento e li difende.
    Da una parte li invidio.
    Un abbraccio.

    RispondiElimina
  3. Meno male che Franco c'è...

    RispondiElimina
  4. ecco, quella delle cabine per interpreti non la sapevo.... che vergogna!!!!! ma tutti questi nomoni e cognomoni come fanno a farsi vedere in giro senza provare vergogna????

    RispondiElimina
  5. Ma quando, noi senesi, inizieremo a prendere a calci in c..o questi penosi personaggi!!!!!!

    RispondiElimina
  6. Al SMS sono disponibili circa 200mila metri cubi. Si potrebbe adibire uno spazio ("Sala Fave") per esporre dal vivo i dissestatori di Siena insieme alla loro corte di coribanti, con tanto di biografie e lista dei danni. Gli utenti provvisti di regolare biglietto avrebbero avere diritto a scapaccionare e mandareaffanc... i suddetti esposti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il senso del pezzo era proprio questo: facciamo tornare al Sms una grande, memorabile Mostra. Di storia contemporanea, però.
      "I dissestatori della città": troppo lungo, il titolo?
      Si accettano suggerimenti, sul titolo e sulle modalità di esposizione. E su come organizzare il banchettone d'apertura della imperdibile (davvero!) mostra...

      L'eretico

      Elimina
  7. Carissimo professore forse gli ampi spazi del SMS non sarebbero sufficienti ad ospitare tutti gli esempi di mala gestione della cosa pubblica avvenuti nella nostra città. Più semplicemente il SMS, una costruzione storica che da sempre è stata il fulcro della vita della città di Siena, ora cona la sua porta chiusa e i suoi tesori privati al godimento di tutti risulterà un vero monumento all'idiozia umana.
    Il sig. Resti accusa la crisi economica globale che ha fatto venire meno i finanziamenti che tenevano in vita la struttura museale, dimostrando con ciò un difetto di fondo della gestione dei tesori della nostra città.

    Il SMS, come la Pinacoteca il museo dell'OPA, e tutti le meraviglie culturali ed artistiche, che i nostri progenitori incautamente ci hanno lasciato, rappresentano un patrimonio artistico di tale valore che , se normalmente amministrato, non dovrebbe necessitare di finanziamenti pubblici per stare aperto ( magari gli stessi sarebbero ovviamente necessari per le infrastrutture ) ma dovrebbero loro stessi essere fonte di reddito e di lavoro per la citta.
    La realtà è quella che abbiamo difronte. Musei che ciudono, meravigliose strutture medioevali che circondano la città, come le grancie ad esempio, abbandonate a se stesse od oggetto di speculazioni edilizie. Pievi , anche di notevole pregio, perse nei nostri boschi, cittadini senesi che si sono accorti del SMS ora che chiude , ricordo che tutte le volte che ci sono andato con mia figlia, pur essendo l'ingresso gratuito ci ho sempre trovato sparutissimi gruppi di stranieri, quelli più tenaci!.
    Abbiamo altri musei, i fisiocritici ad esempio, che effettuano degli orari che è praticamente impossibile riuscire a visitarli. Il museo di arte moderna ( ex Banca d'Italia ) abbandonato!.
    In tutto questo eccelzi menti manageriali stanno studiando l'apertura del museo del PALIO!, perchè in una città con 17 musei ricchissimi di oggetti relativi alla festa, con pezzi pregiatissimi ed antichi, anzichè rendere fruibili al pubblico questi musei, da sempre praticamente chiusi ai più è meglio spendere altri soldi ( quali poi non è dato sapere ) per fare un ulteriore museo del Palio, così da avere un nuovo monumento simbolo della incapacità gestionale dei nostri amministratori, che sembra che per un museo inesistente abbiano già speso olre 500 mila euro! Forse e per questo che anzichè gestire con la normale intelligenza quello che abbiamo, è meglio creare ulteriori strutture assimilabili a cattedrali nel deserto.
    Conosco Ravenna, bellissima e pregievole città, ma culutralmente architettonicamente e storicamente non all'altezza di Siena, che ci toglierà, giustamente, la possibilità di essere la capitale europea della cultura, semplicemente perchè in grado di meglio gestire e promuovere ciò che ha, valorizzandolo e non facendolo oggetto di saccheggi.
    Francesco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sottoscrivo in toto quanto detto nel post qui sopra: a Siena non mancano le ricchezze (architettoniche, storiche, culturali), bensì le competenze per amministrarle: darle in pasto all'intelllighenzia (?) di sinistra ci ha portati qui.
      Conosco discretamente la Francia e la Germania, e benché con un patrimonio meno ricco e meno diffuso del nostro hanno professionalità che hanno saputo far decollare il turismo ed hanno sviluppato un "marketing" territoriale che invece di saccheggiare porta ricchezza. Questo furore costruttivo che ha deturpato la nostra splendida città non lo capisco più (o meglio, lo capisco fin troppo bene): è l'ora di tornare ad un briciolo di umiltà e buonsenso, oppure faremo la fine di tante splendide cittadine di provincia del centro-sud Italia, tristi, malinconiche e profondamente noiose

      Elimina
  8. Continua a meravigliarmi (anche se ormai non dovrebbe più) come certi personaggi che hanno portato al fallimento Siena e le sue istituzioni (pubbliche e private) continuano ad essere oggetto di ossequio. Immancabili tifosi mensanini: Mussari, Toti, Anselmi, Cenni, Viola (a cui si aggiungono a volte Ceccuzzi e Profumo), durante l'intervallo vengono puntualmente avvicinati da un sacco di persone, che invece di dirgliene quattro come si meriterebbero si perdono in mille sperticamenti e larghi sorrisi. Poi ovviamente c'è il rinfresco VIP, con tanto di chef...
    Ecco, per questi personaggi proporrei di riportare in auge la figura veneziana (ma anche genovese) della PITTIMA. Visto che hanno creato un sacco di disoccupati (ed altri ne creeranno) sicuramente non dovrebbero mancare persone a disposizione. Proviamo a sentire le dipendenti della Zelig...

    RispondiElimina
  9. Concordo sul fatto che i soldi arrivati dalla Regione Toscana servano solo a dare una temporanea boccata di ossigeno al Santa Maria della Scala; concordo, ovviamente, sulla salvaguardia dei posti di lavoro dei dipendenti di Zelig; detto questo, però, bisognerebbe, a mio avviso, pensare a: 1) cambiare il modello di gestione, scegliendo figure professionali adeguate, frutto di VERE selezioni pubbliche e 2) puntare sui linguaggi contemporanei. Nel corso dei secoli, infatti, Siena, città molto ricca di artisti, si è sempre mostrata assai fertile per l’affermarsi di nuove arti e di nuove visioni artistiche. Oggi sarebbe necessario fondare un'idea forte di arte contempoaranea come strumento in grado di dialogare con il contesto della città e far conoscere al pubblico, soprattutto più giovane, le dinamiche dell'arte e dei linguaggi contemporanei, i fermenti e le tendenze più attuali nel panorama dell'arte contemporanea nazionale ed internazionale. Poichè si presume che un centro per la diffusione dei linguaggi contemporanei debba contribuire alla modernizzazione dell'ambiente sociale in cui opera, è evidente che anche da un punto di vista dei modelli e delle pratiche organizzative, di gestione del personale e dei servizi, chi ha la responsabilità di guidarne le attività abbia l'obbligo di guardare piu' AVANTI e debba distinguersi per capacità INNOVATIVE. Persone con queste caratteristiche ci sono, anche a Siena, sarebbe sufficiente coinvolgerle e lasciar loro la libertà di agire. Concludo con una nota sulla mostra attualmente in corso in Fondazione MPS: sebbene la stampa locale ne parli come un vero successo, la mostra , nonostante la suggestiva location di Palazzo Sansedoni (il cui stile andrebbe però un pò contemporaneizzato), nonostante ci siano, nel fondo Malandrini di proprietà della Fondazione stessa, interessanti opere fotografiche, la mostra, dicevo, risulta pessima per contenuti (davvero orginale l'idea di una mostra sul Palio!), curatelia ed allestimenti. Ciliegina sulla torta: se passeggiate per ilCorso, vedrete un'orrenda copia della Gioconda esposta nelle vetrine del Morbidi, ma che cosa c'entra e dove stiamo andando a finire? Al peggio, pare non ci sia mai fine...

    RispondiElimina
  10. Non si possono allegare foto?? Ve ne manderei volentieri qualcuna dei personaggi sopracitati gaudenti e sorridenti intenti a festeggiare l'arrivo dell'anno nuovo durante i suddetti cenoni...
    Le cabine di traduzione sono solo l'esempio più eclatante dei tanti sprechi nella gestione del Santa Maria; vogliamo parlare, ad esempio, della bolletta del cellulare "di servizio" del Conservatore?? Ci sarebbe da ridere (per non piangere).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se hai qualcosa di stimolante, manda pure allo scrivente (raffaeleascheri@hotmail.it).
      In qualche modo poi le facciamo venire fuori!

      L'eretico

      Elimina
  11. Il senso del pezzo era proprio questo: facciamo tornare al Sms una grande, memorabile Mostra. Di storia contemporanea, però.
    "I dissestatori della città": troppo lungo, il titolo?
    Si accettano suggerimenti,...
    Perdonami eretico e perdonatemi anche tutti voi lettori, ma io non me la sento di relegare questi farabutti in un museo!!!
    tutti dal primo all'ultimo, in qualsiasi settore siano stati nominati con l'aiuto della casta o della finta politica senese, devono prendersi le responsabilità delle loro magagne.TUTTI NESSUNO ESCLUSO, devono ritornare a ricoprire la carica che gli era stta affidata e dai cittadini con il voto, e dalle istutuzioni come amministratori.
    ora che il sistema è fallito, che non ci sono più i soldi della fondazione, i soldi della provincia, l'usl è al collasso, l'università partorisce solo deficit, il nostro comune ha un buco di circa 40 mil di euro e la più antica banca del mondo sta per essere statalizzata, perdendone completamente l'appartenenza al territorio, vorrei rivedere ognuno di questi signori esattamente sulle seggioline dove hanno seduto negli anni del bengodi.
    E' ORA CHE DEVONO DIMOSTRARE DI AVERE A CUORE LA COSA PUBBLICA CAZZO!!! ORA CHE NON C'E' PIU' NIENTE DA SPREMERE PER COMPIACERE GLI AMICI DI ROMA, VOGLIO PROPRIO VEDERE CHI SI PREOCCUPERA' DI SALVARE UNA PICCOLA CITTA' SENZA PIU' RISORSE DA SPOLPARE.
    TROPPO FACILE FARLI USCIRE DI SCENA E MAGARI CON BUONUSCITE MILIONARIE
    DALLE PROSSIME ELEZIONI IN POI VOGLIO RIDERE AD OGNI SPUTTANAMENTO!!!!!!!!!!!!

    RispondiElimina
  12. Per la Mostra su Siena contemporanea proporrei il seguente titolo: Gli Uomini che fecero l'Impresa: come distruggere in soli 10 anni il patrimonio plurisecolare della citta' piu' ricca d'Italia.
    Sala 1: Genio e Follia, gigantografie di Mussari, Ceccuzzi, Cenni, Mancini e loro frasi celebri.
    Sala 2: I Servitori di scena, Riformisti, Sel, Rifondazione Comunista, Pdl e Cgil, foto formato-tessera.
    Saletta 3: I Pennivendoli locali del regime, qui basta la rassegna stampa dei loro indimenticabilli articoli

    RispondiElimina
  13. Mi inserisco nella discussione sul Santa Maria della Scala in quanto ho avuto modo di visitarlo per almeno la terza volta negli ultimi 2 anni in occasione della mattinata del 16 agosto con ospiti stranieri che erano a Siena per il Palio. Premetto che sono di Siena e adoro lo spazio museale del Santa Maria della Scala. Durante la visita, in cui ho indegnamente fatto da cicerone, al di là di un nutrito numero di persone che visitavano le bandiere del Museo Stibbert, abbiamo incontrato solo una decina di persone, di cui due di Siena come me (e quindi non paganti). Mi sarei aspettato una presenza più massiccia di turisti, bene o male si parla del giorno di maggior presenza di forestieri a Siena, piazza del Duomo era gremita di gente come tutta la città. A fine visita i miei ospiti mi hanno chiesto se ci fosse una caffetteria all'interno perchè avrebbero avuto piacere di rinfrescarsi restando all'interno del complesso. Abbiamo chiesto ad una gentilissima sorvegliante e ci ha detto che non c'era. A quel punto gli amici francesi sono rimasti allibiti chiedendomi come potesse sopravvivere una struttura del genere con pochi visitatori in un giorno di afflusso e senza un bar (ma per l'onor del vero con un nutrito bookshop), dicendomi che nella loro visita a Roma hanno trovato nei musei i più bei bar della Capitale (campidoglio, museo arte moderna ecc). Questa domanda mi è rimbalzata in mente per alcuni giorni e la risposta è arrivata dai giornali..
    Quando ho poi raccontato ad amici senesi che avevamo visitato il SMS si sono meravigliati della mia idea con affermazioni tipo "ma come, li hai portati al Santa Maria? A vedere che?" Molti non sanno della presenza del museo etrusco, pochi sanno della presenza dei "carrocci", di opere d'arte degne di nota, della presenza di un vero e proprio "tesoro del Santa Maria". Questo per me è il segnale che non ci sono state, forse, le capacità per trasmettere cosa sia il SMS ai senesi e per farlo sentire "casa loro". E se non lo conoscono i senesi come si spera che lo si conosca fuori dalle mura?
    Sono felice che la Regione abbia trovato i fondi pubblici per scongiurare la chiusura ma più che gettare nuovi fondi pubblici in una struttura che a quello che sento ha avuto costi ingenti e incassi molto più modesti spero che ci sia modo di rivoluzionare il tutto e farne davvero un esempio di buona amministrazione, con costi minori dei ricavi.. altrimenti, pur capendo la gravità del fatto che si perderebbero i posti di lavoro, non vedo alternative alla chiusura in un momento tanto delicato per le risorse pubbliche.

    Antonio

    RispondiElimina
  14. di recente ho potuto visitare il SMS ed ho notato un a mostra fotografica dedicata alle disgrazie quali lo tsunami giapponese e, mi sembra, al terremoto in emilia ( di questo non sono sicuro) e mi è venuta in mente una cosa: perché non chiamare quella sala "sala Mussari-Mancini"?
    che ne pensate?
    Eretico potresti fare un sondaggio?

    ubi sunt

    RispondiElimina
  15. Ho beccato un post di Laura Vigni su FB di pochi minuti fa e lo giro al blog :

    "Sto dalla parte dell'Osservatorio e ho firmato l'appello bipartisan per il Santa Maria della Scala, ma le cose che stanno succedendo mi insospettiscono. Il PD, dopo aver contribuito con l'inacapacità e la spartizione di favori, a non far decollare il complesso museale quando c'erano le risorse, ora si presenta per salvarlo? Perché riesce a farsi dare soldi dalla Regione e dal MPS? Ma quello che mancano sono le idee forti: che fine ha fatto l'accordo per il trasferimento della Pinacoteca?"

    RispondiElimina
  16. In questi giorni si parla molto dei lavoratori della Zelig e mai di quelli dell'Elicona. Si tratta di uno sparuto gruppo di professionisti (archeologi e storici dell'arte) che prestano il proprio servizio presso i Servizi educativi e il Museo d'Arte per Bambini che, per chi non lo sapesse (e ho la certezza che ci sono diverse persone che non lo sanno), si trovano all'interno del Santa Maria della Scala. Si tratta di una realtà straordinariamente positiva rivolta essenzialmente al pubblico scolastico (a partire dalle scuole dell'infanzia) ma anche agli adulti e alle famiglie; i bambini che hanno usufruito di questi servizi, con laboratori e percorsi spesso ideati "su misura" e su richiesta da parte degli insegnanti, sono stati circa 25.000 solo negli ultimi 3 anni.
    I dipendenti Elicona non avranno cassa integrazione e i servizi educativi non rientrano in qui servizi che, stando alle parole del commissario, verranno salvaguardati.
    Una possibilità, anzi UN DIRITTO, in meno per i nostri bambini che vedono chiudersi le porte di un luogo in cui veniva fatta SUL SERIO educazione al patrimonio. Oltre alla perdita di altri posti di lavoro.

    RispondiElimina

  17. Pubblico molto volentieri questo intervento dei lavoratori dell'ELICONA.
    Il problema - che a loro sarà di certo chiarissimo! - è capire chi ha portato il Sms alla classica battaglia fra poveri: Zelig versus Elicone, garantiti contro non garantiti, 700 euroni al mese contro, mi pare di capire, niente di niente. Mi sembra che siano gli stessi che adesso hanno la sfrontatezza di gloriarsi della boccatina d'ossigeno del tandem Regione-Mps.
    Però stasera c'è il concertone di Patti Smith...

    L'eretico

    RispondiElimina
  18. Non c'avete capito niente: è tutto parte del progetto che porterà Siena a essere capitale della cultura europea nel 2019!!!
    Facciamo due conti: al 2019 mancano circa sei anni e poco più.
    per quella data ci presenteremo acculturatissimi con l'università che sarà diventata una filiale del Cepu.
    A sentire certi progetti che qualcuno ha in testa, il SMS sarà probabilemente un albergo, di cultura ma un albergo.
    Ricordiamoci che il SMS conterrebbe anche l'ex museo delle Papesse, riunito alla casa madre per razionalizzare sui costi e di fatto eliminato.
    Poi, tutte le associazioni e circoli culturali che sono fiorite negli anni del ben godi per sostenere il movimento non ce le vogliamo mettere? Per ora sono un attimino sopite nello spirito ma da qui al 2019 non mancheranno di dare il loro apporto (Noi e Arcadia per citarne due).
    E per finire il Comune, la massima espressione politica di Siena, da qui al al 2019 non si dimenticherà di sicuro di promuovere qualcosa di culturalmente rilevante, salvo poi ricordarsi di presenziarne l'innaugurazione. Perchè qui succede anche questo: da giugno nella sala del mappamondo (non al magazzino della coroncina) c'è una mostra temporanea patrocinata dal Comune e finanziata dalla fondazione. All'epoca, quando fu innaugurata, non erano presenti ne esponenti del comune tantomeno della fondazione. Ma era fine giugno, verso il 20 mi pare, stava per arrivare il Commissario e forse, era meglio non farsi trovare nei paraggi...

    RispondiElimina
  19. Baba ha ragione da vendere: non si parla a sufficienza (compreso questo blog) del fatto che oltre allo stato agonico del Sms, ci sarebbe da approfondire (ad averne il tempo) il fallimento totale delle Papesse!

    L'eretico

    RispondiElimina
  20. Scusate, dimeticavo:

    http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Notizie/2011/11/DebitoComuni.pdf?uuid=9c39af42

    la buca è fatta, ora manca chi la riempe...

    RispondiElimina
  21. Premetto che c'è del vero in quello che dici, che c'è del marcio nella nostra società e chi più mangia è colui che continua a mangiare, magari entrando dalla porta di servizio, quindi condivido in parte il tuo post.
    Mi auguro solamente che la frase "E le dipendenti della Zelig (la cooperativa del Sms) non stiano a lamentarsi troppo: dal primo settembre, prenderanno, come cassa integrazione, l'80% del loro stipendio di 800 euroni. E hanno anche il coraggio, la sfacciataggine di lamentarsi, le ingrate..." sia solo una provocazione, altrimenti non sei diverso da coloro di cui scrivi; le dipendenti zelig sono molto spesso madri di figli, credi che con 80% dello stipendio riescano a sfamarli?????

    RispondiElimina
  22. Non vorrei dover puntualizzare l'ovvio, ma mi pare chiaro che sia una sarcastica provocazione! Non a caso, inserita proprio dopo che erano stati illustrati i banchetti altrui...

    L'eretico

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Benissimo, ne ero quasi sicuro, ma a volte l'ovvio non lo è, ed altri potrebbero prenderla per il verso sbagliato e perderà la stima per la verità che racconti

      Elimina
  23. Hai capito bene, Eretico: nessuna cassa integrazione per i dipendenti Elicona, per loro niente di niente, fatta eccezione per una bella pedatona nel deretano.

    RispondiElimina
  24. Quando 2 giorni fa ho letto la locandina della Nazione "IL CAPODANNO SALVA IL SANTA MARIA DELLA SCALA" pensavo che Der Kommissar avesse commissionato un bel veglione a pagamento al Toti per rimpinguare le casse...

    RispondiElimina
  25. IMPORTANTE
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/01/santa-maria-della-scala-di-siena-se-levento-si-mangia-monumento/339606/
    NESSUN RISCONTRO A SIENA, NATURALMENTE!
    NOTATE CENNO ALL'OPERA DEL DUOMO SULLA QUALE A SIENA REGNA IL SILENZIO PIù ASSOLUTO, QUANDO SCOPPIERA' IL CASO IL pd CHE DIRA'?

    RispondiElimina
  26. Questo è giusto. I tagli devono essere molto più profondo nelle loro tasche. Lasciate che vedano il mondo reale.

    RispondiElimina