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domenica 27 novembre 2011

Il Palio di Ceccuzzi se lo tenga lui...

 
  L'articolo scritto giusto domenica scorsa ("Il mimo e la mimma") ha innescato, a livello di commenti, un interessante dibattito sul ruolo delle Contrade (solidarietà ed altro). Visto anche quello che è successo a livello disciplinare in questo novembre, forse è il caso di una riflessione domenicale. Che partirà dall'ipersintesi del discorso: a tanti, tantissimi (non ultimo lo scrivente) questo modo di gestire il Palio fa venire i conati di vomito (mi scuso per lo stilnovismo...). Il Palio di Ceccuzzi, il PALIUZZI gestito dal "nostro" Sindaco, NON CI PIACE!

   Della mancanza di solidarietà, si è detto; magari fosse solo quella...ciò che si vuole soffocare sono altre cose, che qualunque regime (anche uno a bassa gradazione, come quello senese) teme: per esempio, lo spontaneismo. Che non si vuole più tollerare neanche in campo paliesco, ormai: la vicenda delle punizioni comminate alla Pantera ed al Nicchio sono penosamente emblematiche.
 Pantera punita perchè "al passaggio del cavallo e del popolo...nel territorio della Nobile Contrada dell'Aquila veniva intonato il canto...la "Corrente elettrica è una corrente forte, chi tocca un panterino pericolo di morte", in contrasto agli accordi intercorsi dinanzi al Sindaco".
 Ma ci si rende conto per cosa è stata sanzionata - seppur blandamente - una qualunque Contrada, oggi la Pantera, domani un'altra? In un Palio lacerato dalle scommesse clandestine, da strani arricchimenti di dirigenze miracolate, di fantini che irreggimentano veri e propri cartelli ai loro servigi et alia, il Comune censura un canto come la corrente elettrica...
Lo scorso 14 novembre ho letto con interesse un intervento dell'avvocato Arturo Viviani sulla questione: il quale scrive da contradaiolo, ma anche, e soprattutto, da persona assennata. Scrive di vera e propria "mania di ingessatura", e ribatte che ormai il Palio si sarebbe ridotto ad una sorta "di spettacolo teatrale anche un po' farsesco, con i contradaioli ridotti a pupi e marionette condotte con i fili dall'alto". Non conosco il Viviani, ma concordo pienamente su ciò che ha scritto e che ho parzialmente riportato.
La "mania di ingessatura", la blindatura dello spontaneismo, per il popolino sozzo; ai tavoli alti, diciamo che c'è più tolleranza per lo spontaneismo: per esempio, uno che fa il Presidente della Banca Monte dei Paschi ha un suo cavallino? Che lo porti pure al Palio, ci mancherebbe, ci mancherebbe: si può forse proibire ad un galantuomo come Lui di farlo? E se qualche suo amico stretto vuole diventare Capitano (magari il suo avvocato, per dire), chi è mai che potrebbe dirgli alcunchè?

 Uno dei commenti all'articolo di domenica scorsa proponeva di lasciare le 17 Contrade in mano solo e solamente ai profittatori sociali che ne mantengono saldamente le redini (ovviamente con le eccezioni di carattere personale, ma senza che mai i disinteressati delle dirigenze dicano mezza parola che sia mezza contro questo obbrobrio), a quelli che sotto elezioni arrivano con il santino giusto e con le promesse ben indirizzate.
Non sarebbe giusto, però la voglia è davvero tanta: il Palio di Ceccuzzi, il PALIUZZI se lo tenga lui, visto che gli garba tanto...

Ps La Brambilla non è più Ministro (se Dio vuole): ma qualcuno - oltre al Cenni ed al Ceccuzzi - ha mai pensato che l'esistenza della Festa senese fosse in dubbio per gli strali brambilliani? Se sì, si presenti - fuori tempo massimo, peraltro - dalle parti di Porta Romana...

8 commenti:

  1. In quest' ultima tornata elettorale c'e' stato un meraviglioso lavoro effettuato SOTTO TRACCIA dal neo sindaco il quale ha trovato terreno fertile nelle contrade rivolgendosi ai GUEVARA delle prime file.

    E QUESTO E' STATO IL RISULTATO!

    Tanto parliamoci chiaro senza trincerarsi dietro un farisaico perbenismo!:Oramai le contrade intese come enti di mutuo soccorso dove la solidarieta' umana dovrebbe essere uno dei fattori sui quali si devono sorreggere non esistono piu'....ORAMAI LE CONTRADE SONO DIVENTATE PER LA MAGGIOR PARTE UN COVO DI ARRAMPICATORINI SOCIALI!

    QUINDI MIGLIOR COSA LASCIARCELI MARCIRE IN PREDA ALLE LORO MIRE E CON I LORO "SANTINI" E CREARSI ALTRI HOBBIES DIVERSIVI E SVAGHI.

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  2. Rinunciare senza lottare è un peccato. Perchè lasciamo in mano a pochi scorretti una cosa bellissima e loro ne fanno quello che vogliono.
    Così gliela diamo sempre vinta e non è giusto.
    In giro sento sempre più persone di contrade diverse lamentarsi della politicizzazione della loro dirigenza. Ma è come in Comune, chi li vota?
    g.b.

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  3. ad ogni sanzione si sentono sempre le stesse dichiarazioni, cambiano solo le contrade. io non dico che siano giuste o sbagliate, ma perchè la gente si lamenta solo quando viene colpita la propria contrada? io non credevo che il palio finisse sotto i colpi della rossa Brambilla, ma sinceramente non credo nemmeno che rischi per una censura per un mancato accordo sui cori (peraltro, per me, giusta, perchè se c'era un accordo e si rompe, si poteva rischiare grosso a livello di ordine pubblico). non è giusta la censura? OK, allora niente accordi e tutto va. io credo che il palio sia sempre più irregimentato, credo che viva anche di quella sottile paura che si percepisce in quei giorni, ma se le cose sono cambiate, scusate, la colpa non è solo del comune, ma soprattutto delle contrade stesse e dei suoi dirigenti.

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  4. MANTOVANI PAOLO28 novembre 2011 13:13

    Con questo sinteticissimo post colgo l'occasione di dire apertamente che oramai il mondo delle contrade rispecchia a pieno IL PRODOTTA CHE L'ODIERNA SOCIETA' OFFRE NEL QUOTIDIANO...voi prendete atto in che pezze e' ridotta l'odierna societa' e traetevene le vostre dovute conclusioni.

    IL PALIO E LE CONTRADE SUBISCONO L'ANDAMENTO DEL CAMBIAMENTO DEI TEMPI...E COSI' E' SEMPRE STATO E SEMPRE LO SARA'!

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  5. la giunta Cenni e quella entrante di ceccuzzi sono riusciti nella non facile impresa di portare allo sfacelo la più bella e unica festa secolare nel mondo, complimenti vivissimi

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  6. Si potrebbe dire di più: più hanno tuonato per difenderla rispetto all'esterno (pericolo più immaginario che reale, come si è visto), più l'hanno logorata (o fatta logorare) all'interno, enfatizzando difetti magari già ben radicati nel tempo (clientelismo e carrierismo dirigenziale su tutti). E ricordiamoci che il Cenni, se era conosciuto da qualcuno in città era quasi esclusivamente perchè era Presidente di Società del Nicchio...
    L'eretico

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  7. A chi abbaia il Ceccuzzi ora che la Brambilla s'è levata dai coglioni?

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  8. Certo che adesso gli avrebbe fatto parecchio, parecchio comodo avere al Governo una Brambilla su cui scaricare il peso del malcontento, a mo' di capro espiatorio esterno. C'è qualcuno che crede che la caduta del Governo Berlusconi dispiaccia davvero a Franchino? Se sì, è un grande ingenuo...
    L'eretico

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